Dott. Renzo Zambello
Medico psicoterapeuta Milano

Disturbi sessuali

Quando parliamo di disturbi sessuali ci riferiamo essenzialmente ad alcuni problemi psicologici chiamati Parafilie che sono: l'Esibizionismo e Voyeurismo, il Sadismo e Masochismo, Feticismo, Pedofilia e Travestitismo. Determinare che cos'è deviante e cosa non lo sia implica stabilire cos'è normale e cosa non lo è.

Determinare ciò, nel campo della sessualità, comporta da una parte il pericolo di rifarci a categorie morali dall'altra tener conto di come le valutazioni su questi problemi sessuali riflettono la società che le esprime. Basti pensare che Freud nel 1905 definiva l'attività sessuale come perversa "quando è focalizzata su regioni del corpo non genitale, e soppianta l'abituale pratica genitale".

A nessuno oggi verrebbe in mente di etichettare come perversa una pratica orale-genitale e si ammette che le coppie "normali" abbiano una varietà di comportamenti sessuali. Nonostante questa indubbia maggiore tollerabilità sociale è indiscutibile che alcune persone soffrano di disturbi sessuali con conseguenti disagi psicologici.

Lo stesso Freud aveva notato che tracce di perversione sessuale potevano essere trovate virtualmente in ogni persona, ma McDougall nel 1986 poneva delle restrizioni affermando che fantasie perverse si riscontrano regolarmente in tutto il comportamento sessuale adulto, ma tendono a causare pochi problemi in quanto non vengono esperite come compulsive.

Ancora una volta la psicanalisi ci insegna che non è la qualità ma la quantità che fa la differenza, Non è la presenza di delle fantasie ma la necessità di realizzarle in maniera compulsava. La schiavitù che il paziente sperimenta rispetto a queste fantasie e la loro pervasività nell'io. Stoller (1985) scrisse che le perversioni sono "la forma erotica dell'odio" e asseriva che la crudeltà e il desiderio di umiliare e di degradare il compagno o la compagna, e anche se stessi, è la determinante per classificare un comportamento come perverso. L'eziologia, le cause di tali disturbi sessuali sono in parte ancora un gran mistero. Alcuni A??studiosi hanno suggerito fattori biologici.Nella visione classica psicanalitica, tali disturbi sessuali sono considerati delle fissazioni o regressioni a forme di sessualità infantile che persistono nella vita adulta. Essenzialmente sono due le teorie psicanalitiche che tentano di spiegare le parafile. Una quella di Stoller che le vedeva come un'espressione del desiderio di umiliare, Mitchell (1988) le intese invece come una sfida alla prepotente influenza della figura materna interna, a volte l'unica area nella quale il soggetto perverso riesce ad affermare la sua indipendenza La psicoterapia dei disturbi sessuali non è facile, spesso il paziente è resistente, tende razionalmente a sottovalutare il suo comportamento sessuale, negandolo come problema. Solo i pazienti che provano un certo disagio per i loro sintomi, possono essere in grado di superare una iniziale resistenza e a formare una alleanza terapeutica con il proprio psicoterapeuta . Solo allora paziente e terapeuta potranno iniziare a cercare i significati inconsci del sintomo e la loro funzione all'interno della personalità del paziente.

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