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Domanda allo psicoterapeuta:


Salve dottore, scusi il disturbo, volevo ricordarle che le ho mandato un secondo messaggio, risponde? Grazie, buon lavoro

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signore,
premesso che questo è un servizio puramente di informazioni indicazioni e non di terapia.
Io non entro, né potrei farlo, nel merito delle terapie dei miei colleghi.
Ciò che le potevo dire glielo avevo detto fin dalla prima risposta.
Buone Vacanze.


Aggiunto: Agosto 1, 2017
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile dottor Zambello,
Son un ragazzo di 37 anni, a 20 anni ho iniziato un percorso con uno psicologo fino ai 30, dopo di che i miei genitori, visto i risultati che non arrivavano, si sono rivolti al centro di salute mentale della città e lì la psichiatra ha detto che ho una psicosi tendente al negativo, mi ha prescritto una terapia farmacologica a base di olanzapina da 10mg da prendere una volta al giorno fino a qualche mese fa, in cui dall'olanzapina siamo passati all' Invega da 6mg, sempre una volta al giorno. Volevo chiederle se è normale prendere psicofarmaci per un periodo di tempo così lungo, non fanno male a lungo andare? Un giorno potrò smettere di prenderli? E' un supplizio! Inoltre con la psichiatra non ci sono colloqui come li avevo con lo psicologo e mi mancano. Con lui mi sentivo capito, era l'unica persona importante della mia vita, pensi, addirittura più importante dei miei genitori. L'ho sempre considerato come una sorta di maestro, glielo anche detto, e io il suo discepolo. Con la psichiatra tutto questo non c'è, sa solo dare farmaci, e per me è davvero una sofferenza. Anche con lo psicologo "soffrivo", per via del setting, ma in quel caso faceva parte di un percorso, aveva una logica, che accettavo, perché sapevo che lo psicologo si comportava così per il mio bene, e il suo, anche se sul momento non lo capivo e mi sentivo non accettato da lui, ma il rapporto era strutturato in quel modo, c'erano delle regole che io avevo imparato ad accettare. Che bei tempi! Adesso tutto questo è svanito, inghiotto una pastiglia e... Quando finirà tutto questo? La ringrazio per lo spazio dedicato, aspetto una sua risposta.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signore, la risposta ai sui disagi evidentemente non potevano essere solo psicoterapeutici, E' verosimile che in lei vi sia una base organica.ma evidentemente non possono neanche essere solo farmacologici. Lei ha bisogno di un supporto psicologico. Chieda a suo padre, alla Dott.ssa, a chi può decidere di riprendere la psicoterapia, senza abbandonare la terapia farmacologica.


Aggiunto: Luglio 30, 2017
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Domanda allo psicoterapeuta:


Caro dr. Zambello

Le scrivo questa domanda, perché ho letto sul suo sito, che si occupa anche di eiaculazione precoce, un disturbo di cui soffro ma non seguo nessuna cura specifica, anche se, casualmente, ho scoperto che fumando mariuana e i suoi derivati, questo disturbo è scomparso. Pensi, adesso faccio l'amore anche per più di mezzora abbondante, con piena soddisfazione della mia compagna, ma ovviamente, come potrà intuire, non penso che la mariuana sia la soluzione, sia perché è illegale, e sia perché rimane pur sempre una droga, e fa male. Volevo sapere, se il mio disturbo, visto che l'ho risolto in questo modo, si possa escludere una causa organica mentre invece è da ricercare la causa a livello psicologico. Grazie per la sua attenzione. Arrivederci

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Domenico,
non ho alcuna esperienza sull' utilizzo della marijuana.
Tendo a pensare che sia semplicemente per lo stato un po' alterato di coscienza che questa provoca, distaccando il soggetto dai "cortocircuiti" mentali che sono nella stragrande maggioranza dei casi la vera causa della eiaculazione precoce.


Aggiunto: Luglio 24, 2017
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buonasera dottore, rieccomi qua, si ricorda di me?Le avevo chiesto dei consigli su cosa fare con la mia fidanzata che volevo lasciare ma non avevo il coraggio, perché lei(la mia fidanzata) mi aveva minacciato che se l'avessi lasciata si sarebbe fatta venire un esaurimento, e quindi rimanevo legato a lei anche se non l'amavo. Beh, dopo l'ultima risposta che mi ha dato lei dottore, dove mi aveva consigliato di allontanarla perché io ero un "narcisista pericoloso", è scattato qualcosa, mi sono fatto forza, e le ho scritto un messaggio dicendo di non cercarmi più. All'inizio mi tempestava di messaggi via via diminuendo. So che sta bene, ma non si è rifidanzata. Per fortuna non convivevamo, quindi è stato relativamente facile chiudere il rapporto. Per quanto riguarda me, vorrei entrare in convento e farmi frate, ho chiuso con la vita, non sopporto di far soffrire le persone e di illuderle in questo modo. Cosa ne pensa?

Risposta del Dott.Zambello: La scelta religiosa, soprattutto all'interno di Ordini cattolici, richiede a monte un sufficiente equilibrio affettivo.
Pensare di utilizzare la struttura religiosa ai fini di compensare delle proprie difficoltà è una ingenuità che può costare cara.
Purtroppo le istituzioni religiose sono poco attente alla formazione della personalità, concentrate come sono sulle problematiche della morale e religiose.
Faccia prima una bella analisi per almeno 5-7 anni e poi, decide.


Aggiunto: Luglio 18, 2017
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Domanda allo psicoterapeuta:


Grazie dottore per la sua risposta. Sono credente e la preghiera e' presente nella mia vita. Mi fa stare bene dentro e spero che mi aiuti a mantenermi equilibrata e serena con gli altri. Ma quello di cui ho bisogno in questa fase della mia vita, credo sia nello specifico, con il mio compagno, un metodo per disinnescare il processo per il quale scatta la lamentela per un nonnulla e poi il silenzio,. Vorrei sorprenderlo co una reazione diversa. Votrei fargli capire non a parole che la vita e' solo una e che intodsicare se' e gli altri con manifestaziotni continue di indodfisfazione su totyo e tutti stanca e toglie energia , vita e complicita'. Che le relazioni cosi' si lacerano e che l'abitudine non puo' soddisfare perche' e' una non scelta di vita. Do altro e ho bisogno di altro. Parlarne non ha prodotto che musi lunghi, silenzi e rifiuto di capire. Come se solo lui fosse stanco. Non lo.voglio a tutti i costi. Vorrei che pensasse veramente di perdermi e scegliesse tra noi e il nulls perche qui io non mi ritrovo e tra il nulla e me. Scelgo di coltivarmi e riespandermi. Ma se vuole recuperare pet non perderci sono la petsona piu felice del mondo. Non so dottore se ho espresso in manieracomprensibile cio che sento....si puo' fare qualcosa?grazie

Risposta del Dott.Zambello: Non lo so cosa vuole fare il "Buon Dio", per definizione, può tutto, quindi lei ha buoni motivi di sperare.
Sul piano reale, la relazione tra lei e il suo compagno, mi sembra indirizzata ad un ripetersi stanco di comportamenti nevrotizzanti.
Avrebbe una possibilità di verificare quel interesse empatico
5che lei cerca quotidianamente da lui: lasciarlo. Si accorgerebbe come si attiverebbero in lui tutti quei canali emotivi che ora sembrano chiusi. Però, non le assicuro proprio che poi rimarrebbero nel tempo aperti, anzi.


Aggiunto: Luglio 16, 2017
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Domanda allo psicoterapeuta:


Grazie dottore. Scusi tutti gli errori..
la foga nello scrivere...credo che la vita non sia una prova di resistenza....ma l'unica occasione per essere felici. Almeno come predisposizione, stato d'animo...bisognerebbe sentirsi intimamente grati alla vita per ogni giorno, sorriso, occasione. Per il sole,il sonno l'amicizia. La fiducia.l'amore di chi ci ama e di chi amiamo. Poi accade di tuuto. Lo sappiamo bene. Davvero ditutto. La differenza la facciamo noi con il nostro modo di vivere e accogliere le cose. Tanti errori nostri, abbandoni, pericoli difficolta economiche, di lavoro e malattie. Solitudini. Lutti. Pero' qualunque cosa si stia vivendo la leggerezza , l'accoglienza per cosi dire, non dovrebbe abbndonarci, la capacita' di vedere il bichhiere mezzo pieno. Di sorridete e di sorprenderci anche solo per la meraviglia di un fiorellino che sboccia sulla pianta in balcone. Non mi vogio intristire. Lavoro con i malati terminali( ufficio) . Devo trovare il bello ogni giorno. A. Ho bisogno di sentirmi amata , come tutti e di sapere chele persone che amo e di cui mi prendo cura mi amano, sanno apprezzare le tante piccole o grandi cosr che viviamo insieme. Sono stata molto felice con il mio compagno e abbiamo affrontato problemi economici, di lavoro mancante...adesdo che potremmo vivere meglio forse ha paura di petdere il controllo, come fice lei, su di noi e sulle nostre aspettative. Forse teme di non essere abbastanza anche se economicente puo dare fi piu. Mi manca un po' di leggerezza. Mi spiace accorgermi che spesso temo in anticipo chrcritichera, che discuteta du questo e quello. Spesso accade e quando non e' cosi....mi sono rovinsta la giornata e ho perso sppunto la leggerezza. Ho bisogno di conservare l'amore pet la vita. Per me e' irrinunvisbile. Non solo da rimproverare perche' e' stanco. Ok. Lo diamo tuuti. Ma io non gli vomito addosso cattiverie e insicurezze. Devo trovare il modo fi respirare a pieni polmoni. lo yoga secondo lei mi potrebbe aiutare? Grazie
. :o

Risposta del Dott.Zambello: Ha ragione. La felicità è in noi. Come é possibile avvicinarsi ad essa o per lo meno, avere la consapevolezza di percorrere la strada giusta per raggiungerla o per lo meno avvicinarsi? Questa è la domanda più importante che come uomini possono porci.
Io non ce l'ho la risposta, tanto meno una risposta che vale per tutti.
Penso che la terapia junghiana è una di queste possibilità. La meditazione, la preghiera e anche lo yoga forse, sono altre possibilità.


Aggiunto: Luglio 15, 2017
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno dottore. Rieccoci. Non c'e' proprio pace per me. Le ho scritto l'ultima volta qualche mese fa racvontandole vhe il moo compagno, forse troppo stanco per un lavoro pressante ( direttore personale di azienda con 300 persone) aveva perso serenota e voglia di vivere. Siamo partiti 5 gg. A giugno. Bel viaggio. Siamo stati bene insieme ma un giorno ha avuto da ridire perche la mia intenzuone di sndare ib palestra per sentirmj megkio e rimanere in forma non gli e' piaciuta e ha montato un a disvussione infinita mimacviando di ripartire subito. Poi rientrato il tutto. Lo scirso fine settimana siamo andati al mare in un nostro posto. Scoperto per cado e che per noi rappresenta beneseere cimplicita e totalerelax. Tornati lunedu. Gia stamattina pet quakcisa fyoru posto a casa ha mintaro un macello dicendo che io e mio figlio con cui vuvismo xe ne freghiamo di lyi. Che non ne puo piu e ha deciso di andare via. Non ne posdo piu io di questa instabilita affettiva , di queste continue lamentelw, dekka sua insicurezzq. Io lo amo anche con tutti i difetti. Lui taglua il capello in 4 e ha sempre da lamentarsi. Spara a zero sul laviro, sulla casa sui miei difetti insopportabili. Rovina tutto. Non e' affettuoso ne' accomidante pretende attenzioni continue. Avro' sicuramente sbagliato milte cosr in questo rapporto. Che adedso e' vosi. Sono statamolto felice.adedso non lo.riconosco e non do come recupetare e lo vorrei ma lui approfitta e si lamenta se.pre. non sorride mai.e questo non lo sopporto. Graxie per la sua risposta

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signora,
si dia pace. O lei accetta il suo compagno così, con i suoi alti e bassi, con la sua rigidità caratteriale, con il suo bisogno nevrotico di tenere tutto sotto controllo tutto o, lo lascia. Mi creda, possibilità che le cose cambino non ne vedo.


Aggiunto: Luglio 14, 2017
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Domanda allo psicoterapeuta:


Le spiego. Se entro in un' aula e dico ho lasciato un posto ben remunerato per fare corsi di formazione in vari enti che é cosa diversa da un couch dove per couch intendendo un motivazionale e non un formatore, non ti presenti con un materiale scopiacciato. Preparare materiale fa parte del tuo lavoro visto che hai lasciato un altro per fare solo questo e cioè insegnare. Preparare materiale ė didattica e non fare ricerca. Poi scrivi sulla carta di fare un corso e poi ne fai un altro, quanto professionale sei?
Ora, visto che le ho spiegato quello che lei voleva sapere, mi può spiegare aggressività che mi frega?

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Dottore,
Che le piaccia o meno, tutti i rapporti umani sono regolati da una pulsione con la quale facciamo i conti tutti: l'aggressività.
Lei, per quello che capisco io, gestisce male la sua. Le conseguenze sono inevitabili.
Ora, io non sono il suo analista, non so bene come è perché ciò accada , né di quanto lei ne sia consapevole. Come le dicevo prima, se ne ha consapevolezza, investa in questo.
Se non le serve, lasci cadere quanto le ho detto.
Altro non so.


Aggiunto: Luglio 9, 2017
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile dottore,
ho passato la soglia dei trentanni, laureato ma non lavoro. So che lei non è esperto in psicologia del lavoro ma vorrei un consiglio comportamentale.
Quest'estate sono stato contattato da una agenzia di lavoro interinale molto prestigiosa per svolgere un corso gratuito che ha per oggetto il funzionamento della grande organizzazione organizzato. Beh ho detto vado: imparo qualcosa anzichè stare a casa.
Ho avuto una piccola discussione con il formatore.
Premesso che il fornatore non sta rispettando il programma che dovremmo fare avendo lui avuto un'esperienza in risorse umane e non nella grande distrubuzione organizzata e quindi si fa altro. Sono stato considerato bambino quando, in seperata sede e non in pubblico, gli ho fatto notare che il materiale che stava usando veniva distribuito dalla mia università e dalla mia professoressa per l'esame di organizzazione aziendale. Mi ha detto: "sei un bambino, sei ancora ancorato al mondo universitario chiuso mentalmente perchè pensi allo studio; a me non interessa quando esamino un ragazzo le sue conoscenze ma quello che mi puoi dare. Sei un agnellino che non può svolgere lavoro di responsabilità perchè sei buono e non va bene".
Sinceramente a freddo ci sono rimasto male ma poi ho pensato a due cose: la prima che un professionista non si copia il materiale di un altro professionista perchè poi è anche un reato che è quello di plagio; la seconda è il ricordo di un pensiero espresso da una opinionista in un programma televisivo e cioè che il potere deve essere dato a persone che hanno delle conoscenze e delle competenze altrimentì la società va allo sbaraglio.
Seguirò il corso e ,come al solito, vedrò di prendere il meglio che una persona mi può dare. Ma la mia difficoltà e che questo formatore ogni poco lancia lo slogan del tipo " se sarete venditori o lavorete in un'azienda dovete pensare solo a vendere, a fare profitto e cose del genere".
Io nel lavoro vorrei vedere anche altro e mi chiedo se oggi avere ancora dei valori è un valore. A voi la risposta!?

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Dottore ,
Purtroppo non sono neanche un comportamentista, faccio lo psicoanalista.
Però, se me lo concede, avrei comunque qualcosa da suggerirle.
Caro Dottore, il problema per lei, non è la carenza di lavoro e tanto meno che il formatore si serva di testi preparati da un insegnante universitario ma, la sua aggressività.
Lei, contrariamente forse a ciò che appare a livello superficiale, lei cova dentro di se' una grande aggressività che alla fine la "frega".
Se vuole impegnare il suo tempo e energie, lasci stare la formazione professionale e lavori su se stesso.

Mi dice per curiosità perché un formatore, un coach che lavora in una società, non dovrebbe usare testi universitari o ricerche universitarie preparate da antri? Non è mica un insegnante universitario dal quale ci si aspetta originalità e ricerca personale. Un formatore deve utilizzare, insegnare a utilizzare nel migliore dei modi, secondo le sue categorie e quelle del Società per cui lavora, tutto ciò che conosciamo al fine di produrre.
È legge del mercato.


Aggiunto: Luglio 8, 2017
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Domanda allo psicoterapeuta:


Grazie dottore

Aggiunto: Luglio 4, 2017
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