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Domanda allo psicoterapeuta:


Buonasera dottore; la ringrazio per la cortese riposta.
Il mio attuale terapeuta non è un medico; nel caso, potrei, in accordo con lui, sostenere una visita psichiatrica per, eventualmente, percorrere sia la strada psicoterapica (con il mio attuale terapeuta) e la via farmacologica (con lo psichiatra). È un'opzione da tenere in considerazione secondo Lei?

Risposta del Dott.Zambello: È la strada giusta. Tutti i protocolli e i lavori clinici suggeriscono la strada che lei propone.
Complimenti.


Aggiunto: Aprile 3, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gent.mo dottore,
le scrivo perché non me la passo bene per niente. Come da pseudonimo, è una vita che "aspetto" qualcosa (che non so nemmeno io) e che puntualmente non arriva. Sono bloccato nella vita, su tutti i fronti (lavoro, amicizie, sfera sessuale) e non so più dove sbattere la testa. Ho fatto diverse terapie ma senza successo. Da qualche mese ne ho iniziata una a indirizzo dinamico però mi sento di essere un po' bloccato nei confronti del terapeuta, certe cose (per esempio del mio passato e della mia sessualità) non riesco a dirle perché mi vergogno e ho paura di non concludere niente nemmeno con questa terapia. Mi sento un fallito, un perdente perché, in effetti, ho fallito in tutto e ho sempre perso. Ho paura di aver perso il "treno della vita", sono un trentenne però mi sento vecchio, quasi morto dentro. Ho paura di non riuscire a realizzarmi, la mia vita è a pezzi veramente e io non so cosa fare. Da un decennio sono in caduta libera e non so cosa fare per "fermarmi". Ho provato anche ad affidarmi alla fede, ma non è migliorato niente. Mi sento così inferiore nei confronti di chiunque che non so davvero come risollevarmi. Non so più cosa fare, mi sento senza speranza e disperato

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signore,
Io non posso fare una diagnosi via email, tanto meno ipotizzare dinamiche psicologiche che la bloccano.
Mi sento però di poterle suggerire di consultare un terapeuta che sia anche medico. Se il suo lo fosse, le consiglio di dirle esattamente quello che ha detto a me


Aggiunto: Aprile 2, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottore, è stato molto gentile nel rispondermi e la ringrazio. Sono sempre stato uno tendente all’invidia soprattutto sociale, ma da quando un anno fa questi vicini di casa stranieri sono venuti a abitare vicino a me, la cosa si è ingigantita e la mia vita è diventata un inferno (per i motivi che le ho scritto nell’altro messaggio). Il fatto è che mi sento come se loro togliessero qualcosa a me, in termini di opportunità di lavoro e tenore di vita. Penso “ecco, loro staranno in italia a avere successo e guadagnare e invece io sarò sempre uno sfigato e sarà tanto se guadagnerò mille e duecento euro al mese”. A volte piango di rabbia pensando che loro ce la stanno facendo e io invece fallisco qualsiasi cosa faccia. Io avrò pace solo se riuscirò a guadagnare più di loro, ma ho paura che fallirò perché alla fine mi sento un fallito senza speranza. Vedere i miei vicini stranieri senza arte ne’ parte (perché non è che siano chirurghi, notai o avvocati di successo) che prosperano mi fa venire una invidia e rabbia mai provata e accecante. Gliel’ho scritto anche nell’altro messaggio: sto pensando addirittura di cambiare casa per non vederli più. Io volevo essere una persona di successo e invece non ci sto riuscendo, tutti i miei sogni sono andati a quel paese, non ho più speranza nella vita, non riesco a migliorare la mia vita e vedere i miei vicini stranieri che invece hanno migliorato la loro vita rispetto a quando erano nel loro paese di origine, beh mi fa venire voglia di eliminare loro o di suicidarmi, ma tanto purtroppo non lo farò perché sono troppo inetto anche per suicidarmi. Il destino è stato crudele con me, la vita mi ha fatto solo carognate e sono sicuro che il Signore si diverta a torturarmi e a vedermi soffrire come un cane (perché io soffro come un cane, anzi peggio di un cane), perché il destino mi vuole così male e ha messo queste persone proprio a vivere vicino a me? Non avrei mai pensato di cadere così in basso nella vita, di arrivare a invidiare degli stranieri senza arte ne’ parte arrivati chissà come in italia. Non ho nemmeno più voglia di provare a migliorare la mia vita, perché tanto so che sarà inutile perché tanto i miei vicini stranieri saranno sicuramente più avanti e più in alto di me. Ho perso anche quella poca voglia di impegnarmi che avevo. Non so perché mi sono così ossessionato con questi vicini maledetti (perché loro sono dei maledetti, ma ancora di più maledetti sono quelli che li hanno assunti e che li fanno lavorare e guadagnare: spero che falliscano miseramente). Mi sento in un incubo e non so come uscirne, a volte vorrei morire, non vedo la luce in fondo al tunnel, a volte penso che l’unica cosa da fare sia cambiare casa e cercare di dimenticarmi di questi soggetti. Cosa ne dice sul cambiare casa? Nell’attesa di trovare un medico che possa aiutarmi, ha qualche consiglio da darmi?

Risposta del Dott.Zambello: Un solo consiglio: chieda aiuto ad un medico psicoterapeuta..
Auguri.


Aggiunto: Marzo 23, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buonasera dottore,
le scrivo questa email per avere un conforto morale.
In questo periodo sto soffrendo molto perché sono chiuso in casa. Non è che la mia vita fosse una vita frenetica: sono sempre stato un uomo casalingo per risolvere i problemi di mamma e papà.
Papà è stato un tipo donnaiolo e non ha mai portato avanti la famiglia, al di là di portare i soldi a casa. Mamma invece mi ha considerato come un marito e mi ha ammollato per 10 anni mia nonna malata di demenza senile.
Niente oggi le solite discussioni con i miei e con mio fratello.
Si parlava dei miei genitori e di come all'età di 70 anni sembrano 80enni.
Mio padre ha già avuto problemi di saluti anche per uno stile di vita disordinato: mangia male con una alimentazione piena di grassi.
Io che sono un obeso di terza categoria, adesso sono a dieta seguito da un biologo nutrizionista iscritto all'albo, mio padre mi riprende di questa cosa. Parlandone con mio fratello, lui mi fa che mio padre se mi riprende, anche sulla dieta, può farlo perché lui è padre e io il figlio; può riprendermi perché mi mantiene (ho 34 e non lavoro perché sto stato dietro da fesso dietro i problemi dei miei genitori ) e che non lo posso io riprenderlo perché è padre.
Lui lavora, di età ne ha 30 ma vive in casa con noi. Nella mia testa ho pensato quale fosse il concetto di famiglia di mio fratello. Mi devo sentire in colpa se mio padre mi da 50 euro nella tasca o mi compra un paio di scarpette o una maglietta visto che sono stato sfortunato a non lavorare?

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signore,
Si cerchi un lavoro suo. Con la sua esperienza, se non può fare di meglio, può andare ad aiutare qualche persona anziana o lavorare in qualche ditta di pulizie. Faccia il commesso, anche part-time. Faccia quello che vuole o trova ma esca di casa.
Se un giorno dovessero mancare i suoi, cosa farà? Il badante di suo fratello?


Aggiunto: Marzo 22, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottore, ho una invidia che mi mangia... credo mi scoppierà il fegato fra non molto. La mia invidia ultimamente ricade sui miei vicini di casa stranieri, lavorano, si danno da fare e io ho paura che abbiano più successo di me e li odio. Li vorrei vedere morti. Io mi sento uno sfigato in confronto a loro e penso "ma come? questi qua arrivati in italia non so in che modo, partiti "svantaggiati" adesso mi superano nella vita? ma come è possibile? sono dei maledetti e devono morire". Io dottore, quando sono in casa, non riesco a non pensare a loro, al fatto che abbiano un lavoro e guadagnino (anche discretamente bene penso). Mi sembra che loro riescano sempre a cavarsela, che abbiano trovato la loro "fortuna" in italia, mentre io di fortuna non ne ho mai avuta, anzi la vita mi ha sempre preso a calci e mi ha solo dato dolore e fallimenti. Allora, io accetterei di avere un vicino notaio e, sebbene lui sarebbe in una posizione molto superiore a me, non lo odierei più di tanto perché penserei "ok, ha studiato anni e anni, merita di guadagnare più di me" ma questi miei vicini di casa stranieri proprio non riesco ad accettare che vivano meglio di me; ho la sensazione che abbiano più opportunità di me, che abbiano delle prospettive migliori delle mie e che cadano sempre in piedi. Dottore, io sono arrivato al punto di odiarli e sto addirittura pensando di cambiare casa per non averli più vicino, la loro presenza mi ha rovinato la mia già scarsa autostima, mi sta venendo la gastrite perché li odio, li invidio e per questo li detesto.
Dottore io sono a pezzi, non ce la faccio più, mi sento un fallito in confronto ai miei vicini di casa stranieri, sono arrivato ad avere anche pensieri di suicidio. Mi dia un consiglio, io mi sento un perdente in confronto ai miei vicini di casa stranieri

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signore,
credo che anche lei convenga con me che il suo pensiero disturbante è solo un delirio.
Lei non sa niente di loro. E, comunque sia, loro non le tolgono né danno niente.
È tutta una sua fantasia.
Giacché questa fantasia comincia a diventare veramente un disturbo, le consiglio di chiedere aiuto a qualcuno. Meglio uno psicoterapeuta medico.


Aggiunto: Marzo 22, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno caro Dottore, in questi giorni di reclusione forzata mi ritrovo a pensare a svariate cose e a scontrarmi col pessimo rapporto con i miei genitori ormai 70enni. O meglio, forse dovrei dire della scarsa stima che hanno di me.
Sono divorziati da 30 anni o più e vivono in paesi diversi dal mio.
In questi giorni cerco di farli sentire meno soli facendo chiamate e video chiamate anche insieme ai miei 3 figli più volte al giorno.
Se non fosse che mi scambiano per il "cestino" in cui riversare tutta la loro frustrazione, così come hanno sempre fatto effettivamente ma ora come ora lo trovo poco tollerabile. Sarà la situazione.
Mi sono permessa di raccogliere per loro numeri di telefono di negozi dei loro paesi che effettuano consegne a domicilio ed effettivamente dove vive uno dei due non ne esistono per i generi alimentari. Motivo per cui faccio io la spesa per lui e gliela vado a consegnare a 20km da qui. Peccato che nei giorni scorsi scopro che mia madre ha chiamato tutto il parentado parlando male di me e dell'ex marito e dandoci dei titoli davvero offensivi. Primo perché lui non va a farsi la spesa da solo (ma a 76 anni sono io che gli ho detto di evitare) e secondo perché io sarei la cretina che non capisce che potrebbe andare da solo.
Ammetto, pur conoscendola bene, di esserci rimasta male nel sapere che nonostante le mie chiamate, le mie raccomandazioni, mi faccia seicento chiamate al giorno xche non sa come riempire il tempo, pur sapendo che sto lavorando tanto da casa e ho tre figli e relative lezioni online, poi riesca a trovare anche il coraggio di parlare Continuamente male di me :!thinking:
Le sue chiamate verso di me sono tutte per parlare male di vicini e parenti.
Mio papà nel frattempo che sta a casa e attende la mia spesa, le medicine, i giornali ecc ecc oggi mi tratta come una emerita deficiente e il tutto perché mi sembrava di fare cosa gradita inviandogli informazioni del suo comune prese in rete visto che non ha social e tenerlo aggiornato sui suoi paesani. Per cui su cosa accade, cosa organizzano e altro.
Bene, gli mando una notizia di paese e mi aggredisce dicendo che sono fake news. Lo rassicuro dicendogli che non lo sono, gli spiego e rispiego (certo non è uno stupido o uno sprovveduto vecchietto. Ha 76anni Quasi. Molto in gamba, un ingegnere che frequenta l'università e spesso lavora ancora con vecchi colleghi).
Niente da fare mi ha ricoperto di messaggi poco carini dicendo le cose più svariate.
Bah...capisco che a 40anni suonati certe cose dovrebbero fare solletico, capisco che sono mamma prima di essere figlia ma mi creda.. Sono stanca. Stanca.
Non sa quanto tempo sono stata in analisi a causa dei loro atteggiamenti da sempre. Del dover far sentire le persone stupide e inadeguate o ridicole addirittura.
Possibile che anche in questo momento non riescono ad avere, non dico riconoscenza, ma un po' di affetto nei confronti della loro unica figlia sbagliata.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signora,
faccia una cosa semplice: dica a tutti e due che se hanno bisogno di lei devono chiedere cosa vogliono. Stop.
Inrerrompa le telefonate inutili e accusatorie.
Sia forte in questo: la sua risposta sia: pronto cosa vuoi e, scusa non mi interessa, quando il discorso diventa solo uno sproloquio.


Aggiunto: Marzo 21, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottore chi fa carità va sempre ringraziato. Avrò formulato la domanda in modo errato ma osservo e non giudico che ci sono molti personaggi famosi (che poi guarda caso sono artisti di un certo spessore e che conducono una vita riservata che fanno del bene senza fare proclami mentre invece altri, i più giovani che sono diventati famosi grazie ai social, lo sbattono ai quattro venti.
Come mai secondo lei questa forma di esibizionismo?

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signora, le ricordo quello che diceva Madre Teresa di Calcutta, quando riceveva un'offerta che non aspettava a lei giudicare chi l'aveva fatta, a lei il compito di farla fruttare nell'utilizzo nel modo più utile possibile .
D'altro canto lei se la sentirebbe di giudicare una notizia come questa: Coronavirus, Fedez-Ferragni raccolgono 4 milioni: Nuova terapia intensiva San Raffaele Milano in due settimane
15 MARZO, 2020
Arriva l'annuncio di Fedez via Twitter. Un post insieme a un video. "Al San Raffaele sono già partiti i lavori per convertire il campo sportivo dell'Università in un nuovo reparto di terapia intensiva. Dovrebbe essere operativo in sole 2 settimane. Grazie agli operai che lavorano giorno e notte per rendere tutto questo possibile", dice il rapper.

Io dico solo grazie a Fedez e alla Ferragni.


Aggiunto: Marzo 15, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottore,
come sta?
In questo periodo sono a casa perché è vietato uscire se per non casi di necessità.
Ho visto anch'io, ieri sera alle 21, andando al supermercato a fare la spesa (vado in orario più morbidi) molti 70enni per strada come nulla fosse e per tv ascolto la notizia di come molti personaggi famosi stanno facendo donazioni. Come mai secondo lei questo sentimento di dire di fare del bene? Non vale più la parola "Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. 2 Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 3 Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, 4 perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà."?

Risposta del Dott.Zambello: Premetto che come 70enne me ne sto a casa e se esco, per necessità, metto la mascherina. Poi, non ci trovo niente di male che persone conosciute si attivino per dare informazioni utili o promuovere raccolte di soldi per delle urgenze sociali. Il loro tempo è la loro visibilità è quello che possono dare: grazie.
Si è dimenticato un commandamento: «Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato» (Luca 6,37).


Aggiunto: Marzo 15, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile dottore, in questo brutto periodo che stiamo vivendo, dove siamo tutti esposti e fragili, leggo sui social ancora troppa gente che dice che sostiene che il COVID-19 non esista, che sia tutto un complotto dei poteri forti per instaurare una dittatura e manovrare le masse. Esortano a uscire di casa, riaprire le attività e frequentare ristoranti e bar, in barba ai decreti di contenimento. Come giudica questo atteggiamento? A quale meccanismo di autodifesa è riconducibile? Negazione? Concretamente, che cosa si può fare per denunciare queste persone?

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signora, io credo che questi momenti di profonda instabilità che viene dall'esterno, ognuno di noi mostra la propria struttura ìnterna. La vera saggezza che ha conquistato.
Devo dire che è emozionante vedere quante persone sappiano leggere la realtà è vi si adattino, la accettano, la usano per scoprire cose che prima non avevano tempo di coltivare. Tante.
Poi ci sono i negazionisti. Ci sono anche rispetto situazioni storiche ben più drammatiche:la Shoah.
Perché lo fanno? I motivi possono esserne tanti, nello specifico di questa situazione di oggi io credo che vi sia, come lei dice, un meccanismo di negazione per una inaccettabile paura della morte.
Poi vi sono i Boris Johnson. I folli che continuano a usare il loro potere solo nel tentativo di una vittoria personale. Non temono assolutamente di mettere in pericolo milioni di persone, l'importante è vincere.


Aggiunto: Marzo 14, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Perché la vita è sadica con me?
(Avrei anche scritto che dio è un sadico ma, dopo tutte quello che ho passato, ho perso la fede).

Risposta del Dott.Zambello: Ma no, la vita non è sadica, matrigna, la vota è natura, niente più.
Siamo noi che possiamo vivere o meno le possibilità di vita, di crescita, piccole o tante che siano.


Aggiunto: Marzo 14, 2020
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