Studio: Via G. Fiamma 15, 20129 Milano Tel : 02 6697907 Cell :347 2282733
Menu



Domanda allo psicoterapeuta:


Gentilissimo vorrei un consiglio a una situazione difficile che sto vivendo adesso. Brevemente le raccondo il mio passato che è fatto di un padre puttaniere, una mamma troppo invadente che mi ha cresciuto come una femmina e non un maschio (peró a mio fratello minore non ha creato nessun disturbo), tanto bullismo e tante violenze e i miei genitori hanno sempre chiuso gli occhi. Per fortuna quest'anno sono uscito di casa trovando un lavoro precario nella pubblica amministrazione come personale ausiliare nella scuola. Contratto fino all' 8 giugno. Dalla sera alla mattina da Napoli mi sono trasferito a Como. Ho trovato diverse difficoltà, quella in primis di trovare casa che poi ho riuscito a trovare. Una coppia di anziani mi ha affittato una mansarda in un villino dove vivono loro. Mi creda che io esco la mattina e torno la sera alle 20 e questi due vecchietti ogni sera a lanciarmi frecciatine del tipo tieni troppo accesa la luce, stai consumando troppo acqua e gas. Questo perchè dovendo stare per 4 mesi, loro e non io mi hanno proposto in nero un affitto forfettario comprensivo di utenze. Sto sopportando ma quello che mi ha scioccato sono i miei genitori. Essendomi allontanato da loro, riesco a capire meglio per come sono. Mio padre che ha 70 anni e mia mia madre 60 sono due stupidi. Mamma mi dice di scendere giù a Napoli appena possibile dicendo che il nord non è per te cioè noi meridionali, che su sei solo e che non hai amici, che su a Nord non troverai mai lavoro ecc. Eppure manco giù ho amici e lavoro ma tanti stupidi che mi hanno rovinato e continuano a rovinarmi la vita. Ho detto che non sscendrò più perché tornare giù per me è fare un passo indietro e non avanti. Ma la cosa bella e che mi sconvolge è la seguente. Mio padre è mia madre hanno la possibilità di viaggiare gratis per il lavoro che ha svolto mio padre in una compagnia di trasporti. Ho detto mamma salī per un Week end cosī mi porti i panni estivi e non mi fai spendere 200 euro di treno visto che viaggi gratis. La risposta sua ė stata no e che devo scendere io per andarmi a prendermi i panni. Neppure via posta vogliono spedirmeli. Eppure a detta sua sono il suo preferito. SO Soltanto che mi ha cresciuto da frocetto creanomi tanti problemi del tipo che la lotta e il culturismo sono da gay. Ho il complesso di castrazione, per me la vagina ė una bocca di uno squalo. Che fare. Sarei disposto pure a lavare i cessi e le scale pure di non scendere giù. E questo ė il lavoro che mi ha augurato mia madre. Mi fa meglio tornare a casa anzichė lavare cessi è scale. La mia domanda è semplice. Secondo lei, 1.mia madre mi vuole bene, 2.è talmente scema che non si rende conto di quello che fa, 3 è consapevole di tutto, anche dei miei problemi di identitå sessuale, e fa finta di nulla per avere un bastone per la vecchiaia.
Grazie e spero che pubblicherå questa lettera. Chiedo scusa per gli errori ma sto usando un tablet.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signore,
Grazie per la lettera. È molto intensa e mette bene in evidenza quali possano essere alcuni degli errori educativi dei genitori.
Ma soprattutto, quanto sia grande la fatica che un figlio deve fare se si vuole individuare, staccare da loro.
Credo sia per me doveroso, per poter articolare meglio la mia risposta, suggerirle il mio libro: RICORDI E RIFLESSIONI DI UNO PSICOANALISTA Ed. Kimerik.
Lo può chiedere in libreria e farselo mandare o prenotarlo alla Feltrinelli o Mondadori via on line.
Ho la presunzione di credere che lì troverà qualche risposta in più.
Auguri.


Aggiunto: Aprile 18, 2018
ELIMINA QUESTA DOMANDA RISPONDI ALLA DOMANDA Guarda IP address



Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno Dottore, volevo chiederle un consiglio riguardo ad un mio atteggiamento nei confronti del prossimo.Per farla breve sorrido sempre a chiunque e in qualsiasi situazione, anche in situazioni meno adatte (esempio funerale). A volte non ci penso, altre volte mi crea un disagio enorme. In più molto spesso viene accompagnato da un forte rossore in viso. La ringrazio

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signor Gaetano,
nel 1905 Freud pubblicò un libro dal titolo: "Il motto di spirito".Cosa intendeva lui per ‘motto di spirito’? Una frase, una battuta, aggiungerei nel suo caso, una risata che serve a liberare, in maniera mascherata, una "energia interna" che altrimenti non si saprebbe esprimere.
Per capirci, le sue risate sono l'equivalente dei geyser. Se non vi fossero, la terra scoppierebbe.
Perché si vergogna? Per la natura stessa di questa energia. Essa è energia libidica e aggressività.
Che fare? Prenderne atto. Ha in sé una grande energia. Impari ad usarla in maniera proficua per sé e per gli altri


Aggiunto: Aprile 18, 2018
ELIMINA QUESTA DOMANDA RISPONDI ALLA DOMANDA Guarda IP address


Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno dottore, le scrivo per un consiglio... Mi chiamo Aldo, sono single per scelta e ho 48 anni, un buon lavoro, qualche amicizia di lunga data e una grande passione per gli sport d'acqua, dato che ho avuto la fortuna di nascere e crescere in una bella città di mare. Sono in terapia da quasi dieci anni, dapprima per una forte depressione, poi per altri eventi che nel corso di questi anni si sono purtroppo sovrapposti (tra cui il brusco e inspiegabile allontanamento di mia sorella, unica mia parente, a cui ero e sono visceralmente legato e l'aver dovuto affrontare, da solo, un grave e destabilizzante problema di salute)... La terapia in questi anni, con tutta franchezza, è stato il mio sostegno, e così la mia terapeuta, che è stata sempre mia "alleata", non solo come professionista, ma anche come persona, mi è venuta incontro anche logisticamente, perché nel frattempo ha cambiato residenza e per un po' ha avuto problemi di mobilità, e anche via skype o via telefono, la sua presenza è stata sempre costante. I miei problemi ad oggi non sono risolti, ma sento dentro di me di aver raggiunto una maggiore determinazione e consapevolezza, e pian piano la mia richiesta nei confronti della terapeuta è divenuta sempre più di tipo "umano" piuttosto che professionale. Non sono molte le persone che stimo e di cui ho fiducia, specie dopo l'abbandono di mia sorella e alcune altre vicende familiari, e la mia terapeuta è forse (anzi, senza forse) l'unica persona di cui ho fiducia... mi chiedo se abbandonare la terapia significhi per forza abbandonare, oltre la terapeuta, anche la persona, il rapporto umano. C'è un modo, secondo lei, per chiarire questo aspetto con la terapeuta senza offendere la sua dignità professionale? Temo che dirle in maniera asciutta che adesso, dopo tanti anni, vorrei capitalizzare questo bagaglio di stima e fiducia, ma anche di profondo affetto, fuori da una terapia possa essere mal interpretato... tra l'altro mi ha annunciato che tra un po' andrà in pensione, come dire che, da una parte o dall'altra, le cose cambieranno ben presto... tengo a precisare che per "mantenere il rapporto" non intendo solo poterla sentire per le feste comandate, sento che è, e sarà sempre, un mio (l'unico?) riferimento!

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signor Aldo,
Io non credo che ci possa appellare ad una teoria o ad una prassi per dire cpsa sia giusto o sbaglio in un caso come il suo.
I rapporti terapeutici vanno chiariti e risolti all'interno della terapia. Solo voi due potete decidere come chiudere la terapia e, visti i risultati, io non dubitarei sulla capacità di discernimento della sua terapeuta.
Auguri.


Aggiunto: Aprile 17, 2018
ELIMINA QUESTA DOMANDA RISPONDI ALLA DOMANDA Guarda IP address


Domanda allo psicoterapeuta:


Buonasera caro Dott.Zambello. Le chiedo un consiglio o una chiave di lettura diversa per sopravvivere al mio "problema". Mio padre.
I miei genitori si separano 30anni fa e ancora oggi non si sopportano e non si parlano. All'epoca ero una bambina e mia madre dopo la separazione ha sostanzialmente iniziato a farsi gli affari suoi, trascurando secondo me i suoi doveri di mamma.
Mio padre secondo me aveva chiari disturbi. Di notte faceva le ronde sotto casa citofonandoci e poi scappando o facendo sceneggiate paurose (io ho dormito per anni con la tv accesa per paura di sentire suonare il citofono), mi pedinava quando da ragazzina uscivo, mi faceva la guerra per colpire mia mamma. A volte non ci sentivamo per mesi interi poi tornava alla carica ma dopo poco ricominciava con le sue manie e le sue paranoie.
A causa dei loro continui litigi e delle loro guerre legali ho lasciato il liceo all'ultimo anno, mi sentivo sola e abbandonata. Sono andata a fare un corso e poi a lavorare da un commercialista. Dopodiché ho ripreso la scuola e preso un diploma. Ho deciso di andare all'università ma ovviamente sono iniziati i litigi perché avrei voluto fare una facoltà che secondo lui era da falliti e, per l'ennesima volta sperando di compiacerlo ho scelto ciò che piaceva a lui (cosi come per le scuole superiori). Ma dopo due anni ho deciso di andare a lavorare per non dover piu dipendere da due persone che non facevano altro che continuare le loro battaglie legali.
Lui passava i soldi a mia madre, mia madre li teneva per sé ..a volte mi è capitato di aver un solo paio di jeans da mettere o sempre lo stesso paio di scarpe e i soldi non mancavano. Lascio gli studi e lavoro. Da li ritrovo me stessa, gli amici e un fidanzato. Dopo anni decido di andare a convivere e poco dopo decidiamo di avere un bambino. Ovviamente per l'ennesima volta mi son sentita dare della fallita, la sua parola preferita. Dopo aver lasciato liceo, università decido di non sposarmi e fare un figlio. Sacrilegio.
Di bambini ora ne ho tre, sto col mio compagno da 15anni. 15. (Lui e mia madre si lasciarono dopo 6anni tra fidanzamento e matrimonio), il nostro rapporto fa abbastanza pena ma coi bambini va d'accordo e pensavo che comunque avesse cambiato la sua opinione su di me.
Mesi fa io e il mio compagno decidiamo di vendere casa per prenderne una in campagna con un bellissimo giardino. Dal niente un giorno si presenta qui insultandomi e dandomi come sempre della fallita, dicendomi che sono un'incosciente oggi come oggi a vendere una casa senza sapere come andranno le cose. Che per lui son stata sempre causa di problemi fin da quando sono nata.
L'ennesima pugnalata. Io lavoro, il mio compagno anche, viviamo con i soldi nostri e non chiediamo un euro a nessuno. I miei bambini hanno una famiglia serena e unita, fanno sport, frequentano buone scuole, non abbiamo vizi, non usciamo, viviamo per loro.
I miei genitori sono SOLI. Loro, cosi perfetti sono tremendamente soli e vengono da me certamente per vedere i bambini ma non per fare un favore a me ma per farlo a sé stessi impegnando i loro pomeriggi o i loro momenti vuoti. E lui che fa? Per l'ennesima volta mi offende. Gli ho risposto urlando, che non è mai stato in grado di tendermi una mano, non mi ha mai difeso, sempre e solo accusata e incolpata.
Per settimane non si fa sentire per fortuna, poi piano piano ricomincia. Per i bambini. Poi riprende a venire qui ma io sto molto sulle mie e oggi, dal niente, mi dice...guardati, dovresti perdere peso.(il peso è sempre stato un problema per me, son sempre passata dalla tg40 alla 48 e vicecersa, ho alternato momemti di abbuffate a momenti di digiuno)
Ho perfino balbettato, avrei voluto urlare non so cosa. Ho trattenuto a stento le lacrime.
Sono stufa di loro, stufa di subire, stufa di sensi di colpa e di pensare che sono soli, stufa di sentirli...sono orribile perché sono arrivata anche a pensare che starò bene solo quando non ci saranno più. Sono in cura da una psicologa, ho ansia, mi ha diagnosticato una claustrofobia relazionale.
Quale sarebbe stata secondo lei la risposta giusta da dargli? Cosa dire alla prossima provocazione?
Mi perdoni per la lungaggine, avevo proprio bisogno di parlarne con qualcuno.

Risposta del Dott.Zambello: Purtroppo lei è ancora lì che pensa che ci sia una risposta giusta. Non c'è una risposta giusta, semplicemente perché loro non ascoltano. La smetta di aspettarsi di essere capita. I suoi genitori ascoltano solo se stessi.
Però sappia una cosa. È difficile, psicologicamente costoro , costosissimo anche chiuderli definitivamente fuori casa.


Aggiunto: Aprile 16, 2018
ELIMINA QUESTA DOMANDA RISPONDI ALLA DOMANDA Guarda IP address


Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile dottore, ho intenzione di intraprendere un percorso di psicoanalisi junghiana, dopo aver interrotto il rapporto con la mia precedente analista, che si e' trasferita in un'altra citta'.
Potrebbe darmi un suggerimento di un bravo terapeuta a Roma, visto che sono qui da poco e che di nomi ce ne sono talmente tanti, che non saprei a chi rivolgermi?
Grazie mille della Sua attenzione
Michela

Risposta del Dott.Zambello: Buongiorno,
Le invio l'elenco degli psicoanalisti junghiani di Roma:
http://www.aipa.info/aipa.php?action=search_regione&regione=7


Aggiunto: Aprile 4, 2018
ELIMINA QUESTA DOMANDA RISPONDI ALLA DOMANDA Guarda IP address



Domanda allo psicoterapeuta:


Egregio dottore, mi sono molto piaciute le sue parole sull' importanza del rapporto tra paziente e terapeuta.Io ho sperimentato questo meraviglioso rapporto. A 20 anni ho avuto attacchi di ansia e panico all' ' universita', non riuscivo piu' a uscire da sola ne' a studiare ( ho saputo anni dopo che ero borderline, ma che poi ero guarita)e ho cominciato la psicoterapia (Reikiana) con un dottore che,mi ha seguito per 19 anni. Dopo 10 anni di terapia ho ripreso gli studi, ho preso 30 ad un esame,andavo da parrucchiere e estetista, ero felicissima. Purtroppo, pero' , subito dopo ho dovuto affrontare altri problemi: mia sorella minore mi trattava malissimo( era nervosa per cose sue), nel 2010 mio padre e' morto, mia madre operata all' anca sulla sedia a rotelle, ma ho continuato a studiare e a fare qualche altro esame. Il periodo piu' nero e' stato quando mia sorella si e' sposata e nel 2012 ha avuto ha bambina e pretendeva che mia madre andasse a casa sua. Io stavo male al solo pensiero perche' io sono la primogenita e ho avuto un rapporto molto stretto con mia madre e a 3 anni quando vidi che tutti vedevano la neonata io sono stata male, mi sono sentita trascurata. Quindi nel 2012 mi sono sentita di nuovo male( mia sorella era gelosa di me, voleva mia madre a casa, mia madre per non sentire lamentele la accontentava e io mi sentivo sola e disperata! Il mio terapeuta era l' unico a sostenerli e a starmi vicino, e il nostro rapporto e' diventato cosi' stretto da diventare( dopo 19 anno di conoscenza!!) Amore. Abbiamo vissuto una storia spirituale e fisica bellissima( lui e' stato il mio primo uomo a luglio 2014). Il mio calo( depressione) e' cominciato gia' a settembre 2014 quando questa persona , con la scusa di influenza si assento' per 2 mesi, poi ho ripreso le sedute(
solo platoniche), ma poi di nuovo si assente per 4 mesi, io lo chiamai perche' a luglio 2015 dovevo fare un esame e non trovavo le forze da sola. Ci rivediamo a giugno 2015 per una seduta e poi alla seconda seduta di giugno Lui fa il primo passo verso di me, per riprendere la storia( anche fisica). Io sono felice, a settembre gli dichiarò che lui e' l' uomo della mia vita ma..... altro SMS, ( scusa mi sono influenzato.....). A quel punto io, provata da continui conflitti in famiglia ho lasciato perdere, non ho avuto la forza di lottare per avere spiegazioni, alla fine al suo compleanno gli scrissi un SMS per dirgli che speravo ci incontrassimo in futuro ma senza problemi e lui mi rispose che mi voleva bene. Io comunque da allora ho perso gradualmente tutto cio' che avevo costruito: gradualmente riuscivo a studiare sempre meno e senza voglia, i miei orari si sono scobussolati( non avendo voglia di studiare il pomeriggio, poi dopo vari esercizidi bioenergetici, studiavo unpo' da mezzanotte alle 1, 30) , cenato all' 1, 30, sonon alle 5. A settembre 2016 ho cominciato una terapia( grstalt e costellazioni familiari) che mi aveva aiutata a migliorare i rapporti in famiglia, ma a aprile 2016 ho mandato sms di auguri alla solita persona che, pero', non ha risposto. Ho fatto una grstalt con lui e ho scoperto che ha un blocco alla gola( abbiamo stira familiare molto simile! entrambi abbiamo madre non affettuosa e padre paranoico ). Sembrava stessi bene, a ottobre 2017 ero andata all' Universita' a seguire l' esame di igiene( per poi terminare programma e a dicembre fare esame) ., invece sono stata sempre ammalata di influenza , tosse, ma poi facendo le analisi ho scoperto che mi e' venuta una Tiroidite autoimmune( probabilmente e' nata ad aprile, dopo grstalt,perche' gia' a luglio il TSH era alterato) Conclusione! Da ottobre mi sento prostata, non ho piu' letto un libro, mi sento tutta scombussolata, senza riferimenti( da ottobre la nuova terapeuta mi ha fatto sentire giudicata! Non e' assolutamente all' altezza, lei stessa mi ha detto di provare un' altra persona. La mia domanda e': e' possibile che sia ricaduta nel borderline e se si' andrebbe bene una Nuova terapeuta che mi e' stata consigliata( sono di Napoli) che fa Analisi transazionale e terapia sistemico relazionale? Oppure ci vuole la dott. Trapanese che e' sia psichiatra saia analista ( terapia familiare e di coppia). Faccio bene a lasciare questa terapeuta che mi ha fatto sentire non accolta, giudicata, non ha rispettato i miei tempi? Faccio bene a escludere tutte le terapeuta( ora scelgo solo donne) che fanno terapia cognitivo comportamentale? Io vorrei tanto un punto di riferimento, per Riorganizzarmi di nuovo , come e' successo 20 anni fa( adesso mi sento come 20 anni fa!!! Solo che ho 43 anni, mi mancano 4 esami alla laurea in biologia, mia madre ha 77 anni, mio padre morto, mia sorella e mia nipote, ora sono piu' calme e mia nipote mi vuole bene, MA IO NON SONO PIU' IO! NON ho piu' una vita, non ho piu' interessi , ho orari scobussolati che mi rendono ancora piu' stanca e prostata, non sarei piu' in grado di amare nessuno(mi sono innamorata solo una volta di quella persona), non riesco a organizzarmi neanche per cose piacevoli come una passeggiata e sono ingrassata di 6 kg( per Tiroidite e stress e orari sfasati). Grazie e scusi il disturbo( se fosssi stata di Milano sarei venuta di persona)

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signora, è chiaro che quando parlo di rapporto paziente e terapeuta mi riferisco a qualcosa di molto diverso da quel pasticcio che lei ha instaurato e non per sua responsabilità, col suo primo terapeuta.
A Napoli c'è una brava psicoanalista junghiana: Dottoressa Russo Paola via Pacuvio 29 Napoli.
Auguri.


Aggiunto: Aprile 4, 2018
ELIMINA QUESTA DOMANDA RISPONDI ALLA DOMANDA Guarda IP address



Domanda allo psicoterapeuta:


Gent.mo Dott. Zambello,
volevo solo comunicarle che ho deciso di rivolgermi ad uno psichiatra; se dovesse fallire anche con il nuovo terapeuta, credo proprio che mi rivolgerò a Lei.
Mi scuso se le scrivo questo, ma non so davvero con chi parlare: i miei genitori acconsentono alle mie richieste, ma mi sembrano comunque "sordi", credo che non si rendano conto del precipizio che ho davanti, mirano solo a "tenermi buona" il più possibile (metaforicamente parlando, non fanno altro che darmi un "ciuccio").
Mi scuso ancora per il disturbo.

La saluto cordialmente e la ringrazio


Aggiunto: Aprile 3, 2018
ELIMINA QUESTA DOMANDA RISPONDI ALLA DOMANDA Guarda IP address


Domanda allo psicoterapeuta:


La ringrazio per la risposta rincuorante.
Nello specifico intende una scuola adatta?
Lui è il nostro primo figlio e vivendo in un paese della provincia milanese ci siamo indirizzata all'unica scuola che c'è.
Avevo preso in considerazione un'alternativi privata nel paese accanto ma altro in zona non c'è.
Oppure esistono dei corsi e dei percorsi adatti?
Non me ne intendo proprio

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signora,
Credo che lei dovrebbe consultare un Consulente Scolastico. Troverà sicuramente in Internet indicazioni.
Solo lui potrà valutare il suo bambino e darle indicazioni pratiche.


Aggiunto: Marzo 28, 2018
ELIMINA QUESTA DOMANDA RISPONDI ALLA DOMANDA Guarda IP address


Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno Dottor Zambello.
Sono mamma di una bambino di 7 anni e mezzo e una bambina di 3 e mezzo.
Reduce da un colloquio con le insegnanti del primo, che frequenta la seconda elementare.
I suoi voti sono buoni, legge molto bene, ama la matematica e scienze in cui ha la media del 9,5.
Non fa fatica a scuola. Ma dal primo anno le maestre non fanno che ripeterci che non riesce a star concentrato, si distrae, si perde via.
Inizialmente pensavo fosse per via delle giornate lunghe e pesanti. Iniziano alle 8,15 e finiscono alle 16,15 e le lezioni e le verifiche vengono fatte e anche di pomeriggio.
Oggi ci hanno detto che il problema che rimane è che il bambino non sta fermo.
Si alza, gioca con le penne, non riesce a stare seduto composto.
Effettivamente anche a casa è un po' cosi ma non mo sembra esageratamente vivace o in movimento. Si, spesso lo vedo "zompettare" per casa e anche mentre fa sport quando c'è da stare in fila e aspettare, difficilmente lo vedo fermo.
Cosa possiamo fare? Esistono degli esercizi da fare o dei percorsi da intraprendere?
Ma soprattutto è cosi grave questa cosa?

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signora, no, non è grave anzi è verosimile che sia un segno di grande intelligenza del bambino. Il problema non è quello di bloccare il bambino ma di trovare la proposta educativa che tenga in considerazione le capacità e i bisogni del figlio. Capisco che tutto questo da un punto di vista pragmatico possa diventare difficile, le consiglio di valutare almeno la possibilità.


Aggiunto: Marzo 27, 2018
ELIMINA QUESTA DOMANDA RISPONDI ALLA DOMANDA Guarda IP address



Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno Dott. Zambello,
innanzitutto, grazie per la risposta; le inoltro nuovamente la domanda con un'altra e-mail. Vorrei solo qualche chiarimento (sono molto importanti per me, perché davvero non so più dove sbattere la testa)
- Cosa intende precisamente con l'espressione "l'esempio della contrazione"?

- Pensa che io sia affetta da narcisismo?

- Ritiene che potrò mai uscire dalla situazione in cui mi trovo?

- E, in ultimo, cosa mi consiglia di fare?

Grazie ancora

Cordiali Saluti

Risposta del Dott.Zambello: No, non è un mio compito fare diagnosi o ipotesi diagnostiche. Non so quale sia la natura del suo disagio, certamente dai suoi scritti emergono grossolane incongruenze Ad esempio: non ha voglia di lavorare e poi lavora gratis o quasi.
Comunque che fare? Affrontare una psicoterapia dinamica. Ad una sola condizione che se la paghi lei, non i suoi genitori.
Non ce la fa? Va a fare le pulizie a casa di qualcuno per potersi pagare la terapia.
Tra l'altro è un lavoro che lei sa fare bene. Invece di farlo inutilmente pulendo sul pulito, vada a pulire a casa di qualcuno è cominci a diventare autonomia.


Aggiunto: Marzo 21, 2018
ELIMINA QUESTA DOMANDA RISPONDI ALLA DOMANDA Guarda IP address
Powered by PHP Guestbook 1.7 from PHP Scripts
 
Numero di domande: 1763 Numero di pagine: 177 1 2 3 4 5 6 Successivo › Ultima »

Medico psicoterapeuta e psicoanalista

Viasualizza la cartinaDott. Renzo Zambello
Via G. Fiamma 15 20129 Milano
Tel.+39 02 6697907
Cell. +39 347 2282733

Per appuntamento contattare telefonicamente
o via email
zambello.renzo@gmail.com