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Domanda allo psicoterapeuta:


Buonasera Dott.,
sono border e bipolare. Da anni assumo farmaci e sono in psicoterapia, ma come faccio a sapere se sto cambiando grazie alla psicoterapia o se sono solo”anestetizzata” dai farmaci? Come so se è la psicoterapia che funziona o invece se le mie reazioni più tranquille finirebbero se togliessi i farmaci? La mia speranza è quella di cambiare nel profondo e definitivamente

Risposta del Dott.Zambello: Che differenza c'è se ad aiutarla fosse stato un farmaco o altro, magari, un uomo incontrato per strada?
Non è il farmaco, la terapia o qualsiasi altra cosa, la cosa importante ma noi, il senso di noi stessi che acquisiamo. Questo processo, il senso di noi che Jung chiamava "Individuazione" è un processo lungo, ondivago e doloroso. E, mi creda, nulla a priori è escluso come mezzo
per riuscirci, solo noi possiamo dire: questo mi è utile, questo no.


Aggiunto: Dicembre 8, 2018
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buonasera, durante il corso della sua professione, si è mai trovato ad affrontare il suicidio di un paziente?

Risposta del Dott.Zambello: No.


Aggiunto: Novembre 30, 2018
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Domanda allo psicoterapeuta:


come posso uscire dall'inerzia esistenziale? sono bloccato in tutto, rimango fermo mentre vedo gli altri progredire nella vita e li odio per questo. Mi sento nelle sabbie mobili, anzi, in una palude stagnante da anni

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signore, se lei è bloccato o si sente tale, c'è sicuramente un motivo. Allora il problema non è sforzarsi a fare ma capire il perché.
Si faccia aiutare da un/a terapeuta.


Aggiunto: Novembre 29, 2018
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno, cosa si intende nella pratica per psicoterapia dinamica? Un terapeuta junghiano è anche un terapeuta psicodinamico? Le chiedo questo perché vorrei fare una psicoterapia dinamica e non voglio sbagliare la scelta del professionista al quale affidarmi

Risposta del Dott.Zambello: Per psicoterapia dinamica si intende quella branca della psicoterapia che crede che ciò che facciamo e siamo dipende dell'inconscio. Le grandi scuole sono la freudiana e la junghiana.


Aggiunto: Novembre 24, 2018
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile dottore,

Grazie della risposta ma lei purtroppo non ha capito la mia domanda.
A parte che a me la natura non ha dato nessuna qualità, nemmeno una. Solamente difetti e limiti.
Il punto è un altro. Il giudizio degli altri, che è la cosa più importante. E che non cambierà mai.
Io potrei anche fare cose mirabolanti. Potrei pure (facciamo un'ipotesi assurda) salvare migliaia di vite e scoprire la cura contro il cancro ma per me non cambierebbe nulla.
Ma resterei, per gli altri, sempre un essere orribile e schifoso a causa del mio aspetto fisico e della malattia genetica. Il mondo nell'Italia del 2018 è questo: conta solo l'immagine, l'apparenza e il giudizio degli altri. Siamo quello che gli altri vedono, non quello che noi pensiamo di essere. Posso pure sentirmi una donna, ma de gli altri mi affibbiano l'etichetta di intersessualità, di essere anomalo e orribile, allora sono quello che dicono loro.


Aggiunto: Novembre 22, 2018
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Domanda allo psicoterapeuta:


Grazie per avermi risposto, vorrei farle ancora due domande:
1)Ogni quanto si devono fare le sedute? Una volta a settimana o una volta ogni 15 giorni?
2)Gioca un qualche ruolo l'identità di genere di paziente e terapeuta? Cioè un uomo dovrebbe andare da un terapeuta uomo, una terapeuta donna, oppure è indifferente? grazie

Risposta del Dott.Zambello: La frequenza delle sedute viene decisa durante i primi colloqui.
No. Il genere del terapeuta è assolutamente ininfluente ai fini della terapia ma, la terapia è una scelta di un rapporto e questa prevede una preventiva conoscenza terapeutica.


Aggiunto: Novembre 21, 2018
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile dottore,

Come si fa a considerarsi una donna quando, a causa della tua patologia, medici, biologi e ricercatori ti definiscono in un modo orribile: intersessuale?
Come si fa a considerarsi una donna quando ti metti in contatto con un centro ospedaliero specializzato nella tua patologia genetica e, a 33 anni, vieni indirizzata in pediatria?
Io, con tutta la buona volontà, non ci riesco.

E a cosa serve fare psicoterapia per trovare un modo di esprimere in qualche modo la propria femminilità, nonostante la malattia, se poi la realtà fuori dallo studio del terapeuta è questa?

Sarò sempre, per gli altri, un essere schifoso che non sarebbe mai dovuto nascere.

Risposta del Dott.Zambello: No. Credo che il valore della vita sia la vita stessa. Poi ognuno di noi ha doni e limiti diversi. Lei dice che i suoi, a livello fisico, sono più pesanti.
Può darsi, non la conosco, ma il problema è che non ci dobbiamo misurare su questi ma su come riusciamo a sviluppare e far fruttare quelli che abbiamo.


Aggiunto: Novembre 21, 2018
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buoansera Dottore,sono mamma di due bambini. Il grande 8 anni appena compiuti e la piccola di 4. Il grande è un bravo bambino, davvero tanto intelligente. A due anni parlava già molto bene, a due anni e mezzo scriveva il suo nome, a 4scriveva frasi intere. Ama la scienza, la storia.. È un bambino. Molto delicato da un lato e tanto testardo ed esplosivo dall'altra.
Il problema è la scuola.
I suoi voti sono alti, difficilmente sotto il 9 ma, dalla prima elementare le maestre nei colloqui sono sempre negative. Esco dagli incontri che sono demotivata, spesso al limite del pianto. Il problema? Il suo essere testardo e distratto. Detti cosi possono sembrare problemi da niente visto che sono loro che mi dicono che il bambino è educato, mai violento, ancora ingenuo, non prende in giro, non è un bullo, studia, ha un q.i.molto alto ecc ecc ma, c'è sempre un ma.
Distratto. Sempre nel suo mondo,a volte lento nello svolgimento di compiti che sa fare perfettamente. Lo scorso anno le maestre hanno insistito per mandarci dalla psicologa della scuola che non ha riscontrato alcun tipo di problema, se non la sua insicurezza.
A casa è motlo migliorato, torna e dopo 8 ore di scuola studia e fa i tanti compiti che ha senza protestare piu di tanto. È molto dolce e affettuoso a volte anche ribelle ma niente di anomalo. Oggi al colloquio ho temuto stessero per alludere a qualcosa di grave, hanno definito preoccupante la sua distrazione visto che lo vedono spesso nel suo mondo. Lo vedono molto 'rigido' forse troppo pressato da noi, non riesco a capire dottore. È cosi grave questa distrazione? Può nascondere particolari patologie di cui noi non ci rendiamo conto? Il bambino però fa sport, doposcuola, lavoratori ecc e nessuno, a parte loro, mi ha mai segnalato niente, se non la sua sensibilità e la sua educazione

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Chiara,
è possibile che suo figlio semplicemente si annoia. Si stufa a sentire ripetere cose che lui ha già capito.
Si legga, se non l'ha già fatto l'articolo:

6 cose da sapere sui bambini prodigio (e come riconoscerli)


Aggiunto: Novembre 20, 2018
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Domanda allo psicoterapeuta:


Per far sì che una psicoterapia funzioni e abbia esiti positivi, un paziente cosa dovrebbe fare?

Risposta del Dott.Zambello: Rispettare il setting.
Significa, andare in terapia secondo le modalità concordate e, sapere che in seduta si può dire tutto.


Aggiunto: Novembre 19, 2018
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Domanda allo psicoterapeuta:


Grazie per la risposta. Ma si può guarire dal narcisismo patologico? Mi dia una speranza, la mia vita sta andando a rotoli

Risposta del Dott.Zambello: Si. Ho scritto un libro per testimoniare questa possibilità. Veda se ha voglia di leggerlo. È quello che io so, la mia testimonianza sul tema. Il titolo è: "Ricordi e riflessioni di uno Psicoanalista". Ed Kimerik. Lo trova anche su Amazon.


Aggiunto: Novembre 14, 2018
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Medico psicoterapeuta e psicoanalista

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