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Domanda allo psicoterapeuta:


Salve dottore, sono sempre quello che ieri Le ha fatto la domanda riguardante la questione onorario. Mi sono deciso: fisserò un appuntamento con lo psichiatra psicoterapeuta e, tra le altre cose, gli chiederò se può "venirmi incontro" per quanto riguarda l'onorario. Le volevo chiedere ancora una cosa: è meglio che io affronti l'argomento dell'onorario a inizio seduta o alla fine? Mi scusi se le chiedo ancora, ma sono molto preoccupato di fare brutta figura e, ancora di più, che il terapeuta non accetti e, quindi, di conseguenza di non poter iniziare la psicoterapia.

Grazie ancora. La saluto cordialmente

Risposta del Dott.Zambello: Nessuna brutta figura. Io prefirerei alla fine della seduta.


Aggiunto: Maggio 22, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buonasera gent.mo dott. Zambello,
vorrei iniziare una psicoterapia con un terapeuta che è anche medico psichiatra, io lo conosco di fama, so che è uno stimato e capace professionista e non avrei dubbi sull'affidarmi a lui; tuttavia, l'onorario mi blocca; sarò preciso: l'onorario è tra i 150€ e i 200€. Io potrei arrivare ai 100€, ma oltre purtroppo non posso permetterlo (cioè, 400€ al mese per la psicoterapia sarebbe fattibile per me, pur facendo qualche rinuncia su altre cose ma per la mia salute mentale ne vale la pena). Io vorrei fissare un primo appuntamento e pagare l'onorario per intero e, poi, spiegare al terapeuta di venirmi incontro, che io posso spendere fino a 100€ per seduta, ma non oltre. Tuttavia, non vorrei essere irrispettoso e maleducato nel fare una simile richiesta. Quindi, chiedo a Lei: è una cosa che potrei fare? Come mi posso comportare? (Purtroppo, davvero, oltre i 100€ per seduta non posso permettermi).

Grazie

Cordiali Saluti

Risposta del Dott.Zambello: Non credo lei debba fare chissà quale fatica per dirlo: lo dica come l'ha detto a me. Sarà poi lui a decidere se gli va bene oppure no.
Vale sempre il principio di realtà: dobbiamo accettare le cose per quello che sono.


Aggiunto: Maggio 21, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottore, grazie per la risposta. Lei ha perfettamente ragione e mi ha "inquadrato" accuratamente: io sono un fallito rispetto alla vita. Vorrei "risollevarmi" da questa situazione penosa e smettere di sprecare tempo e vita, ma non so proprio cosa fare e mi mancano le energie (soprattutto mentali). Potrei contattare uno psicoterapeuta per fare psicoterapia e, contemporaneamente, chiedere un consulto psichiatrico presso uno psichiatra per, eventualmente e se ce n'è bisogno, farmi seguire da lui dal punto di vista dei farmaci?
Scusi, ma veramente la mia vita sta andando a rotoli per colpa della mia accidia e della mia mancanza di volontà

Risposta del Dott.Zambello: Mi scusi ma io non so niente su di Lei e tanto meno sulle cause della sua presunta accidia. Le soluzioni che lei ha intravisto: psicoterapia e aiuto farmacologico mi sembrano buone.


Aggiunto: Maggio 20, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno dottore, le avevo inviato questa domanda un paio di giorni fa ma probabilmente non è andata a buon fine, per questo la invio nuovamente.
Le chiedevo: come si fa a guarire dalla pigrizia e dall'accidia? Io ne sono affetto e hanno delle pesanti ripercussioni sulla mia vita: non riesco mai a impegnarmi seriamente in qualcosa (tranne che a perdere tempo: in quello sono bravissimo) e non ho quasi mai voglia di fare niente. Io vorrei smettere di vivere per inerzia; come si può guarire da questo torpore esistenziale e da questa pigrizia e accidia?

Risposta del Dott.Zambello: Lei parla dell'accidia, ovvero, della mancanza di passione per la vita.
La morale cristiana la considera un peccato capitale. Perché? Perché è sprecare, buttare via le proprie energie e potenzialità creative.
Cosa fare? Innanzitutto capire se c'è una base organica, depressiva che andrebbe affrontata a livello farmacologico. Oppure, motivi psicologici che spingono l'accidioso a non vivere le pulsioni vitali per paura di un fallimento.
L'accidioso è un rinunciatario, essenzialmente un fallito rispetto alla vita.


Aggiunto: Maggio 20, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


È una vita che spero, ma non è mai cambiato nulla in meglio... a volte ho voglia di porre fine alla mia vita che è ormai solo sofferenza, frustrazione e dolore

Risposta del Dott.Zambello: Chiaramente io non so niente di cosa stia parlando e tanto meno di lei. Però, se tutto nella sua vita va male, forse qualche domanda dovrebbe farsela, ad esempio: sono io che provocò questo? E poi ancora, se il mio umore è sempre negativo: non è che sono un po' depresso?
E ancora: perché non andare a cercare un aiuto esterno che potrebbe essere sia psicoterapeutico che medico.
Se poi lei crede di essere stato oggetto di una fattura, vada da un mago. Chiaramente sto scherzo ma, la smetta di piangersi addosso e faccia qualcosa, credendo sia possibile uscirne.


Aggiunto: Maggio 14, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Cosa fare quando va tutto male? E, mi creda, nella mia vita va tutto male

Risposta del Dott.Zambello: Si spera che prima o poi finisca.


Aggiunto: Maggio 14, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Grazie dottore per la risposta. Cosa intende per "non cercare riscatti"?
E come faccio a uscire da questa situazione?

Risposta del Dott.Zambello: Intendo che la vita da ad ognuno il suo. È assolutamente inutile chiedersi se sia giusto o no, soprattutto rispetto a quello che hanno gli altri. A noi quello è stato dato e quello dobbiamo far crescere e maturare nel rapporto con gli altri.
Come uscirne? Imparando ad apprezzare quello che si ha e a dire: "Grazie".


Aggiunto: Maggio 11, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno lei una volta in un suo vecchio post parlava di come noi umani conserviamo tutti i ricordi della nostra vita dentro di noi, sia quelli belli che quelli brutti, ovvero che tutto rimane dentro di noi niente va perso. Lei riconferma ad oggi questo? Se una persona soffre di vuoti di memoria partendo da quello che lei scrisse, può riacquistare quei ricordi? In qualche modo diciamo così facendoli riaffiorare? Ovviamente non mi riferisco a persone che hanno dei gravi traumi neurologici ma a persone che soffrono di crisi di memoria da molti anni. Grazie.

Risposta del Dott.Zambello: Si confermo. Freud parlava di una memoria personale, Jung di una memoria universale. Nessuno di noi può pensare di poter utilizzare la propria memoria a livello cosciente. Essa ci appare nei sogni, nelle libere associazioni e in altri modi che però non sono sotto la nostra volontà. A livello volontario noi possiamo recuperare parte di questo bagaglio o nella psicoterapia dinamica o nella ipnosi.
Meccanismi acuti anamnestici possono rivelare comportamenti particolarmente rigidi, nevrotici.


Aggiunto: Maggio 11, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dopo vari dolori e vicissitudini poco felici della mia vita, mi sono accorto di essermi incattivito nei confronti degli altri, del mondo e del destino. Provo livore verso tutte le persone che mi sembrano più felici e realizzate di me, anche verso coloro che conosco solo di vista. Mi sento inaridito, senza nulla più da sperare e da "colt

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signore, penso che i sentimenti che lei prova siano meritevoli di comprensione e se mi permette, compassione. La sua situazione è pietosa. Non cerchi riscatti, sono una illusione, si sforzi ad uscirne.
Se vuole ho scritto qualcosa sull'argomento: http://www.zambellorenzo.it/psicoterapeuta-milano/sono-invidioso-invidia-non-piace/


Aggiunto: Maggio 9, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno, grazie intanto per il tempo che dedica a questo servizio. Sono la mamma di una ragazza di 20 anni, intelligente, solare, matura, pena di passioni e di amici, con cui ho un bellissimo rapporto. Da qualche anno soffre di ipocondria che ha iniziato ad affrontare l'anno scorso con l'aiuto di una psicoterapeuta, con cui si è trovata bene. Nel corso del lavoro ha affrontato anche una sua nuova situazione: l'aver scoperto di essere innamorata di una sua cara amica, pienamente ricambiata. Lei, che nel passato ha avuto due relazioni amorose con ragazzi, ha accettato con semplicità questa sua nuova condizione, lo hanno fatto le sue amiche, come pure io e il suo papa', anche se con dispiacere...è un percorso in salita. Al momento vive la relazione in maniera molto riservata. Il problema dell'ipocondria però è ripreso. Io sono inquieta. Sono stata affetta da depressione che ho curato con una terapia psicodinamica (due volte a sett. per 6 anni) ed ora sto proprio bene, essendo venuta a capo dei mie conflitti interiori. Le mie domande: può esserci relazione tra la mia depressione e la sua ipocondria e/o la sua omosessualità? può esserci relazione tra l'ipocondria e la scoperta del suo nuovo orientamento? E' meglio che continui con la sua psicoterapeuta, che si occupa di adolescenti, o non è forse meglio che cambi con uno psicoterapeuta psicodinamico?... io ne fatto esperienza... molto sofferta e lunga,ma alla fine Risolutiva. Grazie ancora. le auguro una buona giornata

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signora, il tema dell'ipocondria è così delicato e complesso che non voglio risponderle in maniera sintetica.
Se vuole, ascolti il mio video su Youtube: "L'ipocondria e la psicoterapia ".
Per quanto concerne l'identità sessuale, premesso che non c'è da parte mia alcun preconcetto, è un tema che coinvolge emotivamente durante la crescita tutti, omo o etero che si definiscano. Jung dice che passiamo buona parte della nostra vita, ad imparare a gestire la pulsione libidica e l'aggressività. Un aiuto terapeutico può facilitare il superamento di difficoltà.


Aggiunto: Maggio 7, 2020
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Medico psicoterapeuta e psicoanalista

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