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Domanda allo psicoterapeuta:


salve vorrei chiederle se la eculazione precoce si puo curare con la psicoterapia mi da un consiglio la ringrazio

Risposta del Dott.Zambello: Quando l'eiaculazione precoce è il sintomo, l'epifenomeno di uno stato di disagio, tensione psicologica, questa va curata con la psicoterapia. Questo non significa che, all'inizio non la si possa o debba affrontare con i farmaci che oggi ci sono ma, sarebbe assolutamente inutile fermarsi a questa prima tappa. La soluzione è l'elaborazione del disagio psicologico.


Aggiunto: Dicembre 28, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


buongiorno ho un problema sono separata da 4 anni sono mamma, in questi 4 anni ho cercato di rifarmi una vita con un'altro uomo ma niente da fare, nn mi attirano, x questo ciò rinunciato. ma qualke mese fà ho visto il mio ex ke è sposato e nn sò cosa mi è successo, mi attira mi fà eccitare e lo desidero sempre, nn capisco questa situazione glielo vorrei dire quello ke mi fà provare ma ho paura nn sò cosa fare mi può aiutare x favore grazie.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Terry,

si, lei vive un lutto cronico, Si parla di lutto cronico quando non si riesce a staccarsi dopo due anni dall'oggetto perso per morte, separazione o altre cause. E' chiaro che c'è dietro questo una difficoltà a leggere la realtà e a viverla per quello che è abbandonandosi a fantasie onnipotenti, Credo sia un disturbo che investe non solo il suo ex marito ma tutto ciò che la circonda. Non si spaventi, chieda aiuto ad uno psicoterapeuta è vedrà che potrà iniziare a vedere un mondo un "po' più grande".


Aggiunto: Dicembre 28, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Egr. Dott. Zambello, il problema che le volevo sottoporre è quello di mia moglie. E' perennemente depressa e non riesco più a convivere con questo suo disagio. A volte sembra quasi che lei la viva come una cosa normale, e se le dico di non abbattersi, di non preoccuparsi insomma se provo a darle sostegno, lei addirittura si arrabbia come se rivendicasse il diritto alla depressione. Questo porta pure me al nervosismo e quindi litighiamo. Il motivo della sua depressione? Ma sicuramente il lato economico, le continue spese, il conto corrente sempre a zero e la paura di non farcela ad arrivare a fine mese. Il guaio inoltre è che questo suo stato la porta anche a provare invidia e gelosia nei confronti degli altri, soprattutto riguardo la mia famiglia tipo per esempio, che mia madre non ci aiuta mai con nostra figlia o nelle faccende di casa, che mio fratello o mia sorella invece sì, e cose del genere. Io anche dandole ragione le dico di non polemizzare su questo perchè la fa stare male e ovviamente si arrabbia e litighiamo. La cosa che mi preoccupa è che questo suo atteggiamento alla depressione possa influenzare anche mia figlia di 7 anni, che spesso e volentieri mi chiede: "Ma la mamma cosa ha?". Ho provato anche a dirgli di andare da uno come lei ma ovviamente si arrabbia dicendo che non vuole spendere soldi per queste cose. Mi scusi se mi sono dilungato, ma le chiedevo un consiglio su come devo comportarmi io di fronte a questa situazione, visto che comincio ad essere stanco e abbattuto anch'io. Grazie.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Lando,
"obbligando" sua moglie a chiedere aiuto. Non ci sono vie, scappatoie, o sua moglie si cura coi farmaci, meglio sarebbe, farmaci e psicoterapia-dinamica, o si cronicizzerà in questo stato di perenne malinconia, dove, il suo inconscio desiderio e di "farla pagare a tutti", Lei vuo pagare il conto delle sue fantasie, farlo pagare a sua figlia? Credo di no e, allora, gli metta un bel aut-aut. Basta.


Aggiunto: Dicembre 28, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno. Mi scusi per il disturbo. Ho un problema: da un pò di tempo mi succede che mi danno fastidio delle cose con la mia ragazza. Una di queste cose è che mi da tremendamente fastidio se dalla tuta o dai pantaloni le escono fuori le mutande, e soprattutto il perizoma ,col relativo fondoschiena, oppure si veste un pò scollata e come si piega le si vede tutto... Non riesco a sopportare la cosa: le ho chiesto di farci attenzione, mettersi la cinta (a volte non lo fa proprio!), ma la cosa si ripete molto spesso e mi prende veramente a male..lo so sembra strano forse ma mi succede questo...cioè io quando stiamo in compagnia mi sento a disagio tanto...da soli se succede meno però ho paura che possa succedere anche quando è sola o con le amiche e quindi la cosa mi fa star male; ne abbiamo parlato ma succede ancora spesso...anzi mi riprende dicendomi che devo farmi gli affari miei.....io mi sento troppo a disagio....la cosa che mi dispiace più di tutte....è che pensa che non c'è niente di male..cioè può succedere che vuoi che sia...non devo farci tanta attenzione e devo lasciarla perdere...come a dire che quel che le dico me lo invento e non le interessa...questo mi dispiace...non ci crede che ci sto male pensa che lo faccio apposta x farle fare quel che dico io! che posso fare? come mi devo comportare?? grazie mille..

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Marco,

sono certo che tanti, leggendo la sua lettera avranno pensato:ma che strano questo Marco? Ebbene no, lei non è strano per niente e coloro che l'hanno pensato forse proiettavano le loro, piccole grandi manie. Di questo si tratta di una forma ossessiva con qualche elemento di gelosia che confonde un po'. In realtà è una banale ossessione. lei fatica ad accettare che la sua ragazza non è come lei la vorrebbe, anzi è diversa. Lei però, non rinuncia affatto all'idea di "trasformala" a sua immagine e somiglianza, non ci può crede, accettarla. Vede, il fatto che la sua ragazza mostri un po' di fondo schiena, non è una questione di pericolo e gelosia, è constatare che la sua ragazza "non si piega a lei". E' lesa maestà. E' nevrosi.


Aggiunto: Dicembre 27, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Salve dottor zambello volevo chiederle io e da poco che soffro di eiaculazione precoce duro da un minuto a un minuto e mezzo ho visto che ci sono delle pillole che si chiamano delay e sono a base di estratti naturali di erbe lei dice che queste pillole possano funzionare e far male ?attendo al più presto una sua risposta grazie

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Francesco,
non lo conosco ma,se sono veramente degli estratti di erbe, male non le fanno, potrebbe farle poco. Il problema è che molto spesso questi prodotti, soprattutto quelli venduti in rete, non sono sufficientemente controllati e non si sa bene cosa contengono. C’è oggi in commercio un farmaco che funziona: il Priligy. Perchè non usa quello? Il farmaco richiede la prescrizione medica.


Aggiunto: Dicembre 27, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gent.mo Dott, Zambello, la mia famiglia di origine è stata "sterminata" dal tumore: i genitori,due adorate zie e uno zio ai quali ero molto legata. mi spiegherebbe,gentilmente,cosa è l'elaborazione del lutto? la ringrazio di cuore.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Rossana,
non riesco, non ce l'ho un motivo psicologico e tanto meno filosofico che dia una spiegazione al dolore né alla morte. So però che se noi vogliamo dare un continuum alla vita dei nostri cari che ci hanno preceduto dobbiamo viverli in noi, vivere. Cercare di portarli dentro, "investendo" su altri ciò che ci hanno lasciato. Questo credo sia il modo per dare loro "eternità".


Aggiunto: Dicembre 27, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


salve la ringrazio in anticipo se mi rispondera immagino che vi siano molte persone che le scrivono... o 20 anni e pultroppo a me o un problema di depressione grave dovuta si forse in parte al mio carattere da sempre un pò spento ma dal abuso frequente di cocaina dai 14 ai miei 16 anni.. sotto scrivo(cattive compagnie, genitori assenti e quant altro senza entrare nello specifico nn tanto per giustificare il fatto ma solo per darle un idea in che situazione sono cresciuto in modo da ricevere una sua risposta nn troppo leggera grazie ) dunque sono in cura psichiatrica da uno specialista da quasi due anni ... "perchè nn sei andato prima visto che avevi smesso gia da due anni??".. bè nn sapevo neanche che la depressione esistesse come malattia, mi sto curando con zoloft 100 mattina vicino i pasti e 100 a cena per accentuare il riassorbimento... sono stato curato con altri anti depressivi e questo è risultato il più efficace, e cosi da circa un anno solo che da due mesi circa o delle ricadute a volte sto bene rido scherzo esco con gli amicivado in palestra, lavoro anche se saltuariamente il lavoro che faccio mi gratifica molto e pure torno a casa resto solo e pensieri cupi mi vengono alla mente nn qualcosa di specifico ma qualunque cosa possa svilupparli avvolte anche pianto... arrivo al dunque la mia strada sembra al capolinea più di tanto nn riesco a migliorare avrebbe consigli da darmi su scala medico chirurgica "post scrittum" il mio analista è uno dei migliori della mia provincia" ancora grazie....

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Manuele,

accolgo il suo invito e cerco di non essere "leggero" se pur sincero. Il suo problema non è la depressione o meglio solo la depressione, questa è un sintomo che nasconde una "forte" aggressività. Continui pure a prendere gli antidepressivi ma, se non affronta le tematiche della sua personalità, non ne uscirà mai. E visto che sono autorizzato, lasci fare al suo bravo psichiatra lo psichiatria ma, si cerchi uno psicoterapeuta meglio se di formazione psicodinamica ed inizi a lavorare su di sé veramente. Il percorso è lungo ma, lei è appena nato, per sua fortuna e,forse, non le mancano le possibilità


Aggiunto: Dicembre 27, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Domanda:
Buongiorno dottore, e innanzitutto auguri per questi giorni di festa. Sono un Suo collega di Brescia con un problema abbastanza grave. Un mio paziente viene una volta la settimana nel mio studio per psicoterapia supportiva. Purtroppo, questa persona iniziò con me esattamente sedici anni addietro. Dopo circa tre anni di trattamento, gli dissi che avrebbe dovuto cambiare terapeuta, perchè ritenevo con buoni motivi che il trattamento non fosse più utile: una forte fase di stallo. Egli insistì per continuare con me. Allora, vi fu una prosecuzione per altri due anni, seguiti da una ulteriore esortazione ad interrompere il trattamento, visto che non si usciva dalla fase di stallo. Stesso risultato: il paziente s'impose e volle ancora venire da me. Io gli spiegai con calma e precisione i motivi per interrompere e cambiare terapeuta, (mancanza totale di introspezione, nessuna collaborazione, presenza di noia, comportamenti quali togliersi le scarpe e appoggiare i piedi sulla poltroncina di fronte coprendoli con la giacca, inviare continuamente sms col cellulare...). In breve, i tentativi motivati di dissuaderlo dal frequentare il mio studio sono stati almeno 5 in 16 anni, ma il risultato è che questa persona continua imperterrita. Ora le sedute si sono trasformate in soliloqui spenti da parte di lui, e da un ascolto indifferente da parte mia. I pagamenti sono regolari, ma io non lo sopporto più. Devo precisare che fra me e lui esisteva, negli anni '90, una sorta di amicizia blanda, dovuta ad un'amica comune, per cui se lo mettessi alla porta letteralmente, come già mi è stato consigliato, mi causerebbe un forte imbarazzo, anche se non mi sembra un buon motivo per sopportarlo. Cosa può gentilmente dirmi?
Grazie infinite.
(lettera firmata)

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Collega,
la teoria e la tecnica, che dovremmo sempre tenere come sfondo nella nostra professione, ci insegna che per capire i nostri pazienti bisogna leggere il contro-transfert. Cioè, quello che noi proviamo davanti a quel paziente. Lei descrive perfettamente quello che prova. Quei sentimenti negativi che lei descrive, è ciò che il paziente vuole, più o meno consapevolmente provocarle. Non mi sembra ci siano dubbi che lui, forse nella sua parte borderline, vuole sadicizzarla. Lei potrebbe sapere da cosa derivino questi bisogni sadici che, chiaramente non dovrebbero mai, mai essere agiti, tanto meno sopportati per un tempo così lungo. Vanno immediatamente letti e poi ridati al paziente affinché lui ne prenda coscienza e, in quanto può, gli elabori.
E ' chiaro che ci sono state degli errori di valutazione iniziali ed una certa collusione che ha reso il setting terapeutico un po' debole ma, dopo tanto tempo, deve solo chiedersi se è in grado di fronteggiare le fantasie sadiche ed onnipotenti del suo paziente. Se non si sentisse in grado, chiuda.


Aggiunto: Dicembre 26, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottor Zambello,

mi dia qualche motivo per cui valga la pena vivere, mi

sento spesso un peso per me e per le persone a cui

voglio bene. Mi dia qualche ragione per andare avanti in

questa vita. Sono spesso disillusa e senza forze, e ho

spesso ripetuti attacchi pianto, per la "pura" paura di

vivere.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.le Laura,
non lo so, non la conosco. Lei mi chiede questo perché pensa che io sia uno strenue difensore della vita e magari anche infarcito da chi sa quali valori morali o religiosi. Mi dispiace, faccio altro: lo psicoanalista. Applico, per quanto ne sono capace l'arte della maieutica per aiutare, chi me lo chiede a ri-nascere e crescere.
Se in lei c'è ancora una piccola Laura che vuole uscire, ricominciare a vivere, le auguro veramente di cuore, un Buon Natale.


Aggiunto: Dicembre 24, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno. Ho un amico che x la seconda volta dovrà affrontare la cura x combattere il virus del epatite. So che questa cosa da molti scompensi a livello fisco e mentale. Come posso stargli vicino e come trattarlo?

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signorina,
la malattia, sia per chi ce l'ha che per chi gli sta vicino è un crogiolo, una vera prova di verità. Davanti alla malattia che può essere o diventare grave, non servono le strategia né sono richieste, bisogna essere se stessi.
Chi soffre, regredisce naturalmente e i suoi bisogni diventano "antichi" ma essenziali. Tutto ciò che è artefatto, è inutile e stona. La sofferenza diventa, può diventare, un periodo di ricchezza dove si scoprono "le cose vere" e questo, non solo per chi soffre ma per tutti coloro che condividono la situazione con empatia.


Aggiunto: Dicembre 23, 2011
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