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Domanda allo psicoterapeuta:


I ragazzi d'oggi di 12-13-14 anni non conoscono il senso del limite e il delirio di onnipotenza è molto frequente
in loro.

Ma in questo modo in quali problemi potranno incorrere nella vita vera?

Si può sfrontando ogni divieto e ogni limite vivere bene?

(mi allaccio alla risposta data sotto e agli adolescenti che ci sono ora in quest'epoca, li conosco perchè lavoro alla scuola media e faccio fatica a relazionarmi con loro)

Siccome mi affrontano e sfrontano ogni giorno, con quest'atteggiamento vivranno bene nel mondo dopo
durante la vita adulta? Io sono di vecchia generazione e
come tale ho un'educazione di una volta. Ma i ragazzi
di oggi sono più vincenti rispetto a noi? Mi collego
al problema che con ilfiglio dell'utente che ha scritto prima di me

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signora Pina,
Massimo Recalcati, psicoanalista Lacaniano vede in quella che lo stesso Lacan definiva "evaporizzazione del Padre", della funzione del Padre, direi io, la genesi dell'attuale psicopatologia (dipendenze patologiche, anoressie, depressioni, somatizzazioni e attacchi di panico). Secondo Recalcati, l'assenza o "vaporizzazione" della funzione del Padre comporta l'estinzione dell'inconscio nel soggetto.
E' chiaro che per un junghiano l'immagine, se pur forte, non corrisponde al possibile. Sarebbe come dire, su un piano biologico che un comportamento "patogeno" porta all'estinzione del cuore. E' un assurdo ma, c'è una lettura suggestiva del fenomeno. Continua infatti Recalcati:" L'evaporizzazione del Padre comporta la deriva di soggetti spaesati, vuoti, privi di punti di riferimento ideali, ingessati in identificazioni conformestiche, indifferenti, chiusi nelle loro nicchie narcisistice..."
Questa lettura della realtà non lascia speranze ma, non é vera. Non è vero che possiamo rinunciare all'inconscio e, Li, abbiamo ancora tanto e tante possibilità di intervento. La sofferenza psicologica, il disagio, non è la prova di qualcosa che si è perso ma di quello che ancora di sano esiste e chiede di essere "aiutato" a ri-nascere.


Aggiunto: Dicembre 22, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buonasera Dott.

Ho una domanda strana da farle... Non riesco a dire NO

Le racconto un episodio, sono in fase di innamoramento di un uomo di 37 anni divorziato ma ora fidanzato con una mia conoscente...
Ci siamo visti abbiamo avuto un rapporto e tutto eranella normalità lui è gelosissimo di me
Un giorno ho rivisto un mio ex, ho un bel rapporto con lui dovevamo scambiarci dei regali mi ha detto che aveva voglia di baciarmi io in quel momento pensavo all uomo che mi piace e quindi non volevo ma quando lui si è avvicinato io non ho fatto nulla x evitare che cio' accadesse apppena sono arrivata a casa ho raccontato l accaduto al mio uscente si è arrabbiato mi ha detto di chiudere il nostro "rapporto " ma non lo trovo giusto lui è fidanzato io ho sbagliato

Ma la domanda è perchè spesso non riesco a dire no anche se una cosa non voglio assolutamente farla, sembra ke lo faccia x non fare rimanere male l altra persona ma così è solo peggio

Le mando un saluto e gli auguri di buon natale attendo una sua risposta.
Grazie x la sua attenzione

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signorina,
lei si chiama Sara o Sarina? Perché, se si chiama Sara, cominci a farsi chiamare così, senza sminuirsi. Credo che il problema sia proprio questo, un “Io” troppo debole, "liquido" che prende la forma di chi la contiene. Lei deve lavorare su se stessa, rafforzarsi così da non temere di essere dispersa o andare in frantumi se non è d'accordo e lo dice.

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Aggiunto: Dicembre 23, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Salve,io sono il padre di un ragazzo mdi 14 anni,e tutto va bene,tranne che non riconosce nessuna gerarchia in nessun luogo,questo gli comporta diversi problemi,sia in ambito scolastico che sociale,posso dire che è iperattivo,e questo lo porta a sfidare sempre chiunque.Dimenticavo,io e la madre siamo separati da tre anni,ma questo suo atteggiamento c'è sempre stato,non vi ho detto molto,ma vorrei qualche consiglio su come comportarmi,grazie

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Paolo,
ogni ragazzo/a a 14 anni ha bisogno di "riconoscere" un padre, sperimentare che ci sono gli adulti e che lui non può fare tutto quello che vuole. Il compito dei genitori a quell'età è di dire per il 90% dei casi di no. No alle fantasie onnipotenti dei figli, ad un Io che se non viene contenuto tende ad espandersi verso l'onnipotenza, fallimento. Questo comporta attrito, frustrazione nei figli e anche nei genitori ma, è l'unica via per poter aiutarli a crescere ed affrontare la realtà.


Aggiunto: Dicembre 21, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Caro Dottor Zambello,sono fidanzato da qualche mese con una donna di 39 anni,la quale soffre di anorgasmia totale,in pratica lei afferma di nn avere mai provato un orgasmo nella sua vita;in effetti anche Io come i suoi precedenti compagni nn sono riuscito a donarle piacere.Mi chiedo se con un approccio psicoterapeutico la situazione potrebbe migliorare e,se si in quanto tempo mediamente,visto che oraMAI ho rinunciato al sesso con lei perchè è alquanto frustante per entrambi.GRAZIE della eventuale risposta.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signor Leonida,
la sua ragazza, se interessata, dovrebbe rivolgersi ad un sessuologo. Solo in un secondo momento, se ce ne fosse bisogno, potrebbe valutare la possibilità di una psicoterapia


Aggiunto: Dicembre 20, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile Dottore,
La ringrazio comunque per le sue indicazioni che mi stanno facendo molto riflettere.

Saluti e buone feste


Aggiunto: Dicembre 20, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile Dottore,
La ringrazio per la solerte risposta e per la sua gentile disponibilità. Ho qualche dubbio che mi permetto di esporle. Perchè dovrei far pagare una mia patologia a mio marito? Com'è possibile che questa patologia si sia manifestata subito dopo la gravidanza e in questo modo così acuto? In passato non ricordo niente del genere, o meglio, non ricordo di avere avuto dei comportamenti ossessivi nei confronti di persone, oggetti, situazioni. Credo di aver trascorso un'esistenza normale. Inoltre, in cosa consisterebbe il mio ricatto nei confronti di mio marito? Io sono convinta dei sentimenti che provo per lui e non ho alcuna intenzione di nuocergli.
Mi scuso per la serie di domande, ma sto davvero tentando di capire cosa mi stia capitando visto che questa situazione mi sta condizionando pesantamente la vita, quella affettiva, quella lavorativa.

Grazie ancora
Saluti

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signora,
qui, io non faccio diagnosi né, tanto meno psicoterapia.
Le mie sono solo indicazioni. Se uno le sente proprie, utili se le tiene, altrimenti le lascia cadere. Ogni altra richiesta richiedono risposte che possono essere trovate solo all'interno di un rapporto terapeutico


Aggiunto: Dicembre 20, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile dottore,
Sono una donna di 32 anni che negli ultimi 2 anni ha subito di tutto: gravidanza a rischio, litigi furibondi con il marito e suoceri dopo la nascita del bambino, mobbing sul lavoro al rientro dopo la maternità. Dopo circa 5 mesi dal parto ho cominciato ad avere crisi di pianto sempre più frequenti correlate ai litigi furibondi con marito e suoi genitori. A seguito di una mia crisi "isterica", mio marito mi ha confessato di avermi tradito due mesi prima del matrimonio (ovvero tre anni prima): una "sveltina" con una donna conosciuta in chat che si è rifatta viva proprio nel periodo di nostri litigi a seguito della nascita del bambino (motivo per il quale mio marito si è sentito in obbligo di rivelarmi cosa ci aveva fatto 3 anni prima). Da quel momento i miei pensieri si sono focalizzati solo su questa donna e sul tradimento: le ho scritto, parlo di lei in continuazione e benchè mio marito non abbia più alcun contatto, sono io che la faccio rivivere tra noi. Le crisi di pianto continuano, le crisi "isteriche" peggiorano e il chiodo fisso di quella donna non va via anche perchè lei continua a cercarlo nonostante lui non le risponda. Sono in cura da uno psicoterapeuta e da un neurologo da marzo di quest'anno. Ho assunto prima remeron, poi paroxetina, poi noritren con scarsi risultati. Anche la psicoterapia non sembra sortire effetti rilevanti. Dopo essermi recata in pronto soccorso per una grave crisi "isterica" (in questi momenti perdo totalmente il controllo e medito il suicidio), mi è stato confermato il noritren ma mi è stato aggiunto un neurolettico in bassissime dosi (Risperdal) che non ho ancora cominciato ad assumere. Mi è stata diagnosticata una depressione con carattere ossessivo. Qual è il percorso psicoterapico più corretto per liberarsi da un'ossessione? So che non conoscendo tutta la mia storia, è difficile dare delle indicazioni, ma ha un consiglio da darmi?
La ringrazio.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Disperata,
no, non ho consigli ma, una cosa certa da dirle:la ragazza è solo un pretesto, un modo per vivere la sua nevrosi ossessiva facendogliela pagare a suo marito. Lei soffre di nevrosi ossessiva per conto suo. Un "oggetto" ossessivo vale l'altro. Non è vero che lei non ne possa uscire, la psicoterapia la possono aiutare, cosi pure i farmaci ma, soprattutto la aiuterebbe se suo marito la "mandasse un po'...a quel paese", si sganciasse dai suoi ricatti.


Aggiunto: Dicembre 19, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile dottor Zambello,
Qual è l'approccio di uno psicoterapeuta al problema dell'omofobia interiorizzata? Come si cura, è un percorso lungo riuscire a liberarsene? Grazie

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Marco,
un giorno venne da me un ragazzo, un bel ragazzo che non gli piaceva il suo naso. Lei penserà che forse aveva un brutto naso. No, era piccolo e per sua stessa ammissione, regolare e armonico col resto della faccia. Cosa non le piaceva allora? Non le piaceva avere il naso in mezzo alla faccia. Diceva che gli dava fastidio e quando guardava di lato, lo vedeva. Lei capisce che il problema non era convincerlo che aveva un bel naso, né che lui era "bello" e piacesse ma, aiutarlo a sentirsi, essere se stesso. Tutto intero. Con lui ho lavorato due anni, nel frattempo si è era laureato.


Aggiunto: Dicembre 19, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


alcuni giorni fa le ho scritto riguardo il disturbi dell'umore, adesso mio fratelli e' in cura da uno psichiatra che gli ha dato una cura farmacologica che lui sta facendo ma continua a fumare mariuana e ad assumere alcol.credo si tratti di dipendenza.il medico ha detto che se la cura non funziona lo dovremmo ricoverare ma dato che mio padre lavora nell'ambito ospedaliero e sa quello a cui andrebbe incontro il figlio e' contrario.potremmo pensare ad una comunita'x disintossicarsi e fare la terapia x bene ?xche' i primi giorni lui stava meglio poi secondo me troppa lui ha avuto paura degli effetti che queste compresse gli portano e esagera con sostanze che gli diano l'effetto contrario , beve una quantita' infinita di red bull.esistono centri che potrebbero aiutarci?se ne conosce qualcuno nella zona di bari gentilmente me li indichi.grazie mille!

Risposta del Dott.Zambello: Gent,ma Rosa,
i ricoveri in un centro, comunità, vanno programmati e concordati con la ASL. Dovete sicuramente gestire con con i medici e l'Assistenza Sociale della zona la questione di suo fratello,


Aggiunto: Dicembre 18, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Salve, Dott.Renzo Zambello , sono un ragazzo di 23 anni. Dopo aver letto parecchie opere esoteriche (soprattutto di Evola e Guènon), sul buddhismo, l'alchimia e la mistica, da qualche tempo sto cominciando ad avere pensieri ossessivi, ansia, paura e attacchi di panico. Ho il terrore di perdere me stesso, di perdere il senso dell'Io e della realtà...circa due settimane fa ho cominciato a pensare cose che hanno dell'incredibile e che non riesco più a togliermi dalla mente: ho pensato che noi esseri umani non vediamo noi stessi (se non allo specchio) ma sono gli altri a vederci, e che in realtà noi non sappiamo niente di noi stessi, se non quello che gli altri ci hanno insegnato, è come se niente avesse più senso e di rimando non desiderassi più niente: mi chiedo continuamente chi è l'uomo? Che senso ha la vita? E' come se mi sentissi frammentato, non so come spiegarlo di preciso...Il fatto è che quando razionalizzo mi sembrano tutte delle fesserie, ma quando questi pensieri mi assalgono, via con ansia e attacchi di panico...La prego, mi risponda al più presto, le sarei enormemente grato.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Gianni
lei si spiega benissimo è ciò che dice é credibile. Cos'è successo? Lei ha aperto, un po' ingenuamente, la porta dell'inconscio, E' come rompere un argine, si rischia di essere invasi dall'acqua, dall'inconscio, Non si spaventi ma, bisogna uscirne, richiudere quella porta. Vede sarebbe come andare a fare immersioni nel male aperto senza preparazione, si rischia di farsi del male. Non è vietato fare immersioni, ma bisogna prepararsi, farsi accompagnare. Ripeto, non si spaventi, esca. In fondo può essere contento "di saperne" l'esistenza, poi, quando vorrà ci ritorni pure ma, con una "visita guidata",


Aggiunto: Dicembre 18, 2011
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