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Domanda allo psicoterapeuta:


buongiorno dottore. sto seguendo una psicoterapia da circa un anno e mezzo.il problema è che quest anno ho la maturità, e lo studio comincia a sovrapporsi con i miei problemi. mi è difficile stare con gli altri, tendo a isolarmi, per il senso di panico e la profonda vergogna che mi assalgono in genere quando sono in compagnia. il problema è che non ho amici storici essendomi trasferito qui a verona da 6 anni..e faccio tuttora fatica a ad avere rapporti stabili.nel senso che che mentre studio concentrarsi diventa impossibile, paure e ansie si sovrappongono e senza volerlo comincio a pensare a fatti e a situazioni lontane nel passato. ricordi negativi, o situazioni di disagio, o brutte esperienze e nel passato. poi segue una specie di paura che in me ci possa essere qualcosa di grave. allora se cedo, il che avviene spesso, comincio a pensare al futuro, e mi assale un senso di disperazione, disperazione per la coscienza di dovere comunque andare avanti. studiare per non essere dipendente economicamente da nessuno. per costruirmi un futuro, una famiglia, speravo meno divisa da paure incomprensioni e rancori.con più dialogo....una vita soddisfacente...una vita sensata.
adesso mancano due mesi alla fine della scuola, e mollare adesso l'anno prossimo mi creerebbe un problema in più...le scrivo tutto questo perchè non riesco ad aspettare lunedi, che ho la seduta..

ps secondo lei i forum di mutuo aiuto psicologico sono utili in minima misura? se si saprebbe consigliarmene qualcuno?

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signore,
è utile avere dei rapporti "reali". Parzialmente anche i rapporti in rete sono "veri" ma, soprattutto quando si è poco più che adolescenti, si ha bisogno di comunicare con tutto nostro Sé, corpo compreso.
Lei sembra avere difficoltà proprio a fare questo. Si sforzi quindi a superare questa difficoltà: a trovare il linguaggio del corpo. Chieda eventualmente al suo terapeuta di poter integrare oltre alle sedute con lui delle sedute di psicoterapia di gruppo. Le farebbero molto bene, a Verona non avrà certo difficoltà a poterle fare


Aggiunto: Aprile 1, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Egregio Dott. Zambello, io avrei bosogno di un aiuto.
Sono una ragazza di 19 anni in cura da una psicologa. Non riesco a vivere più da circa 3 mesi fa\\\', quando un insieme di preoccupazioni mi hanno portato ad uno stato di vegetazione. I dottori vari hanno detto che questa situazione è stata scatenata dal fatto che mia sorella partita tre mesi fa a Milano per lavoro (io abito in Puglia), è stato come un lutto per me, ma ciò è avvenuto tutto senza che io capissi niente. Ora mi trovo in uno stato disastroso: non riesco ad avere appetito, ho paura di dormire, ho paura che questo stato mi porti ad allontanare la persona a me più cara, ho paura di svolgere le semplici attività perchè penso mi possano far fare azioni di cui potrei pentirmene, io ragazza di sanissimi principi mi ritrovo a non riuscire a guardare più la Tv perchè parlando di tradimenti, coppie divorziate, non mi va più di stare tra la gente infatti tendo ad isolarmi poichè ho paura possano farmi il cosidetto \\\"lavaggio di cervello\\\". Ho la voglia di tornare alla mia vita semplice con le person che amo!! Non ci capisco più niente

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma karmen,
é probabile che lei si sia sentita "tradita" da sua sorella. Non se ne faccia una colpa. Lei avrà capito che tutto avviene in maniera inconsapevole.
Continui a lavorare con la sua terapeuta e abbia pazienza.Occorrono quasi 6 mesi perché noi riusciamo ad elaborare il lutto. Vedrà, poi ritornerà più forte di prima.


Aggiunto: Marzo 31, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buon giorno dott. Sono un ragazzo di 27 anni. Prossimo alla laurea in giurisprudenza. Dall'agosto 2006 a causa di un infarto capito ad un mio zio che per me tento a sottolineare non è' uno zio ma bensì un padre tanto che ho subito all'età di due anni la separazione dei miei genitori ritornati successivamente insieme quando io avevo 9 anni. La situazione familiare non è' cmq cambiata. I miei continuano a non avere un buon rapporto. Da quell'agosto ho iniziato ad avere attachi di anzia, tachicardia, morale basso. Premetto che dal 2005 al 2006 ho svolto il servizio civile presso un istituo pre disabili con diverse patologie mentali. Le sottolineo inoltre che sono sempre stato un ragazzo che svolgeva in modo assiduo attività sportiva. Ho giocato a calcio nella squadra della mia città. Ad agosto del 2006 non riuscendo più a gestire l'ansia mi sono rivolto ad uno psicoterapueta che mi somministrò una terapia: Zoloft 20 mg/ml soluzione. Iniziai a prendere 50 gocce al giorno suddivise in 25 al mattino e 25 a sera. il medico me le ha scalate di volta in volta fino a giungere nel 2009 a prendere solo 2 gocce a sera prima di andare a dormire. Sembra un sogno tutto era perfetto. In questi anni ho intrapreso anche una carrire politica con diversi incarichi in un partito che non le sto qui a specificare quale sia a livello locale dunque nel mio paese sis a livello regionale. Ho fatto varie campagne elettorali da protagonista. Ho avuto un grosso incarico nel sindacato. Tutto andava bene zoloft era la mia forza per andare avanti nella vita..La sera lo prendevo e la mattina ero un leone. In questo periodo ad ottobre 2009 sono stato assunto a tempo indeterminato nello stesso istituto dove ho svolto il servizio civile come dicevo sopra. Tutto sembrava un sogno fino ad un mese fa quando a seguito di incarichi avuti dal direttore della mia azienda e ad una crescita professionale un mio collega mi ha acredito mettendomi le mani addosso ed aggredendomi psicologicamente. Da quel giorno non sono più la bomba, come mi definisco, di una volta. Ho forti dolori alle gambe un senso di essere impacciato nei movimenti ed anche una paura a non muovermi più. mi sento anche con un senso di brividi addosso. Come se ho sempre freddo.La sera dormo dalle 23 alle 5 mi sveglio per una mazz'oretta e poi mi riaddormendo fino alle 7 e mi sento di non riuscire a svolgere la vita quotidiana. (Voglio premetterle una cosa prima dell'episodio con il mio colega a detta della mia cara mamma che mi è' stata sempre vicina in qualsiasi momento prima ero anche nervoso con lei non parlavo mai avevo anche atteggiamenti molto aggressivi nei suoi confronti e di quelli della mia sorellina. Prima mangiavo velocemente ed andavo subito a riposarmi perchè' avevo sonno.) Ad un controllo dal dott. avuto subito dopo l'episodio mi ha continuato la terapia di 2 gocce alla sera prima di
dormire. Per il mio dott. da una parte quell'episodio con il collega è' stato anche positivo per scuotermi dato che secondo lui mi ero creato una sola vita formata sul lavoro e sulla crscita professionale e zero rapporti con la società con i familiari). Grazie per l'ascolto... Volevo un consiglio anche da lei..

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Dottore,
ho l'impressione che lei abbia scambiato una terapia di sostegno, dove per altro si è sovrapposta una terapia farmacologica con la psicoterapia. Non è che una è giusta e l'altra sbagliata è che semplicemente la psicoterapia è altro.
Da ciò che intuisco lei ha una certa difficoltà ad elaborare la sua aggressività.
Le consiglierei di cercarsi uno psicoterapeuta ed iniziare una terapia dinamica.
Non so dove lei abiti ma, sicuramente potrà trovare qualche terapeuta formato come psicoanalista guardando nei siti della:
SPI http://win.spiweb.it/soci_sito/soci.asp
AIPA http://www.aipa.info/


Aggiunto: Marzo 31, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Salve dottore sono un ragazzo di 33 anni da 10 anni soffro di ansia ossessiva mi hanno solo riempito di sedativi ora sono 5 mesi che mi sono fidanzato e la mia ragazza mi sta aiutando a uscire fuori da questo ma io continuo a sentirmi confuso e mi sento la testa scoppiare, per di piu quando ho un rapporto non riesco a godere e non sento niente sono come un pezzo di marmo, anche dieci anni fa era lo stesso come posso fare per risolvere tutto la ringrazio

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Antonio,
lasci perdere i farmaci e cerchi di affrontare il "perché" di questa ansia.
Vada da uno psicoterapeuta e vedrà che ne avrà grossi vantaggi.


Aggiunto: Marzo 31, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


vorrei sapere cosa fare per risolvere il mio problema, quando faccio l'amore con la mia ragazza non riesco a concentrarmi e non godo, e non mi eccito, perche la mia mente e occupata da cose che mi passano velocemente per la testa e non mi porta a concentrarmi e riscio di perdere il mio unico amore aiutatemi per favore grazie

Risposta del Dott.Zambello: E' un "piccolo" segnale di una forma di Narcisismo (inteso non in senso etico ma di tipo di personalità). Se così fosse il disturbo non sarebbe solo fastidioso quando fa l'amore ma in ogni rapporto con "l'altro".
La psicoterapia dinamica ha proprio questa finalità: intervenire nei disturbi di personalità.


Aggiunto: Marzo 30, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


salve dottore sono un ragazzo di 18 anni,e ho avuto problemi in famiglia.La separazione dei miei genitori ,le mani adosso di mio padre a mia madre,i problemi economici di un uomo “costretto ” a chiedere prestiti a varie finanziarie.Inoltre ho vissuto 4 anni solo con lui in casa visto che mia madre era andata a vivere da mia nonna.La vedevo sporadicamente ,però adesso abito con lei a casa sua.A gennaio purtroppo ho fatto uso di marjuana (capodanno)e mi sono sentito molto male.Già però prima di questo evento,ho avuto diversi attacchi di panico.Ora sto prendendo un antidepressivo lo zoloft e un ansiolitico lo xanax, ma dentro mi sento cambiato,dei giorni sto”bene” altri veramente male.Sono in cura da una psicologa e da una psichiatra per il trattamento farmacologico.La mia paura è adesso quella sostanza stupefacente ha cambiato qualcosa dentro di me? Oppure c era già qualcosa che non andava prima?Visti anche i primi campanelli d allarme dati dagli attacchi di panico?grazie per l attenzione dottore,cordiali saluti.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signr Nicolas,
la sua storia giustifica ampiamente uno stato depressivo. Continui a farsi aiutare e vedrà che riuscirà ad uscirne, molto presto.
Non se ne faccia una colpa, la marijuana non fa bene ma, non è certamente la causa del suo disagio


Aggiunto: Marzo 30, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Preg. Dottore, ho 36 anni e circa 12/14 mesi fa, a seguito della fine, piuttosto brusca e violenta, di una relazione importante, ho iniziato a scivolare pian piano in uno stato depressivo pittosto profondo, al punto che, oltre ad una insostenibile malinconia accompagnata da tutti i sintomi della depressione, si è affiancato anche il diturbo di depersonalizzazione con attacchi di panico. Sono in psicoterapia cognitivo-comportamentale da circa un anno e, con il contributo di una terapia farmacologica a base di paroxetina (Daparox) e benzodiazepine (Xanax) la mia condizione psicologica e sociale è migliorata sensibilmente. Ho ripreso a lavorare,a fare attività fisica, ad avere una vita sociale abbastanza vivace e ho di nuovo stimoli e progetti di vita futura. Purtuttavia non mi sento del tutto "guarita", ogni tanto accuso ansia e desiderio di piangere ed evito luoghi affollati e chiusi come treni o ipermercati; il mattino è sempre il momento peggiore della giornata e vivo con la costante paura di avere una ricaduta questa volta letale. Le chiedevo se sono sulla strada giusta, se devo pazientare ancora per una totale guarigione, se è in fondo possibile una totale guarigione e se il trattamento farmacologico è efficace o sarebbe da sostituire. Inoltre mi chiedevo se la depersonalizzazione è una conseguenza della depressione o sono due sintomi psichiatrici di differente natura e che quindi vanno trattati separatamente. Grazie infinite.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma signorina,
la depersonalizzazione è proprio uno dei sintomi degli attacchi di panico. Sono l'equivalente di un trauma. A volte occorre un po di pazienza e tempo perché le "ferite interne" guariscono. Mi sembra lei sia sulla strada giusta. Lei non solo ritornerà ad essere quella di prima ma, meglio di prima, perché alla salute fisica e mentale aggiungerà l'esperienza e la forza che le verrà dall'avere superato una cosi importante prova.


Aggiunto: Marzo 29, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


alcuni mesi fa ho subito una avvenimento per me a dir poco traumatico, dove ho subito una serie di maltrattamenti
e umiliazioni, non si tratta di violenza fisica bensi più di una violenza psicologica. La cosa come ho detto mi sta ossessionando, rivivendo sottoforma di flashback l'avvenimento, sono state alcune ore, quindi moltissime parole dette in quel momento, è come se facessero da passaporta
per il ricordo.nei primi tempi si trattavano di vere e proprie voci, che mi portavano una forte tachicardia ed attacchi di panico, oggi sto molto meglio ma i flashback sono continui e insistenti, la cosa mi disturba molto.
La cosa ha stravolto la mia vita, vedendo una minaccia nelle persone correlate all'avvenimento, mi sento un altra persona, non riesco a farmene una ragione, ormai ho fissato il prima e dopo, vedo un fallimento in me e nel mio futuro. Devo fare i conti ogni giorno con una memoria che non voglio e che non riesco ad accettare. Devo rassegnarmi alla cosa ? o tornerò a vivere come se nn fosse accaduto nulla? Cosa devo fare?

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo/a, lei descrive una sintomatomatologia post- traumatica. In questi casi si creano nel soggetto che li subisce delle micro fratture interne che col tempo possono cronicizzare. Sono come corpi esterni che alterano la personalità.
Le consiglio di chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta, vedrà che riuscirà a "liberarsene"


Aggiunto: Marzo 28, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Caro Dottore ho letto con sorpresa l'aticolo sull'omosessualità. Non ho capito, gli omosessuali sono ammalati o no? Io vivo vicino alla Stazione Nord a Milano. Dalla finestra della mia casa vedo un giardinetto che cìè dietro la stazione e vedo che continuamente, ogni giorno notte ci sono ragazzi, uomini che si incontrano. A volte vedo che fanno sesso anche li. Io non credo che questo sia normale, ma mi dica lei. Comunque grazie, lei fa un buon lavoro, la seguo sempre. Franco

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Franco,
lei sovrappone due cose diverse: l'omosessualità e le difficoltà a vivere la propria sessualità.
Sono due cose diverse. Ma scusi, ci sono le strade piene di prostitute, allora, seguendo il suo ragionamento dovrei dire che l'eterosessualità è una malattia. Evidentemente non è così. E' vero comunque che vi sono espressioni della sessualità che sono indice di un disagio ma, non legato all'identità di genere ma alle difficoltà che ognuno di noi ha a crescere, anche nella sua sessualità.


Aggiunto: Marzo 26, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Salve Dott. Zambello io ho sofferto per molti anni di attacchi di panico ora sono in cura da più di un anno, sia psicoterapeutica che farmacologica e sono rinata. E’ molto imporatante per mè capire, chi soffre di attacchi di panico ha subito violenza sessuale, come dice lei? Perchè io molta confusione qualche volta penso che mi sia successo, qualche volta penso che sia successo a qulcun’altro, al solo pensiero mi sembra già di condannare qualcuno. Perchè faccio questi pensieri (da sempre) e se non fosse successo?

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signora,
io sostengo che alcune volte il sintomo e l’epifenomeno, l’ultima parte, di un abuso.
E’ una tematica molto delicata. Solo all’interno di un rapporto psicoterapeutico lei potrà dirimere il problema


Aggiunto: Marzo 23, 2011
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