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Domanda allo psicoterapeuta:


buongiorno dottore,
da qualche settimana mio fratello e' in cura da uno psichiatra x depressione, ha iniziato una cura e da subito abbiamo avuto risultati positivi.da un paio di giorni xro' il medico ha aggiunto un nuovo medicinale dicendo che nn puo' continuare con gli stessi xche' poi il suo organismo potrebbe abituarsi a cio' e che nel momento in cui venga sospeso ricadrebbe in depressione.volevo sapere se questo e' vero anche xhe' il medico stesso ha ammesso che lo vede migliorato.grazie in anticipo!!!

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Rino,
non conosco né suo fratello né il farmaco che sta prendendo, Solitamente gli antidepressivi si prendono per diversi mesi e poi si scalano gradualmente ma, non so proprio di che farmaco si tratta.
Una terapia farmacologica può essere gestita solo dal medico che la prescrive, Se lei e suo fratello avete dei dubbi, potete sempre consultare un'altro psichiatra.


Aggiunto: Dicembre 17, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile dottore,
ho 19 anni e nel corso del 2011 mi sono interessato moltissimo alle opere di psicoanalisi (prevalentemente Jung e Freud) e perfino la mia tesina di maturità liceale era uno studio sulla relazione tra mente e cervello. Mi sono diplomato questo anno ma purtroppo non sono riuscito ad entrare alla facoltà di medicina, il mio sogno (almeno per ora) è quello di laurearmi in medicina e poi avere la possibilità di occuparmi di psicoanalisi. Potrebbe gentilmente darmi qualche consiglio? (Sono ben accetti sia consigli sull'iter da seguire che su letture consigliate!)
Grazie e mi scusi per il disturbo, spero di ricevere una risposta!

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Lorenzo,
per fare lo psicoanalista oggi, in Italia è necessario essere laureati in medicina o in psicologia, fare quattro anni di specializzazione in una scuola di psicoterapia e poi chiedere di essere ammesso in una società di psicoanalisi dove, una volta entrati il percorso minimo è di otto, dieci anni. Ciò che spinge una persona a fare un percorso così lungo non può essere certo la professione che farà dopo venticinque anni dal momento in cui inizia e tanto meno la gratificazione economica ma, il piacere, la curiosità per la materia ed anche il bisogno personale. Uno non può stare in sospeso in attesa di realizzarsi per 25 anni ma, sentire durante tutto il percorso formativo di fare qualcosa che gli piace e gli è utile. Lei sa che una delle cose più importanti, conditio sine qua non, per fare lo psicoanalista è di avere fatto un'analisi personale. Ecco, cominci col programmare quella anche per verificare, strada facendo le sue motivazioni. Stessa cosa vale per la laurea in medicina, sono 6 anni e lei non può studiare per sei anni una cosa "di passaggio" ma , le deve piacere. Per capirci, deve diventare prima un medico, dentro. Auguri, non si spaventi è giovanissimo ed ha tutto il tempo per verificare e fare quello che vuole.


Aggiunto: Dicembre 16, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


ho 13 anni, mi capita spessissimo di diventare rossa in viso, tremare senza aver freddo e sudare dalle mani, non sono tanto timidi ma per ogni cosa arrossisco in viso, cosa devo fare? mi passerà??

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Anastasia,
alla sua età io balbettavo, oggi non balbetto o, pochissimo. Ho smesso verso 17, 18 anni quando ho iniziato a "non preoccuparmi troppo" della mia aggressività. Per tutti noi, tutti, ognuno con i propri sintomi e disagi, il grande problema e la "gestione" della aggressività. Crescendo si impara, bisogna avere un po' di pazienza e accettarsi, accettarla.


Aggiunto: Dicembre 16, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


ho un figlio di 25 anni .Fa la pipi per terra,brucia le cose,sta sempre chiuso in cameretta,taglia gli indumenti,manda brutti messaggi..va da uno psichiatra ma non abbiamo risolto niente.Cosa devo fare?

Risposta del Dott.Zambello: Chiedere delucidazioni al suo psichiatra ed eventualmente cambiarlo.


Aggiunto: Dicembre 15, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Il male di vivere sta vincendo non ho più armi per combatterlo le ho usate tutte ed ora sono solo tanto tanto stanca Lo riesco ancora a tenere a bada solo quando stò con mio figlio (che mamma solare e simpatica riesco ad essere per lui)ma ha 18 anni e una vita tutta sua ora da portare avanti e quel giorno Lui vincerà ed io mi vaporizzerò...e non ci saranno più giorni persi E' così che tutto finisce?

Risposta del Dott.Zambello: Si, può vaporizzarsi, scomparire per sempre nella estrema vittoria narcisistica. O, se ha il coraggio, finalmente nascere, ri-nascere veramente. Dopo una vita spesa nella illusione di essere per gli altri che forse nascondeva l'essere, proiettata, negli altri, finalmente può, se vuole, sentirsi, esistere veramente. Le auguro un Buon Natale, ne faccia quello che vuole.


Aggiunto: Dicembre 15, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentilissimo dottore,
mi chiamo Sabrina, ho 31 anni e da 17 sono fidanzata.
10 mesi fa ho conosciuto un ragazzo più piccolo di me, Francesco, il quale ha 22 anni.
Ci siamo amati, abbiamo fatto e vissuto insieme cose nuove per entrambi. Siamo stati bene.
Ora, però, mi rendo conto che non riesco a lasciare il mio attuale compagno, con il quale ho continuato a vivere in questi mesi, e mi rendo conto di quanto tengo a lui.
Non so come lasciare Francesco. Mi perseguita continuando a dire che non ce la fa a vivere, che gli sto distruggendo la vita, che parlerà col mio compagno, che non vuole più vivere.
Cosa devo fare? Non risponderlo più al cell anche quando mi manda sms disperati o rispondere?
La prego di rispondere. Ne ho tanto bisogno.
Sabrina

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signorina,
premesso che non conosco nessuno dei due, mi chiedo come sia possibile che dopo 17 anni lei si definisca ancora "fidanzata". Mi sembra chiaro che non ci si può certo stare con chi si sente "distrutto" e la ricatta minacciandola di dire tutto al suo ragazzo. Coi "bambini" non si dovrebbe fare l'amore ma, sicuramente non si sposano.


Aggiunto: Dicembre 14, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buonasera dottore

Il mio non è un problema così serio pero' mi demoralizza ora le spiego...
Non riesco mai a prendere decisioni e spesso anzi quasi sempre mi accontento...
Per esempio se sto insieme ad una persona e magari sono stufa e non provo piu' niente non riesco a lasciarlo e piuttosto me lo faccio andar bene ho paura di far star male le persone,ma sono consapevole che così è solo peggio!

Oppure non mi va di fare una cosa esempio banale un'amica mi chiede domani mi accompagni al centro comerciale ? Io mentalmente penso ma ke palle non mi va , ma per non deluderla gli dico si certo domani vengo con te...poi va a finire che magari mi diverto anche però inizialmente lo faccio forzata

E mi è capitata anche con alcuni uomini del tipo stasera facciamo l'amore ti va ? Non mi andava e io come al soliito non riesco a dire mai di no tranne in certi casi

attendo una sua risposta grazie

Risposta del Dott.Zambello: No!


Aggiunto: Dicembre 14, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Salve dottore, la mia domanda è un pò particolare, volevo chiederle come mai mi creo problemi esagerati per ogni stupidaggine? esempio: se ho la febbre penso che sono un malato terminale e o se dico una cosa, penso che passerò i guai...
Il brutto sà qual'é? Non appena "guarisco" da uno di questi miei problemi, ne spunta subito un altro e così via...
grazie

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signore,
la sua nevrosi si chiama Ipocondria.
Ho scritto alcune cose ed ho fatto anche un video su questo tema. Le lascio i link.

http://www.zambellorenzo.it/ipocondria.htm

http://www.youtube.c om/watch?v=EMJf6YJveNs


Aggiunto: Dicembre 13, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


grazie ancora. Finalmante ho capito. In realtà non dovrei dare connotazioni relazionali negative ad un fatto semplice,meccanico, come prendere una pillola per il mal di testa. Dare importanza alla cosa vuol dire stare male inutilamnte e mettere in pericolo la serenità di coppia. In realtà dovrei molto alleggerire me e i miei pensieri evitando di preoccuparmi e pensare troppo.
Grazie ancora. A proposito diquesto mio pesante "difetto", mipuò suggerire come posso alleggerire me e i miei pensieri?
Grazie mille.

Risposta del Dott.Zambello: Da uno psicoterapeuta....che ne dice?


Aggiunto: Dicembre 13, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


http://www.associazionelatorre.com/2011/10/usa-funziona-la-terapia-curativa -dellomosessualita/ Si fanno i nomi di Stanton L. Jones del Wheaton College e Mark A. Yarhouse della Regent University. Dicono che: "Questo studio invece ha seguito 98 candidati per un periodo di 6-7 anni dopo la conclusione della cosiddetta “terapia riparativa”. I risultati mostrano chiaramente come la maggior parte dei candidati ha avuto successo nell’obiettivo di cambiare l’orientamento sessuale e che il tentativo non è stato affatto dannoso. " Io non ho parametri per capire se queste fonti sono attendibili o no. Gradirei avere un suo giudizio in materia. Lei sa niente su questi "recenti" studi?

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signore,
io non seguo studi che hanno come presupposto un pregiudizio ideologico. E' come se se lei, o chi per lei mi raccontasse che alcuni "medici" sono riusciti a far diventare un gruppo di negri di pelle mulatta o addirittura bianca. Non mi interessano e li considero assolutamente stupidi e negativi. Per me, l'omosessualità non è una malattia da curare, è la normalità. Stop. Questo non significa che gli omosessuali non abbiano problemi con la loro sessualità. Certo che li possono avere ma, come gli eterosessuali.


Aggiunto: Dicembre 13, 2011
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