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Domanda allo psicoterapeuta:


grazie x il suo aiuto riguardo i disturbi dell'umore, leggendo su internet ho potuto capire di cosa stavamo parlando e purtroppo si tratta proprio di quello!adesso il problema e' affrontare il discorso con lui puo' x favore consigliarmi come approcciarmi x nn ledere la sua sensibilita'!!!grazie x i suoi consigli e x averci aperto gli occhi! ma si puo' guarire da i disturbi dell'umore?la prego di rispondermi il prima possibile!grazie grazie!

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signora,
la ringrazio per la fiducia ma, mi creda, non posso "inventare". Provi a parlarne con il medico di base, il medico di base della persona che non sta bene, molto spesso è l'alleato più idoneo in situazioni come questa


Aggiunto: Dicembre 3, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


e giusto che un padre impedisca al propio figlio di utilizzare i propi soldi che guadagna per utilizzarli nel modo nel cui crede senza spreccandoli, e far si che si impedisca di andare dove vuole o comprarsi qualcosa pagandoselo con i propi soldi,e vare si si che si stia male e lui se ne frega.come cambiare guesto attegiamento del padre?

Risposta del Dott.Zambello: No, non è giusto ma, lei non deve cambiare suo padre, cosa forse impossibile ma, cercare di diventare il più presto possibile indipendente.


Aggiunto: Dicembre 1, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


credo che una persona a me vicina soffra di depressione anche se nn lo dimostra abbandonandosi a se stessa ma facendo amicizia con chiunque,mille progetti che gli frullano x la testa e nn so se riuscira' a portarne uno a termine il vero problema e che lui ha 35 anni e nn ha realizzato niente di suo non ha una casa sua nn riesce a realizzare un sogno che lui ha da qualche anno e a dire la verita'fuma mariuana xche' dice che lo fa' rilassare ma e' diventato aggressivo, sua moglie nn riesce piu' a parlarci e sinceramente e' difficile anche x noi.nn sappiamo come comportarci la prego mi aiuti ha anche due bambini e vorremmo davvero salvare il suo matrimonio?secondo lei si puo' parlare di depressione????la prego mi risponda il prima possibile.la ringrazio in anticipo!!

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signora,

non mi sembra proprio da quello che dice che si tratti di depressione ma, forse, di disturbo dell'umore. L'unico che lo può veramente aiutare è il medico, lo convica a chiedere aiuto. Lo specialista è lo psichiatra.


Aggiunto: Dicembre 1, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Sono una donna di 67 anni.Durante la mia vita ho affrontato tante disavventure, compreso l'allontanamento forzato dalle mie figlie ed due separazioni traumatiche che mi hanno portata ad età avanzata a ricominciare sempre da zero. Adesso dovrei sentirmi più serena poichè vivo da sola,con una piccola pensione. Invece, mi sento tormentata da una sofferenza fisica ed interiore che mi spinge a desiderare la morte. Non vorrei oltrepassare il limite del desiderio. Il mio medico dice che il mio malessere è stato ereditato da mia madre e mi ha prescritto delle gocce di Citalopram. Il mio malessere intanto si è trasformato in attacchi di panico molto violenti che non mi permettono di fare niente, neppure una passeggiata. Mi può dare un consiglio? la prego! grazie andreina

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Andreina,

le consiglio di far valutare il suo malessere psico-fisico ad uno specialista cioè, allo Psichiatra. Se il disagio si cronicizza a livello fisico poi, potrebbe diventare molto difficile aggredirlo.


Aggiunto: Dicembre 1, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buonasera gent.mo dottor Zambello

Vorrei chiederle se esiste una statistica che dica che gli psicofarmaci agiscano meglio su pazienti adolescenti rispetto ai pazienti adulti. Un adulto ha meno possiblità di guarire rispetto a un ragazzo? grazie, spero di essere stato chiaro quel tanto che basta per riuscire a farle capire il messaggio. grazie

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Filippo,
non sono un farmacologo né un clinico organicista quindi, non ho statistiche o dati clinici che possano sostenere o confutare alcuna teoria su questo tema.


Aggiunto: Novembre 29, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


DA CIRCA TRE ANNI HO DEI PROBLEMI DI EQUILIBRIO NON POSSO STARE MOLTO IN PIEDI SENZA APPOGIARMI IN ALCUNI MOMENTI SEMBRA CHE DEVO CADERE ALL'INDIETRO HO FATTO TAC FORTUNATAMENTE NON C'E NIENTE PER CIRCA DUE ANNI E MEZZO NON SO SE E' STATO TROPPO HO PRESO SEREUPIM E AVVERTIVO QUESTI SINTOMI UN PO MENO,QUESTA CURA MI E STATA DATA IN UN REPARTO DI NEUROLOGIA DOVE SONO STATA RICOVERATA QUANDO MI SONO SENTITA MALE E IL MIO MEDICO CURANTE ME L'HA FATTA CONTINUARE PER QUESTI ANNI .ORA CHE L'HO SOSPESA SONO RIPRESI ISINTOMI.PERO LE VOLEVO DIRE CHE TUTTO QUESTO E INIZIATO QUANDO ALLATTAVO ANCORA MIA FIGLIA E DA CIRCA TRE MESI AVEVO INIZIATO A LAVORARE IN UN ASILO HO ALLATTATO PER CIRCA DUE ANNI E STATO TROPPO ORA VORREI ANDARE DAUNO SPECIALISTA CHE MI CONSIGLIA
SALUTI TINA

Risposta del Dott.Zambello: Lo specialista è il neurologo poi, intrapresa una terapia farmacologica le consiglio di contattare uno psicoterapeuta.


Aggiunto: Novembre 28, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Salve,
da un paio di anni sto seguendo un percorso di psicoterapia, so benissimo che dovrei parlarne direttamente con la persona che mi segue però non ci riesco.
Io sono un ragazzo di ventitre anni e sto male, nel senso che l'ansia, la solitudine e la tristezza fanno ormai parte di me da una decina di anni. Io rido, scherzo, sono una persona simpatica che ha diverse passioni, ma ho spesso i classici sintomi di chi come me ha qualcosa del passato che non riesce ad accettare, per cui a momenti fatico a digerire, mi gira la testa, ho paura di impazzire ecc ecc... Inizialmente avevo paura di queste situazioni. Ora ci convivo più o meno serenamente perchè ho imparato che non posso fare altro. La mia curiosità nasce proprio da questo: è davvero incredibile (e interessante) di come io e le persone con un passato difficile diventino "persone cattive". Droga, alcool, risse, tatuaggi, aggressività, paranoia diventino parte integrante di "noi" (mi rendo conto che sto generalizzando e sicuramente non siamo "tutti" così). Io ho sempre un'idea fissa per la mia "guarigione": cancellare il passato!! Si è impossibile, me ne rendo conto. Ma io mi chiedo: perchè dev'essere così difficile mettere da parte tutto lo sporco che ho nella mia vita e pensare che anche io posso avere una vita buona? Sento spesso dire "puoi togliere il ragazzo dal ghetto ma non il ghetto dal ragazzo!"... Ma perchè dev'essere così?? Perchè devo essere condannato a vivere in maniera così brutta e difficile dei periodi della mia vita? Perchè il passato è così forte ancora dentro me e penso probabilmente sarà così per sempre? Come fare per placare questa rabbia? L'unico modo che mi viene naturale sono quelle cose che ho scritto prima...

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Fistenify
lo dico in senso generale, lei parte da un presupposto "onnipotente" cioè, non corrispondente al vero e per la verità, non possibile. Il suo passato non è da superare né tanto meno da cancellare ma è la sua forza, la sua energia. Vede, qualunque sofferenza lei abbia passato, potrà vivere libero quando trasformerà quell'esperienza in carica da utilizzare nei rapporto con se stesso e gli altri. Cancellare, dimenticare, il suo passato sarebbe come tagliare una parte di sé. Lei deve tendere ad essere tutto intero, dove le parti che, lei, ritiene negative funzionano, come in una pila, per dare con le parti positive energia.


Aggiunto: Novembre 27, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


sono 9 anni che soffro di attacchi di panico dottore prendo la cipralex com. ma gli attacchi ogli tanto si fanno sentire mi spiga come posso fare per farli sparire sono una mamma di 2 ragazzi e voglio stare bene grazie rachi.fiore,

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signora,
lei lo dice, è chiaro che l'antidepressivo non è sufficiente. Perché non chiede aiuto ad uno psicoterapeuta?


Aggiunto: Novembre 27, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


La ringrazio molto della sua risposta,ha alleviato in parte il mio senso di dolore e sofferenza.

Spero di poterle chiedere presto dei nuovi consigli

Nina


Aggiunto: Novembre 27, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Ho appena partecipato al funerale della sorella di mia

mamma morta per un incidente d'auto, si è schiantata

contro un muro ed è morta sul colpo.

Dottore, ci dica (a tutta la mia famiglia) quale può

essere il senso della vita, se poi in un attimo finisce

tutto (moriamo), in genere, per motivi più grandi di noi

che non dipendono da noi. Cosa ci può tenere in vita, se

è tutto così fragile e promiscuo, e se sicurezze in

questo mondo non ce ne sono? Ogni tanto penso che se

avessi un figlio magari un senso lo si potrebbe trovare

in questa vita, ma se le sicurezze non le abbiamo nemmeno

noi adulti, come possiamo darle a dei bambini? Ho bisogno

d'aiuto, non riesco a trovare un senso in questa vita e

un motivo per vivere, soprattutto ora che sto vivendo

la situazione della morte da vicino e quindi il senso del

limite e della finitezza dell'essere umano in tutto il

suo essere. Dottore, mi aiuti a trovare un senso.

Facendo un figlio lo si trova un senso?

Risposta del Dott.Zambello: Cara Nina,
di fronte alla morte bisogna fare silenzio. Non ci sono parole che diano pace o spieghino. La morte suggella il mistero della vita.
Noi però siamo programmati per vivere, diceva Jung " nelle parti più profonde dell’animo umano, esiste innata questa predisposizione naturale alla gioia. Come un seme contiene tutto il “progetto” della pianta futura, così i neonati, si affacciano alla vita con un ricco bagaglio di potenzialità che svilupperanno, al meglio o meno, in relazione a quello che incontreranno di positivo o interferente, nello svolgersi della loro età evolutiva."
A noi non è dato sapere per quanto ma, vivere ringraziando per quanto abbiamo avuto. Non le pare che la sua gioia di essere sarebbe il più grande ringraziamento per sua madre?


Aggiunto: Novembre 26, 2011
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