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Domanda allo psicoterapeuta:


a seguti di terapia con interferone e ribavirina per una epatite c mio marito ex dipendente ha manifestato una forte depressione curata prima con un neurolettico ed ansiolitico poi da circa 1 anno e mezzo con citalopram 20 mg e stilnox 10mg da quel momento in poi le cose dal punto di vista della depressione e attacchi di panico è molto migliorata ma non abbiamo più una vita sessuale perchè lamenta assenza totale di desiderio nella fase acuta ha anche fatto una serie di colloqui con lo psicologo che poi ha mollato quando ha cominciato a stare bene siamo stati dall'androologa e dopo aver fatto una serie di esami ematici e una visita cardiologica gli ha prescritto un farmaco chiamato cialis da 5 mg per 28 giorni e poi 10 mg al bisogno adesso io sono molto morfificata perchè sono stata io ad insistere per il consulto e sto vivendo molto male la cosa perchè è come se a lui non fregasse niente di avere nuovamente rapporti pur rassicurandomi del fatto che non sono io ma che gli si potrebbe presentare la più eccitante donna che a lui non succede niente,il problema so che potrebbe essere anche legato sia ai farmaci che assume che alla depressione io cosa devo fare accettare pur soffendo questa situazione di moglie non moglie o spingerlo a prendere il farmaco in questione che tra l'altro abbiamo comprato con sacrificichiedere di fare un altro consulto ma devo essere io sempre a farlo mi sento in colpa e mortificata nel mio essere donna scusi lo sfogo ma non so più che devo fare in attesa di na sua risposta la ringrazio per l'attenzione prestatami

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signora,
il Cialis come altri farmaci simili non aumentano la libido, il desiderio, sessuale, semplicemente favoriscono l'erezione.
La terapia prescritta dalla androloga è giusta, prevista dal protocollo, ha però il limite che le ho detto.
E' vero, gli antidepressivi ma forse anche il periodo fortemente stressante che suo marito ha affrontato sono sicuramente causa dell'abbassamento del desiderio sessuale.
Non è colpa di nessuno ma, soprattutto e uno stato che si modificherà con il tempo. Suo marito ritornerà sicuramente alla sua libido, a condizione che nel frattempo non venga caricato di ansie e colpe.
Se ne faccia una ragione, è così, poi decida lei come comportarsi rispetto alla sua vita sessuale ma, eviterei
di infilarmi in "tunnel" senza via di uscita.


Aggiunto: Ottobre 5, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongioro Dr. Zambello, le scrivo per avere un parere sulla mia situazione. Il mio ragazzo dal mese di aprile prova una fortissima ansia legata all'orgasmo. Se raggiunge l'orgasmo vivi un sentimento si angoscia anche per giorni quindi da aprile ad ora evitiamo che questo accada. A lui da fdastidio anche baciare o toccare ke mie parti intime e Io praticamente nn lo tocco più visto che anche quello gli da fastidio. Il problema non sembrerebbe di natura fisica in quanto l' erezione è presente e lui mi ha assicurato che il desiderio c'è. Dopo diverse discussioni a settembre ha iniziato un percorso con uno specialista... mi portebbe dire come comportarmi e più o meno la durata di questi trattamenti? Fino ad ora non ho visto miglioramenti... dovrò aspettare anni mesi... insomma... secondo lei è colpa mia? Grazie mille per la sua disponibilità Monica

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signorina,
perché lo chiede a me, lo chieda al suo ragazzo. Magari, dicendo a lui che è disposta ad aspettare ma non per anni. Non le sembra che qualsiasi cosa le dirà, farà, sarà comunque una risposta che lei dovrà valutare.


Aggiunto: Ottobre 2, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Grazie Dottor Zambello,
lo psicologo del quale le ho parlato mi ha fatto lavorare sul trining autogeno, ha alleviato l'ansia ma non in modo definitivo, diciamo che ho controllato un pochino il panico.adesso ho abbandonato il trining perchè è come se mi avesse stancata. mi ha fatto fare degli esercizi di disidentificazione relativi al momento dell'esame. facevo 1 seduta ogni 15 giorni. ci sono andata per circa sette mesi, poi per problemi economici ho smesso. sono ritornata dallo psicologo dopo quasi un anno ma ho smesso di andarci di nuovo perchè non percepivo più la fiducia iniziale, purtroppo. Ho avuto la sensazione che allungasse i miei tempi di guarigione. Non mi permetto di insinuare nulla ma la fiducia è essenziale in questo caso. Confermo la sua tesi, non riesco a nutrire fiducia in me anche se ho dei rinforzi positivi e ho avuto sempre risultati impeccabili in passato, tutto ciò non sostiene affatto. Secondo Lei, che terapia dovrei fare per trovare me stessa? Ricordo che lo psicologo, di cui sopra, mi ha fatto fare un esercizio: ogni giorno dovevo guardarmi allo specchio e trovare una parte di me che doveva piacermi a livello fisico, ad es. il naso, ecc. io so di essere una bella ragazza, so di avere delle qualità ma questo non mi fa avere autostima. Qualche mese fa ho fatto una visita neurologica ma lo specialista mi ha praticamente mandata via, in quanto mi ha ritenuta perfettamente in salute dal suo punto di vista neurologico. mi ha prescritto Kavans e pineal notte per 30 40 giorni. ho fatto la cura prescrittami ma cio non ha cambiato il mio malessere. sicuramente mi sento più stabile. cmq mi ha risposto che devo trovare un buon psicologo che trovi la causa ma non è facile trovarne uno.inoltre, mi sento un ingenua, sono sempre troppo buona e non riesco a cambiare. Quando studio mi sento come se non fossi all'altezza della situazione ma ho gia sostenuto tantissimi esami anche se a rallentatore. Come posso innamorarmi di me?? sono decisa a ribaltare tutto di me. ho una volontà di ferro!
Grazie, cordiali saluti Rossella.

Risposta del Dott.Zambello: Premesso che in psicologia come in medicina ogni Terapeuta è libero e responsabile di mettere in atto la terapia che a sua avviso è più corrispondente ai bisogni del paziente, io che ho una formazione psicoanalitica penso al Training Autogeno come all'Aerosol in caso di polmonite. Lei mi capisce, io credo all'Aerosol, lo uso spesso in famiglia quando qualcuno ne ha bisogno ma, non è la terapia per una Polmonite.
La terapia per la polmonite sono gli antibiotici, la terapia per il suo disagio, come le avevo scritto, è una terapia strutturata, minimo una seduta alla settimana e, secondo me, ad indirizzo psicodinamico.


Aggiunto: Ottobre 2, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Slave Dottor Zambello,
ho 27 anni e 2 conseguenze che non mi permettono di realizzarmi come donna e come professione. da anni lotto con me stessa.All'università ho iniziato a soffrire di ansia e attacchi di panico tanto da stare cosi male che mi sono rallentata col dare esami e non riuscivo più a darli. una brutta esperienza con un professore con annessa umiliazione pubblica ha sveglito una paura enorme, una sorta di ansia sociale. mi sono forzata e messa alla prova e appena cambio luogo riesco ad affrontare.male ma riesco. mi blocco, creo una bolla di paura. le giuro che sono intelligente e capace ma tutto viene vanificato da questa forte ansia e dal panico proprio. mi sono rivolta ad uno psicologo ma ha solo creato un periodo di benessere, sembravo guarita, invece sono ricaduta nella paura appena ho avuto un'altra umiliazione. Io vorrei stare bene e relizzarmi. ho capito da sola che da piccola ho provato molta vergogna e ho passato eventi dolorosi e credo che il mio inconscio abbia assorbito il tutto e ora mi invia segnali di pericolo per autoproteggermi. io come posso fare per vincere questo dolore che mi blocca così?? ho speranze di tornare come una volta??o forse la paura nn si manifestava perchè ero protetta dall'ambiente scolastico?? inoltre, mi sono resa conto che mi innamoro sempre della stessa tipologia di uomini, tutti donnaioli incalliti e inaffidabili, come mio padre, che mi maltrattano come mio padre. non voglio più innamorarmi di questo tipo di uomo. non voglio rovinare la mia vita, Dottore, posso riuscire a salvare il salvabile e a reinventarmi un futuro diverso, migliore? o rimarrò sempre sofferente? perchè cosi ho solo 2 alternative: soffrire con un uomo simile a mio padre o rifugiarmi in un opposto ma senza amore. Mi consigli Lei, posso fare qualcosa? grazie, Cordialmente, Rossella

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Rossella.
a Catania ci sono:
il dott. Mondo Riccardo Via Morosoli, 4 che è uno Psicoanalista dell'AIPA, la Dott.ssa CARROCCIO Cinzia 095-7470198 095-3528394 cinzia.car@tiscali.it,Dott. CASTORINA Salvatore (095) 7158482,Dott.ssa MENDORLA Giuseppina (095) 321146 giuseppinamendorla@hotmail.com, Dott. RAPISARDA Andrea (333) 4759215 andrea.rapisarda@spiweb.it. Questi ultimi quattro sono della SPI


Aggiunto: Ottobre 1, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Caro Dott.,
intanto la ringrazio per la sua risposta,beh lei ha ragione sul fatto della terapia di copia e infatti io sono disponibilissima e lo farei ben volontieri,il problema è sempre lui..non accetta in nessun modo di andare dal psicologo,non ne vuole proprio saperne,e sinceramente non so più come convincerlo...cmq le faccio i miei complimenti per il sito e grazie ancora...cordiali saluti


Aggiunto: Ottobre 1, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Caro dott.,
allora la mia è una lunga storia ma cerco di abbrevviare il più possibile,
il problema è mio marito...
Lui è molto impulsivo insomma troppo impulsivo,siamo insieme da 2 anni e sposati da 1,con una una bimba di 3mesi..
Lui quando è arrabbiato incomincia a parlare e non smetti più non ha limite..intanto c'è da dire ke ha poca pazienza veramente pochissima subito si innervosisce,ad es:se gli dico di nn fare una cosa magare ad alta voce (senza rendermi conto)lui se la prende;e se una persona sbaglia a capirlo lui non cerca di spiegarsi ma peggiora solo la situazione...o quando si altera inizia a lamentarsi e volte arriva anche a insultarmi e mi ferisce molto,e subito qualke secondo le passa e viene per abbracciarmi e parlarmi come se niente fosse io invece quando sn nervosa ho bisogno tempo per scaricare..allora lo allontano e lui si innervosisce ancora di più e mi stringe con forza a volte mi fa pure male...beh all'inizio stavo zitta fino quando non si calmasse cosi cercavo di parlargli tranquillamente ma vedevo ke lui esagerava allora ho incominciato a rispondere a come fa lui,ma non ha servito lo stesso anzi peggio,ma il problema e che con tutto questo non se ne rende conto e non ammette che lui è impulsivo crede pure di avere ragione ho cercato di fargli capire ke cio' fa nn è normale ed di andare da un psicologo a farsi vedere ma non ne vuole sapere...la prego dott. cosa devo fare???lui non era cosi quando eravamo fidanzati anke perche abitavamo lontano quindi nn ci vedevamo troppo spesso..ora mi dispiace perchè quando è calmo e un uomo fantastico mi stra riempie di attenzioni...mi ama e me lo dimostra in 1000modi ed è un buon padre..ah dimenticavo comportamento non lo usa solo con me ma purtroppo anke con i suoi genitori è cosi!spero di essermi spiegata è un po' una storia contorta!!!in attesa di una sua cortese risposta le porgo i miei più cordiali saluti...

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signora,
credo che abbia ragione lei, suo marito ha bisogno di essere aiutato ma, lui non vuole. Che fare? Lo deve volere lei. E' poco che siete assieme ma, se continuate così rischiate di rovinare tutto. Se vuole salvare la famiglia lo deve volere, lei.
Non penso che la terapia individuale sia la soluzione migliore per suo marito ma la terapia di coppia.


Aggiunto: Settembre 28, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno,
sono una persona molto stressata, il medico mi ha prescritto una visita dal neurologo, ma chiamando per prenotare, mi hanno detto che sarebbe meglio uno psichiatra.
Lei mi sa consigliare cosa sarebbe meglio?
Grazie

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signorina,
non ho dubbi, lo Psichiatra. Il Neurologo è un grande specialista ma, per sua scelta non si interessa di psiche ma, solo della biologia. Il suo disagio non è solo biologico si esprime nel fisico ma, così credo è soprattutto mentale, dell'anima.


Aggiunto: Settembre 28, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile dottor Zambello, sono un ragazzo di 23 anni, frequento il 2 anno di università, le scrivo perchè ho il sospetto di vivere in uno stato un pò depressivo e vorrei sapere se lei mi può consigliare un qualche aiuto esterno visto che da solo non riesco tanto ad uscirne. Cerco di spiegarle per quanto possibile la mia situazione.
Sostanzialmente non ho più motivazioni, o forse il vero problema è che non le ho mai avute o ormai non ricordo neanche l'ultima volta che le ho avute. Passo tutti i giorni a lamentarmi di tutto, del lavoro, dello studio, della famiglia. La mia ragazza non mi sopporta più, dice che mi lamento sempre, il fatto è che a me non piace lamentarmi e questa situazione mi fa davvero male, soprattutto sentire che la mia partner non mi "sopporta" mi da un profondo senso di smarrimento. Non c'è niente che allo stato attuale vada "bene". In un anno di studi non ho dato neanche un esame e non riesco a studiare, a volte parto convinto di potercela fare ma poi inizio a buttarmi giu da solo dicendomi che è impossibile e che non posso farcela. Questa è una dinamica che continua a ripetersi all'infinito. Tutti gli ambiti della mia vita sono per me una profonda delusione, sono deluso da me stesso. Gli unici momenti in cui mi sento bene sono quelli che passo con la mia ragazza, però questo mio male mi porta a litigare con lei e la mia insoddisfazione si allarga ulteriormente in questi momenti. Davvero mi sento inutile, senza obbiettivi non so cosa fare so solo che voglio uscirne perchè mi accorgo di non stare bene. La prego mi dia una mano.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signor Dado,
non posso di certo entrare nel merito del suo disagio ma, credo lei potrebbe trarne un grande vantaggio da una psicoterapia ad indirizzo psicodinamico. Provi a vedere in rete negli elenchi della SPI, AIPA o CIPA.


Aggiunto: Settembre 28, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Ho subito un lutto 5 anni fa, molto grave e improvviso, un padre.
Sono stata in terapia e ne sono venuta fuori o almeno così credevo. Oggi vivo una realtà precaria dovuta anche alla crisi lavorativa ecc. ogni volta che mi ritrovo senza l'ennesimo lavoro interinale (a termine per dirla breve) cado in un baratro...non vedo vie d'uscite mi sento morire anche perchè non ho possibilità economiche di affrontare la vita e una terapia che possa aiutarmi al momento.
Convivo con un ragazzo che non sopporta più queste mie depressioni rabbiose e vuole che vadi dallo psico di nuovo ma io ho spiegato che non ho nessuno al momento a cui chiedere dei soldi per questa cosa, non è che non voglio, il fatto è che non sapendo quando terminerà una terapia non posso neanche dire una somma precisa capisce la cosa?
Sono andata all asl ma sa bene che un conto è una terapia e un conto è andare li...non ne ho cavato un ragno...
Mi sento a disagio e so che non posso dargli al momento quello che lui vorrebbe, mi sento oppressa da tutto questo e in balia degli eventi e lo spronare in maniera forte di lui non mi aiuta...ricado sempre e solo quando sono disoccupata, a volte anche quando lavoro ma perchè so che non sto investendo in niente...sarà solo l'ennesimo sfruttamento da parte di qualche azienda che della crisi ormai ne ha fatto lo stendardo per tutti i suoi peccati...sono una donna e a 30 anni piano si sente anche il desiderio di qualcosa di più stabile ma così non vedo proprio come. Ho menzionato il lutto perchè ogni volta che sto cosi mi sento come se non riuscissi a combinare niente di buono come proseguimento a quello che è stata la mia eredità paterna, so che devo qualcosa a me stessa e non a mio padre ma manca un anello, qualcosa non torna e io inconsciamente sento di dover mettere a posto delle cose con lui (forse perche è morto all'improvviso) ma sono tutte ipotesi, non saprei, sto cercando di spiegarmi al meglio...non so che fare dottore, lasciate che i morti seppelliscano i loro morti...ma come ???? Grazie.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Karol,
non lo so ma, mi sembra di capire che nonostante si sforzi a pensare a suo padre in termini positivi, ogni volta lei crede di "aver subito una ingiustizia" lei cade in depressione, come se ancora una volta "un padre" cattivo l'avesse "tradisce". Anche rispetto al suo ragazzo in fondo lei sembra aspettarsi la stessa cosa: un padre buono. Chiaramente, se queste sono le premesse, tutto e tutti poi la deludono. Non c'è più quel "padre", forse non è mai esistito e solo il frutto dei suoi bisogni. Non so, ma se fosse così, allora lei capisce che la realtà esterna per quanto dura è comunque per lei alterata. Ma, ripeto, queste sono solo ipotesi, solo in un rapporto terapeutico lei potrebbe conoscersi ma, temo che anche in questo lei cerchi un terapeuta-padre. Di questo sono sicuro: non esiste.


Aggiunto: Settembre 28, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


salve,
mi chiamo giovanni ho 20 anni,ultimamente credo di aver qualche problema sessuale.Da molto tempo prima di rapporto puo capitare piu masturbazioni,sul fatto pisicologio puo essere una mancanza di un vero rapporto femminile ma sul piano sessuale ho questo problema mala voglia di fare l'amore
la domanda puo essere un eccessiva masturbazione?un eccessiva masturbazione puo creare qualche danno?
si puo risolvere ho bisogno di un medico specialista?

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signor Giovanni, la masturbazione "non fa male", dipende chiaramente da quanto uno si masturba ma, di per se, non è assolutamente nociva, anzi, in alcuni casi è terapeutica. E' chiaro, credo anche a lei che, con la masturbazione disperde una certa quantità di energia libidica ma, spesso vengono eccessivamente coltivate fantasie bizzarre ed onnipotenti che disturbano, poi, durante il rapporto.
Le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che abbia una certa esperienza come sessuologo.


Aggiunto: Settembre 28, 2011
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