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Domanda allo psicoterapeuta:


EGREGIO DOTTORE,SUCCEDE DA TEMPO CHE SE MIA MOGLIE ENTRA IN UNA STANZA E SENTE FARE DEI RUMORI DAI VICINI DI SOPRA, CREDE CHE LI FACCIANO PERCHE' HANNO SENTITO ENTRARE LEI NELLA STANZA, ANCHE SE LEI ENTRA SILENZIOSAMENTE PER CUI E' IMPOSSIBILE CHE L'ABBIANO SENTITA; ALLORA MIA MOGLIE DICE: "SONO DEI DEMONI,MA COME FANNO A SENTIRE CHE SONO ENTRATA PER METTERSI SUBITO A FARE RUMORE?" INUTILMENTE IO CERCO DI CONVINCERLA CHE I VICINI STAVANO GIA' FACENDO I RUMORI PER CONTO LORO E NON PERCHE' HANNO SENTITO LEI ENTRARE IN QUELLA STANZA.FAREBBERO RUMORE ANCHE SE MIA MOGLIE NON FOSSE ENTRATA, MA NON C'E' VERSO DI CONVINCERLA!DICE CHE FORSE HANNO DEGLI APPARECCHI PER SENTIRE QUANDO LEI ARRIVA NELLA STANZA,AL PUNTO CHE NON VUOLE PIU' MANGIARE IN CUCINA...NON LE SEMBRA CHE IL RAGIONAMENTO CHE FA MIA MOGLIE SIA UN TANTINO PARANOICO? GRAZIE E DISTINTI SALUTI

Risposta del Dott.Zambello: Si, è un po' disturbata. Però, non si allarmi troppo. Tutti noi abbiamo le nostre "fissazioni". Queste diventano importanti solo quando ci fanno vivere male ed alterano sostanzialmente il nostro rapporto con gli altri. Un consiglio. lasci cadere l'argomento, non ne discuta.


Aggiunto: Novembre 13, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile Dottore,
vorrei chiederLe quale potrebbe essere la "base psicologica" del così detto "amico delle donne", ossia il classico ragazzo timido, dalla parte delle donne che spesso è innamorato della ragazza che invece con lui si confida, magari chiedendogli consigli su come conquistare l'uomo che le piace.. (ha a che fare qualcosa il legame con la medre?) spero di essere riuscito a spiegarmi..
Grazie in anticipo

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signore,
nel settecento era di moda un "amico delle donne" che veniva chiamato Cicisbeo. Egli era , prendo da Wikipedia, un gentiluomo che accompagnava una nobildonna sposata nelle occasioni mondane, feste, ricevimenti, teatri e l'assisteva nelle incombenze personali: toletta, corrispondenza, compere, visite. La signora veniva definita cicisbea del cavaliere.

L’etimologia della parola sembra essere connessa in modo parzialmente onomatopeico al bearsi nella conversazione, al cicaleccio, cinguettio, chiacchiericcio che costituivano la principale delizia dei cicisbei.

Lei mi chiede qual'è il motivo psicologico dell'esistenza dell'"amico delle donne". Mi sembra abbastanza probabile che questo, l'uomo, abbia rinunciato ad esercitare il suo ruolo maschile e sia avvertito dalla donna come debole. Più capace ad identificarsi nelle sensibilità donna che a difendere, proporre le sue caratteristiche di uomo.


Aggiunto: Novembre 12, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gent.mo dottore, ho un problema da risolvere. Da circa tre anni sono in menopausa e da circa quattro faccio uso di psicofarmaci (Efexor 75). Da un controllo ematico ho scoperto di avere il colesterolo alto (290). Per sei mesi mi sono curata con le statine (Sivastin 40) e ho controllato l'alimentazione eliminando cibi troppo ricchi di colesterolo ma non ho risolto nulla. Il mio medico di base mi ha proposto una statina piu potente, ma io sono molto dubbiosa perchè ho letto che gli antidepressivi inibiscono l'attività delle statine (anche se non triciclici) ed inoltre danno molti effetti collaterali. Ciò che ho letto corrisponde a verità? Può una cura omeopatica abbassare un colesterolo cosi alto? La prego mi dia un consiglio. La ringrazio anticipatamente.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signora,
mi dispiace per il pasticcio ed il ritardo della risposta. La verità è che lei mi pone un problema clinico-farmacologico che oltre a non essere nelle mie corde, sono uno psicoanalista, non potrei mai comunque darle una risposta via internet.
Non ho quasi nessuna conoscenza della omeopatia. La mia formazione in questo campo si è fermata il giorno stesso, ero ancora studente di medicina, un noto clinico e cultore della materia mi disse: io non curo né l'ipertensione né il diabete. Pensai, ma forse sbagliavo che per il resto non c'era bisogno di essere dei medici.


Aggiunto: Novembre 11, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno Dr., vorrei sapere quando potrei fissare un appuntamento,i costi e se già dal primo appuntamento inizia la terapia.
Grazie Lorena ghironi

Risposta del Dott.Zambello: Risposta del Dott.Zambello:
Gent.ma Lorena,
tempi, costi e modalità quali, la frequenza delle sedute terapeutiche, l’orario, l’uso o meno del divano sono variabili che possono essere discusse e dicise solo in un colloquio personale. Mi creda, non è perchè non voglia risponderle o perchè abbia chi sa quali “segreti” ma perchè, “grazie a Dio”, ognuno di noi è diverso e non ci sono interventi pre-stabiliti.
Colgo l’occasione per dire come lavoro anche da un punto di vista meramente organizzativo. Solitamente vedo quasi esclusivamente persone che prendono il primo appuntamento chiamando direttamente in studio. Molto spesso mi è possibile dare il primo appuntamento dopo alcuni giorni dalla chiamata. Il numero telefonico è nel sito. Quasi sempre, se ci sono le possibilità di lavorare, propongo almeno tre incontri per definire, assieme, le motivazioni, il percorso e le modalità e in linea di massima il tempo previsto.
E’ chiaro che tutti gli incontri, compresi i primi hanno un costo. Sono per me un lavoro ma, credo,una occasione per chi mi contatta di capire un po’ se stesso.


Aggiunto: Novembre 11, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile Dottor Zambello,
RingraziandoLa per la risposta che mi ha poc'anzi fornito, La ricontatto per dirLe che ho letto varie pagine della Sua rubrica coi lettori, trovando vari spunti di riflessione e d'indagine...Mi ha colpito , tra i tanti, un Suo intervento sul disturbo di Narcisismo della Personalità:mi sono documentata su questa problematica e ho "scoperto" che questo potrebbe essere un mio problema, ma sono preocupata perchè ho anche letto che è molto difficile nella vita adulta riparare questa caratteristica. Posso dirLe che percepisco questo mio tratto di "onnipotenza narcisistica" nel rifiuto-diffidenza-senso di inutilità verso ognuno e ogni-cosa. Il mio terapeuta sta cercando di insistere sulla mia "sensazione" di "essere corpo che prova sensazioni": forse questo c'entra qualcosa col mio narcisismo? Diversamente, vista la mia visione "pseudo-cognitiva" di difesa dal mondo e di rapporto empatico quasi inesistente (se non dietro mia volontaria costrizione su me stessa)con gli altri e con la realtà, "cosa" (in termini di esperienza, terapia, pensiero...) mi potrebbe portare a vivere ancora la vita in termini sentimentali o spirituali? In parole povere, dispero che qualunque cosa sia vana nei confronti di me stessa come persona "arida" e profondamente ferita dalla vita passata e presente...
Molto cordialmente e con stima.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Francesca,
lei cade in una macroscopica contraddizione in termini e "probabilmente" non se ne accorge. Se fosse vero che lei è "arrida" perchè dovrebbe preoccuparsi di esserlo? Per quanto concerne la psicoterapia, ripeto, ciò che è importante non è, mai, la scuola di pensiero, i presupposti teorici ma il rapporto che in essa si instaura. Detto questo, non sarei sincero se non le dicessi che i disturbi di personalità, ai quali il "narcisismo" appartiene trovano nella psicoterapia-dinamica, meglio nella psicoanalisi la prima e forse l'unica, possibile scelta terapeutica.
Secondo la teoria psicoanalitica ma anche secondo la psichiatria, questi disturbi si strutturano nei primissimi anni di vita, è evidente quindi che solo una terapia che si ripropone di "toccare" questi meccanismi può essere tale.


Aggiunto: Novembre 10, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


gli attacchi di panico fanno sentire male al cuore?? nel senso senti come se ti viene un infarto ma non ce l hai??

Risposta del Dott.Zambello: Si, dispea e senso di morte improvvisa. E' per questo motivo che spesso, chi ha gli attacchi di panico viene portato al pronto soccorso e gli fanno tutta una serie di esami clinici e strumentali.


Aggiunto: Novembre 10, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile Dottore, apprezzando il Suo intervento in video sul suo blog, ho deciso di esporLe il mio caso: sono una donna di 42 anni in cura presso uno psicologo psicanalista da 6 mesi e in cura farmacologica antidepressiva da 2 mesi circa.Ho riconosciuto nel Suo intervento filmato il mio problema come depressione= sintomo di rabbia contro la vita e contro me stessa (disistima).Il mio atteggiamento è di intolleranza e di difesa verso tutti: tutto mi pesa e tutto odio. Ora: il mio problema è diventato la stessa relazione di transfert amoroso che io provo ma che (consapevole delle sua vacuità reale) rifiuto, mentre il mio psicanalista mi chiede di partire da li', dichiarandogli il mio sentimento e "cedendo" (intendo metaforicamente) a lui. Io sento che per me questa posizione che mi si chiede è innaturale oltre che strana: Lei cosa ne pensa?
Cordialmente e con sentiti ringraziamenti.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signora,
penso che tra terapeuta e paziente "non bisogna mettere il dito". Lei deve risolvere questo ingorgo emozionale all'interno della sua terapia che, a quanto capisco, funziona bene.


Aggiunto: Novembre 6, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile. Dott.Zambello, sono l'utente della domanda di 4 novembre e forse l'orgoglio non era il termine giusto, ma io non e che sto li senza dire niente quando mi viene detta una cosa, ma il mio problema e che anche quando il discorso finisce con un io vincitore io non mi sento troppo felice, perché mi gira un pensiero fisso " come lui si è azzardato a dirmi questo o altro" questo e quello che vorrei capire. Forse penso di avere un io intoccabile

Risposta del Dott.Zambello: Si, forse sopporta male constatare di non essere perfetto e di non piacere a tutti. Le posso dire una cosa:Non c'è un uomo perfetto in questo mondo e neanche uno che piaccia a tutti. Mi creda, è in buona compagnia. Se ne faccia una ragione.


Aggiunto: Novembre 5, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


COSA POSSO FARE?

Buongiorno dottore.
Sono un ragazzo omosessuale di 39 anni, per ora single.
Ho sempre avuto grosse difficoltà ad avere un rapporto intimo completo e soddisfacente, per me e per il mio
partner (occasionale o fisso), perché riesco a raggiungere l'eccitazione (erezione), solo attraverso certe
pratiche:

-feticismo: leccare, toccare e giocare con piedi, calze e scarpe (pensieri che avevo sin da piccolo).
-capezzoli: sono la parte più sensibile, basta sfiorarli e leccarli che raggiungo l'erezione
-rimming: mi eccito tantissimo se il mio compagno mi lecca la zona anale e il perineo.
-intimo maschile: strofinamenti, vedo non vedo, tocco non tocco, sentire il tessuto sulla pelle...tutto molto eccitante

Per esempio non riesco a fare sesso anale (penetrare), perché non mi eccito (né come attivo, né come passivo)...
inutile è stato il tentativo di usare il Cialis: non ha funzionato.
Il sesso orale mi piace riceverlo (ho l'erezione), ma se sono io a doverlo fare, non mi da soddisfazione...e l'erezione
si spegne.
So che è tutta una questione psicologica, legata molto alle immagini (per esempio mi basta vedere un uomo in tuta, con
scarpe da ginnastica e calzini sportivi, che provo un forte desiderio.
Diversamente, se mi trovo di fronte un uomo nudo, non ho nessuna reazione.
Ho imparato a conoscere il mio corpo e a capire cosa gli piace.
Purtroppo però, so di essere anche limitato (per esempio nel rapporto anale/orale) e ciò influisce parecchio anche sul
partner, che giustamente "pretende" un rapporto completo e soddisfacente.
Ho sentito parlare di esercizi sessuali, somministrati dal sessuologo, che però si svolgono in coppia.
Io essendo single, cosa posso fare?
Le chiedo questo, perché sento di non vivere bene questa mia situazione, desidereri "sbloccarmi" e vivere appieno e in
armonia un rapporto sentimentale col mio futuro compagno.
La ringrazio per l'attenzione.

ANDREA

ps: le sarei grato, se potesse rispondermi al mio indirizzo privato. Grazie

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signor Andrea,
avendo lei pubblicato la domanda, per rispetto a quanti ci leggono, non posso sottrarmi a risponderle pubblicamente.
La sua sessualità non è deviata è solo bloccata.
Lei ha erotizzato comportamenti, fantasie antiche, del bambino e non riesce ad evolvere ad un rapporto più completo e soddisfacente.
Credo sempre poco al superamento di blocchi infantili con gli esercizi, ma, si può sempre provare.
L'indicazione più realistica è una terapia dinamica dove andare a capire, superare, quello che la limita.

Ps: le invio questa risposta anche via e mail.


Aggiunto: Novembre 4, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile dott. Zambello volevo sapere se la cosa entra in qualche disturbo. Mi impressiono facilmente da altri. Non so se questo e orgoglio vero. Non ho trovato nel suo blog qualcosa al mio caso. Mi aiuti oltre a una sua opinione breve dove posso trovare del materiale che fa al mio caso. Un carissimo saluto a lei( sempre disponibile nel aiutarci) grazie

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signore, capisco poco la sua domanda. Cosa centra l'orgoglio rispetto ad un sintomo che invece farebbe pensare ad un Io fragile?


Aggiunto: Novembre 4, 2011
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