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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile dott. Zambello,
sono una ragazza di 26 anni e le scrivo per chiederle un parere riguardo delle difficoltà che ho in questo momento nel rapporto con i miei genitori. sono una studentessa che sta per concludere il suo percorso e per questo sono ritornata nella casa dei miei dalla città sede della mia facoltà, dove sono stata per sei anni. quello che mi fa star male in questo periodo è la difficoltà a tollerare "il loro modo" di vivere i litigi nella coppia: sono sempre stati una coppia nella quale l'amore han saputo ben tenerlo nascosto, poca armonia poco feeling ma un matrimonio nel quale i conflitti sono sempre stati presenti, con la donna poco dominante, poco capace di imporsi e un padre direttivo, anche troppo, autoritario. mi rendo conto di star male davanti ai loro litigi.. lo sono sempre stata ovviamente, ma ora mi sembra di essere tornata al periodo adolescenziale, quando il rapporto con mio padre era critico, mia madre è invece sempre stata più mia "complice" e loro litigavano nel classico modo: urla, grida, brutte parole, musi lunghi, non parlarsi per giorni e "mia madre è la vittima e mio padre il carnefice", talvolta anche mio padre si presenta come la vittima logicamente. ovviamente i miei sensi di colpa sono grandissimi, i loro litigi sono spesso a causa di noi figli e mi vergogno anche un pò a vivere questa situazione, perchè a 26 anni la sento veramente come un ritorno a 10 anni fa. vorrei dir loro tanto in quei momenti, ma mi blocco e cado anche io nella trappola di proseguire con i musi lunghi e i silenzi.
certa di una sua risposta, la ringrazio anticipatamente
cordiali saluti

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signorina,
lei non è una ragazza di 26 anni, è una donna di 26 anni.
Che ci fa ancora in casa con i suoi genitori?
Perchè continua ad ammorbarsi dei lori litigi, funzionali alla loro coppia ma dove lei non c'entra più?


Aggiunto: Novembre 2, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile Signore ho un serio problema con il mio compagno
Ultimamente mi sveglio nel cuore della notte perchè il mio compagno sta
facendo sesso con me , ho spiegato che questa cosa è terribile per una donna ,
ma questa notte lo ha fatto ancora e quello che è peggio è che la cosa sembra
piacergli davvero tanto,Vorrei sapere se questa sua mania di fare i suoi comodi
mentre dormo, cercando tra l'altro di non svegliarmi può essere un sintomo
spiegabile di onirofilia
se si quali sono i motivi? perchè alcuni uomini fanno sesso con persone che
dormono?
La ringrazio sin d'ora e spero che mi risponda perchè sono davvero a pezzi

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Anna,
onirofilia, mi chiedo se il nome lo abbia coniato lei o esista. In ogni caso è efficace, se capisco bene, lei dice che suo marito potrebbe avere una attrazione per la donna addormentata.
Può darsi ma,non servono a molto la diagnosi, è importante ciò che avviene. Mi pare che suo marito la voglia "assente", addormentata. Vuole una bambola. Perchè? Non lo so, forse perchè ha paura, forse perchè teme gli sia chiesto di più, forse perchè così tiene sotto controllo la sua aggressività, forse..Possiamo immaginare mille cause tutte verosimili ma, che ci servono? Solo lei e lui potete dare un perchè, magari facendovi aiutare o individualmente o in coppia.


Aggiunto: Novembre 2, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


salve dottore.la domanda che volevo porle è la seguente:ma se la psicanalisi pensa che le esperienze fondamentali per un individuo avvengono nei primi tre anni di vita, come può proporsi di ristrutturare una persona e far si che riesca a vivere bene anche se quelle esperienze sono state negative?

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signor Marco,
la sua domanda tocca l'essenza della teoria psicoanalitica. La psicoanalisi crede che ciò che ci far star male, vivere al di sotto delle nostre possibilità e in qualche modo interferisce negativamente, sono i sistemi difensivi. Quegli stessi sistemi che ci sono tanto serviti all'inizio per contenere l'Io, poi, crescendo diventano degli ostacoli.
La psicoanalisi si ripropone di ritoccare, a volte abbattere, strutture difensive che non servono più, permettendo all'Io di crescere. Lei capisce che l'operazione non può avvenire ad un livello razionale, il bambino piccolissimo non ha un pensiero, un proto-pensiero, fino a sette otto mesi. La "ragione" in analisi, serve a poco, il linguaggio deve essere da preconscio a preconscio.


Aggiunto: Novembre 1, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile dr.Zambello. Cosa ce nella mente di un ipocondriaco? Cosa pensa, quali sono I pensieri di un ipocondriaco? Vorrei un suo aiuto dove posso trovare articoli detagliati, per non prendere il suo prezioso tempo. Grazie Dr.Enzo

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Simona
si guardi l'articolo: http://www.psicoterapiadinamica.it/2010/08/psicoterapia-%e2%80%9cil-buco-ne ro-della-vergogna%e2%80%9d/#more-541
anche: http://www.psicoterapiadinamica.it/2011/01/malati-immaginari-le-paure-costa no-quattro-miliardi/#more-699
In questo secondo articolo c'è allegato un mio viedeo su ipocondria e psicoterapia.


Aggiunto: Ottobre 30, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


gentile dott.Zambello io ho 32 anni ed e da una vita che mi masturbo ogni sera(o giorno)a volt di piu di unbarmia volta.mi masturbo sia quando faccio del sesso sia quando no.anni fa mi succedeva di fare l amore con la mia fidanzata e poi masturbarmi quando andavo a dormire.non ce una sera che io possa dormire da solo e non masturbarmi a pparte se sto con una donna a fare del sesso oppure raramente se mi sento male fisicamente.volevo sapere se si tratta di qualche disturbo.grazie

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signore,
avere una carica libidica un po' esuberante, non è un disturbo ma una fortuna.
Purtroppo, come tutte le fortune, bisogna gestirla bene. Forse, e lei sembra dubitarne, la masturbazione non è la via più proficua


Aggiunto: Ottobre 30, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


e' morto James Hillman... :!cry:

Risposta del Dott.Zambello: Mi unisco a lei.


Aggiunto: Ottobre 30, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


salve chiedo xchè si fà sempre leva su psicologia del io( paziente )e mai sul azione/agente/ambiente/eta/periodo vitale/etc..spero di non confondere..ma si riporta sempre tutto alla memoria o vissuto del caso in analisi ma fondamentale è riconescere la valenza dei coautori,coprotagonisti del vissuto del paziente..il rapporto causa/effetto sfocia e si sviluppa senza tener conto della matrice..un ingorgo di traffico,un cataclisma metereologico..manifestano un evento che crea vittime.xchè si deve dire che e'da analizzare la vittima?

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signore,
in realtà non è così. E' vero che la psicoterapia dinamica, cioè la psicoanalisi pensa che l'uomo si strutturi psicologicamente nei primi tre anni di vita, la Klain addirittura nei primi sei mesi e che poi non facciamo altro che ripetere contenuti diversi sempre con le stesse modalità. Ma è pur vero che esiste la terapia cognitivista che prende in considerazione i nostri comportamenti rispetto alle sollecitazioni esterne. E poi, c'è la terapia familiare, sociale, etnica, psicosomatica e, tante, tante altre. Oltre 400 teorie e tecniche psicoterapeute.
Chi ha ragione? Le dico cosa penso io. Tutti hanno ragione, ognuno prende, esamina un peculiare comportamento dell'uomo. Nessuna di queste teorie è falsa, ma sicuramente è limitata. Il vero errore, forse, lo fanno gli operatori, quando pensano di avere la "verità", quando credono di "essere più bravi" degli altri. In realtà dovremmo essere consapevoli della nostra parzialità, lo dico come operatore ma, ciò nonostante, sufficientemente coerenti e in qualche modo rigidi rispetto alla nostra teoria e tecnica di riferimento. Questo è l'unico modo per dare al paziente dei punti fermi. Sarà lui poi, che integrerà nella vita ciò che la terapia ha solo indicato


Aggiunto: Ottobre 27, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


DA CIRCA UN ANNO STO VIVENDO MALE, INIZIALMENTE AVVERTIVO UNA SITUAZIONE DI DEPERSONALIZAZIONE A VOLTE MENTRE PARLAVO CON AMICI ALL'IMPROVVISO MI SENTIVO STRANO O MAGARI DURANTE GLI EPISODI DI DEPERSONALIZAZIONE ALL'IMPROVVISO RITORNAVO ME STESSO.DURANTE QUESTO PERIODO HO ANCHE AVUTO DEI PENSIERI RICORENTI SU QUELLO CHE MI CAPITAVA.CI SONO STATI MOMENTI DOVE PER ESEMPIO AVVERTIVO ALL'IMPROVVISO UNO STRANO SENSO DI IRRITABILITA'.ERO QUASI SEMPRE ANGOSCIATO' TURBATO DA QUELLO CHE MI STAVA SUCCEDENDO. ADESSO INVECE DA QUESTO PUNTO DI VISTA STO MEGLIO. ANCHE SE SPESSO AVVERTO UN SENSO DI AGITAZIONE INTERNA. VORREI SAPERE SECONDO LEI COSA MI STA SUCCEDENDO E MAGARI SAPERE SE DOVREI AVERE UN CONSULTO PRESSO UN PSICHIATRA O UN NEUROLOGO. DISTINTAMENTE LA SALUTO. :o

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Angelo,
si, io chiederei un parere ad uno Psichiatra. Valuterei poi con lui la possibilità di una terapia, meglio psicodinamica.
Lasci stare il Neurologo, in questo lui non centra nulla


Aggiunto: Ottobre 26, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottor Zambello,mi tolga una curiosità.
Dopo uno spiacevole svenimento ho creduto di soffrire di attacchi di panico. Un suo collega mi ha spiegato che è stata una cosa differente e ora piu che altro vivo nella paura di.. Cerco cmq di non aggirare gli ostacoli che mi spaventano ma di affrontarli e superarli. Non rinuncio praticamente a niente anche se spesso incontro qualcosa che mi spaventa o preoccupa. Tutti i giorni mi reco al lavoro, da sola anche se non è cosi piacevole per me. Ma sono obbligata a farlo e lo faccio con la radio a palla con musica allegra e cercando di cantare a tutto spiano sfogando cosi le mie paure. Cmq torniamo a noi..mi è stato detto che l'unica tarapia utile è quella cognitivo comportamentale. MA ora mi chiedo, posso (e sicuramente dovrei) cambiare il mio modo di comportarmi o di pensare davanti a queste paure. Io però nel mio piccolo penso che questi disagi arrivano a causa di qualche cosa. Quindi se io modifico il mio modo di pensare come li posso risolvere? forse non è meglio scovare la causa alla radice e capirne il motivo? lei che dice?
GRAZIE

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Francesca,
quello che lei dice è la teoria della terapia dinamica. Ma, io che sono un terapeuta dinamico non sono così certo come il mio collega cognitivista che la migliore, o ancor più l'unica sia la mia. Non è così, ciò che fa la differenza in terapia, al di la della teoria e tecnica è l'empatia, la possibilità di creare un rapporto. Il resto, sono poco più che chiacchiere.


Aggiunto: Ottobre 26, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dove lo posso trovare un compagno di viaggio? Perchè io non vedo nessuno che vuole viaggiare con me

Aggiunto: Ottobre 26, 2011
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