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Domanda allo psicoterapeuta:


che lei preferisca l'aria fresca, la mia vita non cambia. Io invece voglio che cambi, ma da quanto ho capito lei non può aiutarmi, l'unica cosa che fa, è farmi intendere che a lei piace vivere. Si ma, e io? Non pensa anche a me? Come fa a godere della vita sapendo che nel mondo c'è gente che vorrebbe farla finita? Lei, lo sa, potrebbe venire giudicato come una persona egoista, che pensa solo a se stesso. ma io non credo che lei sia egoista, credo che lei abbia voglia di vivere, abbia voglia di "aria fresca", è un suo diritto, ma lei sa bene, che chi non ce la fa nella vita, tende a rompere le uova nel paniere di chi invece ce la fa o, quantomeno, lavora per farcela. Lei lo sa questo. Io potrei benissimo fare come lei, le capacià ce le ho, ma sa cosa succede a me, se lo faccio? Succede che gli altri mi vedono mentre me la spasso, e si offendono, si sentono di aver subito un torto, di conseguenza cercano di impedire me di continuare a vivere, anzichè di fare qualcosa per se stessi. Tanto più cerco di vivere tanto più le persone che mi stanno attorno si sentono turbate, se invece decido di farla finita, gli occhi delle persone si illuminano di felicità. Vogliono che io muoia.

Risposta del Dott.Zambello: Non so cosa vogliono quelli che la circondano, mi sembra di capire che lei, oltre i lamenti, voglia vivere e vivere bene. Certo, tutti abbiamo bisogno di un "compagno di viaggio" e lei, invece di lamentarsi tanto, farebbe bene a cercarselo.
E' stata piacevole la sua conoscenza ma, ora la saluto.
Non si preoccupi per quello che gli altri possono pensare di me, è da quando avevo poco più di quindici anni che la cosa non mi interessa.


Aggiunto: Ottobre 26, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


mi scusi ma, perchè non mi ha risposto?

Risposta del Dott.Zambello: Certo che le ho risposto. Le dico quello che vedo io.
Lei, può non crederci e tornare a riempirsi di polvere. Grazie, preferisco l'aria fresca.


Aggiunto: Ottobre 25, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


la mia è una monoposto color blu oltremare, però ho il bagagliaio molto spazioso, vicino alla ruota di scorta, se vuole può mettersi lì, vicino alla ruota. A parte la metafora, molto simpatica, è troppo faticoso per me, sono stanco e disilluso. Non riesco a reagire dottore, veramente, e poi riprendendo la metafora, la macchina, la mia cara bentley è ferma da anni e, arruginita lo è già, non serve aspettare ancora, è già arruginita, più di così...E poi perchè io devo andare in giro con una macchina vecchia, quando gli altri hanno la macchina nuova? Perchè? Voglio una macchina nuova anchio, si è vero la mia ha più personalità, ha la sua storia, ci sono i ricordi, è un pezzo da museo, ma a me tutto questo non mi interessa. Voglio una bentley nuova di zecca del 2012. E' in disaccordo con me? Lei che macchina ha invece? Una RolsRoice del '29? La guardi su google, ce nè una biposto, vada a farsi un giro con quella.

Risposta del Dott.Zambello: Però, prima mi mette nel bagagliaio e poi vuole venire a fare un giro con me sulla mia RolsRoice, chiaramente in attesa di una bentley nuova di zecca del 2012. Mi sembra un buon programma, bagagliaio a parte, lo sottoscrivo.
Per quanto mi riguarda, mi sono dimenticato di dirle che ho un po' di impegni fino al 2013, ma sono certo che lei troverà sicuramente qualcuno che la può accompagnare.
Auguri. Buon Viaggio.


Aggiunto: Ottobre 25, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottore, ho parlato con Luca, mi ha detto che è d'accordo. Ma, vorrei sapere una sua opinione dottore, se lei non mi dice niente io posso tirare ad indovinare, a meno che non sono mandrake che sa tutto, ma non lo sono mi creda. Stavo dicendo che la mia vita non ha senso, non sono felice, e piuttosto di continuare così vorrei farla finita. Inoltre con la crisi che c'è, economica, internazionale, le sparanze di un cambiamento in meglio si riducono drasticamente. In televisione non ci danno notizie rassicuranti, ogni giorno sembra che sia l'ultimo, che stiamo andando verso il baratro. Oltre a tutto ciò ci mostrano pure la morte, con relativa smorfia a forma di ghigno sul volto dei cadaveri. Tutto ciò non fa altro che accresecre in me un senso di smarrimeto e di mancanza di prospettive(tutto ciò che potrei fare di bello, di costruttivo, alla fine non serve a niente, quindi non lo faccio). Non riesco a vedere niente di positivo per il mio futuro. Sono come una macchina parcheggiata in garage che non si usa mai, una vecchia Bentley dell'89. Che dire, sono consapevole della mia tragica situazione e non vedo una via d'uscita. Cicuta, o treno? O digiuno?

Risposta del Dott.Zambello: Bhe! A buon gusto,non conoscevo "la Bentley dell'89", ho visto le foto su Google, devo dire che non è male.
Penso che farebbe bene a spolverarla un po' ed andare a farsi un bel giro.
Se non vuole, la lasci lì ma, lo sa, rischia che piano, piano arruginisca.
Ho visto che è a due posti, sarebbe un peccato andare in giro da soli.


Aggiunto: Ottobre 25, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno Dottore,
oggi per l'ennesima volta ho provato disagio a guidare nel traffico.
Mi era gia capitato nei mesi subito dopo la nascita del mio bambino. Successivamente ho dovuto riprendere il lavoro e quindi riaffrontare il traffico. Con paura ce l'avevo fatta. Evitavo le ore di punta e le zone critiche ma stare in auto stava diventando più piacevole, fina a ieri.
In un punto in cui mi son trovata in coda ho iniziato ad avere le vecchie sensazioni. Ronzio alla testa, sudorazione ecc ecc..per fortuna il traffico si è msbloccato e tutto è passato. Questa mattina peggio ancora. Tanto che mi volevo fermare per paura di svenire mentre guidavo ma poi ho pensato che se mi fossi fermata difficilmente avrei ripreso a guidare e cosi ho tenuto duro. Possibile che il cervello sia un organo cosi facilmente influenzabile solo al negativo? e' bastato mezzo episodio per farmi ribiombare nella paura mentre i giorni in cui ho guidato serena non hanno inciso per niente?

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Margherita,
evidentemente il problema non è il traffico. Questo è solo il segno di un disagio che si evidenzia lì, ma che ha radici altrove.
Ora lei ha due, tre, possibilità.
1- Si prende delle goccine, un leggero ansiolitico.
2- Intraprende un percorso di desensibilizzazione, una terapia cognitivo-comportamentale.
3- Cerca di capire dove stanno le radici, la ragione di questo disagio.
Dimenticavo, c'è sempre un'altra possibilità: fa finta di niente e aspetta.


Aggiunto: Ottobre 25, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Salve Dott.Zambello,sono Chiara e ho 23 anni,a 20 anni ho iniziato ad andare da uno psicoterapeuta ma da circa un anno,ho iniziato a sentire gelosia nei suoi confronti,non so se è ''transfert'',sento gelosia feroce per tutte le altre sue pazienti,ho paura forse di non essere la preferita?
Ma soprattutto odio sua moglie e le sue figlie.(purtroppo a volte li incontro al supermercato)Dottore stò male,io non ne posso più.è una tortura.Molte volte ho pensato di cambiare terapeuta per non soffrire più,ma non ci riesco.Dottore vivo malissimo,la gelosia mi divora,secondo lei sono normale?cosa c'è che non va in me? Forse dovrei parlarne al mio terapeuta ,ma non ce la faccio.Dottore stò male.Ho trovato per caso il suo sito e non mi sembra vero che si possa avere una risposta.Mi aiuti la prego

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Chiara,
non solo è "una cosa comune" ma, anche favorevole. Favorevole alla sua terapia. Lei avrà la possibilità di capire come lei funziona, quali i suoi meccanismi mentali. Ma, gliene deve parlare. Forza, è sulla buona strada.


Aggiunto: Ottobre 25, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gent.mo dottor Zambello
grazie per la sua risposta simpatica, quindi se qualcuno decidesse di farla finita in questo modo non è sicuro che morirebbe entro una settimana, però è anche vero che fra tutte quante questa mi sembra la morte migliore perchè si darebbe il tempo a coloro che vogliono salvarci di salvarci. Se mi butto sotto un treno non c'è niente da fare a meno che non arrivi superman, ma dubito. Avevo pensato alla cicuta, ma il periodo non è quello giusto infatti cresce solo d'estate e per di più una sola volta ogni due anni. Come vede sono molto informato. E molto interessato ma, per un motivo o per un'altro non compio il passo decisivo. Perchè? Che cosa mi trattiene ancora in questo mondo sebbene la mia vita non abbia più senso? ho perso la gioia di vivere eppure sto ancora qui perchè? che cosa spero ancora? Che la vita un giorno mi sorriderà? Andiamo non diciamo sciocchezze. Non sono più un bambino che crede a Babbo Natale, me l'hanno tolto, tutto ciò in cui credevo me l'ahnno strappato via, che senso ha vivere se non posso credere in niente? perchè non posso anchio credere in qualcosa? Chi me lo vieta? Lei me lo vieta!

Cordialissimi

Risposta del Dott.Zambello: No, no, si accomodi.
E' certo che Luca sia d'accordo?


Aggiunto: Ottobre 24, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


buongiorno, Sono un uomo di 40 anni e sono sposato da 12 ,ho 2 figli e ultimamente c'e' un ricordo che mi assilla e mi devasta la mente tanto da farmi pensare al divorzio.
circa 10 anni fa mia moglie si iscrive con me in palestra per frequentare corsi di spinning, poi tanto si appassiona che l'istruttore la convince a fare il corso per diventare istruttrice e lei accetta.
Anche io ero entusiasta e la spinsi a farlo.
dovevano partire a Rimini , circa 600 km da casa ed erano circa 4 ragazze e l'istruttore, ma poi per una serie di evenienze le altre ragazze rinunciarono così si trovarono a dover partire solo mia moglie e l'istruttore. A quel punto mi offrii di accompagnarli, ma mia moglie si oppose con tutte le sue forze dicendo che era una cosa sua ed io non ci dovevo entrare.
Parti' quindi per Rimini in treno insieme all'istruttore per poi rimanere a frequentare il corso che sarebbe durato tre giorni.
Inutile dire che mi sentii umiliato, per non pensare poi che in una realtà di provincia una cosa del genere fa notizia ed inoltre l'istruttore (un ragazzo di 25 anni, belloccio) aveva la fama di essersela spassata con molte ragazze che frequentavano la palestra. Al suo ritorno litigammo, e dopo qualche mese , mi disse che non mi amava piu' e se ne tornò dalla madre. Dopo circa un mese mi chiese di ritornare a casa perchè aveva capito di essersi sbagliata e che mi amava.Io le dissi che ero frastornato da questo suo comportamento e che non accettavo di farla rientrare, ma poi dopo un paio di settimane mi chiese di perdonarla ed io cedetti.
Lei mi assicuro' che non ci fu nulla tra lei e l'istruttore, ed io cercai di ingoiare la pillola.Il fatto è che durante il nostro fidanzamento (durato 10 anni) lei aveva già fatto una cosa simile e sempre in palestra (mah?), e già allora soffri molto.Oggi spesso vengo pervaso da un senso di frustrazione accentuato dal fatto che la nostra vita sessuale è praticamente inesistente per cui sembra che lei stia con me solo per i bambini, per pigrizia o per convenienza (non solo economica ma anche morale), questa situazione si aggrava quando ultimamente ho iniziato a fare dei sogni dove vedo lei che si fida ciecamente di altre persone e abbandona me per seguire loro.)
Credo che io stia per impazzire. Ultimamente le ne ho parlato e le ho detto che alcune persone mi hanno fatto giungere la voce che in quel viaggio a Rimini era successo altro con l'istruttore, ma lei ha negato, allora gli ho chiesto di ricostruirmi le fasi delle tre giornate passate li, ora per ora, e di dirmi il nome dell'albergo in cui erano stati.Lei mi ha dato delle risposte vaghe perchè è passato molto tempo, non ricorda il nome dell'albergo e fin qui tutto ok. Ma mi chiedo perchè non ha chiesto un confronto con chi mi avesse detto quelle cose o addirittura un confronto con l'istruttore?? Mi aspettavo una reazione diversa, io di fronte ad una calunnia mi sarei arrabbiato e avrei chiesto subito un confronto. Lei assolutamente no. Sembrava colpevole.Quindi per finire dottore questi sono i pensieri che mi devastano giornate intere. Cosa ne pensa?

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signore,
penso che lei rischia molto. Qualsiasi cosa sia successa 10 anni fa, ora non esiste più. Non c'è più quella donna, quell'uomo e forse anche quell'albergo. Solo dentro di lei le cose di sono cristallizzate come qualcosa che non riesce ad eliminare. Mi creda, sua moglie non centra niente, è lei che è bloccato in immagini interne . Lei appassisce senza crescere. Se se la sente, chieda aiuto ad psicoterapeuta.


Aggiunto: Ottobre 24, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno dottore
volevo chiederle se possibile una domanda visto che lei è medico, se oggi è ancora possibile morire per disidratazione e quanto tempo ci vuole tenendo conto che si tratta di un adulto di 70 kg, alto 1,80 cm, di constituzione magra, per quanto tempo può sopravvivere senza cibo e acqua? Grazie per l'attenzione, un saluto cordiale

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo luca,
la ringrazio per la fiducia ma, credo di sapere quello che sa lei. Ricordo la legge del tre che mi avevano insegnato alle medie. Diceva che un uomo può vivere 3 minuti senza aria, 3 giorni senza acqua, 3 settimane senza cibo. Poi ho imparato che le variabili sono molte di più e dipendono dal sesso, dall'età, dal grasso presente nell'organismo e non ultimo dalla mente.

Se è veramente interessato le conviene contattare qualche collega nutrizionista.


Aggiunto: Ottobre 24, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Premetto che ho una grande stima di lei anche se in questo messaggio può apparire il contrario.
Lei su un punto ha ragione e me l ho ha detto anche il mio psicoterapeuta: io classico gli uomini tutti come mio padre perchè ho avuto in casa degli uomini così. Però lei non fa un ulteriore passo avanti: che io non ho avuto intorno a me un modello da imitare. Questo forse è quello che vado cercando ma non se sono tanto coinvinto perchè sono una persona molto scrupolosa che anche per una minima cosa si crea dubbi. Il problema è che io non immagino mio padre come una persona virile. Anzi io lo considero come una persona vigliacca, senza sani principi morali, che per strada guarda come un malato tutte le altre donne, che da bambino mi trattava sempre da femminuccia, vestendomi da femminuccia. Ho capito che il suo atteggiamento era un atteggiamento non da padre, perchè è facile fare il vigliacco e abusare a sua volta su un bambino di 5 anni per non difenderlo. E che non mi sono sentito mai amato da lui. Questo è stato un tassello importante della mia vita perchè ho avuto un immmagine distorta del mondo maschile. Per me l'uomo virile è tutta un altra cosa. L'uomo virile è anche colui che piange.
Però se man mano comincio a capire cosa significa essere un uomo, man mano nella terapia comincio anche a capire, che io dal mondo mi devo anche difendere. Cioè quando io venivo abuso, venivo io considerato sporco, cioè io venivo considerato l'errore. Non capivo che io a 5 anni non avevo la forza morale e fisica per difendermi. Ma mi nascondevo, a volte non uscendo da casa per non incontrare lo zio o stando in casa, perchè per uno sbaglio minimo ero io quello idiota e sporco. E in me è anche nato, crescendo quel meccanismo. Ogni volta che devo iniziare un'iniziativa nuova, ho paura perchè ho come se mio padre fosse davanti a me, vigile pronto a dirmi qualcosa, sempre di negativo tra l'altro.
Ecco perchè a volte sento questa mancanza, perchè in pratica mi è mancato un supporto effettivo. Lei una sua risposta ad un signore ha detto, quando i figli amano e stimano i loro padri, saranno degli uomini forti e meglio dei loro padri.
Io in effetti mi sento indifeso, non sicuro come uomo, che vede ancora la donna come l oggetto del mistero. E questo ovviamente riflette sulla sessualità. A volte per strada guardo tutti gli altri uomini e dico quali di questi uomini vorrei essere? Cerco in effetti un modello maschile da interiorizzare che pultroppo non ho mai avuto.
Io a volte quando sento per tv le trasmissioni che parlano sull'omossessualità cambio canale. Lei potrà dire che sono il classico tipo che si sente vergognato dai discorsi e lo vuole evitare. No. e' che non mi va di sentire parecchie banalità che si dice che un bambino o molestato o cresciuto come una femminuccia, diventato adolescente, non si crea dei dubbi ed è confuso. E questo perchè secondo me, se una persona la situazione non la vive, non può a mio avviso assolutamente parlare e giudicare.


Aggiunto: Ottobre 22, 2011
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