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Domanda allo psicoterapeuta:


salve.sono una ragazza di 28 anni..volevo chiedere un parere..da piccola sono caduta per le scale correndo..3 anni fa mio padre e' morto(infarto di notte)e da li ho avuto uno stato di shok enorme..e da li mi e' venuta una paura di cadere e di morire..quindi sara' strano ma quando le faccio mi blocco e nn riesco a farle..le pensa che con l'iponsi si puo' curare?grazie distinti saluti

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Stefania,
lasci stare l'ipnosi, non c'entra niente. Lei ha fatto i conti, come tutti, con la morte, e si é terrorizzata. Sposta, esorcizza questa paura spostandola sulle scale. Basta evitarle e la paura non c'è più. Non è così, bisogna affrontarla e l'ipnosi appare come un'altra fuga.


Aggiunto: Ottobre 18, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Mio marito, 72 anni è diventato impotente e per di più è stato sempre affetto da dipendenza sessuale. Non fa altro che frequentare donne facili, anche se dice che non riesce neanche con loro. Può una attività sessuale esagerata come l'ha avuta lui portarlo a questo? la ringrazio.

Risposta del Dott.Zambello: No. L'attività sessuale, anche esagerata, stimola la funzione, non la deprime. Escludendo che a 72 anni sia emersa una nevrosi, è possibile tutto ma lo escluderei, è verosimile che sia subentrata una causa organica.


Aggiunto: Ottobre 16, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


mio figlio 15 anni ho scoperto per caso che e gay cosa devo fare?

Risposta del Dott.Zambello: Volergli bene.


Aggiunto: Ottobre 15, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gent. Dottore,
ho letto che con l'ipnosi si riesce a curare il panico di parlare in pubblico, vorrei un suo parere.
Grazie

Risposta del Dott.Zambello: Che le posso dire?. Psicoterapeuti-ipnotisti, persone serie, assicurano e portano dati clinici che dimostrerebbero che casi come il suo trovano sensibili benifici dalla Ipnosi. Io l'ho praticata poco e proprio non ho dati soggettivi per dare un giudizio. La maggior parte degli Ipnotisti oggi usa l'Ipnosi ericksoniana. Una Società di Ipnotisti ericksoniani è l'AMISI, www.amisi.it, ed ha soci in tutt'Italia.


Aggiunto: Ottobre 14, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Caro dottore volevo porle le seguenti domande.
Da quattro mesi sto in terapia da uno psicoterapeuta ad indirizzo freudiano e mi reco ogni settimana una sola volta per una seduta per motivi di costo perchè sono ancora uno studente universitario.
La mia situazione è molto complessa e volevo dei chiarimenti e dei consigli da lei su come io possa trarre dei giovamenti dalla seduta piu al meglio.
Nella mia vita mi sono capitati molto episodi brutti. E' normale raccontare questi miei episodi al mio psicoterapeuta secondo il mio punto di vista cioè come io ho percepito quell'episodio, le sensazioni che un gesto fatto da una persona hanno rappresentato per me?
Questo perchè da bambino mio padre ha avuto certi comportamenti non belli verso di me e io li ho percepiti in un certo modo.
La seconda domanda che volevo porle è che il mio psicoterapeuta mi dice che i sogni sono molto importanti e che rilevano molte cose su di noi. A volte mi dice che i sogni raccontano il nostro vero io. E' vero o dicendo queste cose mi vuole mentire?
La terza domanda. il mio psicoterapeuta dice che lui non mi deve consigliare e che noi stessi in terapia dobbiamo trovare le giuste soluzioni ai nostri problemi. Anche questo è vero?

Risposta del Dott.Zambello: Si, è tutto vero. Il suo terapeuta ha ragione ma, se ha dei dubbi li chiarisca senza titubanze, col sul terapeuta.


Aggiunto: Ottobre 13, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Sono una donna di 60 anni che 10 anni, in seguito a lutti e divorzio, ha scelto di entrare in analisi.L'esito è stato costruttivo.Purtroppo 3 anni fà ho perso nel terremoto la mia unica figlia, mia madre, il lavoro, e dopo un anno il mio compagnoè morto a causa di un tumore.Ho deciso,quindi, di riandare dal mio ex analista perchè mi sostenesse in un periodo cosi' tragico e difficile. Lui ha accattato ed io, anche se con difficoltà l'ho pagato, ma, ad un certo punto lui ha incominciato a chiamarmi con un altro nome, il nome di una altra paziente. Mi ha dato come spiegazione che "l'altra" aveva un bel fisico.Poi ha incominciato a disconoscere i miei vissuti precedenti; mi raccontava i suoi incubi notturni e definiva i miei soldi solo simbolici ecc... Sono crollata e non riesco a riprendermi. Gli ho chiesto la restituzione dei miei scritti(poesie e sogni) e me li ha negati.In aggiunta alle tragedie reali ,oggi non riesco più ad essere creativa dopo questa "terapia".Non riesco più a dipingere.Riuscirò a sanare questo blocco alla mia creatività? Confido in una sua risposta. Con gratitudine Angela

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Angela,
lei è una roccia. Non si dispiaccia troppo, una quota di miseria è in carico ad ognuno di noi, lei ha visto quella del suo terapeuta. Continui, il suo compito è di esserci.


Aggiunto: Ottobre 13, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile Dottore,

a seguito di un periodo per me molto difficile ( è mancata mia zia per un tumore ai polmoni a gennaio e mio padre è stato operato d'urgenza al cuore, 4 bypass e valvola mitrale) mi sono ritrovata ad essere in un perenne stato di ansia per me e per i miei cari.
Interpreto ogni segnale del mio corpo come una malattia, come se stessi per star male o addirittura morire da un momento all'altro.
A volte riesco a controllarmi, altre volte invece cado in un profondo senso di sconforto.
Come posso reagire a tutto questo?
La ringrazio.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signora,
è possibile che le malattie ed i lutti in famiglia le abbiano mosso un nucleo ipocondriaco fino ad ora silente.
Dipende da quanto questa nevrosi è pervasiva, quanto la disturba nella sua vita "normale" affettiva e sociale.
Se lei dovesse valutare che è troppo fastidiosa, chieda aiuto ad uno psicoterapeuta.


Aggiunto: Ottobre 10, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


salve ho preso per anni il sereupin poi il mio dottore mi a dato il daparox al posto del sereupin x cercare di smettere gradatuamente ma dopo una mezzoretta sono stato subito male con nausea diarea .....posso continuarla.ciao grazie

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Ghefiero,

Sereupin e Daparox sono ambedue lo stesso farmaco: la paroxetina. I suoi disturbi intestinali non dipendono sicuramente dal farmaco.


Aggiunto: Ottobre 10, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


apparentemente non mi manca niente ma sono depressa... mi sento sola... non ho amici ne amiche.... mi sento prigioniera di una vita e di situazioni che mi atterrano e non la forza di reagire, sono stanca

Risposta del Dott.Zambello: Ma forse pensa che potrebbe chiedere aiuto ad un medico, ad uno psicoterapeuta. Se è vero che lo pensa, ha ragione, lo può fare. Si sforzi a superare la sua voglia di lasciarsi andare, della tentazione di godere nella sofferenza, tempo perso.


Aggiunto: Ottobre 9, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Egregio Dott Zambello Le scrivo perché vivo una situazione che mi fa stare male e dalla quale non so come uscire. Sono fidanzata da 4 anni con un ragazzo che amo molto e che è in cura da una psichiatra. La sua cura è iniziata 10 anni fa. Quando ci siamo messi insieme lui mi disse che era alla fine di un percorso ma fino ad ora non accenna a smettere. Più di un anno fa gli ho chiesto quando sarebbe arrivato alla fine e lui dopo lunghe discussioni lo chiese alla sua dottoressa, la quale gli disse fino alla fine dell’anno. Arrivati a questo termine e non vedendo alcun cambiamento gli ho domandato nuovamente a quando la fine e lei gli ha risposto posticipando di ulteriori 12 14 mesi, tra poco questo tempo scade e io temo che non sia vero neanche questa volta. Sto male perché sento che lui piuttosto che smettere di andare dalla sua stampella mi lascerebbe, non possiamo toccare l’argomento che si altera. Inoltre è successo che lui sia andato a prendere il figlio della dott da scuola, oppure che le abbia portato dei fiori (quando a me non ne aveva mia regalati) o che lei gli chieda di seguire i lavori di casa trovandole muratori o imbianchini. Ho come la sensazione che lui sia legato a lei in maniera malata e d’altro canto non ci sia una grande distacco professionale da parte di lei. Mi hanno detto che, più io contesto questo rapporto, più lui si attacca a lei per un meccanismo psicologico chiamato “attacco della famiglia”, è vero? Il tempo passa io ho 30 anni e lui 40 e ora mi parla di matrimonio, io gli ho sempre detto che prima avrebbe dovuto finire il suo percorso perché soffro troppo il fatto che lui chieda conforto a un’altra donna che non sono io. Prima di legarmi in maniera indissolubile ho bisogno che nella nostra relazione non ci sia questa presenza per me inquietante. Consigli? Grazie

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Sara, innanzitutto dovrebbe sapere che i consigli servono a poco, sia quelli che si chiedono che quelli che si danno. E' possibile dire la propria idea, ascoltare quella degli altri, poi, ognuno è libero, si prende le proprie responsabilità. Per quanto concerne quello che lei mi scrive, ci sono due principi in psicoterapia, basilari. Il primo è l'astinenza, chiaramente affettiva sessuale ma anche personale dello psicoterapeuta. Il rapporto terapeuta paziente, verte quasi esclusivamente sul paziente ed il terapeuta si astiene dal fare entrare pensieri, fatti, situazioni personali. Il secondo ma, non meno importante del primo, ogni rapporto terapeutico è unico, esclusivo e, tutti gli altri devono astenersi "di metterci becco". Mi sembra un po' paradossale che lei si senta in competizione , come donna, con la psicoterapeuta.Se questi sono i presupposti, temo che poi si sentirà in competizione con la collega di suo marito, con l'amica, con tutte le donne che potranno, è sperabile, avere rapporti con suo marito. Vede, ora potrei darle un consiglio ma, sono certo che non le servirebbe a nulla. Lo dico comunque: vada anche lei per un po' da uno psicoterapeuta. Visto!?


Aggiunto: Ottobre 8, 2011
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Medico psicoterapeuta e psicoanalista

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