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Domanda allo psicoterapeuta:


vorrei sapere cosa fare per risolvere il mio problema, quando faccio l'amore con la mia ragazza non riesco a concentrarmi e non godo, e non mi eccito, perche la mia mente e occupata da cose che mi passano velocemente per la testa e non mi porta a concentrarmi e riscio di perdere il mio unico amore aiutatemi per favore grazie

Risposta del Dott.Zambello: E' un "piccolo" segnale di una forma di Narcisismo (inteso non in senso etico ma di tipo di personalità). Se così fosse il disturbo non sarebbe solo fastidioso quando fa l'amore ma in ogni rapporto con "l'altro".
La psicoterapia dinamica ha proprio questa finalità: intervenire nei disturbi di personalità.


Aggiunto: Marzo 30, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


salve dottore sono un ragazzo di 18 anni,e ho avuto problemi in famiglia.La separazione dei miei genitori ,le mani adosso di mio padre a mia madre,i problemi economici di un uomo “costretto ” a chiedere prestiti a varie finanziarie.Inoltre ho vissuto 4 anni solo con lui in casa visto che mia madre era andata a vivere da mia nonna.La vedevo sporadicamente ,però adesso abito con lei a casa sua.A gennaio purtroppo ho fatto uso di marjuana (capodanno)e mi sono sentito molto male.Già però prima di questo evento,ho avuto diversi attacchi di panico.Ora sto prendendo un antidepressivo lo zoloft e un ansiolitico lo xanax, ma dentro mi sento cambiato,dei giorni sto”bene” altri veramente male.Sono in cura da una psicologa e da una psichiatra per il trattamento farmacologico.La mia paura è adesso quella sostanza stupefacente ha cambiato qualcosa dentro di me? Oppure c era già qualcosa che non andava prima?Visti anche i primi campanelli d allarme dati dagli attacchi di panico?grazie per l attenzione dottore,cordiali saluti.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signr Nicolas,
la sua storia giustifica ampiamente uno stato depressivo. Continui a farsi aiutare e vedrà che riuscirà ad uscirne, molto presto.
Non se ne faccia una colpa, la marijuana non fa bene ma, non è certamente la causa del suo disagio


Aggiunto: Marzo 30, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Preg. Dottore, ho 36 anni e circa 12/14 mesi fa, a seguito della fine, piuttosto brusca e violenta, di una relazione importante, ho iniziato a scivolare pian piano in uno stato depressivo pittosto profondo, al punto che, oltre ad una insostenibile malinconia accompagnata da tutti i sintomi della depressione, si è affiancato anche il diturbo di depersonalizzazione con attacchi di panico. Sono in psicoterapia cognitivo-comportamentale da circa un anno e, con il contributo di una terapia farmacologica a base di paroxetina (Daparox) e benzodiazepine (Xanax) la mia condizione psicologica e sociale è migliorata sensibilmente. Ho ripreso a lavorare,a fare attività fisica, ad avere una vita sociale abbastanza vivace e ho di nuovo stimoli e progetti di vita futura. Purtuttavia non mi sento del tutto "guarita", ogni tanto accuso ansia e desiderio di piangere ed evito luoghi affollati e chiusi come treni o ipermercati; il mattino è sempre il momento peggiore della giornata e vivo con la costante paura di avere una ricaduta questa volta letale. Le chiedevo se sono sulla strada giusta, se devo pazientare ancora per una totale guarigione, se è in fondo possibile una totale guarigione e se il trattamento farmacologico è efficace o sarebbe da sostituire. Inoltre mi chiedevo se la depersonalizzazione è una conseguenza della depressione o sono due sintomi psichiatrici di differente natura e che quindi vanno trattati separatamente. Grazie infinite.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma signorina,
la depersonalizzazione è proprio uno dei sintomi degli attacchi di panico. Sono l'equivalente di un trauma. A volte occorre un po di pazienza e tempo perché le "ferite interne" guariscono. Mi sembra lei sia sulla strada giusta. Lei non solo ritornerà ad essere quella di prima ma, meglio di prima, perché alla salute fisica e mentale aggiungerà l'esperienza e la forza che le verrà dall'avere superato una cosi importante prova.


Aggiunto: Marzo 29, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


alcuni mesi fa ho subito una avvenimento per me a dir poco traumatico, dove ho subito una serie di maltrattamenti
e umiliazioni, non si tratta di violenza fisica bensi più di una violenza psicologica. La cosa come ho detto mi sta ossessionando, rivivendo sottoforma di flashback l'avvenimento, sono state alcune ore, quindi moltissime parole dette in quel momento, è come se facessero da passaporta
per il ricordo.nei primi tempi si trattavano di vere e proprie voci, che mi portavano una forte tachicardia ed attacchi di panico, oggi sto molto meglio ma i flashback sono continui e insistenti, la cosa mi disturba molto.
La cosa ha stravolto la mia vita, vedendo una minaccia nelle persone correlate all'avvenimento, mi sento un altra persona, non riesco a farmene una ragione, ormai ho fissato il prima e dopo, vedo un fallimento in me e nel mio futuro. Devo fare i conti ogni giorno con una memoria che non voglio e che non riesco ad accettare. Devo rassegnarmi alla cosa ? o tornerò a vivere come se nn fosse accaduto nulla? Cosa devo fare?

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo/a, lei descrive una sintomatomatologia post- traumatica. In questi casi si creano nel soggetto che li subisce delle micro fratture interne che col tempo possono cronicizzare. Sono come corpi esterni che alterano la personalità.
Le consiglio di chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta, vedrà che riuscirà a "liberarsene"


Aggiunto: Marzo 28, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Caro Dottore ho letto con sorpresa l'aticolo sull'omosessualità. Non ho capito, gli omosessuali sono ammalati o no? Io vivo vicino alla Stazione Nord a Milano. Dalla finestra della mia casa vedo un giardinetto che cìè dietro la stazione e vedo che continuamente, ogni giorno notte ci sono ragazzi, uomini che si incontrano. A volte vedo che fanno sesso anche li. Io non credo che questo sia normale, ma mi dica lei. Comunque grazie, lei fa un buon lavoro, la seguo sempre. Franco

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Franco,
lei sovrappone due cose diverse: l'omosessualità e le difficoltà a vivere la propria sessualità.
Sono due cose diverse. Ma scusi, ci sono le strade piene di prostitute, allora, seguendo il suo ragionamento dovrei dire che l'eterosessualità è una malattia. Evidentemente non è così. E' vero comunque che vi sono espressioni della sessualità che sono indice di un disagio ma, non legato all'identità di genere ma alle difficoltà che ognuno di noi ha a crescere, anche nella sua sessualità.


Aggiunto: Marzo 26, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Salve Dott. Zambello io ho sofferto per molti anni di attacchi di panico ora sono in cura da più di un anno, sia psicoterapeutica che farmacologica e sono rinata. E’ molto imporatante per mè capire, chi soffre di attacchi di panico ha subito violenza sessuale, come dice lei? Perchè io molta confusione qualche volta penso che mi sia successo, qualche volta penso che sia successo a qulcun’altro, al solo pensiero mi sembra già di condannare qualcuno. Perchè faccio questi pensieri (da sempre) e se non fosse successo?

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signora,
io sostengo che alcune volte il sintomo e l’epifenomeno, l’ultima parte, di un abuso.
E’ una tematica molto delicata. Solo all’interno di un rapporto psicoterapeutico lei potrà dirimere il problema


Aggiunto: Marzo 23, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


grazie di cuore,

ma nonostante mi piacciano gli antipasti, credo che se siano troppo abbondanti e complicati, alla fine rovinino l'appetito.

vediamoli come buoni amici, senza complicarci la vita!!!

Grazie ancora e buona vita!!!


Aggiunto: Marzo 22, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


buon giorno mi scusi il disturbo,ho una domanda da porle. un psicologo per praticare deve essere iscritto a un albo? se è si,quale? e io come posso controllare se è vero?. La ringrazio per la sua disponibilità Cinzia

Risposta del Dott.Zambello: Uno Psicologo per esercitare bisogna che dopo la laurea abbia Superato l'Esame di Stato e sia iscritto all'Albo degli Psicologi della Regione di appartenenza.
Gli Albi sono pubblici e tutti pubblicati in rete se non lo trova può chiedere telefonicamente all'Ordine.


Aggiunto: Marzo 21, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buon giorno!!!
Ho visto un suo video sulla disfunzione da erezione.
E mi è piaciuto.Da qualche mese frequento un uomo di 50 anni,io ne ho 39, che mi dice piacergli lunghi preliminari con l'altro sesso, e che talvolta gli è capitato di non eiaculare dopo lunghi rapporti. dice: gli piace vedere il piacere nell'altra persona. Abbiamo provato ieri e l'altro ieri un rapporto, ma non è avvenuta alcuna erezione.
Di solito, mi faceva un effetto rilassante e mi addormentavo, dopo molte carezze.
Con me fatica ad avere lunghi preliminari in quanto ho ritmi più veloci.
Ma ieri sembravamo più empatici, mi sono lasciata andare di più con lui. ma niente,
Dice piacergli stare con me ed esplorare il mio corpo, ma che si sente arido da un punto di vista sentimentale, visto i diserbanti adottati da tempo nel giardino della sua vita. Ha avuto storie piuttosto distruttive, tra cui una storia in cui ha aspettato per due anni una donna che andava con altri. Si è anche aggravata una patologia al cuore ( è stato operato alla valvola mitrale) E ORA DOVRà FARE UN ALTRO INTERVENTO, in quanto si è logorata di nuovo la valvola operata, dopo quest'ultima relazione.
Non so cosa fare,mi piace stare con lui, ma a questo punto non so se andare avanti.
Vorrei un suo consiglio
La ringrazio

Risposta del Dott.Zambello: No, non so proprio cosa dirle.
Ci pensi, se le piacciono gli antipasti, ha trovato l'uomo giusto.


Aggiunto: Marzo 21, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buonasera Dottoressa,

è da cira un anno che faccio psicoterapia per risolvere alcuni miei problemi di ansia/depressione legati ad un'insicurezza interiore. Ho acquisito un grande consapevolezza del problema, ma purtroppo nell'ambito del lavoro continuo a cercare l'approvazione dell'altro annulando completamente la mia persona: 7 mesi fa ho cambiato lavoro e non riesco a instaurare un buon rapporto con il mio capo; lui è molto lunatico mi offende davanti ai miei colleghi in modo poco professionale e io subisco in silenzio per paura di affrontare lui e soprattutto il suo giudizio e quello dei miei colleghi. Ogni mattina mi riprometto di affrontarlo, ma ogni scusa è buona per non farlo, in alcuni casi lo giustifico anche. Secondo Lei l'ipnosi potrebbe darmi quella spinta in più, che ancora la psicoterapia non è riuscita a darmi, per far emergere e far prevalere il rispetto della mia dignità sulle mie paure? La ringrazio in anticipo.

Cordiali Saluti

Risposta del Dott.Zambello: Oggi è una giornata un po' particolare, il signore di prima mi ha chiamato Dott. Zimbelli, lei Dottoressa. E' evidente che con la mia facciona, barbone, vi do un po' fastidio e voi "mi cambiate".E' un vostro diritto, però, forse, proprio in questo lapsus ci potrebbe essere una spiegazione al suo disagio: lei ha un cattivo rapporto con le figure "paterne". Il suo capo, forse, è proprio una di quelle. Che centra l'ipnosi, bisogna che lei lavori su questo e, altro.
L'ipnosi, vista in questo contesto è una scappatoia, non serve.


Aggiunto: Marzo 17, 2011
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Medico psicoterapeuta e psicoanalista

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