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Domanda allo psicoterapeuta:


egregio dottore a me lo chiede? eh che ne so come può aiutarmi, magari lo sapessi, è lei il dottore

Risposta del Dott.Zambello: certo, un dottore non un mago.


Aggiunto: Aprile 11, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


gent.mo Dott. Zambello
le scrivo in quanto a partire da quest'estate mi sono iniziati quello che io definisco "attacchi di panico da cibo", le spiego meglio. Ogni qualvolta che devo mangiare inizia la tachicardia, sudori freddi e mi gira la testa. Quando ho il boccone in bocca lo mastico talmente tante volte che diventa pappa, ma nel momento di deglutire faccio veramente fatica e più di una volta mi è capitato di avere la sensazione di soffocare, quando in realtà il boccone era andato nel verso giusto, ma mi sento bollire la faccia e inizio a tremare, poi cerco di respirare con il naso, ci riesco e allora cerco di tranquillizzarmi. La mia paura è quella di soffocare. negli ultimi mesi ho avuta degli alti e bassi. per qualche mese la situazione è andata migliorando e riuscivo a essere più tranquilla e a mangiare senza farmi troppi problemi, ma a partire dal mese di febbraio, dopo aver seguito un corso di pronto soccorso, i miei problemi sono tornati fuori. Adesso riesco a mangiare solo a casa mia e solo determinati piatti (e a volte anche a casa mi capitano queste crisi), ma fuori per me è del tutto impossibile riuscire a mangiare gli attacchi mi capitano ancora prima di sedermi a tavola e appena ho la lista in mano sono talmente agitata e tremo che o non mangio o opto per un dolce, più morbido e più facile per me da mangiare. Ho fatto un periodo di psicoterapia, in cui mi si diceva di non focalizzarmi troppo sul cibo e di pensare al perchè di queste manifestazioni. Ad oggi ancora non sono arrivata da nessuna parte e il mio problema sussiste. Per questo sono a chiederle un consiglio.

Grazie mille
Cordiali saluti

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signorina,
il suo disturbo è molto radicato ed ha radici antiche. Per quello che conosco io, ben difficilmente si ottengono dei risultati lavorando sui comportamenti. Lei dovrebbe fare una terapia ad indirizzo psicodinamico ma soprattutto, non smettere di sperare. Ho conosciuto casi molto più invalidanti del suo che si sono risolti bene. Continui a lottare ed a chiedere aiuto.
Auguri.


Aggiunto: Aprile 11, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Salve dottore può aiutarmi cortesemente?
Le sarei mpolto riconoscente Grazie

Risposta del Dott.Zambello: Come la posso aiutare?


Aggiunto: Aprile 11, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Salve Dott. Zambello. Le scrivo per chiederle un consiglio: vorrei aiutare il mio ragazzo ma non so come. Io ho 28 anni, lui 37. Io mi sono laureata quasi 3 anni fa, una facoltà umanistica. Mentre lui è iscritto a medicina, ma è bloccato. Non so dirle il motivo preciso, ce ne sono una serie. Non so bene quando sia iniziato il suo blocco perchè da quando lo conosco, 6 anni, è sempre stato bloccato. Praticamente ha dato 2 esami negli ultimi 6 anni. Io non l'ho mai visto studiare. Mi ha sempre detto che con me in casa gli fa strano, non ci riesce. E pensare che lui mi parla di convivemza.Ma finchè io no trovo un lavoro non potrò andare a convivere con lui, altrimenti mi sentirò sempre responsabile del fatto che lui non studi. Io credo che il suo blocco sia dovuto al fatto che ha qualche problema in famiglia, ma non sono cose serie. Solite lite, terreni, la sorella con cui non ha un ottimo rapporto. Una volta scherzando, gli ho dato un termine: se entro 3 anni non ti laurei ti lascio. Mi ha risposto che allora ci potevamo lasciare anche subito! Cosa posso fare? Sono disperata, io non voglio lasciarlo.Ma così che futuro abbiamo?

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signorina,

faccia quello che le ha promesso: lo lasci se non si laurea in un tempo prefissato. A meno che lei non voglia sposare un eterno bambinone. Se il suo ragazzo vuole uscire da questo tunnel deve chiedere aiuto ma, lui, non lei per lui. Se non lo fa, vuol dire che vuole rimanere "dentro". Decida lei cosa vuol fare.


Aggiunto: Aprile 9, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Salve Dott. Zambello, scusi se sono troppo lungo ma ho bisogno di un consiglio. Le espongo il mio problema: sono un ragazzo di 26 anni appena compiuti, fin dall'adolescenza sono stato insicuro a causa del mio aspetto fisico, ero grasso, non ho mai voluto frequentare posti in cui avrei dovuto spogliarmi tipo palestre, piscine perchè c'era il dramma della doccia e avevo paura di mostrare i genitali, anche nell'età in cui gli amici scoprono il sesso (masturbazione in gruppo) io avevo vergogna di mostrare i genitali e non l'ho mai fatto, diciamo che questo confronto con i miei compagni di sempre mi è mancato.
Mi è capitato di "confrontarmi" in webcam con ragazzi sconosciuti della mia età per vedere cosa si prova e per me è stato eccitante, ho creduto per molti anni di essere omosessuale per aver cercato queste situazioni però non farei mai sesso con un uomo, anche se mi affeziono molto ai ragazzi del mio sesso della mia età, non ho amici veri forse è per questo.
L'ultima volta che mi è capitato è stato con un ragazzo con cui sono rimasto amico, lui aveva il mio stesso problema prima mi ha detto di essere etero, ma poi ha confessato di essere omosessuale. Sono rimasto un po’ deluso però ci sono rimasto amico perché anche lui aveva questo desiderio di confrontarsi.
Dopo questo evento ho deciso di smetterla perché odio questa situazione, vorrei che fosse superata data la mia età.
L’adolescenza l'ho superata da un pezzo ma è pur vero che l ho vissuta malissimo non avevo amici non uscivo e stavo sempre in casa, fino a che mi sono iscritto all’università.
Mi sono sempre innamorato di ragazze ma il sesso con loro non l’ho mai cercato forse perchè mi mancava una tappa importante che era quella del confronto con il mio stesso sesso. Adesso invece mi sento più attraente il mio fisico è cambiato e mi sento meglio anche con le ragazze, attrazione fisica c'è ma mi sento insicuro di avere un rapporto sessuale con una donna. ho bisogno di tempo per sviluppare questi sentimenti? E un ultima cosa, provo sensi di colpa se un giorno dovessi avere una relazione seria o un matrimonio con una donna per aver fatto le cose che dicevo prima, crede che dovrei confessarle alla mia compagna o sono cose personali che fanno parte della vita di un ragazzo? E' normale avere questi sensi di colpa?
Lei cosa ne pensa, sono malato forse? O un omosessuale represso? M asolo l'idea di vivere insieme ad un omoe avere rapporti fisici con lui mi disgusta. Non so più cosa pensare.
Grazie se vorrà rispondere.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Marco,
ma che centra l'omosessualità con lei? Lei E' un ragazzo normalissimo che si ritrova a vivere un po' in ritardo la sua sessualità, tutto li.
Non c'è un tempo per arrivare al sesso, l'importante è poi viverlo bene e crescere nella possibilità di esprimerlo.
Non si preoccupi Marco, lei non ha niente di "strano" da confessare o tacere. Vedrà che un giorno sorriderà di questi ingenui dubbi.


Aggiunto: Aprile 7, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Egr. Dott. Zambello, volevo porLe una domanda. Prima però deco rubarLe due minuti e spiegarLe la mia situazione. Ho lasciato il mio fidanzato dopo 8 anni, non c'era più amore....rapporto statico, lui non mi considerava neanche più....trovo il coraggio di lasciarlo dopo chissà quante volte avero solo pensato e subito mi rifidanzo con un altro ragazzo (forse l'entrata di questa persona mi ha dato il coraggio di farlo). Adesso passati svariati mesi, in cui il mio ex non mi cerca più, mi capita di ripensarlo con nostalgia...non lo amo, ne sono sicura, ma mi manca una persona che nella mia vita c'è sempre stata....e che ovviamnete non potrà mai essere mio amico. La mia domanda è questa: è normale che lo pensi ancora? in cuor mio mi porto il peso del dolore che gli ho dato, e ho paura di svegliarmi un giorno e pentirmi di tutto quanto.....scusi lo sfogo! Un abbraccio.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Daniela,
l'amore come un gioco dove si alterna speranza, seduzione e poi noia, delusione ed il dubbio: ma avrò fatto bene? Come in una stanza di specchi, non sa mai dove sia l'altro, dove sia veramente lei. Vede, quando nell'amore cerchiamo "noi" e l'altro è solo una nostra immagine, andremo sempre incontro a delusione. Non dubita che quella sottile nostalgia che lei descrive, sia solo un'immagine di sé che non trova più, un'illusione narcisistica.


Aggiunto: Aprile 7, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Caro dottor Zambello, il suo sito mi è molto piaciuto e soprattutto ho apprezzato la sua chiarezza e competenza, nonchè l'apertura mostrata verso gli psicoanalisti laici che esercitano e praticano in Italia. Esistiamo e lavoriamo. Facciamo forse parte della vecchia guardia che prima del 1989 era considerata e apprezzata senza problemi. La legge non regolamenta l'esercizio della psicoanalisi portata avanti da laureati, ma non medici e non psicologi(sebbene spesso con diploma di specializzazione in psicoanalisi quadriennale, quando ancora si poteva, come me, per esempio), all'interno del quadro corporativo dell'albo degli psicologi o medici. Si tratta di una posizione professionale "libera" quindi delicata che, come sa, è anche molto dibattuta. Nessuno di noi si sogna di definirsi psicologo, medico nè psicoterapeuta, ma solo e semplicemente psicoanalista. La ringrazio e buon lavoro

Aggiunto: Aprile 6, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


mia mamma e da due settimane che prende le compresse eutimil da 20 per la prima settimana ne prendeva metà poi a iniziato a prenderla intera sempre consigliato da uno psicologo il problema e che coma la ingoia dopo pochi minuti si addormenta e dorme di continuo e non ha mai fame oltre metà panino se se lo mangia se no sta digiuna giornate come mai gazie e buon sera

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Vale,

evidentemente quel farmaco per sua madre è troppo forte. Ne parli con il suo medico. Io credo che la persona che sta curando sua madre non sia uno Psicologo ma uno Psichiatra. Gli Psicologi, se non sono anche medici, non possono prescrivere medicine.


Aggiunto: Aprile 4, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dott, mi scusi l'insistenza ma io vorrei sapere se davvero tutto tornerà come prima? Perchè in questo periodo sto allontanando tutti e tutto.. e non vorrei che questa malattia mi porti ad allontanare la persona a me più cara che sogno formi il mio futuro.. anche se ripeto la voglia di rimanere sola al buio è tanta e le speranze di guarire sono aimè poche!!

Risposta del Dott.Zambello: Gent,ma Karmen,

io non faccio il mago, né è una mia aspirazione. Le posso dire che "l'esperienza clinica" dice che se uno fa bene la psicoterapia la possibilità di guarigione è molto alta.


Aggiunto: Aprile 3, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


buongiorno dottore. sto seguendo una psicoterapia da circa un anno e mezzo.il problema è che quest anno ho la maturità, e lo studio comincia a sovrapporsi con i miei problemi. mi è difficile stare con gli altri, tendo a isolarmi, per il senso di panico e la profonda vergogna che mi assalgono in genere quando sono in compagnia. il problema è che non ho amici storici essendomi trasferito qui a verona da 6 anni..e faccio tuttora fatica a ad avere rapporti stabili.nel senso che che mentre studio concentrarsi diventa impossibile, paure e ansie si sovrappongono e senza volerlo comincio a pensare a fatti e a situazioni lontane nel passato. ricordi negativi, o situazioni di disagio, o brutte esperienze e nel passato. poi segue una specie di paura che in me ci possa essere qualcosa di grave. allora se cedo, il che avviene spesso, comincio a pensare al futuro, e mi assale un senso di disperazione, disperazione per la coscienza di dovere comunque andare avanti. studiare per non essere dipendente economicamente da nessuno. per costruirmi un futuro, una famiglia, speravo meno divisa da paure incomprensioni e rancori.con più dialogo....una vita soddisfacente...una vita sensata.
adesso mancano due mesi alla fine della scuola, e mollare adesso l'anno prossimo mi creerebbe un problema in più...le scrivo tutto questo perchè non riesco ad aspettare lunedi, che ho la seduta..

ps secondo lei i forum di mutuo aiuto psicologico sono utili in minima misura? se si saprebbe consigliarmene qualcuno?

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signore,
è utile avere dei rapporti "reali". Parzialmente anche i rapporti in rete sono "veri" ma, soprattutto quando si è poco più che adolescenti, si ha bisogno di comunicare con tutto nostro Sé, corpo compreso.
Lei sembra avere difficoltà proprio a fare questo. Si sforzi quindi a superare questa difficoltà: a trovare il linguaggio del corpo. Chieda eventualmente al suo terapeuta di poter integrare oltre alle sedute con lui delle sedute di psicoterapia di gruppo. Le farebbero molto bene, a Verona non avrà certo difficoltà a poterle fare


Aggiunto: Aprile 1, 2011
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