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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottore sono gay. O meglio penso di esserlo. Sono cresciuto con un padre assente e una madre molto invadente. Le faccio un esempio nei momenti in cui cominciavo a masturbarmi di nascosto durante l'adolescenza in bagno mi spiava. Mio padre è stato ancora peggio.
Dico che a oggi mi sento confuso perché ho avuto una educazione molto femminile. Non mi sono mai confrontato durante la mia vita con altri ragazzi e non ho avuto nessun modello di riferimento maschile. Ora vorrei andare in terapia. Nella mia città c è l'ambulatorio di identità di genere ma ho paura di andarci. Ho paura che avendo avuto una educazione femminile il terapeuta mi dica accetti di essere di testa donna e quindi non comprendere le mie paure. Ho inoltre paura di parlare di quello che avvenuto nelle mura domestiche. Come posso dire di avere una madre che mi spiava se mi masturbavo o di avere un padre che si vantava di avere tre gambe? Mi sembra di sputare addosso alla mia famiglia, e provo anche vergogna. Che fare?

Risposta del Dott.Zambello: Premesso che il Terapeuta ha l'obbligo di privacy su quanto avviene in seduta, egli poi, si astiene da ogni giudizio. Per lui le categorie etiche e morali personali, non sono mai applicabili al paziente.
Per ciò che capisco da quanto lei scrive, lei ha fatto suoi gli schemi comportantali della madre è un po' anche del padre e non sa più cosa lei voglia realmente. È chiaro che un rapporto terapeutico la aiuterebbe molto a capire, ma soprattutto a capirsi. Dove è come , lo veda lei.


Aggiunto: Ottobre 29, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno dottore, intanto la ringrazio per questo spazio che dedica a chi come me ha bisogno di alcune delucidazioni riguardo alla propria persona, certo questo non sostituisce la relazione terapeutica, ma serve, almeno per me. Vengo al dunque, mi sto sottoponendo ad una terapia psicanalitica e passo dopo passo sto facendo dei progressi, ma quello che voglio non l'ho ancora raggiunto, e, quello che voglio non è tanto diventare uno psicanalista bensì trovare il mio posto nel mondo, come l'ha trovato Lei e il mio terapeuta e tutti quelli che fanno il vostro lavoro. La domanda quindi è: quando saprò di aver raggiunto la vetta, se così si può chiamare? Sempre che una vetta esista e non piuttosto un continuo progredire senza fine. So già che Lei mi risponderà e io leggerò la sua risposta e poi io tornerò come prima, ovvero una persona che sta cercando la sua strada che non ha ancora trovato.
La ringrazio nuovamente per lo spazio e il tempo che mi ha dedicato.

P.S. sono un tipo sorridente

Risposta del Dott.Zambello: Signor Roby ha fatto sorridere anche me quando scrive che mi pensa arrivato sulla vetta. Non esiste una vetta ma tante vette. E, la vita è comunque dura.
Se c'è una cosa che mi riconosco è di avere coscienza di essere sulla strada giusta.
Ci sono arrivato a 50 anni. Ma, io sono tardo.
Le auguro di arrivarci molto prima.


Aggiunto: Ottobre 29, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottore chi giudica. Lavorare in nero, non pagare tasse e andare all'università gratis è pur un vantaggio che il ceto medio non ha. Io non giudico ma lei non ha capito la mia domanda. Come comportarsi con una che alla fine venuta dal basso, dimentica le proprie origine perché un pò se ne vergogna e si vuole comportare da arricchita. Forse sarà che mi hanno cresciuto i nonni avendo i genitori sciagurati ma i miei nonni mi hanno sempre imparato ad essere umile e a non ostentare cosa lei oggi fa avendo una disponibilità economica.

Risposta del Dott.Zambello: Ma perché il fatto di venire da una famiglia povera la dovrebbe far sentire inferiore? Inferiore a chi? Ognuno di noi ha quello che ha costruito lui, del resto non c'è proprio di cui vantarsi.


Aggiunto: Ottobre 28, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottore mi preoccupa mio fratello. Lui da quando si è fidanzato con una ragazza che fa il vostro lavoro (ma non è un medico) è cambiato. Faccio una precisazione. Io vengo da una famiglia borghese ma sono cresciuto con un padre padrone dove al di là del pane e del latte e dell'istruzione, ogni cosa per lui era superfluo. Anche la nostra casa è molto umile. Adesso mio fratello si è fidanzato con una ragazza che viene da una famiglia povera. Il padre e la madre facevano lavori saltuari e in nero e lei, per circostanze fortunate della vita, è arrivata in alto ma non ha umiltà: ogni week end un viaggio, smartphone di ultima generazione, pranzi fuori. Insomma, da quello che ho capito, una che, si che guadagna, vuole fare tutto quello che i genitori non gli hanno potuto dare. Non mi conosce e fa con mio fratello paragoni tra me e suo fratello che anche lui ha avuto la fortuna di realizzarsi. Forse sarò sbagliato io, io non ho mai ostentato nulla nella vita pur avendone i mezzi e quando ne avevo la possibilità. Quando conoscerò queste persone non so come comportarmi. Consiglio?

Risposta del Dott.Zambello: Intanto comincerei a riconoscere che questa ragazza, nonostante le difficoltà della famiglia, ce la fatta. Perché svalutarla con "cause fortuite", è stata brava e basta.
Come comportarsi? Semplice: non giudichi. Lasci che suo fratello e questa ragazza facciano la loro vita. Magari imparerà qualcosa anche iei.


Aggiunto: Ottobre 28, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Ho ricevuto tanti, troppi schiaffi dalla vita, troppi colpi bassi; adesso, dopo l'ennesima delusione, non ho più né la voglia né la forza di andare avanti, ho perso la voglia di vivere. C'è un rimedio? Ormai faccio fatica anche ad alzarmi la mattina

Risposta del Dott.Zambello: Lo so, la vita a volte è dura. Mi creda, parlo per esperienza, però, dobbiamo lottare, sempre per farcela.
Si faccia temporaneamente aiutare farmacologicamente e poi, se può , vada da uno psicoterapeuta. Le consiglio uno, specializzato in psicoterapia dinamica.
La vita è comunque una meraviglia.


Aggiunto: Ottobre 27, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


È vero. Lei ovviamente risponde su queste pagine a titolo gratuito. Forse ci guadagna in visibilità, ma è più probabile che lo faccia per sentirsi utile.
Beh, no. Questione economica a parte lei è esattamente come tutti gli altri. Inutile. Almeno nel mio caso. La sua filosofia, il suo Vangelo, San Francesco e compagnia bella, li propini a quelli che sono normali, e che non hanno nessun cazzo di problema se non un sacco di fissazioni e pippe mentali.
Perché, in fondo, è questo che fate: "guarite" quelli che non sono mai stati malati e chi invece davvero non è normale, siete solamente capaci di dirgli che deve mettersi l'anima in pace, e che deve restare per sempre così.
Perché non siete in grado di guarire nessuno in realtà.
Io delle vostre parole inutili non so che cazzo farmene. Non mi servono a un cazzo. Io voglio risultati. Io voglio guarire. Diventare normale.
Ripeto: quattro anni di psicoterapia mi sono fatta. Senza contare gli interventi chirurgici e gli oltre 25 anni di terapie ormonali.
Siete riusciti a guarirmi?
NO.
Mi avete fatto diventare una donna vera? NO
Posso avere dei figli? NO
Riesco a sentire normalmente quello che le le persone mi dicono? NO

Non servite a nulla. Io faccio schifo, ma voi fate anche più schifo di me.


Aggiunto: Ottobre 20, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


soffro di rosssore al volto in situazioni sociali...la cosa strana è che quando ho la temperatura esterna favorevole non mi succede
sento un specie di vergona anche quando si trattano temi sessuali e in genere sempre ..soprattutto quando avverto cue il mio interlocutore mi puo' sopravanzare a livelli di personalità e determinazioneper capire...con le persone buone e remisisive non mi succede...certo il tutto che dura da 20 anni mi rovina autostima e rapporti sociali...sono deluso ho provato terapia psicologia anche se non specifica ma nulla...ho visto che si puo' fare una operazione al simpatico, ma sinceramente ho paura degli effetti collaterali.Mi sa dire uno psicologo nei pressi della mia città che è Terni..o che rimedi ci sono ? grazie

Risposta del Dott.Zambello: A Treni come Socio dell'AIPA c'è:
Cuccini Cristina
Socio ordinario


Aggiunto: Ottobre 21, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Ma basta con ste scemenze del Vangelo. Non diciamo corbellerie per piacere.
Dio non esiste e Gesù lo sa che cos'era? Solo un povero esaltato malato di mente che se fosse vissuto oggi avrebbe, giustamente, passato la sua vita tra CSM e cliniche psichiatriche.
Vuole che glielo dica dove se lo deve mettere il Vangelo?
Io non lo accetto che la mia vita non possa cambiare neanche di una virgola, che per me non ci sia speranza.
Quattro anni di psicoterapia mi sono fatta e che cosa cavolo ho ottenuto? dei NO. Sempre e solo dei NO.
Insieme al mio terapeuta abbiamo contattato dei medici genetisti per capire se io potessi guarire dalla mia malattia. Risposta:NO. Ci siamo informati da patologi della riproduzione per sapere se io potessi avere una possibilità di avere una gravidanza, anche alla luce delle recenti sperimentazioni con uteri artificiali. Risposta: NO.
Abbiamo privato a informarci sui trapianti di ovaie: NO. Impossibile.
Sono andata a visita dall'ennesimo otorinolaringoiatra per sapere se potessi almeno sperare di poter fare un altro intervento e tornare a sentire bene. NO.
E adesso che la mia psicoterapia è finita non mi rimane niente.
Avete solo saputo dirmi che devo accettare la mia condizione così com'è e vivere la vita anche se non potrò mai essere normale.
Per me non avete fatto niente, avete solo saputo rubarmi soldi.
Vi odio tutti quanti. Sapete dirmi solo che per me c'è poco o nulla da fare. Non sapete fare un cazzo. Non servite a nulla.
A nulla. Fate tutti schifo.

Risposta del Dott.Zambello: Beh! Io non le ho rubato niente. Le ho dato volentieri, spesso, il mio tempo, dicendole quello che credo.
Non è obbligata a credermi ma, la prego, non mi offenda. Non serve, é ingiusto.


Aggiunto: Ottobre 19, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Ha ragione dottore.non riesco a risolvere questa faccenda ma in realta' quello che non metto 'in ordine' e' la mia vita. Ho affrontato difficolta' di ogni tipo..cresciuto un figlio da sola e tante altre faticose cose. Ho bisogno di respirare , di leggerezza. E mi ritrovo sulla ruota del criceto...questo nuovo lavoro e' rompere gli schemi riprovare rinnovare.. mi puo' aiutare a mettere a fuoco la parte di me che ora e' compressa, dare aria a tutto. Aprire a nuove cose. Non e' solo un lavoro, e un buon risarcimento. E' la mia vita che di rinnova attraverso qualcosa che realmente accade e non immaginato o desiderato...ma sembra che non dia giunyo ancora il momento. Mi accorgo che sto tornando al pensiero originario. Mi scusi. Non sto bene

Aggiunto: Ottobre 18, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Grazie dottore per la sua risposta, che mi ha fatto riflettere. Io voglio riscattarmi dal destino "fallimentare" della mia famiglia ma, spesso e volentieri, mi sento bloccato e sono preso dallo sconforto e penso sia impossibile affrancarmi dal "marchio fallimentare" della mia famiglia. Però, io voglio riuscire a costruirmi una vita migliore: come posso fare per avere la determinazione e lo "slancio" necessari per riscattarmi e avere un "destino" migliore di quello che hanno avuto la maggior parte dei miei parenti?

Risposta del Dott.Zambello: Ho scritto un libro per raccontare proprio quello che lei mi chiede. È la mia storia, è la storia dei miei limiti è quelli della mia famiglia. La lotta verso l'individuazione.
Lo publicizzo sul sito.


Aggiunto: Ottobre 18, 2019
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