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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno dottore, ho notato che il mio terapeuta (ad orientamento psicoanalitico), almeno un paio di volte durante la seduta, chiude gli occhi e sembra si assopisca (inclina anche un po' la testa in avanti); la cosa mi infastidisce e mi fa sentire non ascoltato (a volte, mentre ha gli occhi chiusi, mi sembra di parlare "al muro"), ma non ho mai detto nulla. Cosa ne pensa?

Risposta del Dott.Zambello: Glielo dica, ne parli con lui.


Aggiunto: Ottobre 16, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Capisco. La mia vita sociale già ne risente moltissimo. Non riesco a sentire la TV né il telefono o il citofono, non esco più con nessuno e non ho più amici perché non sono in grado di capire ciò che le persone mi dicono. Prima non riuscivo a sostenere una conversazione con più persone, adesso anche con una persona sola mi è diventato quasi impossibile.
Venti anni fa, ero ancora adolescente quando mi consigliarono per la prima volta le protesi. Le rifiutai per la paura che fossero visibili a tutti.
Quattro anni dopo ebbi la fortuna di parlare con un medico che mi disse che esistevano anche protesi endoauricolari, che restano nascoste all'interno del canale auricolare (oltretutto adesso sono molto più piccole e meno visibili rispetto a 15 anni fa) e mi convinse a provarle dicendomi che le persone non le avrebbero notate. Effettivamente aveva ragione,è molto raro che qualcuno se ne accorga.A volte la gente mi chiede "se hai problemi di udito perché non delle protesi?",non si accorgono che già le indosso.
Però adesso anche con quel tipo di protesi io ci sento pochissimo. Nonostante questo non voglio mettere protesi visibili né impianti. Non mi importa se non potrò più parlare con i normali, tanto comunque non mi vorrebbe più nessuno con quelle cose in testa.
Dopo la visita ORL ho passato un mese con l'ansia, ma adesso che ho disdetto quegli esami sono più tranquilla.
A lei comunque le peotesi le consiglio lo stesso. Alla sua età è fisiologico un calo dell'udito, oltretutto in genere negli anziani le malattie degenerative dell'orecchio progrediscono lentamente (se questo dovesse essere il suo caso) e potrebbe avere un buon recupero uditivo per molti anni con le sole protesi endoauricolari, se riesce a portarle.

Risposta del Dott.Zambello: Grazie.


Aggiunto: Ottobre 15, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Qualche ora fa ho disdetto una visita e due esami che avevo programmato per l'inizio di novembre.
Ho già fatto una TAC, ma ho deciso di bloccare tutto.
Un po' perché la situazione dei contagi ormai è drammatica, e oltretutto la gente si ostina a non indossare la mascherina e a fare come se nulla fosse.
Ma, a parte questo, ho disdetto tutto perché io per prima non me la sento più di continuare questo percorso. Tanto mi hanno già fatto capire che non si può fare più nulla per farmi recuperare l'udito, e vogliono valutare se io abbia bisogno di un impianto cocleare o se con protesi diverse da quelle che porto ora potrei andare avanti ancora per qualche anno, prima che la malattia progredisca ulteriormente. Insomma che sia adesso o tra 5-7 anni all'impianto ci arriverò comunque.
E io non voglio, per questo ho rinunciato. Non voglio l'impianto ma non voglio neanche delle protesi esterne, non voglio nulla che sia visibile. Altrimenti le persone mi prenderebbero in giro e mi tratterebbero da handicappata e da ritardata mentale.
Sono sempre stata presa in giro e non voglio che succeda ancora. Io voglio diventare normale, invece i medici vogliono farmi diventare più brutta e più anormale di quanto io già non sia.
No, preferisco restare sorda ma che la gente almeno pensi che io sia normale quando mi vede.

Risposta del Dott.Zambello: Anche io comincio ad avere alcuni problemi di udito. Cone lei ho una idiosincrasia agli apparecchi acustici. Però, quando la mia qualità di vita, di rapporti sociali ne risentirà, metterò l'apparecchio acustico. Pazienza.


Aggiunto: Ottobre 14, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottor Zambello mi chiedo ma è importante per un essere umano saper usare la rabbia?

Risposta del Dott.Zambello: È fondamentale saper usare la propria aggressività.


Aggiunto: Ottobre 10, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottor Zambello continuo a stare meglio grazie a delle nuove tecniche e a tanto lavoro tanto impegno, riposo e anche grazie a lei. Volevo chiederle ma una persona può scoprire di essere competitiva e rivelare il suo vero sé stesso una volta essere diventato competitivo? Io mi ricordo che lei una volta in un post di qualcosa come cinque anni fa ne parlava.

Risposta del Dott.Zambello: Lasci la competizione agli adolescenti. Loro hanno bisogno di misurarsi per crescere. Lei, viva la sua vita e lasci vivere, contenta.


Aggiunto: Ottobre 4, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottor Zambello può essere uno psicoterapeuta sbagliato la rovina per un paziente?

Risposta del Dott.Zambello: Tutte le relazioni possono favorire, rallentare o modificare la crescita di ognuno di noi.


Aggiunto: Ottobre 4, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Grazie per la risposta. Cosa mi consiglia di fare: mi tolgo definitamente il dubbio e torno dalla mia ex terapeuta (pronto a "sbatterci la faccia" e dandomi una "scadenza" per valutare se la cosa può effettivamente funzionare e, se andasse male, tornare sui miei passi) o resto con l'attuale nuovo terapeuta?

Risposta del Dott.Zambello: Scusi Diego, io non do consigli neppure ai pazienti, né questo è uno spazio terapeutico. Cerco solo di raccontare come funzioniamo. Stop. Ora decida lei


Aggiunto: Settembre 30, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Salve dottore, le voglio raccontare una cosa strana che mi sta accadendo. Ieri ho fatto la penultima seduta "preliminare" con il terapeuta; gli ho detto che voglio terminare i nostri incontri iniziali, ma che poi vorrei fare un nuovo tentativo con la mia ex terapeuta. Lui sembra che non ci sia rimasto male, sembra che abbia accolto questa mia indecisione. Ebbene, quello che mi sta accadendo da ieri dopo la seduta è che adesso quasi mi è passata la voglia di ritornare dalla mia ex terapeuta, cioè, dopo aver verbalizzato questo mio desiderio, è come se fosse quasi svanito. Io non so veramente più cosa pensare e fare, non mi fido più di me stesso e delle mie idee

Risposta del Dott.Zambello: É così, finché una cosa ci viene vietata o pensiamo di non poterla fare allora la desideriamo senza accorgerci che è solo un desiderio infantile.
Occore tempo e fatica per riconoscere veramente ciò che vogliamo.


Aggiunto: Settembre 30, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno dottore, come si fa a salvarsi avendo avuto una famiglia altamente disfunzionale e dei genitori gravemente inadatti al loro ruolo? Io sento che con le mie sole forze non ce la faccio

Risposta del Dott.Zambello: Bisogna salvarsi dalla famiglia. Bisogna andarsene e perdonare.


Aggiunto: Settembre 28, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Sa dottore, ogni tanto mi capita di rimuginare sulla mia nascita.
So di non essere stata una figlia cercata ma credo, una volta concepita, di essere stata voluta. Sono la prima figlia di entrambi i miei genitori, che all'epoca del mio concepimento avevano una relazione da vari mesi. Insomma non era una relazione "occasionale", ma non erano ancora propriamente fidanzati né pensavano di sposarsi o avere un figlio a breve, diciamo che sono capitata un po' all'improvviso. Però è anche vero che poi i miei genitori hanno deciso di tenermi. Non erano ragazzini sprovveduti, avevano entrambi 30 anni, entrambi avevano un lavoro stabile (anche se non navigavano nell'oro) e sicuramente questo avrà influito nella loro decisione di mettere su famiglia. Si sono sposati che mia madre era incinta di quasi sei mesi e hanno cominciato a costruire una casa, con molti sacrifici e l'aiuto di entrambe le famiglie di origine. Insomma una storia normale, credo non diversa da quella di tante altre. I miei genitori, oltretutto, dopo più di 35 anni sono ancora insieme e sono una coppia serena e solida, nonostante il matrimonio non proprio "ortodosso".
E, anche questo, sono convinta che rientri nella normalità.
Quello che, invece, mi fa riflettere, è successo dopo la mia nascita. Mia madre anni fa mi ha raccontato che qualche mese dopo la mia nascita (non so bene quando ma sicuramente avevo meno di un anno) rimase di nuovo incinta. E siccome le spese per la casa e per me erano tante, in più io ero nata con parecchi problemi (basso peso alla nascita, anoressia, ritardo motorio, valgismo di entrambi i piedi) e le cure mediche e le spese anche da quel punto di vista erano state tante, mia madre non se la sentì di avere due figli a così poco tempo di distanza e decise di interrompere questa seconda gravidanza.
Difatti poi i miei genitori cercarono un secondo figlio solo quando io ero già più grande, e tra me e mio fratello ci sono quasi 5 anni di differenza.
Io ogni tanto mi sento responsabile per quel mio fratello/sorella che non è nato. Penso che la mia nascita sia stata un errore dal punto di vista genetico,e di avere deluso le aspettative dei miei genitori che si aspettavano una figlia sana e invece sono nata io. Penso soprattutto che se fossi nata sana, senza nessun problema alla nascita, mia madre non avrebbe interrotto quella seconda gravidanza. In realtà all'epoca ancora non si sapeva della mia malattia genetica, mi è stata diagnosticata solo a 7 anni di età (se mia madre avesse fatto l'amniocentesi avrebbero diagnosticato tutto in gravidanza e probabilmente non mi avrebbero fatta nascere) però avevo comunque dei problemi rispetto ai bambini normali. E mi sembra di avere "rubato" il posto a questo secondo figlio, che non è nato per colpa mia. Mi sembra tutto ingiusto perché mi sono convinta che se lui/lei fosse nato, sarebbe stato sicuramente perfetto/a. Dal punto di vista genetico, fisico, avrebbe potuto avere una vita normale e avere dei figli e proseguire i geni della mia famiglia. Io invece non sono in grado di fare figli, non servo a niente e a nessuno. penso di essere sbagliata, di essere nata per errore, e che avrebbe meritato di starci lui/lei al mondo, non io.

Risposta del Dott.Zambello: È la prima volta che leggo una sua riflessione che se pur amara, ha forti
elementi di realtà.
È bello riconoscere di essere figlia dell'amore, amore che cotinua tra i suoi geitori. Poi, nella vita ci sono cose che ci appaiono come atroci, ingiuste. Non ne siamo né autori e tanto meno colpevoli.


Aggiunto: Settembre 28, 2020
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