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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile dottore,
sono in terapia da alcuni anni, ne ho 26, sono figlio adottivo, molto amato dalla famiglia, ma allo stesso in crisi e arrabbiato con il mondo, che di questa cosa di non sapere le mie origini sembra volermene fare una colpa. Per fortuna il percorso intrapreso mi sta aiutando a crescere e superare questa crisi, anche con l'aiuto dei miei genitori, persone rare e stupende. Qualche tempo fa ho preso parte, come animatore, in un gruppo parrocchiale dove ci sono bambini e adolescenti. Uno di questi ragazzi, ho capito essere figlio adottivo del mio terapeuta e della moglie (è una cosa che per le caratteristiche di etnia non si può non notare). nel frattempo ho chiesto di lavorare con il gruppo dei ragazzi più grandi per non incontrarlo. Io al mio terapeuta ho parlato sempre, continuamente, a volte anche con rabbia nei confronti dei miei genitori, che non lo meritano, dei miei problemi di figlio adottato, ma da quando ho scoperto che questa cosa riguarda anche lui, dall'altra parte dell'essere genitore, ho come un bloocco che non so come superare e forse non so se cambiare dottore o dirgli della cosa e vedere se poter continuare con lui. Io ho paura che le mie parole sulla mia sofferenza abbiano potuto fargli male e che così non mi possa aiutare. Mi aiuti a prendere una decisione, dottore, in base alla sua esperienza cosa farebbe?

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signor Boris, la condizione base in ogni psicoterapia è che si cerchi la massima chiarezza. È proprio nella ricerca di questa chiarezza relazionale con il terapeuta che il paziente si accorge dei sui preconcetti e limiti.
Anche il terapeuta avrà i suoi limiti ma, lei non deve fare né da terapeuta è tanto meno da padre a lui.


Aggiunto: Luglio 3, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile dottore,
Purtroppo sto sempre peggio. Ho perso ogni speranza di poter mai avere una vita normale. Non avrò mai figli, non avrò mai un uomo né tanto meno amici o amiche, perché tutti continueranno a rifiutarmi a causa del mio aspetto fisico e della mia malattia, come hanno fatto fino ad ora. Ho affrontato in questi 30 anni di vita tanti di quei problemi fisici e psicologici, cattiverie e discriminazioni da parte di chiunque, a partire dai miei famigliari, che la sola idea di doverne affrontare ancora e via via di peggiori fino alla vecchiaia, mi è insopportabile. L'idea di passare tutta la vita con questa malattia mi è insopportabile.
Nessuno merita una malattia come la mia. Nessuno, neanche la persona peggiore, merita una vita di solitudine e di disprezzo da parte dei normali.
Ho deciso, la settimana scorsa, di contattare alcune associazioni che si occupano di SMA, che fanno sostanzialmente da tramite con alcune cliniche svizzere. Mi è stato spiegato come iniziare la procedura di richiesta di SMA ma mi è stato anche anticipato che probabilmente non ho i requisiti previsti dalla legge elvetica per questa pratica.
Certo è una decisione difficile, che non prenderò in tempi brevi né a cuor leggero. Ma, se devo essere sincera, mi sembra, ogni giorno che passa, la cosa migliore da fare, nella mia condizione.
Avrei solo voluto poter vivere una vita normale, come quelle di tutte le donne che possono essere definite tali. Avere le stesse possibilità di tutte le ragazze sane e belle che vedo ogni giorno per strada, ma ora so che tutto questo non sarà mai possibile. Sono molto triste, perché io vorrei poter vivere come tutte, ma è certo che una vita con questa malattia non la voglio. Non più. E sono troppo stanca per riuscire a lottare ogni giorno contro tutto questo.

Risposta del Dott.Zambello: Cara Signora, la sento, finalmente, ŕealistica non più delirante. Mi creda, anche se le sembra impossibile, le sono vicino e provo per lei una profonda tenerezza.
Non è vero, lo so con certezza che non è vero che non esiste possibilità per sentirsi bene con se stessa. Ognuno di noi ha una sua "virtù", un dono da far crescere; donare. L'aspetto biologico della genitorialità è in fondo elementare. Anche gli animali hanno figli ma essere, padre o madre è ben altro.
Lei troverà sicuramente il suo ruolo.
Un abbraccio.


Aggiunto: Luglio 2, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno dottore grazie per la risposta, stamattina la mia ragazza mi ha riferito che le è venuto il ciclo e mi ha chiesto di perdonarla, io l'ho perdonata ma devo riflettere se la continuazione di questo rapporto ci fa bene o male, io sono della convinzione che tale rapporto sia caratterizzato dalle nostre rispettive psicopatologie, dalla mia parte credo di essere un grande narcisista. Distaccarsi credo che sarebbe la soluzione migliore per entrambi ma soprattutto per questa ragazza, voglio che trovi la sua strada indipendentemente da me senza che soffra.
P.s. il prossimo libro che leggerò sarà proprio il suo dottore.
Grazie e buona giornata.

Risposta del Dott.Zambello: Grazie. Parlo proprio del narcisismo: il mio.
Il sottotitolo del libro era: "Se ce l'ho fatta io!".


Aggiunto: Luglio 1, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno dottore le scrivo perché sto vivendo un momento poco piacevole in cui la mia fidanzata mi ha lasciato dopo che ha eseguito il test beta hcg sul sangue che è risultato negativo. Nonostante tale risultato lei sosteneva che non era valido poiché era stato eseguito solo dopo due giorni dal ritardo mentre io invece cercavo di convincerla che in cinta non poteva esserlo, anche per il fatto che anni fa dopo aver avuto il secondo figlio dal suo ex marito ha chiuso le tube. Lei allora mi ha detto che capiva benissimo che questo bambino io non lo volevo e che in realtà non la amavo e, andando via mi ha minacciato di stare tranquillo che abortirà ma io non lo saprò mai quando ciò avverrà. E' da due giorni che non la sento da quando appunto ha fatto il test. La domanda che le pongo dottore è la seguente, in qualità di medico escluderebbe una gravidanza oppure c'è qualcosa? Mentre la domanda che pongo al psicoterapeuta è: dove ho sbagliato con questa ragazza? Ammetto di avere sbagliato.
Grazie, spero che adesso le sia arrivata, scusi ancora per il disturbo...

Risposta del Dott.Zambello: Come medico, penso che sia difficile che la sua ragazza sia incinta. Come psicoterapeuta penso che la sua ragazza non volesse un bambino e, forse, anche il vostro rapporto fosse logorato.
Non so se lei abbia sbagliato, sicuramente ha sottovalutato un po' la stanchezza fra voi.


Aggiunto: Giugno 30, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buonasera dottore mi scusi per il distrubo, volevo solo accertarmi che la mia domanda le fosse arrivata perché non la trovo tra le domande poste dagli altri utenti.
Un caro saluto

Risposta del Dott.Zambello: Infatti. Non vedo alcuna domanda recente a nome Luca.


Aggiunto: Giugno 29, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno dott. Zambello, nel giro di pochi giorni, la paura di ingrassare si è trasformata in compulsione a mangiare; credo di avere un problema con il cibo: pensa che potrei rivolgermi a un analista?

Risposta del Dott.Zambello: Si trovi uno/a psicoterapeuta che lavori con pazienti con disturbi alimentari.


Aggiunto: Giugno 29, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buonasera e grazie per la risposta. Potrebbe darmi anche qualche "indicazione" di tipo psicologico? Perché so che questa paura di ingrassare è una "trappola" della mia mente, ma non riesco a superarla

Risposta del Dott.Zambello: Vede Signora, la volta scorsa sono stato volutamente leggero perché di fatto non so cosa sottende questa sua paura ad ingrassare.
In realtà non so se è una forma di dismorfismo camuffato, oppure una paura che nasconde la necessità di cambiare. Ho ancora è un sintomo di una forma di anoressia? O semplicemente lei non vuole invecchiare?
Non so niente e quindi non le posso suggerire niente.
Se la paura la infastidisce tanto, chieda aiuto ad uno psicoterapeuta.


Aggiunto: Giugno 25, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno dottore, ultimamente ho iniziato ad avere paura di ingrassare: non tanto per l'aumento di peso in sé, ma per la paura di dover cambiare taglia e, conseguentemente, vestiti, ho paura di non potermi permettere vestiti nuovi di qualità; è una motivazione assurda, lo so, ma è quello che mi sta succedendo. Come posso superare tutto questo?

Risposta del Dott.Zambello: Mangiando bene e sano.


Aggiunto: Giugno 25, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile Dott.Zambello,
cosa ne pensa dei rapporti simbiotici genitori-figli in età adulta? Io ho dei seri problemi di sopportazione dei confronti di mia mamma. Donna che ha sempre e solo pensato ad essere donna e mai madre. Mi son sempre sentita giudicata (lei era bella io no, lei era magra io no, lei era forte e io no, lei era tutto e io no...), mai accudita o coccolata, parlo in tenera età ovviamente, lei aveva armadi pieni di scarpe e abiti e io un paio di jeans che dovevo lavare e sperare si asciugasse presto per rimetterlo..e tanti altri esempi.
Ora, posso capire che io essendo intollerante possa vedere le cose in maniera distorta ma possibile che in età adulta ci siano persone che riescano ancora a vedere i genitori come santi? non esiste in età adulta la possibilità di capire che i genitori sono esseri umani e come tali anche loro sbagliano e possono fare e dire cose sbagliate?
Mi rendo conto che il mio vedere il lato "negativo" di mia madre (che mai si è resa conto di ciò che ha fatto e anzi ancora oggi mi giudica/critica ecc) è dannoso ma mi chiedo se non lo sia altrettanto santificiare i propri genitori.
Cosa ne pensa?

Risposta del Dott.Zambello: Mi chiedo perché "in età adulta " bisogna ancora giudicare i genitori.
È un modo per essere ancora bambini.
Se la dimentichi sua madre.


Aggiunto: Giugno 17, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buoogiorno dottore, le scrivo perche" sento di avere bisogno di aiuto per me. Non sto bene. Il mio contesto lo conosce. Le ho scritto in varie occasioni. Ma non mi sono mai soffermata su come sto io nella mia vita. I contesti appunto, sono tutto sommato anche migliori adesso che qualche anno fa. Ma non la sostanza delle cose. Il mio compagno mi ha taciuto il pignoramento dello stipendio. E io per non discutere faccio finta di ignorare. Nel frattempo ho avuto io un piccolo aumento...i ns. Figli sono fuori. Il suo in giro per il.mondo. il mio a studiare dopo la lairea. Siamo soli
Pensavo ci saremmo avvicinati. Ma al contrario non parla di niente. Non mi chiede niente di me. E' scontato che io ci sia e che svolga ruoli di servizio. Ha sempre da lamentarsi e recriminare su tutto. Come se lavorasse solo lui e vive tutto come un' ingiustiza anche se sa bene che cosi non e'. E' un infelice cronico senza amore. Non e' in grado di darne e non riesce a riceverne se non per quello che gli serve al momento. Mi sento inaridita e sola. Vottei imparare la leggerezza. Prendere tutto con filosofia. Vivere e non piu sopravvivere. Ne ho bisogno ma fevo rivominciare ds me innanzitutto. Mi dia una traccia . Voglio farcela. Grazie

Risposta del Dott.Zambello: No. la traccia proprio non gliela posso dare, non ce l'ho.
La deve trovare dentro di sé.
Cominci col chiedersi perché ho scelto di fare la "geisha"?


Aggiunto: Giugno 18, 2019
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