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Domanda allo psicoterapeuta:


Ma basta con ste scemenze del Vangelo. Non diciamo corbellerie per piacere.
Dio non esiste e Gesù lo sa che cos'era? Solo un povero esaltato malato di mente che se fosse vissuto oggi avrebbe, giustamente, passato la sua vita tra CSM e cliniche psichiatriche.
Vuole che glielo dica dove se lo deve mettere il Vangelo?
Io non lo accetto che la mia vita non possa cambiare neanche di una virgola, che per me non ci sia speranza.
Quattro anni di psicoterapia mi sono fatta e che cosa cavolo ho ottenuto? dei NO. Sempre e solo dei NO.
Insieme al mio terapeuta abbiamo contattato dei medici genetisti per capire se io potessi guarire dalla mia malattia. Risposta:NO. Ci siamo informati da patologi della riproduzione per sapere se io potessi avere una possibilità di avere una gravidanza, anche alla luce delle recenti sperimentazioni con uteri artificiali. Risposta: NO.
Abbiamo privato a informarci sui trapianti di ovaie: NO. Impossibile.
Sono andata a visita dall'ennesimo otorinolaringoiatra per sapere se potessi almeno sperare di poter fare un altro intervento e tornare a sentire bene. NO.
E adesso che la mia psicoterapia è finita non mi rimane niente.
Avete solo saputo dirmi che devo accettare la mia condizione così com'è e vivere la vita anche se non potrò mai essere normale.
Per me non avete fatto niente, avete solo saputo rubarmi soldi.
Vi odio tutti quanti. Sapete dirmi solo che per me c'è poco o nulla da fare. Non sapete fare un cazzo. Non servite a nulla.
A nulla. Fate tutti schifo.

Risposta del Dott.Zambello: Beh! Io non le ho rubato niente. Le ho dato volentieri, spesso, il mio tempo, dicendole quello che credo.
Non è obbligata a credermi ma, la prego, non mi offenda. Non serve, é ingiusto.


Aggiunto: Ottobre 19, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Ha ragione dottore.non riesco a risolvere questa faccenda ma in realta' quello che non metto 'in ordine' e' la mia vita. Ho affrontato difficolta' di ogni tipo..cresciuto un figlio da sola e tante altre faticose cose. Ho bisogno di respirare , di leggerezza. E mi ritrovo sulla ruota del criceto...questo nuovo lavoro e' rompere gli schemi riprovare rinnovare.. mi puo' aiutare a mettere a fuoco la parte di me che ora e' compressa, dare aria a tutto. Aprire a nuove cose. Non e' solo un lavoro, e un buon risarcimento. E' la mia vita che di rinnova attraverso qualcosa che realmente accade e non immaginato o desiderato...ma sembra che non dia giunyo ancora il momento. Mi accorgo che sto tornando al pensiero originario. Mi scusi. Non sto bene

Aggiunto: Ottobre 18, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Grazie dottore per la sua risposta, che mi ha fatto riflettere. Io voglio riscattarmi dal destino "fallimentare" della mia famiglia ma, spesso e volentieri, mi sento bloccato e sono preso dallo sconforto e penso sia impossibile affrancarmi dal "marchio fallimentare" della mia famiglia. Però, io voglio riuscire a costruirmi una vita migliore: come posso fare per avere la determinazione e lo "slancio" necessari per riscattarmi e avere un "destino" migliore di quello che hanno avuto la maggior parte dei miei parenti?

Risposta del Dott.Zambello: Ho scritto un libro per raccontare proprio quello che lei mi chiede. È la mia storia, è la storia dei miei limiti è quelli della mia famiglia. La lotta verso l'individuazione.
Lo publicizzo sul sito.


Aggiunto: Ottobre 18, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno dottore. Le scrivo perche' nonostante la vittoria per l'assunzione nella p.a. non si e' ancora realizzata la sentenza. Inerzia della p.a. , burocrazia ...e o sono ancora qui. Stanca, in ansia, demotivata, frustrata e sola. Mio figlio fuori e il mio compagno ipercritico e saccente che mi istiga a scrivere io alla p.a. sostituendomi all' avv e agendo contro le liturgie processuali. Mi trovo in un limbo assurdo. non riesco a venirne fuori. Esercito pressing sull' avv.to, ma sembra che non si arrivi mai a soluzione.....ho voglia di girare pagina finalmente. Ho bisgno di cambiare. Mi sento pronta per nuove sfide e non riesco piu' a sopportare che questo tempo di non novita'cosi' lungo( quando ormai la battaglia e' vinta), si protragga ancora. Ho paura di non riuscire a godere di cio' che ho faticosamente e duramente conquistato. E se mi succedesse qualcosa mentre perdono tempo e non riuscissi a insediarmi nel mio nuovo posto di lavoro? Se non riuscissi a cambiare vita?. Sono molto stanca dottore. Piu' che mai. Devo andare avanti ogni giorno sperando che cambi qualcosa. Che finalmente l'avv. Dia novita'. Ma poi non succede nulla. Passano le settimane, mando mail all'avv.to, vivo le mie giornate al lavoro (che non vedo l'ora di lasciare) e mi spengo. Mi angoscio. Ho vinto ma che cosa se non riesco a realizzare cio' che mi e' costato 15 anni di lotta in tribunale???. quando potro" effettuare il giro di boa? Sto male e veramente non comprendo me e la mia vita...Non so come agire o reagire. La ringrazio per la sua risposta.grazie

Risposta del Dott.Zambello: Signora io non so come andrà a finire con il tribunale. Non sono un mago ma so, che non possiamo perdere la nostra vita pensando sempre alla stessa cosa. Dobbiamo smetterla e investire su altro. Mi creda, se non lo farà si troverà prima o poi ad avere risolto il problema legale ma non sapeva cosa fare nella vita.


Aggiunto: Ottobre 18, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile dottore, come ci si può "liberare" da una nevrosi di destino? (Legata soprattutto al destino "votato al fallimento" della propria famiglia di origine)

Risposta del Dott.Zambello: Non credo al destino. Molti della mia famiglia hanno fallito anche economicamente. Alcuni anche psicologicamente: ci sono stati tre suicidi nella mia famiglia ma, sono andato oltre. Certo ho portato il peso di una eredità pesante ma, mi sono riscattato. E, ho capito che chi lo vuol fare, lo può fare. Andare oltre il padre, la madre e tutti coloro i quali per un po' di tempo hanno rappresentato l'unico spazio entro il quale potevo stare: la famiglia.


Aggiunto: Ottobre 17, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile dottore,

per scuotermi un po' da questo brutto momento che sembra non finire più, di recente ho pensato di partecipare con qualche ora di volontariato a un progetto di promozione della lettura di libri per bambini negli ospedali e nelle biblioteche.
Il progetto mi piaceva, da bambina ho dovuto passare molti giorni in ospedale e tante ore di attesa negli ambulatori medici. Leggere fumetti o libri in quei momenti mi è sempre stato di grande aiuto. Era previsto anche un breve corso di formazione per i volontari.

Insomma, qualche giorno fa ho inviato una mail alla biblioteca della mia zona per avere informazioni su come partecipare come lettrice volontaria. Ho scritto due righe dove mi presentavo brevemente e, siccome sono una persona onesta, ho chiesto fin da subito se il progetto fosse aperto anche a persone con deficit uditivo, soffrendo io di un'ipoacusia che un po' mi limita nelle relazioni, nonostante le protesi acustiche.

A farla breve, mi hanno risposto che secondo loro quel tipo di attività forse non è la più indicata per chi ha un problema come il mio, perché magari avrei difficoltà ad interagire con i bambini che mi ascoltano leggere.

Inoltre mi hanno detto che, comunque, per la selezione di volontari danno la priorità a persone chi ha figli piccoli e ai pensionati.

Io vorrei tanto poter avere figli, se ne avessi leggerei loro una storia ogni sera prima di metterli a letto. Invece non sono capace nemmeno di andare a leggere come volontaria una volta ogni tanto negli ospedali o nelle biblioteche.
Ci sono rimasta male, ma alla fine hanno ragione a non farmi partecipare.

Faccio schifo, sono una persona inutile che non serve a nessuno.

Risposta del Dott.Zambello: Mi piace che lei pensi alla possibilità di aiutare gli altri. Mi sembra un pensiero non solo positivo ma anche creativo.
A proposito della sua esperienza per la biblioteca, capisco che è stata frustrante, come lo è ogni rifiuto ma, ciò non significa che lei non possa aiutare gli altri,
significa che loro non hanno accolto la sua proposta. Ci sono tante
altre possibilità.
Come dice il Vangelo, lì dove non ti accolgo, girati, vattene, scuotendo la polvere dei tuoi calzari


Aggiunto: Ottobre 10, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno, mi sento senza speranza, come se nessuno potrà mai aiutarmi e io non potrò mai riuscire ad avere una vita che valga la pena di essere vissuta. Ho fatto una psicoterapia cognitivo comportamentale ma senza alcun risultato positivo. Sono molto abbattuto e scoraggiato

Risposta del Dott.Zambello: Signor Edoardo, chieda un aiuto ad uno/a psicoterapeuta che sia anche medico. Sospetto che lei, almeno all'inizio, abbia bisogno anche di un supporto farmacologico.


Aggiunto: Ottobre 7, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Salve dottore, una psicoterapia può aiutare a risolvere problemi riguardanti l'identità di genere? È da quando sono piccolo che ho questa confusione in testa... a dir la verità, in certi momenti non mi sento né maschio né femmina e questa cosa mi tormenta e non mi fa vivere pienamente la vita, vivo "in disparte", sempre con vergogna nei confronti di me stesso

Risposta del Dott.Zambello: La psicoterapia junghiana ma ogni psicoterapia dinamica, si pone come prima domanda il suo problema.
Ha tutti gli strumenti per affrontarlo e aiutare il paziente a risolverlo. Senza alcun preconcetto.


Aggiunto: Ottobre 1, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Alla dipendenza ci ero arrivata anchio. Adesso in modo generale, e non scendendo nei dettagli di mio marito che non conosce, ma una dipendenza dal sesso da cosa nasce?

Risposta del Dott.Zambello: Scusi Signora, perché mai io dovrei sapere come e perché si sono strutturati in suo marito meccanismi di dipendenza.
Questa, la dipendenza, ha motivazioni personali che sono sempre diversi.
In generale, si sono scritti migliaia di libri sulla dipendenza. Qualcosa ho scritto anche io. Comunque questo non è lo spazio dove fare della teoria.
La saluto.


Aggiunto: Settembre 30, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottore già fatto, già chiesto. Lui nega e comincia poi a urlare e non mi va di spaventare i figli. La mia domanda però era un'altra. Perché lo fa? Perché un uomo è continuamente alla ricerca di un contenitore dove svuotarsi? Che ha in testa quanto scopa? Mi creda non è un fatto di piacere. C è qualcosa oltre ma non capisco cosa.

Risposta del Dott.Zambello: Premesso che non conosco suo marito e quindi la mia risposta è solo una ipotesi. Do per vero ciò che lei dice: suo marito è un dipendente. Il sesso è la sua droga e di conseguenza si comporta come tutti i dipendenti. Sappia che solo lui, se ha il coraggio e la volontà ne può uscire, lei non può farci niente.


Aggiunto: Settembre 30, 2019
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