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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottor Zambello, buongiorno. La seguo da molto e la stimo tanto, per questo avrei bisogno di un suo parere.
Ho passato 15anni d'inferno grazie a due suoceri "padroni" che hanno sempre fatto di tutto, senza nasconderlo troppo, per farmi scappare. Facendola breve le dico che abitiamo porta a porta e stiamo cercando da qualche anno di scappare da questa casa, di nostra proprietà ma che non riusciamo ancora a vendere anche avendo portato l'immobile ad un prezzo ridicolo.
Si sono dimenticati dei miei figli (due bambini piccoli) a cui non fanno mai nemmeno un augurio di compleanno, quando mio marito ha comunicato che sarebbe diventato ancora papà della piccola, non si sono nemmeno fermati a guardarlo in faccia sbofonchiando qualcosa del tipo "contento tu.." . Salvo poi, mostrare i loro comportamenti prepotenti quando ci incontrano.
Se passa mio marito con i bambini, silenzio di tomba.
Se passo io li trovo (sopratutto il suocero) appostati ovunque.
Lo trovavo a scuola ad esempio ed è stato più volte ripreso dalle maestre per gli atteggiamenti (i bambini uscivano e lui mi si parava davanti, tirandoli praticamente dalle mani delle maestre per far in modo di essere il primo a prenderli, tenerli in braccio anche 40minuti e non darmeli nemmeno sotto ripetute richieste) poco importava se magari avevamo appuntamento dal medico piuttosto che lo sport ecc ecc
Il suo scopo era farmi capire che lui comandava e che dei bambini decideva lui. Più volte anche detto.
Durante una litigata tra lui e mio marito ha esplicitamente detto... Ma QUELLA (che sarei io) ha capito che qui dentro non conta? Ha capito che come amo io i bambini lei non li amerà mai?"
Eppure ho fatto di tutto per fargli vivere i bambini, io sono cresciuta coi nonni e ne riconosco l'assoluta importanza.
Ma lui al bambino più grande parlava male di me, di noi. Non rispettava le nostre scelte. Lo ha più volte malmenato per poi dire che il bambino era bugiardo.
Morale.. Dopo infinite litigate i nostri rapporti si sono rotti. Mio marito dopo sfuriate colossali non parla più con i suoi genitori.
Ecco il punto è questo.
Mio suocero continua con i suoi continui appostamenti e, mi creda, io sono disperata.
Per me è diventata una violenza psicologica. Lo so che sostanzialmente non fa niente di male ma mi sento in trappola, braccata. Non mi godo niente con i miei figli.
Ogni volta che esco è lì davanti che ci fissa, se rientro lo trovo davanti a noi, scendo con la macchina e lui è dietro di me. Sono disperata e passo le notte insonni all'idea della mattina dopo in cui devo uscire di casa coi bambini e lui sarà lì. Durante il weekend per me uscire è un incubo e lo faccio solo se c'è mio marito. Altrimenti stiamo in casa. Ma non è vita..
E se lo incontro faccia a faccia non mi saluta ma come minimo mi toglie i bambini dalle mani, li tiene in braccio finché decide lui (e il grande ha 7 anni, non 2 e vive male questa cosa).
Ho iniziato a soffrire di claustrofobia.
Non so più cosa fare, forse le sembrerò una pazza ma sto malissimo
Mi perdoni per il lungo post di sfogo

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Tiziana,
ha ben donde per non essere contenta e sentirsi male.
Non vedo soluzioni possibili se non andarsene.
Litigare tutti i giorni non porta alcun vantaggio né a lei né ahi bambini che sicuramente vivono queste tensioni
Andatevene il più presto possibile.


Aggiunto: Settembre 13, 2018
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile dottore,
il mio terapeuta, di punto in bianco, ha cambiato studio. Me lo ha comunicato il giorno stesso che avevo appuntamento.
Quando sono andata mi pareva tutto bruttissimo, mi sento tradita, nn ritrovo più il mio spazio sicuro. Gli ho detto che avevo rabbia e nn mi piaceva, ma ha alzato,e spalle dicendo che i cambiamenti fanno parte della vita. Io odio questo studio nuovo, mi sento tradita, defraudata, senza più sicurezze, a disagio e provo una rabbia infinita.
Vorrei un suo parere. Grazie

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signorina,
Sei anni fa dovetti improvvisamente cambiare studio anche io. Non fui contento, né i miei pazienti ma, non era possibile diversamente, come dice il suo terapeuta: questa è la vita.
Oggi a distanza di anni, sono contento di aver cambiato.


Aggiunto: Settembre 6, 2018
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Domanda allo psicoterapeuta:


gent dott .zambelli e' meglio esternare la delusione la rabbia, lo sdegno verso chi ci ha procurato un grande dolore { mio marito e mia figlia che vivono bene lo stesso senza di me e degli altri 2 figli) e passar per matta oppure soffrire dentro, andar in depressione e rimurginare? a volte ho la percezione che 48 anni di matrimonio siano stati irreali, un sogno e un incubo e che non valga la pena di vivere. iniziero' un percorso di psicoterapia a Trieste ma parto con il piede sbagliato perche' la volonta' nasce dentro di noi e nessuno me la puo' regalare. Aggiungo che vivo sola, ho 68 anni,e che ho una grande dipendenza affettiva ,nel senso che ho bisogno di essere al centro dell attenzione affettiva . Mi sono sempre sentita poco amata. graxie e distinti saluti.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signora,
colgo in lei tanto dolore. Una angoscia che ha elementi che vanno oltre lo psicologico, come lei dice, somatizzati. Bisogna che lei si fermi un po'. Si prenda cura di sé. Mi permetto di suggerirle, oltre ad un intervento psicoterapeutico che sicuramente la aiuterà, cerchi un aiuto farmacologico.
Non so se il terapeuta che vedrà è un medico, se non lo fosse, parallelamente vada da un medico.
Certo che la aggressività va vissuta altrimenti come lei dice si trasforma in depressione ma, certamente, non va agita.
Buona giornata.


Aggiunto: Settembre 1, 2018
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottore ho un problema. Ho 30 anni e sono un tipo che mi sono sempre comportato bene nella vita.
Non mi piace fare il furbo! Eppure stamane mi è successa una cosa mi ha fatto rimanere male.
Ho lavorato in una scuola per 6 mesi come personale ata. Stamattina, anche per capire se il personale mancasse, ho chiamato la scuola per augurare il buon inizio dell'anno scolastico e per capire se ci fossero possibilità di una chiamata. Sono stato liquidato bruscamente in 10 secondi dalla mia superiora. Mai io dico: uno si comporta bene, è gentile, a volte fa il fesso per non fare la guerra perché una cortesia se la potevo fare, la facevo, ho subito angherie dai colleghi gelosi perché lavoravo e rispettavo l'orario di lavoro al minuto e alla fine si viene trattati male?
Ho la mentalità da bambino come dicono tutti per pararsi la coscienza o credo in valori che oggi nessuno crede?

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Andrew,
capisco il suo dispiacere e non riesco ad immaginare il motivo che ha spinto la sua ex superiore a comportarmi in maniera così poco sensibile. Glielo vada a chiedere di persona. Tanto, cosa rischia?
Comunque, mi sembra che nella sua domanda lei faccia intendere di aver capito che essere troppo accomodanti non serve mai. Conviene sempre, pur bel massimo rispetto difendere se stessi.


Aggiunto: Agosto 31, 2018
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile Dottore
Mi scuso ma mi sento ragazzo,nonostaste l'eta.Il mio problema e iniziato verso i 50anni,da anni non ho piu relazioni,so solo che da giovane venivo dopo tanto tempo e continuavo giorno e notte,ora ho difficolta nell'erezione e vengo subito,ho provato anche la pillola blu per poco e buoni risultati.Sono gia contento che non faccio piu pipi rossa e la febbre oltre i 40.Ora prendo 2 avdodart alla settimana.

Risposta del Dott.Zambello: L' Avdodart è un buon farmaco per curare l'ipertrofia prostatica benigna. Purtroppo, in alcuni casi, interferisce dell'erezione. Solo il suo medico può decidere con lei il meglio da farsi.


Aggiunto: Agosto 30, 2018
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile dottore,sono un ragazzo di 66anni,che ha avuto ed ha problemi di erezione.Ero un fenomeno ma una brutta prostatite mi ha ridotto ad un fenomeno da baraccone.Sto provando con ginsed coreano e Prostalgene,ma il risultato e zero

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signore,
premesso che non so niente sulla sua impotenza. Non so se è di origine organica, come lei dice, o, con forti componenti psicologiche.
E' evidente che solo un urologo può dirimere i problemi relativi all'ipotesi su base prevalentemente organica. Ad esempio, non so quale sia o sia stata la sua risposta ai farmaci solitamente usati: Viagra, Cialis e altri.
Ciò detto, non ho nessuna fiducia su farmaci placebo e fitoterapici, soprattutto se venduti in internet.
E per ultimo, visto che la domanda la fa a me, mi permetta di dirle che a 66 anni e glielo dico da coetaneo, non abbiamo diritto di chiamarci "ragazzi" neanche per scherzo.
Se pensiamo di esserlo, questo si che è un buon motivo per sentirci impotenti.


Aggiunto: Agosto 29, 2018
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile Renzo,
le chiedo un consiglio anche se lei non è un comportamentista.
Io sono un uomo di 30 anni cresciuto con mamma e sorella molto invadenti e un padre si presente in casa ma assente psicologicamente e violento nei miei confronti con le mani e con le parole.
Ogni volta che da bambino volevo fare le cose tipiche maschili come il semplice guardare sport da combattimento o fare il muscolo oppure giocare a pallone, oppure l'osservare un corpo maschile, venivo messo in ridicolo da mamma e sorella e messo in uno stato di vergogna e di sbaglio. Ad oggi questa situazione si ripete ancora e le battute di doppio senso fatte da mia sorella, donna di 45 anni, non spostata e assesuale (asessuale perchè non vuole uscire con gli uomini perchè dice che subito vogliono andare a letto, vuole parlare di sesso con me che è una cosa che reputo assurda, se sto in bagno un pò di più pensa che mi sto masturbando e lo dice apertamente dicendomi esci dal bagno e non segarti), le trovo disgustose e di una ignoranza assurda.
Che fare?

Risposta del Dott.Zambello: Se ne vada.
Lasci sua sorella e tutta la famiglia allo loro sessofobia.
Non si illuda, non li cambierà lei ma, lei può salvarsi.
A 30 anni, è tempo.


Aggiunto: Agosto 23, 2018
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Domanda allo psicoterapeuta:


Salve, ho appena letto il suo articolo sul senso della vita in cui fa riferimento a Jung. Negli ultimi mesi, avendo raggiunto molti dei traguardi che inseguivo da tempo (affettivamente ed economicamente), sento il bisogno di tornare in contatto con i miei veri bisogni e desideri - che avevo accantonato chissà quando per dare priorità al raggiungimento della stabilità economica.
Ho cercato di ricercarli in autonomia, scrivendo, cercando di sfoltire il numero dei miei interessi, ma credo di aver bisogno di aiuto. Lei saprebbe consigliarmi a che tipo di psicologia rivolgermi? Conosce professionisti specializzati in questo tipo di lavoro personale su Firenze? Ringrazio in anticipo.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Mila,
non ho dubbi a suggerirle una terapia dinamica.

Le mando il Link di tutti gli analisti junghiani dell'AIPA che lavorano in Toscana.

https://www.aipa.info/aipa.php?action=search_regione&regione=16


Aggiunto: Agosto 22, 2018
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Domanda allo psicoterapeuta:


Grazie per la risposta stiamo provando tutte le ma purtroppo lui si sta arrendendo perché vede che torna sempre a punto e da capo.... Ma la psicoterapia andrebbe bene per questo tipo di depressione??

Risposta del Dott.Zambello: Certo. È una parte integrante della terapia. Il problema è la adesione del paziente. Molte volte è così depresso che non lascia spazio alla psicoterapia. Bisogna aspettare e poi appena passibile, integrarla come parte basilare della terapia.
Se attualmente è in una fase molto depressiva, valutate con lo psichiatra , il medico che lo ha in cura, un ricovero in una struttura ospedaliera.


Aggiunto: Agosto 21, 2018
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Domanda allo psicoterapeuta:


Salve dottore sono Rita e ho 18 anni... Le scrivo perché purtroppo è da tanti anni che mio padre soffre di depressione bipolare, ma adesso è in un momento di depressione molto forte, è molto pensieroso e pensa sempre al peggio in questo momento di depressione.. Pensa che ha debiti e non è vero, che non abbiamo soldi, che lui è un disastro etc... Sta facendo la cura ma purtroppo non funziona e siamo a punto e da capo... Come ci dobbiamo comportare con lui quando è così depresso?? Io cerco di essere positiva al massimo dato che lui e molto negativo... Attendo una sua risposta grazie mille 😘

Risposta del Dott.Zambello: Gent.le Signorina,
La depressione, soprattutto la bipolare, è effettivamente molto difficile da gestire e anche curare. Purtroppo gli approcci terapeutici molto spesso sono solo farmacologici mentre invece, sono pazienti che hanno spesso tematiche psicogene.
Che fare? Stare vicino, non giudicare e soprattutto non rinunciare mai a cercare una terapia.


Aggiunto: Agosto 21, 2018
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