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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottor Zambello a volte per guarire da una malattia psichica ci possono volere anni? Anche 6?

Risposta del Dott.Zambello: Io ci ho messo 19 anni.
Legga: Ricordi e Riflessioni di uno Psicoanalista ed. KIMERIK.
Parlo dei miei disagi e il modo per uscirne.


Aggiunto: Maggio 29, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno gent.mo dott. Zambello,
ho visto che la domanda che le ho inviato è stata pubblicata, però senza risposta; per me sarebbe fondamentale conoscere il suo parere su un eventuale cambio di psicoterapeuta

Risposta del Dott.Zambello: Si, Si, l'avevo letta la sua domanda e sentivo il bisogno di pensarci sopra. Ciò che lei solleva è un tema interessante: che tipo di setting analitico? Qual'è il corretto comportamento del terapeuta rispetto il paziente? Non le nascondo che i vecchi manuali di psicoterapia, soprattutto quelli freudiani, suggerivano un totale distacco del terapeuta così che egli poteva essere paragonato ad uno schermo. Nel tempo le cose sono cambiate, ed oggi si pensa, io sono tra questi, che tra paziente e terapeuta vi deve essere un rapporto. Certamente non amicale e tanto meno un rapporto alla pari, ma un rapporto. Ambedue stanno lì assieme con uno scopo dichiarato: cercare una via per migliorare la qualità della vita del paziente. Stop.
Si pone ora un problema: cosa può dire o non dire il terapeuta? Tutto quello che può essere di aiuto al paziente. In questo anche il racconto delle proprie esperienze può essere di aiuto a capire. Ognuno in fondo, conosce ciò che ha sperimentato.


Aggiunto: Maggio 27, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Ci sono cose che proprio non mi va di raccontare allo psicologo (penso: "col cavolo che racconto questa cosa a lui"); in più, a volte mi infastidiscono certe risposte che mi dà e anche il fatto che, sporadicamente, ha accennato a cose della sua vita che erano in parte collegate al discorso che si stava facendo ma che, secondo me, poteva evitare di dirmi, cioè: siamo lì per parlare delle mie cose, non mi interessa, per esempio, che mi dica quali lavori ha fatto lui in passato prima di fare lo psicologo e francamente nemmeno mi sembra di grande utilità che mi vengano comunicate informazioni di quel tipo.
Dice che dovrei cambiare terapeuta?


Aggiunto: Maggio 26, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Salve dottore, sono sempre quello che ieri Le ha fatto la domanda riguardante la questione onorario. Mi sono deciso: fisserò un appuntamento con lo psichiatra psicoterapeuta e, tra le altre cose, gli chiederò se può "venirmi incontro" per quanto riguarda l'onorario. Le volevo chiedere ancora una cosa: è meglio che io affronti l'argomento dell'onorario a inizio seduta o alla fine? Mi scusi se le chiedo ancora, ma sono molto preoccupato di fare brutta figura e, ancora di più, che il terapeuta non accetti e, quindi, di conseguenza di non poter iniziare la psicoterapia.

Grazie ancora. La saluto cordialmente

Risposta del Dott.Zambello: Nessuna brutta figura. Io prefirerei alla fine della seduta.


Aggiunto: Maggio 22, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buonasera gent.mo dott. Zambello,
vorrei iniziare una psicoterapia con un terapeuta che è anche medico psichiatra, io lo conosco di fama, so che è uno stimato e capace professionista e non avrei dubbi sull'affidarmi a lui; tuttavia, l'onorario mi blocca; sarò preciso: l'onorario è tra i 150€ e i 200€. Io potrei arrivare ai 100€, ma oltre purtroppo non posso permetterlo (cioè, 400€ al mese per la psicoterapia sarebbe fattibile per me, pur facendo qualche rinuncia su altre cose ma per la mia salute mentale ne vale la pena). Io vorrei fissare un primo appuntamento e pagare l'onorario per intero e, poi, spiegare al terapeuta di venirmi incontro, che io posso spendere fino a 100€ per seduta, ma non oltre. Tuttavia, non vorrei essere irrispettoso e maleducato nel fare una simile richiesta. Quindi, chiedo a Lei: è una cosa che potrei fare? Come mi posso comportare? (Purtroppo, davvero, oltre i 100€ per seduta non posso permettermi).

Grazie

Cordiali Saluti

Risposta del Dott.Zambello: Non credo lei debba fare chissà quale fatica per dirlo: lo dica come l'ha detto a me. Sarà poi lui a decidere se gli va bene oppure no.
Vale sempre il principio di realtà: dobbiamo accettare le cose per quello che sono.


Aggiunto: Maggio 21, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottore, grazie per la risposta. Lei ha perfettamente ragione e mi ha "inquadrato" accuratamente: io sono un fallito rispetto alla vita. Vorrei "risollevarmi" da questa situazione penosa e smettere di sprecare tempo e vita, ma non so proprio cosa fare e mi mancano le energie (soprattutto mentali). Potrei contattare uno psicoterapeuta per fare psicoterapia e, contemporaneamente, chiedere un consulto psichiatrico presso uno psichiatra per, eventualmente e se ce n'è bisogno, farmi seguire da lui dal punto di vista dei farmaci?
Scusi, ma veramente la mia vita sta andando a rotoli per colpa della mia accidia e della mia mancanza di volontà

Risposta del Dott.Zambello: Mi scusi ma io non so niente su di Lei e tanto meno sulle cause della sua presunta accidia. Le soluzioni che lei ha intravisto: psicoterapia e aiuto farmacologico mi sembrano buone.


Aggiunto: Maggio 20, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno dottore, le avevo inviato questa domanda un paio di giorni fa ma probabilmente non è andata a buon fine, per questo la invio nuovamente.
Le chiedevo: come si fa a guarire dalla pigrizia e dall'accidia? Io ne sono affetto e hanno delle pesanti ripercussioni sulla mia vita: non riesco mai a impegnarmi seriamente in qualcosa (tranne che a perdere tempo: in quello sono bravissimo) e non ho quasi mai voglia di fare niente. Io vorrei smettere di vivere per inerzia; come si può guarire da questo torpore esistenziale e da questa pigrizia e accidia?

Risposta del Dott.Zambello: Lei parla dell'accidia, ovvero, della mancanza di passione per la vita.
La morale cristiana la considera un peccato capitale. Perché? Perché è sprecare, buttare via le proprie energie e potenzialità creative.
Cosa fare? Innanzitutto capire se c'è una base organica, depressiva che andrebbe affrontata a livello farmacologico. Oppure, motivi psicologici che spingono l'accidioso a non vivere le pulsioni vitali per paura di un fallimento.
L'accidioso è un rinunciatario, essenzialmente un fallito rispetto alla vita.


Aggiunto: Maggio 20, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


È una vita che spero, ma non è mai cambiato nulla in meglio... a volte ho voglia di porre fine alla mia vita che è ormai solo sofferenza, frustrazione e dolore

Risposta del Dott.Zambello: Chiaramente io non so niente di cosa stia parlando e tanto meno di lei. Però, se tutto nella sua vita va male, forse qualche domanda dovrebbe farsela, ad esempio: sono io che provocò questo? E poi ancora, se il mio umore è sempre negativo: non è che sono un po' depresso?
E ancora: perché non andare a cercare un aiuto esterno che potrebbe essere sia psicoterapeutico che medico.
Se poi lei crede di essere stato oggetto di una fattura, vada da un mago. Chiaramente sto scherzo ma, la smetta di piangersi addosso e faccia qualcosa, credendo sia possibile uscirne.


Aggiunto: Maggio 14, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Cosa fare quando va tutto male? E, mi creda, nella mia vita va tutto male

Risposta del Dott.Zambello: Si spera che prima o poi finisca.


Aggiunto: Maggio 14, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Grazie dottore per la risposta. Cosa intende per "non cercare riscatti"?
E come faccio a uscire da questa situazione?

Risposta del Dott.Zambello: Intendo che la vita da ad ognuno il suo. È assolutamente inutile chiedersi se sia giusto o no, soprattutto rispetto a quello che hanno gli altri. A noi quello è stato dato e quello dobbiamo far crescere e maturare nel rapporto con gli altri.
Come uscirne? Imparando ad apprezzare quello che si ha e a dire: "Grazie".


Aggiunto: Maggio 11, 2020
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Medico psicoterapeuta e psicoanalista

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