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Domanda allo psicoterapeuta:


https://www.google.com/amp/s/www.repubblica.it/esteri/2020/02/29/news/pillola_che_azzera_i_ricordi_dolorosi-249916861/amp/

Le lascio un link a un articolo che parla degli studi di cui le parlavo.
In realtà non si tratta di cancellare il ricordo in sé, quanto di eliminare le emozioni negative ad esso associate. Mi chiedevo se fosse possibile applicare questa cura anche a traumi complessi e molto dolorosi sui quali la psicoterapia fallisce. Ad esempio la morte di un genitore o di un figlio, la diagnosi di una malattia invalidante oppure di infertilità. Volevo sapere se è possibile non soffrire più per tutte queste cose assumendo questo medicinale contestualmente alle sedute di psicoterapia.

Risposta del Dott.Zambello: Tendo a non crederci, mi sembra una esagerazione commerciale ma non ho dati sperimentali.


Aggiunto: Agosto 18, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile dottore,
Di recente ho letto di alcuni studi medici, ancora in via di approfondimento, che dimostrebbero la possibilità di "cancellare" vissuti traumatici tramite l'assunzione di propranololo. Siccome non ho ben capito se questo medicinale agisca solamente sulla memoria a breve termine (quindi non avrebbe senso assumerlo per traumi risalenti molto indietro nel tempo) oppure se è possibile curare anche traumi pregressi, a patto che il terapeuta faccia riemergere nel paziente il ricordo traumatico che si vuole cancellare e, contestualmente, il paziente assuma il farmaco. Fa :p :p :p

Risposta del Dott.Zambello: Il propranololo è un grande farmaco, chi ha scoperto la molecola ha vinto il premio Nobel per questa. È il capostipite dei beta-bloccanti. É un farmaco che non ha una selettività ma si è scoperto una vasta gamma di possibilità terapeutiche. Da decenni viene utilizzato nei piccoli stati ansiosi, soprattutto se vi sono somatizzazioni.
Spesso viene associato agli antidepressivi.
Non conosco gli usi che lei indica.


Aggiunto: Agosto 18, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Salve dottr zambello
Soffro da un può di mesi di nausea e vomito dopo i pasti. Spesso ho vuoto allo stomaco e nausea anche a stomaco vuoto.
Ho fatto tutti i controlli ed è risultati in insufficienza pancreatrica con gastrite cronica.
Nonostante la cura con levopraid e Creon
Continuo a stare male.
Come se il mio stomaco nn contenesse il cibo. Il mio nutrizionista mi ha parlato di nervo vago che va in tilt.. ma io nn riesco a capire
Mi ha parlato di integratori per regolarizzare il mio sistema nervoso e acetilcolina nn solo per ridurre la mia condizione di perenne ansia e iper attività ma anche per aiutare lo stomaco a lavorare meglio con integratori specifici wiki
SAME CITICOLInA ACETIL CARNITILA
ACIDO ALFALIPOCO
E di rivolgermi a. Uno psicologo
Ora mi chiedo è questa mia situazione a causarmi i problemi digestivi, mal di testa, vertigi e vomito
Oppure il problema pancreatrico che poi di conseguenza mi fa essere angosciata da questa situazione?
Da precisare che son sottopeso e nn riesco più a tollerare nulla

Risposta del Dott.Zambello: Distigurei l'aspetto fisico, obbiettivo, da quello psicologico. Non metto in dubbio che le due cose possono interagire ma, richiedono un approccio separato. Io mi affiderei ad un gastroenterologo per i suoi problemi pancreatici e gastrici e chiederei un aiuto psicologico ad un medico psicoterapeuta.


Aggiunto: Agosto 17, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Salve Dottor Zambello. Sono cresciuta molto sola, figlia unica di genitori separati che non amavano particolarmente il rapporto con la loro famiglia.La mia infazia è stata, secondo me, molto triste. Mollata spesso da una nonna, ricordo festività in solitudine e giornate noiose. Guardavo con malinconia e un po' di invidia le mie coetanee con le mamme casalinghe che preparavano un piatto caldo per loro, quelle con fratelli e sorelle con cui condividere le giornate e tutti quelli con una famiglia numerosa e presente.
Da piccola mi buttavo a capofitto nei telefilm in cui erano presenti famiglie numerose e felice. MI sentivo cosi bene quando li guardavo, mi sentivo una di loro, serena, felice. Mi accorgo ancora oggi, a 40anni che quando li vedo, sento un senso di appagamento. Le famiglie numerose e allegre (finte ovviamente) ma sento sempre una morsa allo stomaco. Ora ho la mia di famiglia ma quando vedo queste "finzioni" non posso che invidiarle e restare a guardare ammirata e con un po' di nostalgia ed invidia come anni fa.
Possibile non riuscire a rimuovere questo senso di vuoto perenne????

Risposta del Dott.Zambello: No, le rimarrà una cicatrice perenne.
Solo la volontà la aiuterà a rinunciare a quelle nostalgie e capire che molto di ciò che lei vedeva era solo una favola. Si sforzi a vivere nel migliore dei modi la sua realtà. Piano, piano si accorgerà che alla fine essa ha poco da invidiare alla fantasia.


Aggiunto: Agosto 13, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottore buonasera,
cercherò di essere il più breve possibile.
Sono un bel ragazzo, a 35 anni mi considero ancora un ragazzo, non sono Brad Pitt ma neppure brutto: il mio problema è che sono effeminato, ho modi gentili perchè nella mia vita, la mia intelligenza non mi ha fatto internalizzare i comportamenti di un padre rude e violento nei modi. Con mio padre non c'è mai stato discorso, anzi ha sempre ostacolato il mio realizzarmi come uomo, vestendomi pure con abiti femminili, quelli di mia sorella maggiore per risparmiare. Mia madre è stato per me un peso perchè ho dovuto farle da genitore.
Mi è mancato molto durante l'adolescenza, fatta di bullismo, quel cameratismo tra uomini, fare gare a chi avesse gli attributi più grande, a chi avesse il bicipite più grosso, un abbraccio, una stima da parte di altri coetanei e uomini.
Non voglio sposarmi per tante paure ma anche perchè dentro mi sento piccolo ma ho un problema che non riesco a risolvere: le malelingue.
Vede dottore, tra poco, se tutto va bene lavorerò e farò il lavoro che ho sempre desiderato, umile ma è quello che volevo fare. Sono andato a vedere, per curiosità, il mio futuro posto di loro, sono entrato nel forse mio futuro ufficio per capire un pò come funzionerà il lavoro che dovrò fare e ho già ricevuto le prime battutine e avances di due uomini che lavorano in quell'ufficio e che erano omosessuali (essendo estate erano presenti solo loro due nell'ufficio).
Alle loro battutine non ho risposto, ho semplicemente salutato educatamente e me ne sono andato.
Vede dottore, sarò onesto e sincero, non mi piace mentire, perchè mentirei a me stesso: in passato, ho pensato di essere omosessuale e ho sperimentato rapporti omosessuali per poi capire che quello che mi mancava era un padre e un rapporto tra coetanei. Io cerco di costruire relazioni sane con altri uomini ma becco sempre persone cattive, tipo quelle due persone di cui sopra, che vogliono sporcarmi infangarmi e attribuirmi un orientamento sessuale che non è mio. Non so come comportarmi, anche perchè per esperienza del passato, frequentando ambienti gay, scopri che quando ricevi avances da questi soggetti ed educatamente rifiuti, ti vogliono assolutamente infangare.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signore,
come deve accettare se stesso, i suoi modi delicati e gentili, accetti eterosessualità e l'omosessualità di chi gli sta vicino. Non é vero che sono sporchi, né che la vogliono sporcare: ognuno ha il suo linguaggio.
Faccia la sua vita. Realizzi i suoi desideri lavorativi, sociali e affettivi e accetti il suo e quello degli altri, mondo interiore.


Aggiunto: Agosto 12, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buonasera Dottor Zambello, ascoltando le parole di uno dei pazienti delle domande precedenti, volevo chiederle, cos è il sabotatore interno?

Risposta del Dott.Zambello: Dice la letteratura psicologica: "il sabotatore interno è una componente dell’Io che tende a rivolgersi contro la persona stessa, danneggiandola, ovvero ostacolandola rispetto al conseguimento di mete sane e positive e orientandola verso l’insuccesso o persino l’autodistruttività."
Gran parte della psicoterapia tende a riconoscere questo dentro se stesso e a trovare comportamenti alternativi corrispondenti alla propria realizzazione.


Aggiunto: Agosto 12, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottore,
Le è mai capitato o le capita di non ricordare più pazienti avuti nel passato.?

Risposta del Dott.Zambello: Dimentico il nome e a volte anche la faccia ma, appena iniziano a parlare, ricordo tutto. Come un nastro che si srotola. Ricordo tutto ciò che il paziente mi racconta.


Aggiunto: Agosto 10, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gent. Dott. Zambello, a quali ricordi di può accedere tramite ipnosi regressiva? E qual è la sua "affidabilità"?

Risposta del Dott.Zambello: Gentilissimo Signore, non faccio più ipnosi da anni. Temo che molti dei risultati siano degli artefatti.
Clinicamente non ne vedo la necessità.


Aggiunto: Agosto 8, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno Dottore, avrei due domande collegate. La prima è se secondo lei la morte di un figlio si può elaborare come "qualsiasi" altro lutto. Inoltre, se a essere colpito da questa tragedia fosse un terapeuta secondo lei sarebbe più facile o più difficile da affrontare?

Risposta del Dott.Zambello: La prima risposta é che ognuno di noi deve mettersi in religioso ascolto davanti ad un genitore che ha perso un figlio.
Come terapeuta: se richiesto, d'intervento cognitivo comportamentale possa essere di aiuto.


Aggiunto: Agosto 10, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buonasera Dottor Zambello, da quello che ho capito i pensatori della psicoterapia sostengono che ci siano dei momenti nella vita in cui la malattia psichica può tornare attiva per un periodo, e che questo può succedere nella vita, ma questa è una favola o è verità?

Risposta del Dott.Zambello: Premesso che il termine malattia psichica é improprio, é vero che nella vita di ognuno di noi vi sono mpmenti di espansione e momementi di contrazione. Come tutto nella vita. Tutto è ciclico: inspirazione-espirazione, inverno-primavera, diastole-sistole...


Aggiunto: Agosto 5, 2020
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