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Domanda allo psicoterapeuta:


Gent.mo dott. Zambello, le chiedo un altro consiglio: secondo Lei è opportuno raccontare all'attuale terapeuta che in questo periodo mi è venuta in mente spesso la ex terapeuta o rischio di essere irrispettoso?

Risposta del Dott.Zambello: É utile dire al terapeuta ogni pensiero e libera associazione.


Aggiunto: Settembre 26, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Grazie lei mi fa molto bene.

Aggiunto: Settembre 26, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Caro Dottor Zambello mi trovo qui a fare un bilancio della mia vita di questo ultimo anno alle ore 00:51 e devo ammettere obbiettivamente di essere molto contento, perchè con una forza poderosa in questo ultimo anno ho risolto e corretto grazie alle mie sole forze gravi problemi della mia vita, per me questo anno è stato bellissimo, ho potuto fare tante cose studiando a casa, correggere me stesso, maturare, evolvermi sessualmente,capire quali sono le cose che devo continuare a correggere, su cui mi sono messo subito a lavorare, sono diventato un uomo dalla forte lena. e questo lo devo anche a lei, io non l'ho mai incotrata dal vivo ma dall'ano 2011 seguo i suoi video ed è stato lì che ho capito quanto è necessario e profondo deve essere lo sguardo di un terapeuta nel curare il problema del suo paziente, ed allora ho cercato di rifare quello che farebbe uno psicanalista leggendo libri immedesimandomi nella vostra figura ed è anche facendo questo che ho ottentuo dei risultati.La mia vita è stata toccata dall'ingiustizia e dalla malattia sicchè io da molti anni lavoro su me stesso per guarire per curare i problemi della mia persona. Però c'è un antico demone che appare di fronte a chi come me ha disturbi della personalità(scissione in due)io sono ultracerto di essere cambiato perchè i miei cambiamenti sono tangibili un'attestato di un corso, nuove amicizie, il demone di cui le parlavo sono certe persone che mi vedono e che sanno il mio dramma e mi dicono che io non sono cambiato affatto. Allora io ho portato a termine tutti gli ordini che mi ero dato per quest'anno, quando sento dire queste cose su di me inizio a a stare di un male ma di un male che mi squarta le carni, perchè mi viene da pensare che tutti i traguardi raggiuti sono falsi ma questo è uno stato indotto da esterni, insomma le chiedo cortesemente di dirmi a chi devo dare retta?

Risposta del Dott.Zambello: A se stesso. Quando non trova delle risposte le cerchi, in una lettura ma soprattutto nel confronto con qualcuno di cui lei si fida.


Aggiunto: Settembre 26, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buonasera Dottor Zambello, le scrivo per una curiosità
Da anni non parlo con i miei suoceri. Mi hanno fatto molto male,non mi hanno mai accettato nella vita del figlio e hanno sempre cercato di farci lasciare. Quando sono diventata mamma per loro ero solo un'intrusa che stava in mezzo tra loro e il figlio/nipoti.
Ne hanno fatte di ogni finché dopo 10 anni per salvaguardare la mia salute psichica ho troncato ogni rapporto con loro e mio marito anche.
Andavo da una terapeuta in quel periodo per risolvere questo mio malessere ma la stessa continuava a cercare di convincermi a far pace con loro.
Tanti anni di sofferenza, finalmente iniziavo a stare meglio, avere meno ansia e meno attacchi di panino ma ad ogni seduta lei tornava sul discorso dicendomi che erano pur sempre i nonni e che avrei dovuto cercare di riappacificarmi. Ma le sembra un atteggiamento corretto? Le chiedo per capire magari sono io che non ci arrivo. Una persona adulta non dovrebbe arrivare al punto di capire che se i rapporti non vanno e solo solo distruttivi se ne deve tirare fuori? Ho passato 10 anni cercando di mettere pezze, mi sono sentita dire che dovevo morire, che sono una persona inutile, che I miei figli li avrebbero cresciuti loro. Ho avuto incubi per anni e lei non faceva che ripetermi di ricongiungersi a loro. Ma perché?

Risposta del Dott.Zambello: Non conosco proprio né la sua terapeuta e tanto meno il rapporto che avevate. Di sicuro lei non ha l'obbligo di frequentare i suoi suoceri ma i suoi figli hanno il diritto, aggiungerei, il bisogno di frequentare i loro nonni.


Aggiunto: Settembre 24, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Salve dottore, i genitori possono rovinare o compromettere i figli?

Risposta del Dott.Zambello: Possono dare o far mancare molto. A volte producono vere ferite nella nente del figlio.


Aggiunto: Settembre 25, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno dott. Zambello, ho deciso che, prima di prendere una decisione definitiva se continuare con il nuovo terapeuta, voglio fare qualche seduta anche con la ex terapeuta. Adesso la parte difficile è dirlo al terapeuta con cui sto facendo le sedute iniziali; dice che si offenderà se gli dico la verità? Non mi va di raccontare una bugia, anche perché voglio tenermi uno spiraglio aperto con lui, nel caso andasse di nuovo male con la ex terapeuta

Risposta del Dott.Zambello: Il terapeuta deve capire non giudicare.
Gliene parli tranquillamente.


Aggiunto: Settembre 24, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Sì avevo immaginato che fosse questa la ragione. Però abbia pazienza, io mica le le avevo chiesto di raccontarmi nulla delle sue beghe personali, ho sempre continuato a parlare solo delle mie. Quindi se non voleva divulgare informazioni sulla sua salute, perché lo ha fatto? boh... Che poi non capirò mai questo terrore che avete voi terapeuti di dare informazioni su di voi ai pazienti, anche informazioni banali di cui non gliene frega nulla a nessuno. Oltretutto io manco sono una sua paziente, per sua fortuna. Vabbè... Comunque le auguro buona giornata.

Risposta del Dott.Zambello: Perché trova sempre il modo di fare polemiche: inutili.
Che lei non sia una mia paziente è chiaro proprio da questo tipo di confronto.
Poi, che io non abbia voglia di parlare delle mie beghe, è un fatto mio, una mia scelta. A lei ho raccontato alcune cose personali, proprio perché non è una mia paziente e perché volevo oggettivizzare la mia risposta. Stop. Non vedo cosa ci sia di così scorretto.
Buona serata.


Aggiunto: Settembre 22, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile dottore,
Non capisco perché prima pubblichi la mia domanda con relativa risposta da parte sua, e poi cancelli tutto quanto. Lo so che spesso mi faccio prendere dalla rabbia e uso toni troppo sopra le righe, ma stavolta non mi pare di aver attaccato né lei né nessun altro e che i miei interventi fossero rimasti in toni abbastanza civili. Oltretutto, lei è liberissimo di non pubblicare una domanda, qualora la ritenga inopportuna. Ma pubblicare, rispondere e poi cancellare tutto non lo ritengo affatto un comportamento maturo. Eppure mi sembra che lei di anni ormai ne abbia...

Risposta del Dott.Zambello: Semplicemente ho pensato che interessi poco il mio stato fisico. Sentivo il bisogno di rispondere a lei. Ciò fatto, ho cancellato ciò che in questo spazio non c'entra niente.


Aggiunto: Settembre 22, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno dottore, mi scusi se la mia domanda è stata inopportuna. Sono solamente molto in crisi perché mi sembra di sbagliare sempre psicoterapeuta e non andare mai da nessuna parte

Risposta del Dott.Zambello: Non é una questione di opportunità o meno, è che certi temi si risolvono solo all'interno della relazione psicoterapeutica.


Aggiunto: Settembre 22, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gent.mo dott. Zambello, sono il ragazzo che le ha posto le domande sulla nuova psicoterapia che ho intrapreso. Le avevo inviato questa domanda due giorni fa, ma probabilmente c’è stato un problema tecnico.
Vorrei condividere con alcune considerazioni sulla mia situazione.
Se ripenso alla mia infanzia, provo rabbia e rancore sia nei confronti di mia madre, sia nei confronti di mio padre, ma sicuramente per mia madre di più. Credo di non essermi identificato né con la figura femminile (mia madre), né con quella maschile (mio padre); infatti, ho difficoltà a relazionarmi sia con gli uomini, sia con le donne e sono molto confuso per quanto riguarda la mia sessualità. In sostanza, ho problemi sia con mia madre, sia con mio padre, ma sicuramente rimprovero più a mia mamma il fatto di essere stata abbastanza anaffettiva. Di mio padre, non è che rimpiango l’affetto che non mi ha mostrato, ma più che altro gli rimprovero il fatto di non essere stato capace di fare l’uomo, di non essere stato una figura maschile forte e di riferimento per me, di non avermi saputo guidare e insegnare ad affrontare la vita e il mondo (in compenso, però, è stato capacissimo di essere maltrattante e violento con me quando ero un bambino piccolo).
Con mio padre mi sento da sempre un po’ trattenuto, come se dovessi in qualche modo fare il “bravo”, ho spesso paura di farlo arrabbiare; mentre con mia madre mi “lagno” e mi lamento di più (anche se il nostro è comunque un rapporto abbastanza superficiale). È come se con mio padre dovessi essere accondiscendente o dovessi non lamentarmi mai troppo (forse a causa di una paura infantile: da bambino c’è stato un periodo in cui avevo paura di mio padre, delle sue reazioni aggressive e delle sue punizioni); con mia madre riesco a lasciarmi andare di più (inteso che nei momenti di frustrazione, tristezza o sconforto mi lamento con lei). C’è da dire anche che mia madre è anche più “manipolabile” e forse è per quello che ho gioco facile con lei e posso comportarmi così con lei, non so.
Ho fatto psicoterapie con terapeuti uomini e donne e ho notato che io “cambio” un po’ a seconda del fatto che abbia davanti un uomo o una donna. Per quello che riesco a capire delle mie reazioni, mi sembra di riuscire a entrare in “confidenza” più con le terapeute donne; è quasi come se sentissi che posso “dominare” una terapeuta donna, mentre con un terapeuta uomo sono più “sottomesso” e “servile” e ho paura di dire quello che penso/provo davvero. Come se con un terapeuta uomo, fossi un po’ preoccupato di fare “bella figura”, di apparire meglio e migliore di quello che sono, di avere una sorta di pudore nel farmi vedere “psicologicamente miserabile”, insomma non voglio farmi vedere più debole e inferiore di lui, mentre con una terapeuta donna questo generalmente accade meno, è come se mi sentissi più “libero” con una terapeuta donna. Ma sono solo mie idee e supposizioni, non so, non ci capisco niente e non so proprio cosa fare e pensare.
Tutte queste considerazioni mi stanno mettendo ancora più in crisi adesso, dal momento che, nelle prossime settimane, dovrò decidere se continuare con il terapeuta nuovo (che è un uomo) oppure tornare dalla mia ex terapeuta donna. Sono veramente in crisi. Non so cosa fare. Non so se, per la mia situazione, sarebbe meglio un terapeuta uomo o donna.

La saluto e la ringrazio

Risposta del Dott.Zambello: Non lo so neache io. Perché dovrei saperlo? Ne parli con il suo terapeuta. Decidete assieme.


Aggiunto: Settembre 21, 2020
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