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Domanda allo psicoterapeuta:


Ho 40 anni, 3 figli e vengo continuamente tradita da mio marito. Lo scopro dagli odori quando lui torna a casa. Lui fa un lavoro un pò particolare, lo steward e quindi sta sempre a contatto donne anche se, seguendolo un giorno, ho scoperto che lui mi tradisce con donne che abitano nel mio quartiere, povere, che si vendono per una 50 euro per fare la spesa.
Eppure io sono una bella donna, non istruita perché venivo da una famiglia di contadini e quindi ho sempre lavorato ai campi, porta lui i soldi a casa ma io ho portato casa e ho pagato tutto il matrimonio con i soldi del sudore dei miei genitori. Penso di aver sposato un bambino che aveva soltanto bisogno di una serva. Il rapporto con i figli è inesistente. In tutto questo mi chiedo perché fa questo? Perché sposarsi e rendere infelice una moglie e 3 figli? Perché sta continua ricerca di sesso con partner per lo più squallidi?

Risposta del Dott.Zambello: Infatti! Se lo chieda perché sopporta tutto questo e, lo chieda anche a lui perché lo fa.
Poi decida lei, cosa le va bene e quello che può sopportare.
Non si illuda, lui non cambierà.


Aggiunto: Settembre 30, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno, faccio sempre scelte sbagliate, che mi fanno soffrire, che mi danneggiano e, a volte, mi rendo conto che c'è una parte di me che è compiaciuta per tutto ciò, come se, da un lato, mi piaccia stare male, essere "meno" rispetto agli altri. Perché c'è una parte di me a cui piace portarmi sulla strada del fallimento? Perché c'è questo tratto di masochismo in me?

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signore,
non lo sa lei è non lo so neanche io.
Evidentemente ha dei vantaggi in tutto questo.
Valutare quanto sia per lei utile e quanto no, lei lo può fare solo all'interno di una psicoterapia dinamica.


Aggiunto: Settembre 28, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Caro dottore vorrei un consiglio.
Dopo tanti anni ho deciso di scrivermi in palestra per motivi di salute. Ho scelto una palestra lontano da casa visto che da bambino Caro dottore mi sono scritto in palestra, una lontana da casa perche da bambino sono stato vittima di bullismo e volevo evitare di vedere i soliti compaesani. mi sono iscritto in una palestra che dicevano essere frequentata da persone per bene appunto un pò lontana da casa. Primo giorno e vedo che è frequentata dal camorrista di turno. Ho paura di queste persone perché nella vita queste persone non hanno nulla da perdere e non ti puoi relazionare con queste persone con le parole. Non voglio relazionarmi con queste persone, sia chiato, ma in passato mi è capitato di essere provocato e cioè stando in un luogo pubblico tipo un bar essere avvicinato per attaccare brighe.consigli?

Risposta del Dott.Zambello: Caro Signore, la soluzione non è quella di allontanarsi, scappare ma riconoscere in sé la forza per non avere paura.
Lo so, è difficile ma è la sola via. In caso contrario lei vedrà sempre ovunque potenziali nemici.


Aggiunto: Settembre 20, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno Dottor Zambello.La pigrizia può essere considerata una patologia psichica?Volevo chiederlo a lei perchè conosce molto bene la mente umana.

Risposta del Dott.Zambello: Non so se conosco un po' come "funzioniamo" ma so che già gli antichi pensavano che l'accidia fosse un "peccato mortale". Avevano capito che non vivere fino in fondo ciò che abbiamo è sprecare la propria vita.


Aggiunto: Settembre 20, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


È arrivato l'illuminato...Ma lei, scusi, chi è, e a che titolo sta sputando sentenze da stamattina? Ne sentivo proprio il bisogno guardi. Vuole citare Orazio? Lo faccia almeno con cognizione di causa e nel modo corretto! E mi faccia il favore di andare a coltivare la sua individualità così unica e preziosa da un'altra parte.

Aggiunto: Settembre 17, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


...Ridiculus unus parturient montes...

Aggiunto: Settembre 17, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Nessuno infatti le ha chiesto di intromettersi, avrebbe potuto benissimo risparmiarselo. Oltretutto lei è talmente pieno di sé e ha delle fette di prosciutto davanti agli occhi così grandi che non si è nemmeno reso conto che ho sempre parlato di me al femminile e continua a rispondermi come se fossi un uomo. Mi dia retta, io non posso avere figli ma lei di sicuro non è degno di averne, dato che si crede così unico e speciale da non dover sottostare alle leggi della Natura e della Società.
Le auguro di buttarcisi davvero da quella scogliera, chissà che non riesca più a riemengere.


Aggiunto: Settembre 17, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Ha mai visto due nuvole nel cielo che fossero uguali? Nemmeno due gemelli omozigoti sono uguali, perché quello che fa la differenza è la storia di ognuno, una storia unica ed irripetibile, ed è questa storia che ha fatto quello che sei oggi. A parte il fatto che uno dei problemi principali a livello mondiale che si riverbererà per i prossimi 30 anni è la sovrappopolazione degli esseri umani, quindi il vecchio paradigma per cui: "fate figli, Procreate, producete ecc. ecc." è andato, finito, morto; ma, se ci ostiniamo ad affrontare le sfide della vita che sono sempre nuove attraverso schemi mentali ormai obsoleti, finiremo veramente per rimetterci tutti quanti. Siamo sull'orlo dell'abisso, ma in nome della "prosecuzione della specie" siamo disposti ad autodistruggerci, che è un paradosso, ma è proprio quello che facciamo; creiamo per distruggere. Se un giorno avrò la possibilità di fare un figlio, voglio prima sapere che razza di animale io sono, non è che facciamo i figli prima ancora di sapere in che mondo viviamo, sarebbe come fare un tuffo da una scogliera senza prima andare a controllare se sul fondale ci sono delle pietre, se è abbastanza profondo ecc. ecc. Scusate se mi sono intromesso. Un saluto caro Sisifo.

Aggiunto: Settembre 17, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


In merito alla risposta di Giulio: siamo davvero diventati così egoisti e presuntuosi da credere di essere unici, speciali?
No, caro Giulio,lei esattamente uguale a tutti i normali e il solo ed unico scopo per il quale lei è nato è quello di trovare una donna, metterla incinta, fare dei figli e assicurare loro una casa e un futuro. Prosecuzione della specie si chiama.
Poi da vecchio potrà godersi i nipoti e morire sereno sapendo che continuerà a vivere nella memoria e soprattutto nel patrimonio genetico dei suoi discendenti.
Io invece,che dovevo nascere donna ma sono solo un errore genetico, non potrò mai riprodurmi. Nessuno mai mi vorrà bene perché sono sterile e deforme, non servo a nulla e a nessuno. Meglio morire adesso che handicappata, vecchia e sola. Adesso, almeno, sono solo handicappata.


Aggiunto: Settembre 17, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Caro Sisifo, mi permetto di, se posso, di entrare in merito al tuo messaggio; Due cose: la morte e il perché dopo 4 anni di terapia non è cambiato nulla nella tua vita; Il vivere è veramente faticoso, ma solo quando ci sforziamo di inseguire determinati modelli di vita che non hanno nulla a che vedere con la nostra autenticità. Ognuno è un essere unico ed irripetibile, ma la società cerca di standardizzare gli esseri umani diffondendo un modello, che vada bene per tutte le persone rendendole così degli enti senza una storia, senza una traccia. E questa traccia è dentro e fuori di me e nessuno deve cancellarla perché è quello che fa la differenza rispetto agli altri; io la difenderò, questa traccia. Per questo motivo, è quando vivo che muoio veramente. Ma per morire veramente devo vivere falsamente, ossia vivere per vedere il vero nel falso, e il falso in ciò che ritenevo fosse vero, ma che in realtà non lo era, perchè solo una credenza. Perché la terapia non ha funzionato? A volte funziona a volte no, e, lo dico senza sarcasmo, a me piace quando la terapia non funziona, e lo dico da paziente passato, presente, futuro.

Aggiunto: Settembre 17, 2019
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