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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno Dottor Zambello. Le scrivo in un momemto in cui sono stanca. Sono tanto stanca. Sono stufa della cattiveria della gente e del giudizio cattivo gratuito. Sono figlia unica di due genitori cattivi e narcisisti che si sono lasciati quando ero piccola. Guerre continue tra avvocati e tribunali e io dimenticata da nonna, zie, amiche.. Lasciata sola sempre e utilizzata solo per ripicche e dispetti.
Mi sono formata una famiglia, bellissima che adoro. Ma a quel punto son tornata buona. Due genitori mai stati in grado di fare i genitori che vogliono giocare a fare i nonni solo quando si ricordano o ne hanno voglia.
I miei suoceri l'opposto. Pensavo di aver trovato in loro la mia famiglia mancata e ci avevo creduto. Ma volevano una donna del sud per il figlio e non gli sono mai andata molto a genio.
Questo, unito alla loro invadenza e al loro cercare di comandare ha portato ad un allontanamento definitivo.
Ho cercato un po' l appoggio dei miei genitori, a volte mi illudo di averlo ma mia mamma è troppo presa dalla sua vita e si ricorda di me/noi solo quando si annoia.
Mio padre, ex uomo di carriera privo di qualunque dimostrazione d'affetto (un esempio: alla nascita del mio primo figlio, entra in camera mia, guarda il nipote poi guarda me e l'unica frase che pronuncia è: sei rimasta in carne, non sei ancora dimagrita) sa solo giudicare e darmi costantemente della fallita. Perché non ho seguito le sue orme, perché la facoltà da me scelta faceva schifo, le scuole scelte per i miei figli fanno schifo, la mia casa fa schifo, la mia macchina fa schifo, il mio stipendio fa schifo..
Ieri lo porto a vedere la nostra nuova casa, su insistenza dei bambini. Casa comprata con tanti sacrifici, fatiche e sogni. Casa indipendente con un bellissimo giardino in cui possano giocare. Entra e non dice una parola.
Poco fa mi dice che la casa fa schifo, che solo noi potevamo scegliere una tale schifezza, che non se ne fa una ragione.
Sono una scema e per l'ennesima volta mi son sentita umiliata, calpestata nell'orgoglio e nella dignita di essere umano.
Mi sento in balia dei suoi attacchi cattivi come se distruggesse ogni volta i miei momenti felici.
Trovo che il fallito sia lui, senza amici, senza famiglia con tanta cattiveria e zero amore per chiunque. Ma ogni volta finisco in questo turbine di tristezza.
Sono stanca di una famiglia del genere. Vorrei supporto, calore, risate, leggerezza.
Con mio marito e i miei figli sono felici, sono il mio mondo. Ma qualcuno riesce sempre a farmi sentire una piccola nullità

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signora, si dia pace, non avrà mai i genitori che desiderava.
Parla di bisogno leggerezza; ha ragione, i primi ad averne bisogno è suo marito e i suoi figli.
C'è un unico modo per trovare quella leggerezza che lei auspica: perdonare i suoi genitori. Non si aspetti nulla da loro, le danno quello che sono capaci.


Aggiunto: Giugno 2, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


La ringrazio per la risposta. Sono in un momento di sconforto e disperazione; c'è un consiglio che si sentirebbe di dare quando ci si trova "nell'angolo buio" della vita e ci si sente perduti?

Risposta del Dott.Zambello: Si, la certezza che se allunghi la mano, c'è qualcuno che te la può prendere.


Aggiunto: Maggio 28, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Quando si tocca il fondo (e forse si è andati anche più giù), come ci si può rialzare? Come e dove trovare la forza?

Risposta del Dott.Zambello: Credo che il "mito" più bello e significativo da un punto di vista psicologico, ci venga proprio dal Vangelo.
Mi riferisco al tradimento di Giuda e Pietro e la conseguente loro disperazione nell'Orto degli Ulivi.
Ciò che salva Pietro e la sua speranza nella comprensione di Gesù.
Ciò che ci salva, è sperimentare che l'altro non ci giudica.
La psicoterapia è una delle esperienze possibili.


Aggiunto: Maggio 27, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottore sono sempre quel disparato 35enne. Giustamente lei non conosce ne me e ne i miei genitori e quindi non si può esprimere a riguardo. Ma io le pongo un altra domanda sui generis. Molti genitori hanno paura che i figli maschi possano essere gay e fanno di tutto per crescerli come superuomini. In alcuni casi accade il contrario: la mamma in primis femminizza il figlio e il padre tacitamente sembra essere d'accordo. Perchè secondo lei? Non mi risponda che non può rispondere perchè le sto chiedendo di un caso sui generis.

Risposta del Dott.Zambello: Non ho nessuna difficoltà a risponderle.
Spesso le madri tengono i figli legati a sé. Il modo per riuscirci, sono infiniti. Così pure, il complesso di Laio, il padre di Edipo che vuole "uccidere " il figlio, è un mito millenario.
Ma alla fine, lei ha 35 anni, è l 'unico responsabile della sua vita. La smetta di dare la colpa a sua madre, a suo padre. A 35 anni noi siamo il padre e la madre di noi stessi.


Aggiunto: Maggio 25, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno, sono circa dieci anni che soffro psicologicamente e il mio disagio psichico si è abbastanza radicato in me. Se intraprendessi una psicoterapia e mi impegnassi a tornare alla vita, pensa che potrei farcela a ritornare padrone e artefice della mia vita?

Risposta del Dott.Zambello: Non lo so. Come faccio a saperlo?
Una cosa so, la psicoterapia non le può dare niente che lei già non abbia in potenziale. La psicoterapia può solo aiutarla a capire come lei funziona

Ma perché ciò avvenga , lei lo deve volere.


Aggiunto: Maggio 24, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Chiedo scusa se scrivo a quest’ora di notte ma avevo bisogno di sfogarmi.Spero che mi risponderete.
Sono un maschio di 35 anni che vivo ancora a casa con i genitori per mancanza di loro.
Non sto bene con me stesso perché ho avuto un’educazione femminile dovuta da una mamma ignorante e un padre assente. Essendo cresciuto nella periferia povera di Napoli potete immaginare i tanti atti di bullismo con i miei genitori compiacenti perché hanno sempre fatto finta di non vedere.
Ho parlato con uno psicanalista, facendo un paio di incontri graduiti: la sua risposta è stata che se sei stato cresciuto più al femminile è normale che ti senti tale.
Sto cercando di uscire di casa per essere indipendente ma ieri è successo un episodio che mi ha fatto innervosire. Sto studiando per un corcorso e ho contattato un professore per delle ripetizioni su alcuni argomenti che mi sono ostici pagandomi da solo le lezioni con dei risparmi che avevo. Tutto all’insaputa dei miei. Domenica il professore mi chiama per spostare la lezione che dovevo avere lunedì. Prende la telefonata mia madre che mi fa: vai a ripetizione da un professore, ti sei assicurato che non è gay (il termine usato comincia con r.) Possibile che da una donna mi devo sentire ste cose? Sono cresciuto in mezzo alle femmine, una mamma che da bambino mi ha ripetuto che non devo avere amici maschi perché avere amici maschi è da gay, andare in palestra per poi farsi la doccia dopo gli allenamenti è da gay, ecc.
Ma io mi chiedo, come una mamma può fare questo a un figlio? Come un padre può rimanere indifferente e non fare nulla?
Grazie!

Risposta del Dott.Zambello: Ma io mi domando: perché continua a chiederselo. Sua madre continuerà a fare e dire quello che lei sa fare e dire. Così suo padre.
È lei che può cambiare, non chiedere agli altri di farlo.
Se ne vada. È giovane, può andare dappertutto. E, non si porti con sé rancore e rabbia ma la voglia di crescere, amare e farsi amare.
Il mondo è la sua casa.


Aggiunto: Maggio 20, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno dottore, spero di iniziare il prima possibile una psicoterapia psicodinamica perché ormai non riesco più a vivere decentemente: l'invidia mi sta distruggendo sia psicologicamente sia fisicamente, ho paura di aver bisogno di assumere psicofarmaci (sono perennemente triste e frustrato, non riesco a pensare lucidamente, dormo male, ho disturbi gastrici, passo dall'inappetenza al troppo appetito, ho pensieri suicidi). Pensa che avrei bisogno di psicofarmaci (da affiancare, ovviamente, alla psicoterapia)?

Ma perché sono preso d'assalto da questa invidia feroce? Cosa può esserci sotto? Ormai ho perso la voglia e la gioia di vivere

Risposta del Dott.Zambello: Sono tutti temi che lei affronterà in terapia.
Il problema dei farmaci lei lo potrà chiedere al suo terapeuta, se riterrete opportuno glieli prescrivera' lui se medico. In caso contrario si troverà, per i farmaci, un medico che la segua sul piano farmacologico.


Aggiunto: Maggio 15, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


ADORO LA PSICOLOGIA, VORREI ENTRARE IN QUESTO SETTORE PER CAPIRE LA MIA COSCIENZA. LA MIA SETE DI APPAGARE CIO CHE NON TROVO NELLA VITA.

Risposta del Dott.Zambello: Non so chi sia lei, né di quanti anni ha. Comunque sappia che è sempre possibile realizzare ciò che noi veramente vogliamo . Ho scritto una autobiografia per testimoniare questo:
RICORDI E RIFLESSIONI DI UNO PSICOANALISTA. Ed. Kimerik.


Aggiunto: Maggio 13, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottore, l'invidia mi sta mangiando vivo ormai. Ho letto quello che ha scritto sul suo blog e ho capito che una parte del problema è che non riesco a rinunciare a fantasie onnipotenti e che sono talmente perso nel guardare le vite altrui e paragonarmi a esse che non riesco a impegnarmi per coltivare le mie "qualità". Poi, c'è da dire che io, da parte mia, mi impegno pochissimo nel cercare di concretizzare le mie aspirazioni e che col tempo non so nemmeno più quali siano i miei reali desideri, dato che sono sempre impegnato a paragonarmi con gli altri. Ormai invidio quasi tutti (dall'operaio all'amministratore delegato). Vorrei riuscire a realizzarmi, sia professionalmente sia umanamente, ma, nello stato psicologico in cui sono ora, la vedo molto difficile...

Risposta del Dott.Zambello: Capisco, lei vive una situazione difficile ma soprattutto "povera". Può uscirne, chieda aiuto ad uno psicoterapeuta di formazione psicodinamica.


Aggiunto: Maggio 12, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Il mio non è affatto un delirio.
Non voglio raggiungere un ideale impossibile,non voglio essere la migliore, non voglio essere né ricca né famosa. Voglio avere solo tutto quello che le donne vere hanno: un corpo sano e senza handicap e un apparato genitale normale e perfettamentefunzionante. Tutte sono donne, tutte tranne me. E voglio essere una donna vera anche io, come loro. è un mio diritto, non un delirio, e lo pretendo.


Aggiunto: Maggio 8, 2019
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Medico psicoterapeuta e psicoanalista

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