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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottore lei dice bene: la ragazza è sfortunata ma non se ne rende nemmeno conto. La cosa triste è che la gente del paese ha tenerezza verso questa ragazza e verso questa famiglia il cui padre ha molte conoscenze nell' ambiente ecclesiastico locale e quindi la gente tende a giustificare la cosa considerando la famiglia colpita da disgrazia.
Una cosa con lei sono d'accordo o meglio avevo fatto la stessa sua riflessione e cioè di come la famiglia avesse cresciuto questa ragazza. È una ragazza nata vinta e assecondata in tutto. Le dirò una cosa: quando vedevo nel vialetto di casa mia come la ragazza parcheggiava l'auto e come partiva a razzo quando usciva dal cortile, mi chiedevo come il padre permetteva tutto questo.


Aggiunto: Aprile 9, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottore una settimana fa una ragazza di 20 anni nel mio paese ha investito e ucciso ad un incrocio per mancata precedenza un uomo di 48 anni, padre di famiglia. Appena dopo una settimana l'ho vista in palestra con il ragazzo come nulla fosse. Non dico che la ragazza dovrà suicidarsi ma coscienza proprio zero visto che questo uomo lascia una moglie e due figli adolescenti. Cosa pensa lei, se posso?

Risposta del Dott.Zambello: Lei può farmi le domande che vuole, purtroppo posso rispondere a poche. Per molte non ho risposta. La sua è una di queste. Se vuole condivido con lei, se le cose sono andate come lei dice, che non c'è nel comportamento di questa ragazza un senso etico, ne' un minimo di sensibilità per gli altri. Ma se così è, si è chiesa il perché? Cosa ha fatto la famiglia, la società per formare quella sfortunata ragazza?


Aggiunto: Aprile 8, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gent.mo dottore, ho varie problematiche psicologiche gravi, profonde e invalidanti, sto facendo una psicoterapia comportamentale senza nessun risultato; come ultima spiaggia vorrei provare una "psicoterapia del profondo" (eventualmente, con un supporto farmacologico), secondo Lei potrei avere qualche beneficio? Io non riesco più a vivere, sto morendo pur essendo vivo

Risposta del Dott.Zambello: Certo che può.
Si cerchi un/a psicoanalista.
Tenga conto che solo un medico le può prescrivere dei farmaci.
Auguri.


Aggiunto: Aprile 8, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buona sera Dott. Zambello,
le scrivo per farle una domanda riguardo l'intimità con mio marito, vorrei sapere il perché a mio marito gli piace molto essere maltrattato, umiliato tant'è che si è creata una sorta di gioco prima di arrivare all'atto sessuale sono diventata per lui una sorta di mistres; vorrei sapere quali sono le cause che portano un uomo a questo essere masochista, è dovuto a una questione di personalità o ha delle origini magari dall'infanzia vissuta? La ringrazio fin d'ora, in attesa di una risposta chiarificatrice le invio i mie cordiali saluti.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signora Giò,
la sessualità tutta, sia degli uomini che delle donne è il risultato di una lenta maturazione interna e il costellarsi di esperienze e micro e macro traumi. Solitamente arriviamo ad una età adulta da una parte con la consapevolezza più o meno accettata di una profonda fragilità strutturale dall'altra con schemi e pseudo sicurezze comportamentali. Una volta la morale "aiutava" molto a trovare l'equilibrio. Diceva ciò che era possibile fare e cosa no. Fortunatamente, dico io, questa non funziona più e così, ognuno di noi fa i conti con i suoi "mostri" interni.
Ora, non conosco proprio quali siano i "mostri" di suo marito, posso solo dirle che lo sviluppo emotivo ed affettivo di ognuno di noi passa, come ci aveva spigato bene Freud attraverso tappe, la prima quella "orale", la tetta della mamma. La seconda, ma distante anni luce da un punto di vista psicologico, quella "anale" nel senso che il bambino sente di possedere la capacità di controllare i suoi sfinteri. Seguiranno ma non sempre, altre tappe. Attorno a questa "potenza anale" del bambino si strutturano tutte una serie di fantasie e comportamenti che bloccano la maggior parte di noi. Basti pensare ai comportamenti ossessivi ma anche, al sadismo e masochismo.
Blocchi nella crescita affettiva, distorcono poi la capacità di crescere emotivamente e obbligano a rituali nevrotici.
Dobbiamo comunque essere consapevoli che non c'è nessuno che non abbia in sé ferite nevrotiche che si ripercuotono nella nostra affettività adulta. Il problema è sempre e solo uno: la quantità di interferenza di queste ferite o nuclei nevrotici nella vita adulta.


Aggiunto: Marzo 30, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


E c'è un modo per curare la mia invidia che mi sta rovinando la vita?
Buona giornata

Risposta del Dott.Zambello: Si, la psicoterapia dinamica. Si scelga uno/a psicoterapeuta dinamico, meglio se è uno/a psicoanalista e, lavori con lui.
Vedrà che riuscirà superare questa triste situazione.


Aggiunto: Marzo 29, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottore, ho un serio problema di invidia: invidio le persone che conosco e che hanno più soldi di me, provo una sofferenza enorme, non penso ad altro per giorni e spesso non riesco a dormire la notte dalla tanta invidia e rabbia che ho addosso; la mia invidia mi manda fuori di testa, non riesco a darmi pace, mi deprimo e mi passa la voglia di vivere, provo un'invidia feroce. L'ultimo esempio è una persona che conosco ha acquistato una stazione di benzina e io non riesco a darmi pace pensando ai suoi futuri guadagni, è un pensiero che mi fa perdere il sonno e la voglia di vivere. So benissimo che tutto questo non è normale, ma non riesco a evitarlo. Cosa potrei fare?

Risposta del Dott.Zambello: Signor Daniel, non la invidio. Lei fa proprio una vita triste.
Il problema non è che le mancano i soldi o non si può comprare la pompa di benzina, il problema è che lei non valuta e non usa bene, non mette a profitto, quello che ha. Sono certo, lei, sempre attento a quello che le manca rispetto agli altri, neanche si conosce.
Che peccato! Rischia di passare la sua vita come in un purgatorio dantesco con gli occhi chiusi rispetto alla verità che è una sola: lei può usare solo la sua ricchezza umana, il resto è per lei sterco.


Aggiunto: Marzo 28, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Grazie per la risposta. Non riuscendoci autonomamente, un percorso di psicoterapia dinamica potrebbe aiutare ad "uccidere" il padre e a diventare un "super-uomo" (bambino consapevole)?

Risposta del Dott.Zambello: È lo scopo di una psicoterapiajunghiana: l'individuazione.


Aggiunto: Marzo 26, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno dottore, ho notato spesso che i figli che hanno perso il padre in giovane età o che sono stati abbandonati dal padre, poi, nella vita, hanno successo e realizzazione. È un caso o potrebbe c'entrare qualcosa il concetto di "uccidere il padre" (come lo intende la psicoanalisi)?

Risposta del Dott.Zambello: Uccidere il padre", oltre a non cercarla né sperarla, la morte del padre, significa andare oltre, superarne sia il bisogno che la dialettica "edipica". È l'equivalente del "Dio è morto" di Nietzsche.
Ne nascerà il "super-uomo" che, lei sa, non è un uomo potente ma, un bambino consapevole.
Purtroppo per arrivare ad "Uccidere " il padre, abbiamo bisogno di lui e, per un lungo periodo. Altre soluzioni sono sempre tanto costose.

: Marzo 26, 2019


Aggiunto: Marzo 26, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


"Se si desse dei pugni in testa non le farebbe certo male". Mi è sfuggita la parte dove dovrei ridere. Mi illumini, per favore.
Lei è capace solo di sputare sentenze. Facile dire che bisogna accettare la vita così com'è quando si è nati normali, vero?
Facile dire che bisogna farsene una ragione se la vita non è giusta quando lei ci vede e ci sente perfettamente, giusto?
È molto facile parlare quando si è fertile e si hanno dei figli e dei nipoti.
Devo continuare o ne ha avuto abbastanza?
Mi creda, se non fossimo su una piattaforma forma l'avrei già insultata e anche pesantemente. Si ritenga fortunato.
E la prossima volta, se non ha niente di intelligente da dire taccia, che è la cosa migliore.

Risposta del Dott.Zambello: Lei non sa niente di me come non sa niente degli altri. Li vede solo con i suoi occhi arrabbiati. Falsificando la realtà.
Se si fermasse un po', se per un po' tacesse invece ti fare a pezzi tutto o tutti si accorgerebbe che il mondo è ben diverso. Si accorgerebbe di quante persone soffrono e forse più di lei.
La smetta di buttar veleno. Sembra un polipo, sempre circondato dal suo nero.
Lei può dirmi quello che vuole. Lei non conosce.
Buona giornata.


Aggiunto: Marzo 17, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno Dottore, le scrivo perché sono in balìa dello sconforto più totale; premetto che il mio umore è sempre stato (fin da piccolo) tendente al basso e forse sono sempre stato un po’ “depresso” (ho avuto un’infanzia triste e ho solo ricordi dolorosi di quando ero bambino). Nel corso degli anni ho avuto solo dolori e fallimenti (scolastici, relazionali, affettivi, lavorativi). Ora sono arrivato a un punto in cui non riesco più a vivere: sento che non avrò mai un futuro decente e che non sarò mai felice e soddisfatto della mia vita. Mi sento senza speranze. Fingo di essere sereno, ma dentro di me mi sento morto ogni giorno di più. Non ho più la forza di andare avanti, vedo solo un futuro pieno di cose brutte. Mi sento sconnesso da me stesso, non so più chi sono davvero, cosa mi piace e cosa voglio davvero. Confronto costantemente la mia vita con quella degli altri e ne esco sempre sconfitto, con il morale a pezzi perché mi sento una nullità in confronto alle altre persone. Nei momenti più neri mi viene da pensare che l’unica soluzione sarebbe il suicidio, ma sono talmente inetto che non avrei neanche il coraggio di farlo: sono troppo inadeguato per vivere normalmente e troppo codardo per morire. Non sono capace di stare al mondo. Quando penso alla mia vita mi sento un disadattato e mi viene voglia di farla finita. Non so da dove cominciare per risollevarmi e non so a chi chiedere aiuto, ho paura che nessuno saprà e potrà mai aiutarmi. Mi sembra di essere in un tunnel senza via d’uscita, mi sento come in una gabbia di vetro che mi separa dal resto del mondo e dalla vita vera. Dottore mi dica cosa potrei fare perché davvero io non ce la faccio più. Grazie

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Paolo, anzitutto vada da uno psichiatra ma anche neurologo e si faccia prescrivere un antidepressivo. Non prenda benzodiazepine ( valium, tavor etc.).
Poi, si cerchi nella sua città uno/a psicoterapeuta e cominci a lavorare con lui.


Aggiunto: Marzo 17, 2019
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