Calo del desiderio maschile, quando è lui a dire ‘No’

Calo del desiderio maschile

Calo del desiderio maschile

Sempre più spesso chi usa la pillola verde nasconde un calo del desiderio maschile

Il calo del desiderio maschile  è triplicato negli ultimi dieci anni. Se prima era lei a cercare scuse, adesso è lui a utilizzare l’alibi del mal di testa sotto le lenzuola. Quaranta coppie su cento hanno smesso di fare l’amore. Il dato emerge da un  Rapporto  sugli italiani a letto. Una ricerca elaborata dall’Istituto di sessuologia clinica di Roma e presentata in occasione del Congresso della Federazione europea di sessuologia.. “Gli uomini sono stressati dal lavoro – spiega la dottoressa Roberta Rossi, sessuologa e psicoterapeuta dell’Istituto.  E, di fronte a partner sempre più esigenti, soffrono di ansia da prestazione e si rifugiano tra le braccia di un’altra, per sesso a pagamento o relazioni online. La donna inizialmente è comprensiva ma poi corre dal medico, implorando prescrizioni di Viagra per il proprio compagno”.

Calo del desiderio maschile, identikit delle coppie italiane.

Il comportamento degli italiani a letto è molto variegato. Lo studio infatti classifica le coppie riconducendole a quattro grandi categorie: le anoressiche, le bulimiche, le sazie e le inappetenti.

  • E così  da un lato si registra la diminuzione del desiderio sessuale (gli anoressici).
  • Dall’altro si scopre che c’è chi utilizza la fantasia per rivitalizzare il rapporto di coppia e per evadere dalla routine (i bulimici).
  • C’è poi chi è appagato dal sesso e lo vive come un collante per la coppia (i sazi).
  • E, infine, chi è legato più dall’affetto che dalla passione (gli inappetenti).
Il dato che sorprende – continua la dottoressa Rossi – però è quello che riguarda quattro coppie su dieci: gli anoressici del sesso.

Sia lui che lei hanno 40 anni, anche qualcosa in meno, la relazione è consolidata pure dalla presenza di figli (quando ci sono). È l’uomo a tirarsi indietro perché preferisce scappare tra le braccia di una prostituta.  O, molto più frequentemente, tra quelle virtuali di un’amica di chat. In pratica lui è interessato al sesso purché non debba farlo con la sua compagna, di cui spesso teme il giudizio. Le donne virtuali invece sono sempre soddisfatte, qualunque sia la prestazione avuta dall’uomo. Lei si sente in colpa perché pensa di essere non abbastanza seducente e cerca conferme da un altro uomo. Ma una volta scoperta, ricade nei circolo vizioso dei sensi di colpa.

I bulimici.

E i bulimici? “Soltanto una coppia su dieci rientra in questa categoria – continua l’esperta – i partner hanno circa 50 anni, stanno insieme da tempo e sono legati da complicità. Per noia e per curiosità provano a dare sfogo alla fantasia, e poi non riescono a smettere”. Ma, come tutti i bulimici, alternano periodi di grandi mangiate a quelli di digiuno.

La categoria dei sazi invece (tre coppie su 10) coinvolge due fasce d’età: nella prima sia lui che lei hanno 30-35 anni, nella seconda circa 60.

Vivono il sesso come un momento di soddisfazione fisica ma anche affettiva e non devono dimostrare niente. Infine due coppie italiane su dieci sono inappetenti. “Sono quarantenni o cinquantenni.  Stanno insieme da tempo – continua la sessuologa – e fanno sesso quando capita se capita. Più che disinteressati sono distratti dalle preoccupazioni. Un esempio tipico è chi non arriva a fine mese”. Insomma sono così presi dai problemi economici che non riescono neanche a rinfacciarsi la mancanza del sesso.

Calo del desiderio maschile,  disturbi di ordine fisico.

Il calo del desiderio maschile è un segnale. Molto spesso – continua la dottoressa Roberta Rossi – dietro possono nascondersi anche disturbi fisici”.  Delle 402 cartelle cliniche, appartenenti a uomini e donne tra i 17 e i 70 anni, è emerso che i maschi, single non chiedono aiuto medico.  Non lamentano sia la disfunzione erettile (rispettivamente 28,7% e 37,7%) sia l’eiaculazione precoce (13,8% e 22,5%).

 Calo del desiderio maschile,  la soluzione?

“Se per lui si può ricorrere al Viagra, al Cialis e al Levitra – conclude la sessuologa – per lei si stanno sperimentando delle alternative. Una di questa è ‘Biancaneve’, una pillola che stimola il desiderio femminile, agendo direttamente sul sistema nervoso centrale. Proprio per questo è sbagliato parlare di pillola rosa”. La compressa però è ancora in fase sperimentale. Chi la vuole dovrà attendere qualche anno prima di usarla.

di:  Adele Sarno

da:http://www.kwsalute.kataweb.it

Commento Del Dott. Zambello

E’ triste ricorrere ad una pillola per ritrovare  la possibilità di avere  dei rapporti sessuali. Soprattutto i giovani, escluso che vi siano cause organiche, non dovrebbero proprio rinunciare. Dovrebbero cercare di rimuovere  le cause psicologiche che  impediscono di avere una vita sessuale soddisfacente. Un calo del desiderio maschile, nei giovani è sempre legato a problemi psicologici. Tentare di risolvere il problema impasticcandosi serve a poco ed è pericoloso. Si rischia una cronicizzazione.

Del Dott. Renzo Zambello il libro: ” RICORDI E RIFLESSIONI DI UNO PSICOANALISTA”.  Ed. Kimerik

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