Ho fantasie sessuali estreme. Sono delle deviazioni?

Ho fantasie sessuali estreme

Ho fantasie sessuali estreme. Sono ammalato?

Dottore, ho fantasie sessuali estreme, sono ammalato? Sono fantasmi o deviazioni patologiche? La linea di confine è labile.  Sessuologi, psichiatri e persino neurologi non sono affatto sicuri di come si possano classificare queste fantasie sessuali. Parliamo del  fetish, sadomaso e bizzarrie varie. Nella classificazione, si oscilla tra l’ansia di definire i comportamenti deviati  e d’altra,   minimizzarne ogni elemento patologico. Quasi  fossero proprio questi comportamenti a fare chiarezza sulla sessualità in quanto tale. D’altra parte, a sdoganare fetish o sado-maso ci ha già pensato una società più affascinata che disgustata dagli eccessi.

Statistiche.

Gli italiani che praticano una qualche forma di sadomasochismo soft, secondo un’indagine recente, sarebbero più di tre milioni.  Basta esplorare la Rete per scoprire corsi di bondage e punti vendita dove acquistare tute di latex manette e frustini. Così nessuno più si stupisce di adulti consenzienti che hanno fantasie sessuali dove amano frustare o farsi frustare. È la banalità del  lato oscuro del desiderio, come lo definisce Daniel Bergner in un saggio da poco pubblicato da Einaudi. Ma se il latex casereccio fa sorridere, rimane agli scienziati, intrigante e irrisolta, una domanda: perché?

Dinamica delle parafilie.

Avere un quadro esauriente delle ‘parafilie’, termine neutrale con cui la scienza ha sostituito il punitivo ‘perversioni’, è quasi impossibile. Infatti, negli studi medici arrivano soprattutto i casi più gravi. Per certi comportamenti è stata proposta una spiegazione come l’odore muschiato che contraddistingue gli oggetti che più appassionano i feticisti come scarpe o indumenti intimi.  Altri comportamenti sono così fantasiosi da impedire una spiegazione lineare.

Eziologia di queste fantasie sessuali.

Pensare di identificare una causa unica per queste fantasie sessuali forse un po’ disturbanti  è praticamente impossibile, sostiene un grande della sessuologia come Paul Fedoroff . Per usare un’analogia, pensiamo che ognuno di noi quando nasce sia in grado di sviluppare una vasta gamma di preferenze sessuali e fantasie sessuali, così come di parlare varie lingue. Ma una volta acquisita una lingua madre del sesso,  questa entra a far parte del nostro hardware.  E,  influenzerà il nostro modo di pensare e le nostre azioni per tutta la vita. Fedoroff non esclude che si possa modificare lo schema originario ma, aggiunge,   non è facile.

Comunque il fatto che un soggetto abbia interessi sessuali, fantasie sessuali poco convenzionali non basta per diagnosticare una parafilia.

Quando un comportamento sessuale è una parafilia.

Oggi c’è persino chi propone di eliminare le parafilie dalla nuova edizione del ‘Dms’, il celebre manuale che definisce le patologie psichiatriche. Perché il confine tra fantasie sessuali e perversione è culturale prima che biologico.

Ad esempio, l’omosessualità è stata rubricata come perversione fino a pochi decenni fa. Oggi consideriamo patologiche sia la frigidità femminile, che una volta sarebbe stata un comportamento virtuoso. E’ una perversione  anche l’eccesso di desiderio sessuale ,  la cosiddetta sex addiction.

Quindi,   prima di mettere  un’etichetta che può creare dolore, si deve guardare il disturbo nel suo contesto.

Eccessi della nosografia psichiatrica

Purtroppo, gli scienziati sono affezionati alle definizioni senza le quali la medicina si sente perduta. Piuttosto che cancellare le parafilie dal ‘Dsm’ sarebbe importante arrivare a definizioni più precise, che individuino le vere e proprie patologie, aggiunge Saleh. Oggi il ‘Dsm’ elenca nove categorie di parafilia, anche se in letteratura ne sono state catalogate più di 50.

Nuova classificazione del DSM?

Definizioni precise, allora,  ma come? L’obiettivo è reso ancora più complicato dal fatto che quando si parla di sesso, il corpo segue percorsi diversi da quelli della mente. Lo dimostrano le ricerche che indicano come molti si eccitino di fronte a immagini che affermano di trovare neutrali, o addirittura ripugnanti. Per scoprirlo si usa il pletismografo, uno strumento che registra l’afflusso di sangue ai genitali maschili e femminili. E’ una  innegabile conferma fisiologica di una reazione che quanto si sta guardando. I maschi tendono a trovare eccitanti immagini violente o foto di Lolite.  Mentre dagli studi della canadese Meredith Chivers risulta che donne eterosessuali sono colpite da incontri lesbici.

La complessità della nostra sessualità.

C’è però chi mette in discussione la validità di queste ricerche. Non si può usare un pletismografo per capire cosa c’è nell’animo umano , protesta il decano della sessuologia italiana Giorgio Abraham. La medicina si è impadronita della sessualità in modo maldestro, è in cerca di definizioni oggettive. La disfunzione erettile, la dispareunia, l’eiaculazione precoce, dimenticando che la sessualità è per definizione soggettiva. Non è solo una funzione fisiologica, è una parte della nostra vita interiore. Inevitabilmente complessa, ma è bello che sia così.

Nella clinica

Per comprendere quanto è complicata la faccenda basta ascoltare cosa racconta lo stesso Abraham. Egli scrive che la maggior parte delle coppie che si rivolge al sessuologo lo fa per denunciare un calo del desiderio. Può succedere che queste coppie facciano ‘qualcosa’ per vivacizzare il rapporto,  giochi in cui l’immaginazione ha un peso maggiore rispetto alla realtà. Il problema è che la pratica light non dura, ed è lì che sorgono i problemi.

Strascichi psicologici

Tanto che a chiedere aiuto al sessuologo sono spesso mogli non più disponibili ad accettare un gioco che va troppo oltre. Anche perché queste esperienze lasciano il segno. Ho sentito una mia paziente ammettere che sì, il sesso normale è piacevole, ma determinate pratiche portano a vibrare il suo corpo in un modo che non avrebbe creduto possibile. Non credo sia una persona cui piace il dolore. E non chiedeva di essere curata, solo di condividere la sua esperienza, spiega Abraham.

Sorpresa!

Così, a sorpresa è sempre Abraham a commentare, le coppie che si dedicano al sadomasochismo sono tra le più stabili e fedeli che abbia visto. Tanto che viene voglia di additarle ad esempio. La caratteristica della sessualità perversa è proprio quella di non subire cali del desiderio. Di offrire possibilità di controllo sul piacere che la sessualità normale non conosce.

Rischi possibili

Ma i sessuologi non si nascondono il vero rischio del farlo strano.  Il pericolo è che queste pratiche rompono i ponti con la sessualità normale, osserva Abraham. E che portano a un’escalation, a volte si sconfina in pratiche pericolose.   Ricchi e famosi trovati stranamente strangolati in una lussuosa camera d’albergo finiscono sui giornali.

I pericoli in queste pratiche.

Non solo: altre volte l’attenzione per un oggetto, tipico di una pratica apparentemente innocua come il feticismo. Altre fantasie sessuali  induce a trascurare il partner mettendo in crisi la relazione. Noi ne abbiamo una visione banalizzata, ma il feticismo è il vero creatore dell’erotismo anomalo, osserva Abraham. E, continua,  può avere conseguenze imbarazzanti. Ricordo un mio paziente arrestato perché rubava scarpe.

E’ proprio il disagio a definire i confini del disturbo.

Quando una parafilia compromette il funzionamento sociale e affettivo.  Per esempio mette in crisi una relazione sentimentale o impedisce di stabilirne una. Sostiene Saleh: che se una relazione sadomaso è vissuta serenamente da una coppia non si dovrebbe parlare di patologia.

Importante è sempre la quantità, non la qualità.

È importante, allora, per la salute sessuale di adulti consenzienti creativi in camera da letto che il loro gioco erotico non escluda ogni altra attività. Non deve  trasformarsi in un’ossessione, spiega Saleh. Anche se non coincidono esattamente con il disturbo ossessivo compulsivo, le parafilie ne hanno sicuramente alcuni aspetti.  Ad essere patologico non è il comportamento, ma il fatto che diventi un’ossessione. E soprattutto che faccia stare male.

Fantasie sessuali disturbanti e psicoterapia

Ma anche la terapia segue oggi strade meno rigide. Una volta si usavano soprattutto farmaci che azzerano il desiderio sessuale.  Oggi le terapie più drastiche a base di anti androgeni sono riservate ai casi più gravi o ai criminali violenti. In genere l’obiettivo è quello di spegnere gli eccessi senza smorzare il desiderio, spiega Fedoroff. Dire al paziente che l’obiettivo è quello di migliorare la sua vita sessuale e non di azzerarla garantisce certamente una maggiore adesione al trattamento. Per farlo si impiegano gli antidepressivi abbinati a una psicoterapia.

Trasgressione  terapeutica

Eppure, la trasgressione può essere terapeutica. Capita anche che basti ordinare a una coppia di fare sesso, per vedere svanire come d’incanto i loro problemi. Come se ubbidire a un ordine fosse in sé una specie di perversione, racconta Abraham.

E non è detto che per qualcuno anche il sentirsi colpevole possa dare una mano.

di Paola Emilia Cicerone

da: http://www.gaynews.it

Commento del Dott. Zambello

L’altro giorno sono stato intervistato da un giornalista per una famosa trasmissione televisiva. Mi è stato chiesto cosa  pensassi di tutta una serie di situazioni  sessualmente  “strane”  che lui aveva registrato e documentato a Milano.

Chiaramente io non conoscevo né le persone né tanto meno cosa queste avessero fatto e cosa veramente provassero  prima e dopo i loro rapporti. Mi sono limitato a ripetere al  “bravo ” giornalista  un po’ scandalizzato che,  fatto salva la libertà di scegliere e  l’età adulta,  era poi difficile dare un giudizio.  I giudizi che diamo in questo campo sono sempre l’esito della nostra “morale” interna.

La collusione con le nostre categorie morali.

Nulla hanno a che vedere con la realtà oggettiva che dovrebbe essere valutata solo su due piani: il benessere di chi pratica e le eventuali conseguenze sociali.

Per quanto poi concerne la sessualità, ogni psicoterapeuta dovrebbe sospendere il giudizio. Nulla é già definito.

Di Renzo Zambello il libro  ” Ricordi e riflessioni di uno psicoanalista “   Ed.  Kimerik

Ricordi e riflessioni di uno psicoanalista.

3 Commenti

  1. Arturo Baleari 6 Gennaio 2010
  2. diego 5 Ottobre 2011
  3. Kerberos 22 Giugno 2012

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