La eiaculazione precoce, un problema per milioni di uomini

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La eiaculazione precoce, un problema di tanti

La eiaculazione precoce rappresenta un problema per milioni di uomini. In realtà non tutti gli uomini che presentano questo disagio soffrono di una vera e propria malattia, in molti casi si tratta di vissuti soggettivi che nascono dalla disinformazione dovuta ad un certo tipo di letteratura o di cinematografia. Comunque anche nei casi di reale patologia è possibile effettuare trattamenti terapeutici in grado di risolvere il problema. L’accumulo di sempre più approfondite conoscenze in campo psicofarmacologico consentono di associare lo strumento farmacologico a quello psicoterapeutico, migliorando in questo modo i tempi e la qualità della risposta terapeutica.

La eiaculazione precoce non è una disfunzione

La eiaculazione precoce viene spesso considerata la disfunzione sessuale più diffusa tra gli uomini. In realtà la maggior parte degli uomini all’inizio della propria vita sessuale presentano una risposta eiaculatoria piuttosto rapida. Successivamente, man mano che sviluppano una maggiore esperienza, imparano a regolare adeguatamente il riflesso eiaculatorio.
La eiaculazione precoce ha un’incidenza nella vita adulta tra il 20 e il 30 % della popolazione maschile. In realtà tale dato va attentamente interpretato in quanto la sua veridicità dipende dalla definizione che vogliamo assumere per la eiaculazione precoce. Infatti, se includiamo anche le forme in cui l’unico parametro è quello soggettivo (sensazione di non controllare l’orgasmo e desiderio di un tempo più lungo) probabilmente tale dato è veritiero, se invece assumiamo parametri più obiettivi, ad es. la durata del rapporto sessuale o il numero di spinte coitali che precedono l’eiaculazione, tale valore si ridimensiona notevolmente, ovviamente in funzione dei parametri di normalità adottati.
In realtà il problema,  della definizione di cos’è la eiaculazione precoce la nosografia, è stato ampiamente discusso e non ha ancora trovato una soluzione condivisa. Inizialmente Masters e Johnson, i fondatori della moderna sessuologia clinica, definivano la eiaculazione precoce come quella condizione nella quale almeno il 50 % dei rapporti sessuali si concludevano con un’eiaculazione che precedeva l’orgasmo femminile. Secondo il DSM III (il manuale statistico e diagnostico messo a punto dall’American Psychiatric Association e pubblicato nel 1980) per la eiaculazione precoce si intende  la eiaculazione che avviene prima che il soggetto lo desideri, a causa di una ricorrente e persistente assenza di un ragionevole controllo volontario dell’eiaculazione e dell’orgasmo durante l’attività sessuale.
La classificazione internazionale delle malattie proposta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e pubblicato nel 1992 definisce la eiaculazione precoce come l’incapacità di ritardare la eiaculazione a sufficienza per godere del rapporto sessuale, che si manifesta sia come intervento dell’eiaculazione prima, sia immediatamente dopo l’inizio del rapporto e come un’incapacità di ritardare l’eiaculazione sufficientemente per godere del rapporto, e si manifesta con uno dei seguenti criteri:

1) la eiaculazione si verifica prima o subito dopo l’inizio del rapporto (se è richiesto un limite temporale questo è di 15 secondi dall’inizio del rapporto);

2) la eiaculazione precoce avviene in assenza di un’erezione sufficiente a rendere possibile il rapporto.
Il criterio di Masters e Johnson considera solo un parametro percentuale, senza alcuna considerazione per il soddisfacimento dei partner o per la capacità di controllo dell’uomo. D’altro canto il valore del 50 % (rapporti che si concludono con un’eiaculazione che precede l’orgasmo femminile) risulta assolutamente arbitrario e senza alcuna correlazione col vissuto soggettivo e con il senso di appagamento dei partner.

La eiaculazione precoce: terapia

La terapia si svolge secondo due direttive principali, quella psicoterapeutica e quella farmacoterapeutica. Ovviamente la scelta terapeutica più adeguata viene fatta solo dopo un attenta valutazione clinica e un adeguato inquadramento diagnostico.
In linea di massima per le forme primarie, ovvero con un interessamento organico,  conviene attuare un approccio di tipo farmacologico. Le forme secondarie, organiche o  psicogene,  richiedono un ulteriore discernimento. Quelle secondarie a patologie organiche necessitano di una terapia mirata alla patologia primaria, che verrà effettuata dallo specialista competente. Quelle secondarie a problemi di natura psicologica vengono trattate con una psicoterapia eventualmente associata ad una farmacoterapia. Laddove la eiaculazione precoce è secondaria ad un trattamento farmacologico bisogna valutare la possibilità di sospendere la terapia, o almeno di ridurne il dosaggio, laddove l’effetto indesiderato è dose dipendente; in qualche caso si potrà valutare la possibilità di sostituire il farmaco responsabile con un altro privo degli stessi effetti collaterali. Ovviamente queste decisione vanno prese in collaborazione con lo specialista prescrittore.

La eiaculazione precoce e la psicoterapia

Le forme di psicoterapia per le quali esiste una maggiore evidenza di efficacia sono rappresentate dalla terapia cognitivo-comportamentale e dalle terapie di coppia secondo vari indirizzi terapeutici (tra queste si sottolinea la terapia mansionale integrata).
Per quanto riguarda gli aspetti psicofarmacoterapeutici si è rilevata di grande importanza l’osservazione che i farmaci utilizzati per il trattamento della depressione comportino, come effetto collaterale, un ritardo dei tempi dell’eiaculazione. Tale effetto, in genere indesiderato, può essere sfruttato a scopo terapeutico nei soggetti affetti da la  eiaculazione precoce.

La eiaculazione precoce: Antidepressivi SSRI o  Serotinergici

La eiaculazione precoce secondaria trova grande giovamento nell’uso di questi antidepressivi.  Da alcuni anni  è entrata in commercio un farmaco di questa categoria, la dopoxetina (Priligy) che con posologie diverse a secondo del soggetto, migliora sensibilmente i tempi di prestazione. Non bisogna dimenticare che la eiaculazione precoce, molto spesso ha una origine psicologica e non può risolversi a livello farmacologico.

da:http://www.italia-news.it

Commento del Dott.  Zambello

Nella mia esperienza professionale  ho seguito  decine di pazienti che soffrivano di Eiaculazione Precoce. Ho visto che coloro che riuscivano a sospendere per un po’ di tempo “la loro attenzione mentale su questo disagio”  e a sentire che esso era una spia di qualcosa di più profondo,  a tutti scompariva questa questa fastidiosa e invalidante disfunzione sessuale. Una cosa è sicura, una volta certi che non c’é una causa organica bisogna  affrontare la eiaculazione precoce da un punto di vista psicologico, E’ mia esperienza che chi lo fa,  risolve il problema. Pensare di trattare la eiaculazione precoce con solo i farmaci significa spingere il paziente verso un inevitabile fallimento terapeutico. Soprattutto i giovani che hanno disturbi sessuali spessissimo legati ad ansia e insicurezza, dare delle risposte solo farmacologiche li spingerà inevitabilmente verso la cronicizzazione.

VIDEO: La eiaculazione precoce e la psicoterapia

 http://www.youtube.com/watch?v=MEwYYFmfbAs&feature=channel_page

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