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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno, grazie intanto per il tempo che dedica a questo servizio. Sono la mamma di una ragazza di 20 anni, intelligente, solare, matura, pena di passioni e di amici, con cui ho un bellissimo rapporto. Da qualche anno soffre di ipocondria che ha iniziato ad affrontare l'anno scorso con l'aiuto di una psicoterapeuta, con cui si è trovata bene. Nel corso del lavoro ha affrontato anche una sua nuova situazione: l'aver scoperto di essere innamorata di una sua cara amica, pienamente ricambiata. Lei, che nel passato ha avuto due relazioni amorose con ragazzi, ha accettato con semplicità questa sua nuova condizione, lo hanno fatto le sue amiche, come pure io e il suo papa', anche se con dispiacere...è un percorso in salita. Al momento vive la relazione in maniera molto riservata. Il problema dell'ipocondria però è ripreso. Io sono inquieta. Sono stata affetta da depressione che ho curato con una terapia psicodinamica (due volte a sett. per 6 anni) ed ora sto proprio bene, essendo venuta a capo dei mie conflitti interiori. Le mie domande: può esserci relazione tra la mia depressione e la sua ipocondria e/o la sua omosessualità? può esserci relazione tra l'ipocondria e la scoperta del suo nuovo orientamento? E' meglio che continui con la sua psicoterapeuta, che si occupa di adolescenti, o non è forse meglio che cambi con uno psicoterapeuta psicodinamico?... io ne fatto esperienza... molto sofferta e lunga,ma alla fine Risolutiva. Grazie ancora. le auguro una buona giornata

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signora, il tema dell'ipocondria è così delicato e complesso che non voglio risponderle in maniera sintetica.
Se vuole, ascolti il mio video su Youtube: "L'ipocondria e la psicoterapia ".
Per quanto concerne l'identità sessuale, premesso che non c'è da parte mia alcun preconcetto, è un tema che coinvolge emotivamente durante la crescita tutti, omo o etero che si definiscano. Jung dice che passiamo buona parte della nostra vita, ad imparare a gestire la pulsione libidica e l'aggressività. Un aiuto terapeutico può facilitare il superamento di difficoltà.


Aggiunto: Maggio 7, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buonasera, la settimana scorsa le ho fatto una domanda, ma non la vedo pubblicata. Non ho seguito la corretta procedura?

Risposta del Dott.Zambello: Mi scusi, non l'ho letta, me la rimandi.


Aggiunto: Maggio 6, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Sono profondamente insoddisfatto della mia vita; non mi piace quasi niente di quello che faccio. Sono spesso triste e abbattuto. Quando penso alla mia vita mi viene il mal di pancia. Non ce la faccio più. Non voglio sprecare la mia vita. Come posso cambiare in meglio la mia vita ed essere, non dico felice, ma almeno soddisfatto della mia esistenza?

Risposta del Dott.Zambello: Cosa fare, non lo so. Non so chi è lei, cosa faccia nella vita, chi sono che persone che la circondano. Non so niente.
In generale, se una persona si sente così male come lei scrive, le consiglierei di andare da un medico a chiedere aiuto.
Si cerchi un medico psicoterapeuta.


Aggiunto: Maggio 4, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno dottore,
perché non riesco a realizzarmi nella vita? Fallisco miseramente in tutto, infatti non ho ancora "costruito" niente. Non riesco mai a ottenere nulla di quello che voglio. Comincio a pensare che ci sia qualcosa di "patologico" in tutto ciò.
Ci potrebbe essere una ragione psicoanalitica o psichiatra? (Perdoni se, magari, ho utilizzato dei termini non corretti, ma non sono un addetto ai lavori)

Risposta del Dott.Zambello: I termini non sono importanti, basta capirsi.
Le consiglio di chiedere aiuto ad un medico.
Lo faccia e potrà sentirsi molto meglio.


Aggiunto: Aprile 29, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Tra qualche giorno voi potrete ricominciare la vostra vita normale. Forse non sarà subito la vita di sempre, ma poco alla volta tornerete alla normalità. Voi normali vi lamentate che non volete stare chiusi in casa, che volete andare al mare. Io sono anni che non esco di casa, se non strettamente necessario, perché la gente mi guarda male per il mio aspetto deforme. E al mare non ci vado da 25 anni anche se c'è l'ho a pochi metri da casa. Perché se mi mettessi in costume sarei un orrore e la gente si spaventerebbe. Per voi si sono messi subito a cercare un vaccino e delle terapie efficaci contro il coronavirus. Vi hanno già detto che probabilmente a settembre saranno disponibili le prime dosi di vaccino e chissà, magari tra un anno sarete tutti vaccinati e il coronavirus sarà solo un brutto ricordo. Io invece sono trent'anni che aspetto di essere curata ma nessuno vuole farlo. Nessuno di mette a sperimentare nulla, a voi normali di noi non ve ne frega niente. Non v'è la meritate una cura per il coronavirus. Non è giusto. Voi riavrete di nuovo le vostre vite belle e io invece una vita normale non ho mai potuto averla. Non ho mai potuto sentire normalmente quello che le persone mi dicevano, e adesso con queste mascherine davanti alla faccia, non sono più in grado di comunicare con nessuno.
Voi potrete ricominciare ad uscire, io invece dovrò continuare a restare in casa come faccio da anni.voi potrete ricominciare a vedere i vostri compagni, fidanzati,sposarvi e fare figli.Io invece non potrò mai avere figli, e nessuno mi vorrà mai, orribile e handicappata come sono. Non è giusto.
Voi medici siete dei maledetti stronzi egoisti, perché quando dovete curare i normali allora vi mettete subito a sperimentare anche l'impossibile. Invece per me, per farmi diventare normale la cura non la volete trovare. Meritavate di morire tutti quanti.

Risposta del Dott.Zambello: La sua vera malattia che lei non vuole curare, è la rabbia che la rende cieca.
Non ha mai voluto vedere quante persone che la circondano soffrono e lottano per vivere.
Ma lei da trent'anni è abituata a vedere solo se stessa e a versare rabbia sugli altri.


Aggiunto: Aprile 27, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno Dott.Zambello, mi chiamo Roberta sono mamma di due bambini e convivo da 15anni col loro padre, un bravissimo uomo e lavoratore.
A causa della sua famiglia che non mi ha mai accettato abbiamo sempre avuto tanti problemi che nel tempo ci hanno allontanati tantissimo.
Ad oggi io non so più nemmeno se amo quest'uomo.
Poche settimane fa un collega di lavoro veramente molto bello, mi chiede il numero di telefono e per la prima volta in 15 anni, inizio a sentirmi con un'altra persona. Anche lui sposato e con un figlio. Molto feeling, molto fuoco x così dire, molte risate. Se non che lui vorrebbe di più e io indietreggio. Siamo colleghi, appena conosciuti e non me la sento.
Nei giorni successivi si fa un po' scostante, si fa sentire meno anche se quelle poche votle fa un po' il geloso fino ad arrivare a ieri che mi ha telefonato per poi chiudere di corsa chiedendomi poi scusa per avermi mollata così.
Da lì è sparito.
Io non ho alcuna intenzione di cercare una persona così scostante che passa dallo stare appiccicato 24 h su 24 al non farsi più vivo ma ci sto male. Malissimo. Ed è questo il motivo per cui le scrivo.
Non trovo normale il mio star male, forse lo avevo idealizzato, forse sono state le settimane più vive degli ultimi anni (e non ci siamo nemmeno mai incontrati) ma mi ritrovo a piangere come se avessi 15 anni, so di essere ridicola 3 mi vergogno di questo ma mi sento malissimo e son due giorni che vivo controllando il telefono nella speranza di sentirlo.
Non credo di essere normale.

Risposta del Dott.Zambello: Ma no Signora lei è verosimilmente caduta tra le fauci di un narcisista patologico.
Capisco il suo coinvolgimento. Legga qualcosa sul narcisismo patologico e capirà il suo stato e quanto in fondo sia stata fortunata.


Aggiunto: Aprile 22, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottore lei mi ha consigliato uno psicoterapeuta.....in realtà circa un anno fa ho fatto una sola seduta...non so perché, ma non ci sono mai più voluta ritornare, l’ho trovato inutile, mi diceva cose che già so e che non mi hanno minimamente spinta a continuare. È un limite mio oppure magari non era la “persona giusta”?
GraZie ancora

Risposta del Dott.Zambello: Si trovi un'altro psicoterapeuta.


Aggiunto: Aprile 21, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Ma no assolutamente non sono una donna dura, ho lottato e vinto la mia battaglia contro il cancro e superato un abuso narcisistico, rivolgendomi ad uno psicoterapeuta, ma senza prendere medicinali, per questo forse non comprendo il motivo per cui lui non possa con l'aiuto di qualcuno, arrivare a eliminarli.
In ogni caso grazie del Suo parere.


Aggiunto: Aprile 21, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Grazie della risposta ,a ragione devo vivere tranquilla grazie ancora

Aggiunto: Aprile 21, 2020
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno Dottore,
Ho iniziato da due mesi circa una relazione apparentemente bellissima con il mio compagno.
Io 45 anni, due figli e un divorzio, lui 39 anni un figlio e una separazione.
Dopo un mese scopro a causa di problemi suoi nell'intimita', che assume antidepressivi e ansiolitici da diversi anni, per disturbo di attacchi di panico e ansia.
Il suo attuale problema nella sfera intima non gli permette di raggiungere il piacere di coppia, causato da paroxetina che ha appunto negli effetti collaterali questo disturbo.
Io ho reagito parecchio male a questo fatto, non riesco a capacitarmi del fatto, che in questi lui anni non abbia mai cercato altre soluzioni se non il ricorso ai medicinali.
Peraltro sono anni che non si fa vedere dallo specialista.
Ha preso adesso un appuntamento, che a causa dell' emergenza e' stato temporaneamente an nullato.
La sua principale paura sono gli attacchi di panico e la paura dei luoghi affollati e di svenire.
Io sono una donna molto forte e indipendente, dopo aver affrontato veramente di tutto nella mia vita, ma vedo lui come una persona fragile e non so davvero come comportarmi.
Puo' darmi un consiglio? Grazie

Risposta del Dott.Zambello: Gent. ma Signora più che una donna forte lei sembra una donna dura.
Essere forti significa essere tolleranti rispetto alle proprie fragilità e quelle degli altri.
È vero, la Paroxetina è un farmaco che da disturbi a livello sessuale. Ci sono però altri farmaci antidepressivi che non danno alcun disturbo su quel piano, ad esempio i farmaci triciclici.


Aggiunto: Aprile 21, 2020
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Medico psicoterapeuta e psicoanalista


Dott. Renzo Zambello
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