La solitudine ci fa sentire di più il freddo

La solitudine

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LA SOLITUDINE è FREDDA

Sia dal punto di vista sociale che fisico la solitudine è  un problema. Quando infatti si vive in solitudine e in un ambiente poco accogliente la temperatura corporea si abbassa significativamente. A sostenerlo è stato un gruppo di ricercatori dell’Università di Toronto in uno studio pubblicato sulla rivista Psychological Science.

La solitudine: esiste un legame tra il calore dell’anima e quello del corpo

La tesi sostenuta dai ricercatori è che esiste un legame molto stretto tra la percezione della temperatura e lo stato psicologico. Per dimostrare questa teoria i ricercatori hanno condotto due esperimenti.

In un primo è stato chiesto a due gruppi di volontari di ricordare un’esperienza di esclusione e di inclusione sociale. E’ stato chiesto loro  di provare a fare una stima della temperatura dell’ambiente  quando hanno vissuto questa esperienza. La temperatura indicata è variata tra i 12 e i 40 gradi centigradi. Chi ricordava esperienze di esclusione ha dichiarato di aver percepito più freddo.

Secondo esperimento.

Nel secondo esperimento invece, i volontari hanno giocato insieme con un pallone tramite una simulazione al computer. Alcuni di loro, però, sono stati sistematicamente esclusi dal gioco, mentre altri hanno ricevuto molto spesso la palla. Subito dopo, i ricercatori hanno chiesto ai volontari se avrebbero preferito cibi e bevande caldi o freddi. Ebbene, gli esclusi hanno chiesto più cibi e bevande calde.  Quasi come a voler compensare la sensazione di freddo percepita a causa dell’esclusione subita.

Secondo i ricercatori, questo potrebbe spiegare anche il perché molto spesso le persone sono più esposte a sentimenti negativi durante l’inverno.

da: http://www.lastampa.it

Commento del dott. Zambello

Sono figlio di contadini.  In famiglia eravamo in 36, una tribù. Si viveva continuamente in gruppo. L’organizzazione sociale era di tipo gruppale, C’era  il capo famiglia e poi a scendere gruppi, sottogruppi ma il risultato era che non eri mai solo. Non so se era meglio o peggio di ora. So di certo che poi, con l’evento della industrializzazione, le famiglie si sono sfaldate.  Ora viviamo in condomini dove per anni puoi anche non conoscer chi ti sta di fronte sul pianerottolo di casa. Ripeto: non so se era meglio prima o adesso, so che la struttura della società è cambiata radicalmente in 50 anni.

Ci si scaldava in  stalla

Una curiosità, quando si viveva in campagna, per combattere il freddo si andava in stalla ove c’erano gli animali che facevano caldo.  Lì  qualche anziano raccontava delle  storie fino a notte fonda, poi si andava a letto. Ora abbiamo i riscaldamenti  ma spesso sentiamo  freddo. Forse, nessuno  racconta più le storie che riscaldavano  il cuore ed il corpo.

Di Renzo Zambello il libro:  ” Ricordi e riflessioni di uno psicoanalista”   Ed.  Kimerik
Ricordi e riflessioni di uno psicoanalista.
Contatti:

Lo studio è in via Amico Canobio 7, CAP 28100 Novara.  Cellulare 3472282733, e sarà aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 19 .

Dr. Zambello

www.zambellorenzo.it

Medico Psicoterapeuta Psicoanalista Junghiano di Novara

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