Studio: Via G. Fiamma 15, 20129 Milano Tel : 02 6697907 Cell :347 2282733
Menu


Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno dottore, mi scusi se la mia domanda è stata inopportuna. Sono solamente molto in crisi perché mi sembra di sbagliare sempre psicoterapeuta e non andare mai da nessuna parte

Risposta del Dott.Zambello: Non é una questione di opportunità o meno, è che certi temi si risolvono solo all'interno della relazione psicoterapeutica.


Aggiunto: Settembre 22, 2020
ELIMINA QUESTA DOMANDA RISPONDI ALLA DOMANDA Guarda IP address


Domanda allo psicoterapeuta:


Gent.mo dott. Zambello, sono il ragazzo che le ha posto le domande sulla nuova psicoterapia che ho intrapreso. Le avevo inviato questa domanda due giorni fa, ma probabilmente c’è stato un problema tecnico.
Vorrei condividere con alcune considerazioni sulla mia situazione.
Se ripenso alla mia infanzia, provo rabbia e rancore sia nei confronti di mia madre, sia nei confronti di mio padre, ma sicuramente per mia madre di più. Credo di non essermi identificato né con la figura femminile (mia madre), né con quella maschile (mio padre); infatti, ho difficoltà a relazionarmi sia con gli uomini, sia con le donne e sono molto confuso per quanto riguarda la mia sessualità. In sostanza, ho problemi sia con mia madre, sia con mio padre, ma sicuramente rimprovero più a mia mamma il fatto di essere stata abbastanza anaffettiva. Di mio padre, non è che rimpiango l’affetto che non mi ha mostrato, ma più che altro gli rimprovero il fatto di non essere stato capace di fare l’uomo, di non essere stato una figura maschile forte e di riferimento per me, di non avermi saputo guidare e insegnare ad affrontare la vita e il mondo (in compenso, però, è stato capacissimo di essere maltrattante e violento con me quando ero un bambino piccolo).
Con mio padre mi sento da sempre un po’ trattenuto, come se dovessi in qualche modo fare il “bravo”, ho spesso paura di farlo arrabbiare; mentre con mia madre mi “lagno” e mi lamento di più (anche se il nostro è comunque un rapporto abbastanza superficiale). È come se con mio padre dovessi essere accondiscendente o dovessi non lamentarmi mai troppo (forse a causa di una paura infantile: da bambino c’è stato un periodo in cui avevo paura di mio padre, delle sue reazioni aggressive e delle sue punizioni); con mia madre riesco a lasciarmi andare di più (inteso che nei momenti di frustrazione, tristezza o sconforto mi lamento con lei). C’è da dire anche che mia madre è anche più “manipolabile” e forse è per quello che ho gioco facile con lei e posso comportarmi così con lei, non so.
Ho fatto psicoterapie con terapeuti uomini e donne e ho notato che io “cambio” un po’ a seconda del fatto che abbia davanti un uomo o una donna. Per quello che riesco a capire delle mie reazioni, mi sembra di riuscire a entrare in “confidenza” più con le terapeute donne; è quasi come se sentissi che posso “dominare” una terapeuta donna, mentre con un terapeuta uomo sono più “sottomesso” e “servile” e ho paura di dire quello che penso/provo davvero. Come se con un terapeuta uomo, fossi un po’ preoccupato di fare “bella figura”, di apparire meglio e migliore di quello che sono, di avere una sorta di pudore nel farmi vedere “psicologicamente miserabile”, insomma non voglio farmi vedere più debole e inferiore di lui, mentre con una terapeuta donna questo generalmente accade meno, è come se mi sentissi più “libero” con una terapeuta donna. Ma sono solo mie idee e supposizioni, non so, non ci capisco niente e non so proprio cosa fare e pensare.
Tutte queste considerazioni mi stanno mettendo ancora più in crisi adesso, dal momento che, nelle prossime settimane, dovrò decidere se continuare con il terapeuta nuovo (che è un uomo) oppure tornare dalla mia ex terapeuta donna. Sono veramente in crisi. Non so cosa fare. Non so se, per la mia situazione, sarebbe meglio un terapeuta uomo o donna.

La saluto e la ringrazio

Risposta del Dott.Zambello: Non lo so neache io. Perché dovrei saperlo? Ne parli con il suo terapeuta. Decidete assieme.


Aggiunto: Settembre 21, 2020
ELIMINA QUESTA DOMANDA RISPONDI ALLA DOMANDA Guarda IP address


Domanda allo psicoterapeuta:


Dottor Zambello quando diceva all'altro paziente che la sessualità è una favola misteriosa lo diceva per consolare tutti quelli che come me hanno problemi con la sessualità o davvero la sessualità è una favola misteriosa?

Risposta del Dott.Zambello: La sessualità è un'espressione della nostra libido, cioè delle a pulsione al piacere, alla gioia.


Aggiunto: Settembre 21, 2020
ELIMINA QUESTA DOMANDA RISPONDI ALLA DOMANDA Guarda IP address


Domanda allo psicoterapeuta:


Dott. Zambello, aiuto. Sono stanca, tanto. Fisicamente e mentalmente. Sono mamma di due bimbi di 5 e 9 anni, un compagno da15 anni con cui tutto va bene e una madre di 70 che mi angoscia. Non ce la faccio più a sopportarla. Forse può essere brutto da dire e se ne parlo con qualcuno non riesco mai a farmi capire. Mia mamma è il mio casino peggiore, sono andata in terapia 3 volte. Le prime pensando che il mio tormento fosse causato da mio padre (inculcato da lei per anni e anni) ma ho capito che non era Lui il problema.
Si sono separati nel peggiore dei modi quando avevo 10 anni e mi hanno usata da sempre e per sempre come arma da guerra.
Lei da subito ha avuto svariati compagni che piombavano a casa nostra anche in piena notte, discoteche,balere..lasciandomi sempre dalla nonna materna e poi da sola. Ad un certo punto trova un compagno fisso che le ha fatto dimenticare tutto. Me e la famiglia. Le ferie erano solo con lui, le feste solo con lui (un natale mi ha lasciata completamente sola a casa, svariati compleanni anche..),le serate solo con lui. Ho passato un'adolescenza solitaria, senza guida, senza aiuti. Ho conosciuto brutti giri, brutta gente. Poi l'incontro con mio marito e l'arrivo dei miei figli mi ha salvata.
Il suo compagno però dopo pochi anni è mancato e mentre fino ad allora io contavo meno dello zero, dalla morte in poi le è venuto un attaccamento morboso che io mal sopporto.
Ovviamente racconta a tutti che lei è sola e poverina e io la cattiva. Sono stufa e direi che la parola che piu mi rappresenta è "schifata". Non perde occasione per parlar male di me anche con amici e parenti ma anche con mio marito se capita.
Le dico solo che lo scorso anno, dopo insistenze varie, abbiamo passato una festa da lei e quando siamo arrivati mi ha subito detto che nel pomeriggio avrebbe portato bambini e genero a vedere una festa e io (che non potevo camminare causa incidente) lì avrei aspettati a casa. Cioè.. Io rinuncio ad andare dove dovevo con la mia famiglia, e lei non si fa il minimo scrupolo nel pensare di lasciarmi a casa sola durante una festa.
È un continuo lanciarmi frecciate sul venire a vivere da noi, lo fa scherzando per poi dire che era una battuta, ma intanto lo fa... Di continuo e la cosa mi crea uno stress assurdo.
Se organizziamo una vacanza, almeno una decina di volte riesce a dire ai miei figli "e la nonna non la portate? Vengo anche io? Posso venire? Per me non c'è posto?".
Questo mi crea ansia, stress e nervoso. La mia psicologa mi aveva definito una claustrofobica relazionale.. Mi sento il suo peso addosso e non è giusto. Mi ha cresciuto come una selvatica solitaria che per sopravvivere ha dovuto imparare a farsi amica della solitudine assoluta e adesso vuole infilarsi a tutti i costi in ciò che mi sono creata a fatica.

Risposta del Dott.Zambello: Faccia la sua vita, segua la sua famiglia. Ma non discuta con sua madre, non serve. Ella penserà sempre di aver fatto tutto ciò che poteva. E, forse, è vero.


Aggiunto: Settembre 20, 2020
ELIMINA QUESTA DOMANDA RISPONDI ALLA DOMANDA Guarda IP address


Domanda allo psicoterapeuta:


Dottor Zambello lei crede che i social media abbiano all'interno delle insidie che portano altre insidie relazionali tra le varie persone iscritte a questi?

Risposta del Dott.Zambello: Non conosco il problema


Aggiunto: Settembre 19, 2020
ELIMINA QUESTA DOMANDA RISPONDI ALLA DOMANDA Guarda IP address


Domanda allo psicoterapeuta:


Dottore che fare quando il paziente attraversa un grande momento di stanca? Grazie

Risposta del Dott.Zambello: Lo chiede cpme paziente o come collega?


Aggiunto: Settembre 18, 2020
ELIMINA QUESTA DOMANDA RISPONDI ALLA DOMANDA Guarda IP address


Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno dott. Zambello, la aggiorno sull'andamento della nuova psicoterapia che ho intrapreso.
Ho fatto anche la seconda seduta e il terapeuta mi piace, mi sembra di trovarmi bene; nonostante ciò, continuo a pensare alla mia ex terapeuta (come le scrivevo nella scorsa domanda), a volte mi viene voglia di tornare da lei (nonostante mi trovi bene con il nuovo terapeuta). Non so cosa fare.
Ovviamente, intendo fare tutte le sedute "preliminari" con il nuovo terapeuta e solo dopo prendere una decisione.
Sono abbastanza in ansia: ho paura di fare la scelta sbagliata, sia che torni dalla ex terapeuta, sia che rimanga con il nuovo terapeuta. Se può, mi può dare un consiglio per stare più tranquillo in questa fase?

Risposta del Dott.Zambello: Innanzitutto faccia le tre sedute e poi, ne parli con il suo terapeuta. Capirà con lui cosa fare.


Aggiunto: Settembre 17, 2020
ELIMINA QUESTA DOMANDA RISPONDI ALLA DOMANDA Guarda IP address


Domanda allo psicoterapeuta:


Si adesso vivo come posso. Ora però voglio farle una domanda secca.
Generalizzando, visto che non conosce mio marito, ma un omosessuale latente può fare sesso in continuazione con donne per trovare conferma della sua eterosessualità? Può essere un modo per dire ok faccio sesso con donne e mi confermo che non sono omosessuale?

Risposta del Dott.Zambello: A parte che la definizione di omosessuale latente é impropria. Siamo tutti degli omosessuali latenti. Nella realtà, da sempre, tradizionalmente gli omosessuali si sono sempre nascosti. Non erano socialmente accettati e erano costretti o a sposarsi o farsi prete. I guai, almeno nel secondo caso, sono sotto gli occhi di tutti.
Ho conosciuto decine di mariti e padri che erano degli omosessuali. Ho conosciuto altrettanto,decine di uominiche erano etichettati come effeminati e invece erano totalmente etero.
La sessualità è un favoloso mistero.


Aggiunto: Settembre 16, 2020
ELIMINA QUESTA DOMANDA RISPONDI ALLA DOMANDA Guarda IP address


Domanda allo psicoterapeuta:


Buonasera,
mi chiamo Anna e sono una moglie sposata da 40 anni con 3 figli. Mi preoccupa mio marito: con lui non ho fatto un buon matrimonio e non ho potuto divorziare per non dare un dispiacere ai miei genitori fortemente religiosi.
Non lo vedo un uomo di sostanza o meglio non lo vedo uomo. A letto non è mai stato un granché, non è stato mai capace di relazionarsi con altri uomini e non è stato mai in grado di occuparsi di cose da uomini: lo devo fare io visto che non lo fa; lui pensa a fare la spesa, pensa a raccapezzare un calzino, pensa a come devo cucinare o a lavare i piatti per fare economia sulle utenze ma non pensa ai problemi seri.
Come dicevo non sa relazionarsi con altri uomini: adesso frequenta un amico omosessuale e a volte va a casa sua a vedere la partita o a fargli le pulizie di casa a gratis (le potrebbe fare nella nostra casa ma non lo fa)
A volte ho pensato che anche lui fosse omosessuale però l'ho beccato più volte con altre donne, donne da marciapiede.
Questo mi fa pensare che lui nasconda un'omosessualità latente e vada a letto con donne a pagamento per confermare il suo essere uomo! Può essere?

Risposta del Dott.Zambello: Non lo so. Che può o potrebbe fare oggi dopo 40 anni di matrimonio? Niente. Cercate di vivervi senza farvi male.


Aggiunto: Settembre 15, 2020
ELIMINA QUESTA DOMANDA RISPONDI ALLA DOMANDA Guarda IP address


Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno.Ho un disturbo schizoaffettivo. Sono in analisi da molto tempo, ma è da paio d'anni circa che mi sento di essere fermo. Non sento più coinvolgimento emotivo. Ho la sensazione di stare indurendo e di stare diventando freddo. Conosce questa sensazione? L'unico modo in cui posso descriverla è usando il termine "inumana". Ho letto molto di psicoanalisi e di psicoterapia, cercando delle informazioni che potessero darmi speranza, notizie di persone con gravi disturbi psicologici che fossero riuscite a trasformarli, durante una terapia, e riuscendo cosí ad avere una vita normale. Ho molta paura. Ho due domande:lei crede che con molti anni di analisi e terapia si possa riuscire a cambiare la propria condizione? o devo rassegnarmi e vivere una pallida imitazione della vita? cosa posso aspettarmi?
La seconda è se per favore può spiegarmi che cos'è questo sentimento di "inumano",questo freddo,questa alienazione. Ho bisogno di capire. La ringrazio

Risposta del Dott.Zambello: Buon giorno Daniel.
Le posso rispondere solo su un piano di esperienza personale e clinica.
Si, credo che l'analisi, il rapporto terapeutico,
possa modificare strutture profonde della personalità.
Il sentimento "inumano", freddo, come lei dice è il sintomo ma anche la dinamica del suo disturbo. É come se una parte della sua personalità si fosse staccata da lei. Come un arto che ha subito un'ischemia, é freddo.
E all'ora? Lei sente, crede che sia fredda, staccata, non sua ma, non é così. Se fosse così non sentirebbe dolore, non la andrebbe a cercare, non le darebbe fastidio. Nella realtà il suo disagio, dolore, raccontano che vi é ancora una comunicazione tra lei e quella parte. Si tratta di riconoscerla e percorrerla per riuscire ad usare ogni parte di sé.


Aggiunto: Settembre 15, 2020
ELIMINA QUESTA DOMANDA RISPONDI ALLA DOMANDA Guarda IP address
Powered by PHP Guestbook 1.7 from PHP Scripts
 
Numero di domande: 2215 Numero di pagine: 222 « First 1 2 3 4 5 6 7 Successivo › Ultima »

Medico psicoterapeuta e psicoanalista

Viasualizza la cartinaDott. Renzo Zambello
Via G. Fiamma 15 20129 Milano
Tel.+39 02 6697907
Cell. +39 347 2282733

Per appuntamento contattare telefonicamente
o via email
zambello.renzo@gmail.com