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Domanda allo psicoterapeuta:


Grazie per la risposta. Non riuscendoci autonomamente, un percorso di psicoterapia dinamica potrebbe aiutare ad "uccidere" il padre e a diventare un "super-uomo" (bambino consapevole)?

Risposta del Dott.Zambello: È lo scopo di una psicoterapiajunghiana: l'individuazione.


Aggiunto: Marzo 26, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno dottore, ho notato spesso che i figli che hanno perso il padre in giovane età o che sono stati abbandonati dal padre, poi, nella vita, hanno successo e realizzazione. È un caso o potrebbe c'entrare qualcosa il concetto di "uccidere il padre" (come lo intende la psicoanalisi)?

Risposta del Dott.Zambello: Uccidere il padre", oltre a non cercarla né sperarla, la morte del padre, significa andare oltre, superarne sia il bisogno che la dialettica "edipica". È l'equivalente del "Dio è morto" di Nietzsche.
Ne nascerà il "super-uomo" che, lei sa, non è un uomo potente ma, un bambino consapevole.
Purtroppo per arrivare ad "Uccidere " il padre, abbiamo bisogno di lui e, per un lungo periodo. Altre soluzioni sono sempre tanto costose.

: Marzo 26, 2019


Aggiunto: Marzo 26, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


"Se si desse dei pugni in testa non le farebbe certo male". Mi è sfuggita la parte dove dovrei ridere. Mi illumini, per favore.
Lei è capace solo di sputare sentenze. Facile dire che bisogna accettare la vita così com'è quando si è nati normali, vero?
Facile dire che bisogna farsene una ragione se la vita non è giusta quando lei ci vede e ci sente perfettamente, giusto?
È molto facile parlare quando si è fertile e si hanno dei figli e dei nipoti.
Devo continuare o ne ha avuto abbastanza?
Mi creda, se non fossimo su una piattaforma forma l'avrei già insultata e anche pesantemente. Si ritenga fortunato.
E la prossima volta, se non ha niente di intelligente da dire taccia, che è la cosa migliore.

Risposta del Dott.Zambello: Lei non sa niente di me come non sa niente degli altri. Li vede solo con i suoi occhi arrabbiati. Falsificando la realtà.
Se si fermasse un po', se per un po' tacesse invece ti fare a pezzi tutto o tutti si accorgerebbe che il mondo è ben diverso. Si accorgerebbe di quante persone soffrono e forse più di lei.
La smetta di buttar veleno. Sembra un polipo, sempre circondato dal suo nero.
Lei può dirmi quello che vuole. Lei non conosce.
Buona giornata.


Aggiunto: Marzo 17, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno Dottore, le scrivo perché sono in balìa dello sconforto più totale; premetto che il mio umore è sempre stato (fin da piccolo) tendente al basso e forse sono sempre stato un po’ “depresso” (ho avuto un’infanzia triste e ho solo ricordi dolorosi di quando ero bambino). Nel corso degli anni ho avuto solo dolori e fallimenti (scolastici, relazionali, affettivi, lavorativi). Ora sono arrivato a un punto in cui non riesco più a vivere: sento che non avrò mai un futuro decente e che non sarò mai felice e soddisfatto della mia vita. Mi sento senza speranze. Fingo di essere sereno, ma dentro di me mi sento morto ogni giorno di più. Non ho più la forza di andare avanti, vedo solo un futuro pieno di cose brutte. Mi sento sconnesso da me stesso, non so più chi sono davvero, cosa mi piace e cosa voglio davvero. Confronto costantemente la mia vita con quella degli altri e ne esco sempre sconfitto, con il morale a pezzi perché mi sento una nullità in confronto alle altre persone. Nei momenti più neri mi viene da pensare che l’unica soluzione sarebbe il suicidio, ma sono talmente inetto che non avrei neanche il coraggio di farlo: sono troppo inadeguato per vivere normalmente e troppo codardo per morire. Non sono capace di stare al mondo. Quando penso alla mia vita mi sento un disadattato e mi viene voglia di farla finita. Non so da dove cominciare per risollevarmi e non so a chi chiedere aiuto, ho paura che nessuno saprà e potrà mai aiutarmi. Mi sembra di essere in un tunnel senza via d’uscita, mi sento come in una gabbia di vetro che mi separa dal resto del mondo e dalla vita vera. Dottore mi dica cosa potrei fare perché davvero io non ce la faccio più. Grazie

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Paolo, anzitutto vada da uno psichiatra ma anche neurologo e si faccia prescrivere un antidepressivo. Non prenda benzodiazepine ( valium, tavor etc.).
Poi, si cerchi nella sua città uno/a psicoterapeuta e cominci a lavorare con lui.


Aggiunto: Marzo 17, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Addirittura? Cosa ho fatto o scritto di così terribile per meritare una risposta tanto cattiva?
Ho seguito il suo consiglio, ho chiesto quel tipo di farmaco al mio medico di base e poi ho voluto raccontarle come è andata, ho sbagliato?
Non mi fido degli psichiatri, è più forte di me.
Oppure le dà fastidio che io provi tanta rabbia nei confronti delle donne? Non le piacerà ma è così, e ho le mie ragioni, più che valide.
L'ironia l'ho persa già tantissimi anni fa, così tanti che ho perso il conto. Quindi mi scusi, ma la sua risposta non mi ha fatto ridere nemmeno un po'.

Risposta del Dott.Zambello: Ma basta.
La smetta di lottare contro tutto e tutti.
Non serve niente.
La vita è questa: giusta o ingiusta che sia.
Abbiamo solo una possibilità fare nostro quel motto dello spirito: "Una risata vi seppellirà" . Vale anche per noi, rivolta a noi stessi.
Buona giornata.


Aggiunto: Marzo 16, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile dott,
Ieri sono andata dal mio curante per il rinnovo prescrizioni degli ormoni e delle vitamine che prendo abitualmente. Essendo lì ho pensato di chiedergli un parere sull'assunzione di un farmaco stabilizzante dell'umore, di cui avevamo parlato.
Mi ha detto che si tratta di farmaci con potenziali effetti collaterali molto seri sul fegato, sui fattori di coagulazione del sangue, e altre robe che ora non ricordo.
Mi ha fatto capire che, dati i farmaci che già prendo da ormai 20 anni, sarebbe bene non sovraccaricare ulteriormente il fegato.
In ogni caso lui, senza il parere di uno psichiatra, la responsabilità di prescrivermi psicofarmaci non se la vuole prendere (e non ha tutti i torti).
Insomma, mi avrebbe fatto un'impegnativa per visita psichiatrica presso il CSM di zona ma io non ho voluto, non mi fido, mi toglierebbero la possibilità di poter adottare un bambino.
Alla fine me ne sono andata senza un niente di fatto e con il consiglio, da parte del medico, di provare a gestire la rabbia in altri modi tipo yoga o meditazione. Peccato che io, se le mie condizioni fisiche me lo permettessero, mi iscriverei subito a un corso di pugilato, per poter finalmente massacrare di botte le donne senza finire in carcere. Altro che yoga. So che è molto brutto da dire, ma è così.

Risposta del Dott.Zambello: Un po' di ironia aiuta sempre. Provi a utilizzarla su se stessa.

Se lei si desse qualche pugno in testa, male non le farebbe.


Aggiunto: Marzo 16, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile dottore la mia domanda è la seguente: perchè ci sono padri che invece di volere il benessere dei genitori vogliono invece la rovina? Un esempio è mio padre che ha comportamenti distruttivi nei miei confronti.

Risposta del Dott.Zambello: Perché non hanno superato il complesso di Laio. Perché non sono sei padri.


Aggiunto: Marzo 13, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno, grazie per la risposta. E invece cosa ne pensa di un neonato che, subito dopo la nascita, viene messo in incubatrice per alcuni giorni, senza poter essere toccato dalla madre? Ci potrebbe essere un "imprinting" negativo?

Risposta del Dott.Zambello: Una esperienza orribile.
Sbagliata.
Il bambino ha bisogno, un bisogno non rinunciabile di essere "continuamente " accarezzato, toccato.
Mi dicono che oggi è il costo più alto che un reparto dove vi siano tanti bambini nati prematuri. Una assistenza professionale continua, fisica, al neonato.


Aggiunto: Marzo 12, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Buongiorno,
non essere stati allattati al seno da neonati, può influire negativamente sul benessere emotivo futuro del bambino?

Risposta del Dott.Zambello: Quella che pone lei è una questione che negli ultimi decenni ha focalizzato l'attenzione di psicologi, psicoanalisti, medici e studiosi.
La mia è solo un'impressione che non ha nessuna rilevanza scientifica.
Credo che il bambino abbia bisogno in primis di mangiare ma subito, sullo stesso piano, di una madre che lo accoglie dedicandosi totalmente a lui.
Ora questa accoglienza può avvenire con una differenza di comportamenti sufficientemente grande.
Il bambino insomma deve sentire la madre. Che poi questa tiri o meno fuori il seno, non è determinante


Aggiunto: Marzo 11, 2019
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottore, a parte l’analisi presso qualche specialista, esistono delle tecniche come dire “cssalinghe” per stati di ansia improvvisi? Cioè a cosa ricorrere quando questi si presentano? Non vorrei assumere farmaci. Grazie, le auguro buona serata

Risposta del Dott.Zambello: Tantissime. C'è una grande attenzione anche del mercato per necessità come la sua.
Mi riferisco allo yoga, meditazione e similari.
Una mia amica mi dice che segue un programma postato su Youtube di yoga tutte le mattine e di esserne molto contenta.
Personalmente credo che ogni cosa che ci permette di attaccarci dal nostro lup mentale, ci fa bene.


Aggiunto: Marzo 11, 2019
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