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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile Dott. Zambello, ho un figlio di 14 anni che frequenta la 1° superiore. Io nel mio intimo sento che non studia a sufficienza e soprattutto con la concentrazione necessaria per poter andare avanti in questa scuola e di conseguanza faccio sempre i compiti con lui o lo chiamo ogni mezz'ora, insomma lo seguo molto per far si che lui faccia il suo dovere. Ora mi rendo conto però che non serve a nulla perchè se lui sia appoggia a me poi da solo non riesce a fare nulla. So che devo responsabilizzarlo lasciandogli fare anche degli sbagli e facendogli prendere i voti che merita, ma ho troppa paura che se dovesse lasciarsi andare e quindi andare male a scuola la sua frustrazione diventi negativa e lui si abbatta ancora d più, invece di reagire e cercare di fare da solo. Ho paura perchè vedo che già da sè lui non ha troppa autostima verso il rapporto con la scuola e quindi ho paura che se non lo seguo e lo sorreggo lui di abbatta. Anche alle medie ho fatto fatica per tutti 3 gli anni ed è uscito con la sufficienza. Però non ce la faccio più perchè lui mi chiama in ufficio e dobbiamo fare gli esercizi al telefono e quando studia da solo un argomento, io vedo che non lo ha appreso come dovrebbe. Non l'ho mai punito e nemmeno gli ho tolto cose che a lui piacciono come la playstation o la tv. So che dovrei farlo ma ho troppa paura delle conseguenze per il suo futuro di uomo insicuro e frustrato. Mi piacerebbe tanto leggere un suo consiglio. Grazie per la disponibilità Paola Vanni

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Paola,

mi verebbe voglia di "metterla in castigo" almeno per qualche mese con la speranza che la smetta di fare la chioccia castrante ma, sento che lei lo sa. Sa di essere castrante, sa di far crescere un figlio senza riconoscergli i suoi "attributi", anzi, li mette continuamente in dubbio. Si prenda le sue responsabilità. Sappia, lo ribadisco anch'io che se continua così fra qualche anno lei avrà fatto un bel "bamboccione" meglio un "cappone".

Non sto qua a spiegarle che le frustrazioni compreso le bocciature, rinforzano. Certo il suo compito è di contenere, essere presente ma non quantitativamente ma qualitativamente. Auguri, a suo figlio.


Aggiunto: Ottobre 20, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


salve sono 3 anni che non riesco a sbloccarmi psicologicamente praticamente la mia voglia di fare l'amore è calata parecchio ne ho risentito oltre che mentalmente anche fisicamente. Il mio pene è come se si fosse rintanato mi scusi per la mia spontaneita'. cosa devo fare?

Risposta del Dott.Zambello: Chiedersi il perchè, affrontare "le cose" che tre anni fa le hanno fatto paura o rabbia. Se da solo non ce la fa chieda aiuto ad uno psicoterapeuta sessuologo. A volte, nei casi come il suo, bastano anche pochi incontri.


Aggiunto: Ottobre 20, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile dottore,
dal 2007 soffro di attacchi di panico. Ho 25 anni e una vita perfetta.
La prima volta mi capitò a maggio 2007, dal nulla. Mia madre, medico, non riusciva a capire cosa mi stesse accadendo, così come i medici del pronto soccorso in cui fui portata quel giorno (ero in preda a tremori, senso di vomito ed inappetenza, tachicardia, sudorazione e rigidità del collo). Le analisi erano perfette (sono una ragazza sana e non ho mai sofferto di problemi particolari).
Poi dopo circa un mese, un medico amico di famiglia riconobbe il disturbo e mi prescrisse dei farmaci omeopatici (tilia tomentosa + gelsenium semper virens). Arrivarono i primi risultati, ma nel frattempo avevo perso peso perchè la sera non riuscivo a cenare e quindi ero debole.
Negli anni la situazione sembrava essere scemata (circa tre-quattro attacchi all'anno e qualche situazione di disagio lieve e controllabile), nel frattempo mi sono laureata, ho cambiato fidanzato, ho iniziato il corso di laurea specialistica e da luglio lavoro, cercando di finire gli studi. Sono soddisfatta della mia vita professionale. Ho ottimi amici, vado d'accordo con la mia famiglia, amo il mio ragazzo e sono ricambiata.
Ma dentro di me c'è quell'ombra, che ogni tanto viene fuori. Dal rientro dalle vacanze non sono mai stata bene al 100%. Sono un pochino ipocondriaca e facilmente impressionabile. Da quando ho iniziato a lavorare credo di essere stressata, e questo si ripercuote sul mio fisico. Inoltre, sono tornati gli attacchi di panico: a volte lievi, a volte forti(tachicardia, lievi tremori, inappetenza serale, stanchezza, spossamento, apparente dolore al cuore e pesantezza al petto, come un soffocamento, mal di testa, secchezza delle fauci, bruxismo: il tutto dura un'oretta, poi inizio a fare un sacco di pipì e mi passa)
A volte il senso di disagio dura alcune ore, accompagnato da problemi di digestione, lieve gastrite e colite.
A volte ho paura che le persone a me care si ammalino e muoiano, o che succeda a me, e questa cosa scatena senso di ansia.
Sono stanca di tutto questo. Ne parlo razionalmente con tutti quelli a me vicini, che sanno tutto. Credo che parlarne sia un modo per debellare il disturbo, ma non è più così. Non voglio più stare male. Non ho mai pensato di rivolgermi ad uno specialista, un po' perchè credo di non avere problemi, un po' per i costi.
Mi scuso per la lunghezza del messaggio. Crede che la mia situazione sia grave? Durerà per tutta la vita?
Grazie in anticipo.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Fede,
credo che lei abbia un disturbo da nevrosi e come tutti questi disturbi o lei lo affronta o tenderà a cronicizzarsi.
La terapia non è un costo é un investimento quanto la scuola e l'università. Certo, sarà un lavoro lungo, impegnativo e perché no, costoso, in tutti i sensi, però, questa mi sembra la via possibile.


Aggiunto: Ottobre 18, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


salve.sono una ragazza di 28 anni..volevo chiedere un parere..da piccola sono caduta per le scale correndo..3 anni fa mio padre e' morto(infarto di notte)e da li ho avuto uno stato di shok enorme..e da li mi e' venuta una paura di cadere e di morire..quindi sara' strano ma quando le faccio mi blocco e nn riesco a farle..le pensa che con l'iponsi si puo' curare?grazie distinti saluti

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Stefania,
lasci stare l'ipnosi, non c'entra niente. Lei ha fatto i conti, come tutti, con la morte, e si é terrorizzata. Sposta, esorcizza questa paura spostandola sulle scale. Basta evitarle e la paura non c'è più. Non è così, bisogna affrontarla e l'ipnosi appare come un'altra fuga.


Aggiunto: Ottobre 18, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Mio marito, 72 anni è diventato impotente e per di più è stato sempre affetto da dipendenza sessuale. Non fa altro che frequentare donne facili, anche se dice che non riesce neanche con loro. Può una attività sessuale esagerata come l'ha avuta lui portarlo a questo? la ringrazio.

Risposta del Dott.Zambello: No. L'attività sessuale, anche esagerata, stimola la funzione, non la deprime. Escludendo che a 72 anni sia emersa una nevrosi, è possibile tutto ma lo escluderei, è verosimile che sia subentrata una causa organica.


Aggiunto: Ottobre 16, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


mio figlio 15 anni ho scoperto per caso che e gay cosa devo fare?

Risposta del Dott.Zambello: Volergli bene.


Aggiunto: Ottobre 15, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gent. Dottore,
ho letto che con l'ipnosi si riesce a curare il panico di parlare in pubblico, vorrei un suo parere.
Grazie

Risposta del Dott.Zambello: Che le posso dire?. Psicoterapeuti-ipnotisti, persone serie, assicurano e portano dati clinici che dimostrerebbero che casi come il suo trovano sensibili benifici dalla Ipnosi. Io l'ho praticata poco e proprio non ho dati soggettivi per dare un giudizio. La maggior parte degli Ipnotisti oggi usa l'Ipnosi ericksoniana. Una Società di Ipnotisti ericksoniani è l'AMISI, www.amisi.it, ed ha soci in tutt'Italia.


Aggiunto: Ottobre 14, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Caro dottore volevo porle le seguenti domande.
Da quattro mesi sto in terapia da uno psicoterapeuta ad indirizzo freudiano e mi reco ogni settimana una sola volta per una seduta per motivi di costo perchè sono ancora uno studente universitario.
La mia situazione è molto complessa e volevo dei chiarimenti e dei consigli da lei su come io possa trarre dei giovamenti dalla seduta piu al meglio.
Nella mia vita mi sono capitati molto episodi brutti. E' normale raccontare questi miei episodi al mio psicoterapeuta secondo il mio punto di vista cioè come io ho percepito quell'episodio, le sensazioni che un gesto fatto da una persona hanno rappresentato per me?
Questo perchè da bambino mio padre ha avuto certi comportamenti non belli verso di me e io li ho percepiti in un certo modo.
La seconda domanda che volevo porle è che il mio psicoterapeuta mi dice che i sogni sono molto importanti e che rilevano molte cose su di noi. A volte mi dice che i sogni raccontano il nostro vero io. E' vero o dicendo queste cose mi vuole mentire?
La terza domanda. il mio psicoterapeuta dice che lui non mi deve consigliare e che noi stessi in terapia dobbiamo trovare le giuste soluzioni ai nostri problemi. Anche questo è vero?

Risposta del Dott.Zambello: Si, è tutto vero. Il suo terapeuta ha ragione ma, se ha dei dubbi li chiarisca senza titubanze, col sul terapeuta.


Aggiunto: Ottobre 13, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Sono una donna di 60 anni che 10 anni, in seguito a lutti e divorzio, ha scelto di entrare in analisi.L'esito è stato costruttivo.Purtroppo 3 anni fà ho perso nel terremoto la mia unica figlia, mia madre, il lavoro, e dopo un anno il mio compagnoè morto a causa di un tumore.Ho deciso,quindi, di riandare dal mio ex analista perchè mi sostenesse in un periodo cosi' tragico e difficile. Lui ha accattato ed io, anche se con difficoltà l'ho pagato, ma, ad un certo punto lui ha incominciato a chiamarmi con un altro nome, il nome di una altra paziente. Mi ha dato come spiegazione che "l'altra" aveva un bel fisico.Poi ha incominciato a disconoscere i miei vissuti precedenti; mi raccontava i suoi incubi notturni e definiva i miei soldi solo simbolici ecc... Sono crollata e non riesco a riprendermi. Gli ho chiesto la restituzione dei miei scritti(poesie e sogni) e me li ha negati.In aggiunta alle tragedie reali ,oggi non riesco più ad essere creativa dopo questa "terapia".Non riesco più a dipingere.Riuscirò a sanare questo blocco alla mia creatività? Confido in una sua risposta. Con gratitudine Angela

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Angela,
lei è una roccia. Non si dispiaccia troppo, una quota di miseria è in carico ad ognuno di noi, lei ha visto quella del suo terapeuta. Continui, il suo compito è di esserci.


Aggiunto: Ottobre 13, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile Dottore,

a seguito di un periodo per me molto difficile ( è mancata mia zia per un tumore ai polmoni a gennaio e mio padre è stato operato d'urgenza al cuore, 4 bypass e valvola mitrale) mi sono ritrovata ad essere in un perenne stato di ansia per me e per i miei cari.
Interpreto ogni segnale del mio corpo come una malattia, come se stessi per star male o addirittura morire da un momento all'altro.
A volte riesco a controllarmi, altre volte invece cado in un profondo senso di sconforto.
Come posso reagire a tutto questo?
La ringrazio.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signora,
è possibile che le malattie ed i lutti in famiglia le abbiano mosso un nucleo ipocondriaco fino ad ora silente.
Dipende da quanto questa nevrosi è pervasiva, quanto la disturba nella sua vita "normale" affettiva e sociale.
Se lei dovesse valutare che è troppo fastidiosa, chieda aiuto ad uno psicoterapeuta.


Aggiunto: Ottobre 10, 2011
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