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Domanda allo psicoterapeuta:


come si puo, uscire dalla depressione

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Margherita,

le invio il link del mio video: Depressione e psicoterapia. http://youtu.be/nRbevPsh5_I


Aggiunto: Novembre 25, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Salve...La mia domanda è..l'ipnosi può togliere davvero il dolore? Mi dica la verità, per favore.. Davvero si può dimenticare? Lei può essere davvero più forte della mia memoria? Lei mi può aiutare a cancellare..? Non mi prenda in giro..glielo chiedo col cuore..sono distrutta.. Grazie.

Risposta del Dott.Zambello: Non ci penso proprio. Perchè dovrei cancellarle parte della sua esperienza, vita? lo scopo del terapeuta è quello di aiutarla a capire, elaborar, non negare la realtà.


Aggiunto: Novembre 23, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


buongiorno dott., sono un ragazzo di 29 anni e vorrei parlarle del mio problema...... nn riesco a capire se soffro di eiaculazione precoce...vorrei farle delle domande: anzitutto le dico che nn raggiungo mai l'orgasmo durante i preliminari, baci o rapporti orali, ma durante la penetrazione devo fermarmi troppo spesso perchè sento di raggiungere l'orgasmo.......ovviamente mi fermo e riesco a trattenere,ma questo mi porta,ripeto a dovermi fermare e nn credo sia bello per la partener...diciamo sostanzialmente che nn posso "spingere"per un minuto conseutivo perchè altrimento......esplodo.....tengo a dire tuttavia che se "esco" riesco a trattenere..... cosa ne pensa dottore? se metto preservativi ritardanti,tutto procede alla grande,ma perdo la sesibilità e nn mi piace molto... la ringrazio

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Davide,
lei ha una sessualità assolutamente nella norma. Forse è un po' più sensibile durante la penetrazione ma, anche questo, ripeto è nella norma. Se non le piacciono i persevativi, provi con un po' di pomata desensibilizzante, poca, messa sul glande


Aggiunto: Novembre 23, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


buongiono Dott. Zambello, mi chiamo Elena ed ho 51 anni. Sono la mamma di una ragazza autistica di 16 anni e ho un marito a cui voglio bene ma che mi ha lascita sola ad affrontare la malattia di nostra figlia. Lui è una persona molto sola che difficilmente socializza ed ha dei problemi di salute. Quello che in questo periodo mi fa star male, o meglio che si aggiunge all'impotenza che sento ogni giorno difronte alla malattia di mia figlia,è l'utopia di poter vivere una vita parallela.Il desiderio di poter ricevere amore, gentilezza, affetto, e non solo quello che ti può dare un'amica o un conoscente,sta diventando molto pressante mentre la mia razionalità mi fa vedere la nuda realtà dei fatti.Questa specie di guerra che sto vivendo mi fa star male. Cosa posso fare? La ringrazio per la sua attenzione.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signora Elena
il suo è un dolore urlato in un mondo di silenzio affettivo. Lei si chiede se è un suo diritto sperare che questa cappa che la isola dal mondo reale possa essere rotta. Si, non solo un diritto ma un dovere, le auguro proprio di riuscirci e penso che riportare un po' di luce nella sua realtà grigia non possa che fare bene a lei, a sua figlia e anche a suo marito.


Aggiunto: Novembre 22, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Caro dottore mi preoccupano alcuni atteggiamenti di mio figlio. ho un bambino di 4 anni, primo figlio e figlio unico e noto in lui alcuni atteggiamenti che non mi piacciono.
la sera vedo con lui il wrestling perchè a lui piace guardarla ed è ammirato di quei omoni muscolosi. infatti dice che da grande vuole diventare grande e forte come loro. mio marito è sempre a lavoro e torna la sera. devo essere sincera che lui quando la sera torna da lavoro gioca con lui sul lettone. ora mio marito è fisicamente piazzato perchè pratica rugby e mio figlio lo abbraccia, lo tocca fisicamente, le braccia, il petto e gioca con lui.mio marito poi lo abbraccia e si gioca anche lui fisicamente giocando a pugilato, a wrestling e gli mostra i muscoli. io in tutto questo mi devo preoccupare o devo lasciare le cose come stanno?come mi devo comportare?

Risposta del Dott.Zambello: Gent.ma Signora,
mi sono accorto ora di aver accantonato la sua domanda a luglio e di non averle risposto. Le chiedo scusa, forse ero in partenza per le vacanze ma, forse mi aveva irritato la sua domanda.
Possibile che una madre debba pensare in termini di omosessualità rispetto ad un figlio di 4 anni? Certo che non si deve preoccupare. La sessualità di un bambino è assolutamente non specifica, non ha pensieri e desideri di "genere". Se pensiamo che li facciano è perchè li facciamo noi e poi, magari, li proiettiamo su di loro.


Aggiunto: Luglio 13, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Gentile dottore,
Le scrivo in quanto vivo la fine delle storie in maniera devastante.
Sono un ragazzo gay di 31anni pienamente accettatosi.
Sono stato in terapia a partire dai 18 da una psichiatra e psicoterapeuta,che mi ha trattato anche con farmaci.
In questo momento è un mese che prendo cipralex, dosaggio massimo, e all inizio dovevo prendere pure lexotan e qualcosa per dormire.
E finita una storia e come sempre ci credevo, mi ero impegnato tanto ma lui mi faceva credere.delle cose e in realtà mi tradiva, sempre.
A parte tutti i dettagli orribili che tra.l altro ho voluto mi raccontasse lui, sono stato male come non credevo.sì.potesse... È partito come un meccanismo.di lutto /fallimento /sentirmi sbagliato non sufficiente... Non riuscivo a non piangere.. Mi sembrava di impazzire... Mi mancava e invidiavo suo modo di vivere le storie Senza farsi travolgere come me. Ho ancora episodi in cui sto male e non mi sono ancora stabilizzato...lavoro a giorni alterni e mi rifugio in casa e nel sonno.
Le vorrei chiedere non mogliorero mai? Ci sono momenti in cui mi.sento finito e non vedo nulla di.fronte a me. Le persone che mi stanno accanto mi consigliano di cambiare terapeuta e di lasciare.i medicinali.
Lei cosa mi può consiliare?
Grazie infinite.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Roberto,
Le due cose sono diverse. La prima, il lutto, occorono circa tre, quattro mesi prima di elaborare un lutto. E' difficile. Cosa diversa la sua terapia, non so proprio niente, certo, tre anni sono un po' tantini. Forse farebbe bene chiedersi perche' cosi' tanto.


Aggiunto: Novembre 20, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Salve ho 33 anni e soffro di ansia da prestazione, premetto che ho avuto anche in passato delle defaiance ma passeggere... ora nell'ultimo mese non riesco a trovare piu la tranquillità e le defaiance sono aumentate non riuscendo più a fare l'amore con la mia ragazza.
Cosa mi consiglia di fare?
Sicuro di una sua risposta la ringrazio anticipatamente!!!
Alessio

Risposta del Dott.Zambello: Gent.m Signor Alessio,
niente, non faccia niente. Non ci pensi, se fra un mese, non prima, dovesse continuare ad avere problemi chieda aiuto ad uno psicoterapeuta sessuologo.


Aggiunto: Novembre 17, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


 Gentile. Dr.Zambello scrivo su questo blog per le mie paure. Ho visto per tv quello terrificante disgrazia a genova. Oltre a dispiacermi tanto, ho cominciato a pensare se questa cosa succedeva a mio paese.(quel brutto tempo).come mi sarei comportato come avrei reagitto? Io sono un tipo molto ansioso con il cuore in gola.ho problemi con il mio corpo senza che ci siano cause esterne ho il cuore che va Sui 130 per le mie paure per un disaggip corpeo cioe cose tra me e me. Mi prende l'ansia se comincia a piovere piu del solito. Ho preso tanta paura guardando tutta quel acqua a genova. Mi bastano e mi avanzano I miei disagi ci mancerebe anche il disagio naturale. Pensi Che noi ansiosi sofferenti di attacchi di panico noi con il cuore che parte subito ad arrivare a frequenze alte ce la possiamo fare a sopravivere difronte a catastrofi naturali. Sono molto procupato per cosa puo succedermi ce la faro a prendermi cura della mia famiglia dei miei bimbi in quel momento o il cuore mi tradira mi paralizzera o mi lasciera li secco. Ringraziamenti del sito.

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Signor Silvio,
c'è un detto:"fasciarsi la testa prima di rompersela", lei lo applica alla lettera.
Sappia che non serve, né a prevenire e neanche a curarsi in caso di bisogno. Anzi, lei trasmette ai suoi figli una paura, un'ansia di fondo che non è proprio di aiuto.
Se proprio sente che non ce la fa, chieda aiuto ad un medico, anche farmacologico ma, "non si fasci" inutilmente la testa e soprattutto non lo faccia ai suoi bambini.


Aggiunto: Novembre 16, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Salve Dottor Zambello, sono uno studente di 25 anni.
ultimamente credo di avere un disturbo di attacchi di panico, mi spiego meglio. La settimana scorsa prima della lezione parlavo con alcuni compagni di corso e mentre uno di loro raccontava un episodio il mio battito è aumentato, ho cominciato a sudate e a tremare, ho duvuto assolutamente distogliere lo sguardo e alzarmi per potermi riprendere. questa cosa mi è successa anche altre volte ma la cosa più pesante mi è accaduta qualche giorno dopo prima di entrare in aula. appena entro in facoltà mi aumenta il battito e man man che mi avvicinavo all'aula stavo peggio, sudavo e tremano a tal punto che ho proprio evitato di aprire la porta e sono subito tornato a casa.
A cosa può essere dovuto? Quali terapie mi consiglia?

Grazie dell'attenzione

Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Michael,
non ho la più pallida idea di cosa la disturbi ma penso sia molto probabile che il disagio da lei provato sia un sintomo di un "problema" profondo che lei fa fatica a prenderne consapevolezza.
Una psicoterapia, dinamica, la potrebbe aiutare.
Eviterei una scorciatoia farmacologica.


Aggiunto: Novembre 16, 2011
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Domanda allo psicoterapeuta:


Dottore Puo essere di avere un io biologico fragile sensibile e un altro io che nello stesso tempo non si rasegna che va in mezzo Che si trova in mezzo a tante dificolta e Che magari si puo anche rasegnare diciamo, dicendo Che non faro piu questo o altro perche e troppo per me e appena passata la tempesta comincia a pensare reagire nello stesso modo andando in contro al io biologico. ?Vorrei capire.grazie

Risposta del Dott.Zambello: Gen.mo Signore,
" Il coraggio uno non se lo può dare "
Così faceva dire il Manzoni a Don Abbondio nei Promessi Sposi. Le riporto quello che scrive a tale proposito un collega, Leonardo D'erasmo: "La frase è efficace, ma non è del tutto giusta. La paura non è una condanna del destino, né una condizione caratteriale. E' la voglia di non vivere.
Tante volte il pauroso non ha timore delle conseguenze del suo eventuale gesto audace, ma solo del cambiamento che questo produrrebbe."
Non lo so, non credo sia del tutto vero neanche questo. La paura è legata a strutture biologiche antiche e la sua risposta non passa per la corteccia. Però, e questa e la mia esperienza clinica, la terapia struttura e rafforza l'Io rendendolo più capace di rapportarsi col mondo esterno.


Aggiunto: Novembre 15, 2011
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